L’alieno che mi dimora dentro.

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo, durante la telefonata con Matteo, Gioia Deciderà di rivelare solo una parte di verità (100%)

Mezze verità.

 Hai presente quando ti ritrovi a vivere quei momenti duranti i quali avresti solo bisogno di sapere di poter comporre il numero di qualcuno nel cuore della notte con la certezza che una voce amica possa ascoltarti e fare in modo che il tuo cuore riprenda a battere normalmente?

Da bambina ero  convinta che il mondo si dividesse fondamentalmente in due categorie principali: da una parte c’erano i buoni, quelli che avrebbero fatto di tutto pur di aiutare una persona in difficoltà, e dall’altra vi erano i cattivi, i quali, invece, erano la causa principale della sofferenza provata da tutti coloro che cercavano un minimo di conforto negli uomini che appartenevano alla prima categoria.

Ma poi sono cresciuta, e allora ho iniziato a rendermi conto che sia impossibile fare questa differenziazione: tutti gli esseri umani hanno un lato oscuro che aspetta solo l’occasione giusta per poter fare ufficialmente la propria comparsa e smettere di vivere recluso nell’inesplorato regno delle tenebre, facendoci scoprire tutti quelli  aspetti del nostro carattere che non sapevano neanche  di possedere.

Poco più tardi capii quale fossero quali categorie alle quali avevo creduto da bambina: quella degli orgogliosi e quella di coloro che decidono spontaneamente di mettere l’orgoglio per essere felici, e devo ammettere di far parte del primo gruppo.

Ti ho già detto di essere una ragazza che non chiede mai aiuto, ma delle volte anche a noi piacerebbe che qualcuno tendesse una mano per aiutarci ad risalire dal ripido pozzo della sofferenza, ma non troviamo mai il coraggio di ammetterlo a noi stessi, nè gli altri riescono a comprenderlo; proprio per questo la telefonata di Matteo mi stupì, perché non credevo che mi mancasse così tanto nè che io mancassi a lui.

Risposi dopo il terzo squillo, cercando di non pensare alla fitta di dolore che mi attraversava il basso ventre

-Ciao, ti disturbo?- mi chiese lui, e mi fu impossibile non pensare alla difficoltà di poter arrecare del disturbo ad una persona costretta a quella che io chiamo “degenza forzata” (dopotutto io chiedo continuamente di essere rimandata a casa, forse perché inconsciamente credo che -e questa è sicuramente opera tua-, quando verrà quel giorno, mi piacerebbe trovarmi in un luogo a me familiare, non in una squallida ed anonima stanza ospedaliera)

-È solo che…vedi…- continuò lui in risposta al mio silenzio, interrompendosi continuamente

-Puoi andare dritto al sodo?- gli chiesi io con tono più distaccato possibile: il dolore aveva ormai lasciato posto a delle vampate di calore, come se qualcuno avesse appiccato un incendio doloso all’interno del mio già martoriato stomaco

-È solo che da quel giorno nessuno ti ha più vista, quindi ho pensato che…- si fermò un attimo prima di continuare  -Non ti avranno mica inserita all’interno di uno di quei programmi di protezione, vero?-

Ammetto di aver accennato un leggero sorriso, ma quando ripensai al giorno al quale Matteo aveva fatto riferimento mi si gelò il sangue: svenni a scuola e venni portata per la prima volta in ospedale, dove ci incontrammo.

A proposito di scuola:i miei genitori hanno parlato ai professori della mia situazione, e insieme sono giunti alla conclusione che sia meglio per me smettere di frequentare le lezioni per”permettermi di  riprendermi più in fretta e tornare più forte di prima”, come se tutti i soprusi e le angherie verificatisi all’interno di quell’edificio non mi abbiano già abbastanza fortificata.

-Sei ancora lì?- la voce di Matteo mi riportò alla realtà

“Sono qui, ma non per mio volere” pensai

-Sì, ci sono ancora. E non preoccuparti, non sono in nessuno programma di protrazione, è solo che…- mi fermai per riflettere -I dottori vogliono farmi fare degli esami, anche se credono sia solo un po’ di stress-

-Vuoi che passi da te?- rilanciò lui, e non mi sarebbe neanche dispiaciuto, ma lui intendeva “passare a casa mia”, non in ospedale

-In realtà dovrò stare un paio di giorni in ospedale-

-Per un po’ di stress?- chiese, e immaginai la sua espressione confusa

-Sai come si dice: meglio prevenire che curare; avendone la possibilità faccio un controllo completo, tanto saranno tutte assenze giustificate- risposi tentando di buttarla sul ridere, ma Matteo non è scemo e mi dispiace mentirgli, ma non posso dirgli tutto adesso.

