Piovaschi

Dove eravamo rimasti?

Prossima storia Il buco (50%)

Tema dei lettori n.5 (Roma, l’acqua, un tesoro sotterraneo e un “poliziotto” sfortunato). IL BUCO.

Il 10 settembre di qualche anno fa a Roma, gli abitanti del quartiere Centocelle si svegliarono in mezzo a una specie di Apocalisse.
Una condotta sotterranea dell’acqua aveva ceduto per un sommovimento franoso e le strade si erano trasformate in fiumi in piena.
In un villino da quelle parti abitava la famiglia De Angelis, erano in quattro, più una vecchia zia e un cane, un bassotto.
La vecchina, zia Fiorella, se ne stava spesso in giardino sotto il gazebo a godersi l’aria; leggeva o dormicchiava in poltrona, mentre il cagnolino, Riscelié, cercava le lucertole, e quando ne trovava una muoveva la codina facendola roteare vorticosamente.
Quel giorno, erano circa le nove e trenta, un rigagnolo di quell’acqua inaspettata fece capolino nel giardino; il cane abbaiò e si mise a fronteggiarlo eccitato, felice, mentre Fiorella seguiva curiosa con lo sguardo quel suo cercare senza fretta una via di fuga in mezzo all’erba ingiallita. Dopo qualche minuto, però la donna cominciò a preoccuparsi, perché il rigagnolo era diventato un allegro torrentello che correva veloce verso il retro della casa, e Riscelié che era partito all’inseguimento non tornava.
Pensò di chiamare Lucia, sua nipote, ma era frenata da una sorta di dispettosa cocciutaggine, che le era propria fin da ragazzina, che le aveva impedito di trovare un marito, e che si era rinvigorita in vecchiaia. Insomma: non voleva condividere l’avventura con quegli idioti che abitavano con lei e la consideravano meno che niente.
Si alzò, e andò a cercare il suo amico a quattro zampe.
Alle dieci era sparita pure lei.
A mezzogiorno mentre l’acqua era molto diminuita perché i tecnici del comune avevano chiuso la condotta danneggiata, Lucia, che non si era accorta di niente, uscì da casa per chiamarla per il pranzo, si spaventò, e fece il giro della casa per cercarla.
Sul retro, vicino a una grande magnolia, vide la retroguardia stanca del torrentello che ancora scorreva e si infilava in un pertugio nel terreno; un buco mai visto prima, e accanto a quello, nell’erba, una scarpa nera bassa da donna, era di Fiorella! Ebbe un colpo, cercò di guardare nel buco ma era impossibile vedere, provò a chiamare: —Zietta! Riscelié! — ma nessuno rispose.

La famiglia fu presto riunita per discutere il da farsi.
Certo Lucia avrebbe voluto chiamare i soccorsi, il 112, ma… c’era un “ma”.
— Se la trovano qua sotto siamo fottuti! — aveva detto suo marito Mario, arrivato di corsa dalla officina dove lavorava. — Qua sotto… Sai bene cosa c’è. Se lo scoprono ci buttano fuori, anzi no, dentro: finiamo in galera.
— Ma è mia zia! — aveva detto Lucia, senza troppa convinzione. (Era consapevole del fatto che aver costruito la casa su un ipogeo romano di età repubblicana tacendo sul ritrovamento, poteva davvero non essere stata una grande idea; ed era anche molto irritata poiché la stupida vecchietta con la sua grande idea di infilarsi in quel buco li aveva fregati).
Comunque era pur sempre sua zia, e lei non voleva rinunciarvi. La immaginò a mollo come Jean Valjean nelle fogne di Parigi, mangiata dai topi, o regina delle tenebre con tanti assurdi mostriciattoli alla sua corte. Una cosa così poteva rapidamente farle esplodere la testa, e allora in ultima istanza propose di recuperarla.
Suo marito, contrarissimo visto che la scomparsa della vecchia non era per lui peggio di un qualunque mal di denti, faceva resistenza. Il figlio grande, Ottavio, di dodici anni, invece non vedeva l’ora, e aveva già gli stivali ai piedi. La piccola Annetta, sei anni, piangeva, piangeva, e alimentava la tensione.
Alla fine decisero di scavare.
In garage c’era tutto l’occorrente: pale e picconi, una carriola. Annetta fu messa di guardia con un panino in mano, (panino che Ottavio rifiutò perché lui non era una femminuccia), e i lavori cominciarono.

