L’essenza del fango

Il Leonde dorato di Ultimo Baluardo

   Al Comandante Samuel non piaceva esser svegliato prima del canto del gallo, perché solo chi viveva a sud di Ultimo Baluardo, era già vigile prima dell’alba. Eppure il dispaccio che la staffetta doveva consegnargli era di così vitale importanza che il messaggero s’era permesso di presentarsi nelle stanze private del Leone dorato. Del resto, che cosa si poteva aspettarsi da un meticcio?
– Comandante! – Annunciò il ragazzo dalla pelle olivastra, la chioma corvina e gli occhi verdi. Ma il signore della fortezza, un uomo dalla lunga e bionda chioma liscia, gli occhi di un freddo azzurro, la pelle perlacea e una corporatura possente, lo fece tacere con il suo sguardo glaciale.
– Nelle terre del deserto non v’insegnano le buone maniere? – Chiese esprimendosi in un idioma del settentrione. Idioma che il ragazzo, come buona parte della guarnigione, non poteva comprendere.
– Comandante! – Supplicò la staffetta esibendo il messaggio nella mano sudata. La sabbia del deserto che gli ricopriva le vesti si liberò nell’aria. Ma il cavaliere non lo ascoltò e scivolò fuori dal letto dando disposizione ai domestici di aprire le finestre. Uno strano odore di ratto si stava insinuando nei suoi appartamenti.
– Siediti ragazzo. – Gli ordinò mentre la colazione veniva servita nel piccolo balcone. Oltre ad esso la valle meridionale, dove il sacrificio di un’antica dea non era riuscito a tacere la piaga della siccità, era ancora immersa nella notte. – Saprai usare una sedia vero? O sai mangiare solo a terra, tra la polvere e lo sterco. – Lo beffeggiò. Quelle parole, dette in quella lingua straniera e tanto rigida, non ebbero significato per il messaggero del sud, ma il tono e la mano che indicava la sedia erano precisi e chiari.
   Dunque si sedette, il messaggio ancora impugnato tra le mani tese e tremanti, mani che avevano schioccato le redini del cammello per tutta la notte.
– Dunque che notizie porta il confine meridionale? – Chiese il comandante reggendo tra le mani un boccale di latte di vacca. Un latte costoso quanto costosa era la sopravvivenza dei bovini forestieri che lo producevano.
   La staffetta riuscì a comprendere dal tono e dallo sguardo che gli stava ponendo una domanda. Allora agitò la lettera. Il comandante si accigliò come se lo avesse appena insultato.
– Per l’amore d’Azhay, figliolo. Saprai dirlo in una lingua che non puzzi di capra e miseria. In effetti… – Disse e schioccando le dita due domestici, valletti accuratamente giunti dal nord, si avvicinarono in silenzio. – Fategli fare un bagno e dategli dei vestiti puliti. – Ordinò.
   Il messaggero tentò in ogni modo di rifiutarsi, di mostrare la lettera al comandante, anche di dire a voce la missiva, ma si ritrovò velocemente nudo e davanti ad una vasca che si riempiva di acqua bollente con troppa lentezza.
– Che gli è successo? – Chiese il Comandante indicando i genitali circoncisi del messaggero.
– Dev’essere di fede zhayana. – Gli suggerì uno dei domestici. Allora il comandante guardò l’uomo nudo e abbandonato in mezzo alla stanza.
– Segui il culto di quei sciacalli stupratori? – Chiese con tono duro. E per la prima volta lo chiese nell’idioma del sud. La staffetta strinse i denti, si coprì i genitali sentendo che era l’unica cosa in suo potere e poi guardò con rammarico la lettera. Di così vitale importanza che altro non importava. Annuì. Temette il peggio, invece il comandante rise e insieme a lui risero i suoi domestici.
– E quel tatuaggio? – Chiese indicando la mano incisa con l’inchiostro sul petto del messaggero.
– Un sigillo di protezione contro gli spiriti del deserto. Tutti coloro che provengono dal meridione lo possiedono. – Suggerì uno dei valletti. Intanto il sole iniziò a sorgere.
– Bene, è tempo che io raggiunga le mie truppe. – Disse il capitano nuovamente nell’idioma meridionale. – Dunque consegnami il messaggio e poi vattene. – Ordinò e finalmente porse la mano verso il messaggero. Stupito l’uomo si guardò intorno spaesato, poi ritrovò la preziosa missiva e gliela porse.
– Accompagnatelo alla porta. – Ordinò nell’idioma del nord, usando accuratamente una coniugazione usata per oggetti e bestie. I due domestici non se lo lasciarono ripetere due volte. La staffetta cercò di recuperare i propri vestiti, ma i valletti glielo impedirono e trascinando quel nudo corpo lo abbandonarono fuori dalla stanza.
– Che dice il messaggio, mio signore? – Chiese uno dei due valletti. Ma la faccia del comandante s’era incupita nel momento in cui aveva messo gli occhi sulla missiva.