-Allora mi chiamerai tu quando sarai libera?- chiese, ma io non risposi: sarei mai stata più libera?

-Gioia?-

-Sì?-

-Ti amo- mi disse, ma chiusi la telefonata prima di dargli una risposta: lo avrei fatto soffrire, e lui non me lo avrebbe mai perdonato.

Nel prossimo episodio scopriremo qualcosa della vita “presente” di Gioia. Parliamo di...

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29 Commenti

  • Capitolo 5)

    Ciao Rossella!

    I suggerimenti che posso darti per questo capitolo sono più o meno gli stessi. Qualche virgola in più, qualche pausa (punto) in più per aiutare il lettore. Abbiamo capito che l’intenzione sia quello di un flusso di coscienza, ma così a tratti diventa davvero difficile seguirti, specie se c’è qualche refuso lungo la strada. Il rischio non è far perdere il lettore nella narrazione, soffocarlo, ma perdere l’interesse. E questo sarebbe un vero peccato!
    Occorre maggiore revisione in generale, ma l’idea mi pare sempre buona.
    Sono certo che può esserci qualche altro progresso lungo la strada. 😉

    Spero di essere tornato utile anche questa volta.
    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dMXqyJeV78k

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per essere e per continuare a seguire questa storia nonostante le mille imperfezioni che, pur cercando in tutti i modi di evitare, sembrano quasi tendermi degli agguati, nascondendosi negli angoli più difficili da individuare (almeno ciò che accade durante la prima stesura, come se dopo prendessero la decisione di uscire tutti insiemi allo scoperto).
      Per quanto riguarda il flusso di coscienza: l’intento Iniziale era quello di narrare la storia totalmente dal punto di vista della protagonista, ma ammetto che, pian piano, la narrazione ha preso il sopravvento su me stessa , ma sono comunque consapevole del fatto che debba tenere ciò ancora più sotto controllo.
      Grazie mille anche per la lettura dei vari capitoli -ammetto che faccia una strano effetto ascoltarli e non leggerli😂-.
      A presto!
      -Rossella ✨-

  • Ciao Rossella, ho visto che spesso usate il mio nome nei vostri racconti (l’altro era Red Dragon se non sbaglio), naturalmente la cosa mi fa molto piacere e attendo di sapere che tipo è questa Angela. Ho scelto quella che va per la maggiore cioè: i rapporti inizialmente freddi poi miglioreranno. In effetti è quello che succede più o meno in tutti i racconti, cioè le cose cambiano, si evolvono e la storia va avanti. A rileggerti.

    • Ciao, grazie per essere passata.
      In effetti mi sono resa conto, grazie al tuo commento, di usare spesso il nome “Angela” in riferimento ad un personaggio (ho fatto lo stesso anche all’interno del mio primo libro “Le Scelte Della Vita” pubblicato l’anno scorso), probabilmente perché, ma questo ovviamente è solo il mio modestissimo parere, questo nome è uno dei primi ai quali si pensa quasi all’istante.
      Ciò significa che dovrò giocare un po’ più con la fantasia? Forse 😅
      Spero che questa storia possa ancora continuare ad essere di tuo gradimento.
      A presto!
      -Rossella-

    • Ciao, come già messo per iscritto nel commento appena pubblicato ti ringrazio per continuare a seguire questa storia.
      Grazie per l’appellativo “attraente” attribuito alla narrazione: Gioia è sicuramente un personaggio impegnativo -nonostante la protagonista del mio libro “Le scelte della vita” lo sia notevolmente di più 😂-, e sapere di star riuscendo a far trapelare i mie pensieri a riguardo mi fa davvero molto piacere.
      Per quanto riguarda il colpo di scena finale: ci sto lavorando, ma purtroppo i vari impegni scolastici -l’università mi sta impegnando più di quanto credessi al liceo 😂- non sembrano voler collaborare.
      Grazie ancora per essere passato e alla prossimo!
      -Rossella✨-

  • Capitolo 4)

    Ciao Rossella! Avrei voluto recuperare questo episodio in video, ma non mi riesce per questa volta volta. Sentire il contrasto fra scritto e letto, specie da altri, può far capire meglio dove si trovano alcune lacune e alcuni tempi da ricontrollare all’interno della storia.
    Come suggerisce Fenderman, ci sono ancora diverse correzioni da fare, ma si nota l’impegno e l’intenzione di proporre qualcosa di più maturo. Il consiglio di Fenderman è vitale: la semplicità vince su tutto, anche se sulle prime potrebbe non piacerti come suona. La semplicità arriva diretta al lettore. Prova non tanto a semplificare, ma ad esprimere i concetti nel modo più semplice che trovi.
    Spesso, non sapendo come spiegare qualcosa, tendiamo a fare molti giri di parole, nel parlato. Nella scrittura, a meno che non sia proprio una caratteristica del “parlato” del personaggio, dobbiamo stringere sui tempi e sui concetti.
    Trovo che ci siano delle belle riflessioni in questo capitolo, ma temo finiscano per risultare un po’ confuse all’interno della narrazione. Si vede che stai sperimentando e provando a metterti in gioco, quindi non buttarti giù 😉
    Questa esperienza ti tornerà di certo utile in futuro. Più attenzione alla punteggiatura e ai tempi verbali.
    Nell’impostazione della storia, essere criptici per non rivelare alcuni passaggi è buono, giusto per far intendere alcune situazioni, ma devi calibrare bene la disposizione delle rivelazioni e dei “tempi” della narrazione. Il prossimo sarà l’episodio di metà racconto, quindi il lettore dovrà sentirsi completamente trascinato all’interno della storia. 😉

    Aspettiamo il prossimo!
    Buona scrittura. 🙂

  • Ciao Rossella,
    potrei copiare qui il commento del 31 Agosto.
    Insisti nello snellire e abbreviare i periodi, non aggiungere parole superflue che appesantiscono la trama. Rileggi a voce alta e ti renderai conto che ogni tanto si deve riprendere fiato. Comunque i progressi ci sono e il dramma è palpabile, arriva.
    Voto gli amici, buona domenica.

  • Capitolo 3)

    Ciao Rossella!

    Questo capitolo potrebbe aprire una linea di comprensione della storia, e forse proprio tra queste righe hai voluto nascondere la tua chiave di lettura… oppure la nostra.
    Io voto per una mezza verità, spesso è difficile dire le cose come stanno, e si rimane intrappolati nelle mezze verità.
    C’è qualche refuso di certo indotto da qualche taglio, il mio consiglio è sempre quello di rileggere il capitolo un’ultima volta quando è stato caricato sul sito, così da togliere alcuni errori banali.
    Per quanto riguarda la stesura, mi accodo di nuovo al consiglio già dato da Fenderman: qualche volta bisogna ricostruire il periodo, così da ottimizzare il senso e la scorrevolezza.
    Voglio però farti un esempio:

    “Per il momento l’unica cosa certa è che le mie condizioni di salute stanno peggiorando, o almeno queste sono le parole pronunciate dal medico, il quale si è subito affrettato ad aggiungere che, tuttavia, una persona forte come me avrebbe di certo superato tutto.”
    Il questo caso avresti potuto risolvere tagliando “Per il momento l’unica cosa certa è che”.

    Oppure:
    Forse Pirandello non aveva poi tutti i torti: il teatro pirandelliano, infatti, prende avvio da delle novelle durante il corso delle quali si avvicendano i dialoghi dei vari personaggi, in quanto, secondo il già citato Pirandello, “la vita umana non è nient’altro che teatro”.

    Qui trovo il tutto una spiegazione al lettore, fuori dal dialogo interiore del personaggio. Avresti potuto risolvere con:
    Forse Pirandello non aveva poi tutti i torti nel definire “la vita umana nient’altro che teatro”: siamo personaggi che, per mezzo delle proprie vicissitudini, avviano novelle da un comunissimo dialogo. – Non suona nello stesso modo, lo so, ma rappresenta più un dialogo interiore. Trovo che sia necessario fare attenzione, specie quando s’introducono discorsi simili, a non perdersi troppo in certe definizioni/ripetizioni.