   Yannikha è perduta. Se Ikrhim, il principe zhayano del deserto, prende Ultimo Baluardo, Azha cadrà.             

Un esercito di dimensioni Colossali sta per giungere verso Ultimo Baluardo. Come reagire a tale minaccia?

  • La Pace è l'unica soluzione. Mandare al principe zhayano un ambasciatore, certi che tutti gli uomini si piegano con un accordo. (33%)
    33
  • L'attacco è la miglior difesa. Raggiungere l'esercito prima che possa arrivare a Ultimo Baluardo, certi di sconfiggerlo. (67%)
    67
  • La difesa è il miglior attacco. Prepararsi all'assedio e attendere l'esercito, certi che Ultimo Baluardo non potrà mai cadere! (0%)
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20 Commenti

  • Nonostante non sia un grande amante del fantasy il tuo racconto mi ha colpito subito, il Comandante lo adoro, incattivito al punto giusto, anche la scena della battaglia e l’uso della pece mi è piaciuto tantissimo!

    Sono curioso di scoprire come le tribù possano mai scendere a patti col nostro!

  • Capitolo 3)

    Ciao Artemis!

    Questa volta ci porti nel cuore della battaglia. La ribellione interna è interessante, tuttavia non posso che segnalarti alcune imprecisioni e ripetizioni all’interno della narrazione. Mi è parso che siano più degli errori dovuti a parti di testo editate in post, per rientrare nei caratteri. Nulla che impedisca la lettura, beninteso. Però tende a rallentarla, oppure a tratti a tornare indietro.
    L’idea continua a intrigare, trovo ci sia un po’ più di “crudeltà” a sto giro.
    Le tre opzioni sono veramente tutte belle, ma vado per gli schiavi.

    Giusto un pelo di revisione in più, sappiamo che sai fare decisamente meglio 😉

    Con questo capitolo ritorna anche the Incipit su Youtube. Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/B97S6UgKSog

    Spero di essere riuscito a stare in tema, la pausa si è fatta sentire tutta.

    Alla prossima!

    • Hahaha ha senso 😂

      Per il riassunto ha ragione, ma mi è sempre stato difficile crearlo dato che non si sa bene dove si andrà. Le citazioni invece mi sono sempre piaciute come espediente per mostrare il nocciolo della questione (😂 ma questo non vuol dire che poi io riesca a mostrarvelo questo nocciolo 😂)
      Grazie per la pazienza 😆

  • Io mi chiedo come potrebbero mai aiutarlo Le tribù in cui le donne venivano violentate dai soldati di Ultimo Baluardo!

    Secondo me, questa storia finisce male per il nostro comandate: ogni sua decisione si rivela un disastro maggiore della precedente; se continua così, alla fine del quinto capitolo rimane da solo 😛

    Ci credi se ti dico che, per ora, tifo per i suoi nemici?

    Ciao 🙂

  • Capitolo 2)

    Credo di averti mandato in pari le opzioni! Bel casino – nel caso – per il comandante!