    In generale c’è qualche termine che poteva essere rielaborato, ma trovo che il capitolo riesca a offrire al lettore l’esperienza da te pensata.
    Spero di essere tornato utile!
    Aspetto il prossimo 😉

    • Ciao, grazie per essere passato.
      Di solito tengo il terzo (a volte anche il quarto) capitolo proprio per cercare di creare una sorta di “linea di continuità”, ma probabilmente non sempre sono capace di riuscirci.
      Dopo questo capitolo credo che il prossimo sarà in gran parte di tipo dialogico ma, ad essere sincera non sono ancora riuscita ad abbozzarlo: vedremo cosa ne uscirà fuori!
      Alla prossima
      -Rossella✨-

  • Capitolo 2)

    Ciao Rossella!
    Occhio al tempo, come suggerisce Red Dragon, e al rischio di poter far sembrare il capitolo una ripetizione, come suggerito da Fenderman. Rielaborare alcuni pensieri è vitale per non stancare il lettore. I giri di parole rendono molto il caos interiore, ma quando sono finalizzati a porsi delle effettive domande; in questo capitolo, invece, tendono solo a raggiungere un tot di caratteri.
    Purtroppo, da lettore, in questo capitolo non ho avuto la spinta verso il prossimo. La domanda finale può anche risultare intrigante, ma di per sé temo che la narrazione non riesca ad avvolgere il lettore, allontanandolo dall’emozione.
    Può risultare difficile come concetto, lo so: c’è quello che vorresti trasmettere, il senso di peso, le difficoltà, ma per impostazione non riesco ad arrivare del tutto al lettore. Rielaborare è utile 🙂
    Qualche volta, anche se può sembrare folle, anche riscrivere da capo l’interno capitolo. Qualche refuso, ma nulla di grave 😉

    Spero di essere tornato utile.
    Alla prossima!

  • Ciao Rossella.
    Vedo uno snellimento nel testo ma puoi fare ancora molto. Ci sono tante parole di troppo che potresti semplicemente cancellare, espressioni che potresti semplificare. La semplificazione aiuta il lettore e non inficia la bontà del testo o la drammaticità del racconto. Anzi, a mio parere frasi brevi e ficcanti possono essere molto più efficaci di un giro di parole che può risultare “faticoso” da seguire.
    Il mio consiglio è di scrivere comunque come ti senti in prima stesura, e poi rileggere, o far rileggere, così da poter effettuare le modifiche e i tagli in tal senso. Una cosa che ho imparato su the incipit (anche per via dei 5000) che la stessa cosa si può dire in decine di modi diversi: la sfida è trovare il migliore!
    Alla prossima. Ciaooo🙋🌻
    Gioia migliora

    • Ciao, scusa il ritardo.
      Grazie mille per la visita e i consigli -c’ero di metterli in atto in ogni capitolo ma, purtroppo, non ho la certezza di riuscirci-
      In realtà riassumere non è proprio una qualità che potrei inserire all’interno di un ipotetico CV, ma prometto che cercherò di fare quanto più possibile.
      Grazie mille e a presto!
      -Rossella✨-

  • Sono un inguaribile ottimista: miglioreranno 🙂

    Ciao! Il capitolo presenta Salvo ma per il resto poco e niente accade che non sia già stato detto. Questo non è un difetto del capitolo in sé, ma semplicemente che i dieci capitoli arriveranno prima di quanto ti aspetti, quindi è meglio spingere un po’ più sull’acceleratore degli eventi (questa è una cosa che è stata detta anche a me e che puntualmente non seguo 😛 , quindi prendi il mio consiglio per quello che è 🙂 ).

    Ciao 🙂

    • Grazie mille per il consiglio e per essere passato da queste parti.
      In realtà sto ancora “prendendo la mano” con questa storia, la prima di questo genere che tratto qui su The Incipit; l’intento iniziale era quello di basarmi su libro “lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci, quindi su una narrazione “lenta” che ti fa assaporare la storia fino alla fine (o almeno questo è il mio pensiero al riguardo), ma non è detto che non possa cambiare stile per la storia di Gioia.
      Grazie ancora per essere passato e al prossimo capitolo!
      -Rossella✨-

  • Ciao, Rossella.
    Eccomi qui.
    Fenderman ti ha scritto tutto quel che c’era bisogno di scrivere. Anche secondo me, dovresti snellire: rischi di cadere nell’info dump e non è una buona cosa. Ho notato anche io qualche refusino, che però credo arrivi dalla mancanza di una rilettura accurata, quindi, facilmente risolvibile.
    La storia pare interessante, complicata di sicuro, non sarà facile ma, come dici tu: ami le sfide, perciò, tifo per te.
    Non ho capito se l’alieno è un disagio psicologico o se si tratti di una malattia di natura organica… ma io sono un po’ tarda e magari non ho colto.
    per il secondo episodio, voto il fratello, vediamo come va.

    Alla prossima!

    p.s. la descrizione mi ha fatto pensare a Danny (in Shining) che parla con il suo amico immaginario, quello che gli dice le cose, ma ho subito capito che non c’entra nulla 😉

    • Ciao, scusa se ti rispondo solo ora ma la mia connessione internet non voleva per nulla collaborare 😂
      Ringraziandoti per i consigli, rispondo subito alla tua domanda: “l’alieno” in questione è -purtroppo- una malattia organica, e ammetto di non aver pensato, in fase di scrittura, che avessi potuto trasformarlo in un qualche disagio psicologico…. chissà, magari potrebbe essere lo spunto per un’altra storia!
      Grazie ancora mille per essere passata.
      Al prossimo episodio!
      -Rossella✨-

  • Capitolo 1)

    Ciao Rossella!

    Non avevo ancora avuto il piacere di leggerti su The Incipit, mi pare.
    Come suggerisce Fenderman, alcuni passaggi gioverebbero di qualche pausa in più, anche se trovo che, per impostazione, lo stile scelto renda bene un monologo interiore sufficientemente caotico, quasi forsennato. Le molte precisazioni – come già suggerito sotto – possono distrarre il lettore dalla questione centrale, ma trovo che con le dovute pause il problema si risolverebbe da se. Qualche refuso, ma nulla di troppo snervante. Fenderman ha già consigliato il meglio.
    A mio giudizio, il capitolo è stato scorrevole, quindi con poche accortezze sei proprio sulla strada giusta. L’argomento è particolare, quindi posso dire che mi hai incuriosito.
    Aspetto di leggere il prossimo, anche per capire dove andrà la storia nonostante le nostre scelte.

    Al prossimo!
    Buona scrittura.

    • Ciao, innanzitutto grazie mille per avermi dedicato un po’ del tuo tempo.
      In realtà sono su questa piattaforma già da alcuni anni ma, a causa della preparazione per l’esame di maturità prima e per i test d’ingresso universitari poi, sono stata per un po’ costretta ad allontanarmene.
      Grazie anche per i consigli (quelli, soprattutto quando sono così costruttivi, non guastano mai, anzi) e le precisazioni, che cercherò sicuramente di mettere in atto già a partire dal prossimo episodio.
      A presto allora, spero che questa storia possa continuare ad entusiasmarti.
      -Rossella✨-

  • Ciao Rossella, bentornata.
    Soggetto impegnativo, non sarà una passeggiata raccontare una cosa così. Auguri, ce la farai.
    Vorrei, parlando della scrittura, dirti dell’impressione che ho avuto di una voglia forse eccessiva di raccontare troppo; dettagli e precisazioni che hanno affollato la pagina di parole e virgole, senza respiro, in periodi troppo lunghi che risultano faticosi.
    Snellire lo stile mi sembra la parolina magica, e poi attenta, forse usi troppo il condizionale, anche quando te lo potresti risparmiare. Attenta, Infine, a qualche piccolo refuso (che ci sta) e buon proseguimento, ti seguo. Ciao🌻🙋

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il commento.
      Ormai dovrebbe essersi capito quanto io amo le sfide, e non credo che i miei personaggi potranno mai essere da meno😅.
      Per quanto riguarda lo snellimento ti ringrazio di avermelo fatto notare, ho provato a fare il possibile affinché lo stile del capitolo non risultasse troppo “pesante” ma, a quanto pare, ho ancora molto da provare ed apprendere… ma nessun problema, The Incipit è sempre stato un’ottima palestra per me.
      Nel lasciarti, oltre ad augurarti un piacevole pomeriggio, non posso non invitarti a leggere il mio primo “vero” Romanzo, “Le scelte della vita”, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo è reperibile già online😊
      Grazie ancora mille e al prossimo capitolo!

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