    C’è qualche imprecisione, forse dovuta al caos delle tante cose che narri all’interno del capitolo. Si respira ferocia, battaglia e le qualità sempre infime del comandante, che credo chiunque di noi consegnerebbe alla forca. Ma non si diventa comandanti a sole buone parole, purtroppo. Qualche volta bisogna saper prendere la decisione giusta… e mi pare che comunque le cose siano destinate a finire male da queste parti. Punto per i mercenari rivoltosi e banditi, mi piace l’idea. Inoltre, un alleato che diviene nemico, proprio dentro casa, potrebbe costringere il nostro comandante a rivedere diversi passaggi delle sue azioni.

    Aspetto il prossimo! 🙂

  • A quanto pare tutti gli eserciti abbandonano il nostro generale.
    Ho votato per l’esercito più disciplinato. non so a chi si unirà il comandante, certo non resterà da solo e senza alcun esercito da guidare.
    Vedremo chi è questo nuovo personaggio che promette aiuti. Ti seguo, Artemis, alla prossima.
    P.S. piuttosto che ‘apparse’ non sarebbe meglio apparve o comparve?

  • Belle scelte: stavolta ero proprio indeciso! Alla fine ho scelto che l’esercito meridionale lo abbandona ma anche che l’esercito disciplinato si ritirava mi ispirava. Di meno i mercenari: preferisco una rivolta 😛

    Ciao! Sei riuscita a dipingere molto bene quanto sta accadendo ed a far vedere un’altra parte del tuo mondo. Il nostro capitano mi sa che sta per ingoiarne di rospi…

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Leggerti è sempre una bella avventura.
    Il capitolo funziona, e mette in chiaro almeno la facciata dei personaggi e il contesto in cui vuoi inserire il lettore. Mi pare un buon inizio.
    Fenderman ti ha segnalato alcuni passaggi un po’ incerti. Trovo che la restrizione dei caratteri ti abbia un po’ rallentata, ma sappiamo che significa affrontare i tagli.
    Unico appunto che mi sento di farti, riguarda la descrizione del comandante. Spezzandola con il seguito della narrazione, avresti potuto fruttarla per far evincere qualcosa in più del suo carattere o dell’atteggiamento del ragazzo nei suoi confronti. Piccolezze che sono certo rivisiterai nel file finale! 😉
    Per il resto, come sempre, aspetto il prossimo capitolo!

    Buona scrittura!

  • Io sarei per la pace, ma da come hai dipinto il comandante mi sembra più adatto all’attacco! Tuttavia non lascerà sguarnito Ultimo Baluardo.

    Ciao! Bentornata con la nuova storia! Il tuo mondo è sempre affascinante ed è un piacere leggerti. L’errore sulla frase “e schioccando le dita due domestici, valletti accuratamente giunti dal nord, si avvicinarono in silenzio” ti è già stata detta da Federman. Quindi ti seguo ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao bentornata, che piacere leggerti, e partire per una nuova avventura.
    Bizzarro uomo il tuo comandante e bizzarro un po’ tutto, ma di tutto mi aspetto e quindi va benissimo.
    Riguardo la scrittura vorrei segnalarti: “Disse e schioccando le dita due domestici, valletti accuratamente giunti dal nord, si avvicinarono in silenzio” frase in cui non ho capito bene chi fa cosa e poi “accuratamente giunti” non mi pare giusto.
    Un’altra cosa che fai sempre:
    “…lo possiedono. – Suggerì uno dei valletti.” La grafia giusta è:
    “… lo possiedono – suggerì uno dei valletti.” senza il punto prima del trattino, e con la minuscola subito dopo perché la frase si va a concludere col punto fuori dai trattini del parlato.
    Al di là di questi piccoli consigli di cui fai l’uso che vuoi (naturalmente), ti faccio i complimenti da subito perché so che ci divertirai. Ciaooo🙋🌻

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