Quando il buco fu abbastanza ampio l’uomo assicurato con una corda alla magnolia cominciò a calarsi nel vuoto.
— Vado! — disse.
— No vado io — disse Lucia — tu non vedi l’ora di farla fuori!
— Che cacchio dici, scema? Ottavio non ascoltare! Sei matta? Là sotto non te la caveresti. Vado io. Passami la torcia.
E così fu.
— L’hai trovaata? — gridava Lucia.
— Noo — rispondeva lui… E poi: — fammi salire!
— No, senza mia zia no. Che le hai fatto, dimmi che le hai fatto!
— Fammi salire, cretina, qui non c’è.
— Non è vero tu l’hai ammazzata, la odiavi, credi che sia cieca?
Insomma la commedia andò avanti per un po’ finché lei stufa, fuori dalla grazia di Dio, lasciò cadere la corda nel buco e disse: — Ottavio andiamo, è ora di fare merenda.

La sera, dopo una giornata di lacrime versate (anche quelle a fiumi), qualcuno suonò al cancello.
Erano i vigili del fuoco, due uomini vestiti di rosso, e dietro di loro c’erano Mario, Fiorella e Riscelié completamente ricoperti di fango.
Il primo pompiere disse:
— Immagino che questi tre siano roba vostra. Vagavano nel tunnel dismesso della metropolitana Mussolini. Stanno bene, ma se fossi in lei signora starei attento a suo marito, sembra molto, ma molto incazzato!

La prossima storia sarà: "La carina, la bella, l'amabile". E poi?

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  • Continuare i racconti brevi a "briglia sciolta". (57%)
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88 Commenti

  • Vecchiette biricchine!
    Povero portiere, chissà che risveglio! Il non sapere e immaginare quel che (non) è successo è un dramma, soprattutto sapendo (questo sì) chi occupa la stanza… 😂
    Hai terminato in bellezza la raccolta, con un sorriso (che ce n’è di bisogno) e mi aspetto, conoscendoti, di ritrovarti presto con una nuova storia.
    Benissimo, come sempre.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    Che chiusura, signori!
    Capitolo capace di trasformare letteralmente l’opinione e l’immaginazione del lettore ad ogni rigo.
    Perfetto come ultimo racconto!
    Consigli non credo di averne, al massimo, da ricevere!
    Con questa serie sei riuscito a farci ridere, emozionarci, inquietarci e farci riflettere. Complimenti!
    Aspettiamo senza dubbio la prossima storia!

    Nel frattempo, trovi la lettura dell’ultimo capitolo su Youtube:

    https://youtu.be/bAPehUzlzHk

    Alla prossima! 😉

  • Capitolo 9)

    Non mi riesce di recuperare neanche questo in video. 🙁

    Il capitolo è strepitoso, e ti bastano sempre così pochi caratteri per tirare fuori una storia capace di raccontare mille cose, divertire e far comunque riflettere. I personaggi, anche se appena accennati, riescono subito a rapire e incuriosire con i loro caratteri.
    Sei sempre una fonte incredibile di ispirazione, oltre che rappresentare una vera e propria spinta a migliorarsi! 😉
    Aspetto l’ultimo, e dico che nessuno di noi ne avrà mai abbastanza dei tuoi mini racconti!

  • Ciao, mannaggia, non farmici pensare!!! Credo che in molte città italiane – compresa la mia – appena scavi un po’ incappi in qualche reperto archeologico, ma mai variegato come a Roma!!! Quindi non mi stupirei se il fatto raccontato fosse successo davvero, l’unica cosa che mi chiedo è: come hanno fatto la zietta e il cane a calarsi nel buco senza rompersi le ossa?
    Ho votato a caso, perché stavolta non sapevo davvero cosa scegliere!!! Al prossimo ultimo racconto, almeno per ora.

    • …A Roma sucede, sicuro!
      Qualche anno fa un ottantenne fu inghiottito mentre passeggiava per strada. È semplice, il terreno tufaceo cede progressivamente, i detriti vanno a colmare parzialmente i vuoti sottostanti creando delle vere e proprie “rampe” di materiale inerte, incoerente e scivoloso. Poi quando la volta cede si scivola giù e il più delle volte non ci si fa male. ( Hai presente Indiana Jones?). Nel nostro caso il tunnel metropolitana Mussolini esiste davvero, attraversa un quartiere intero, e passa sotto le case di almeno centomila persone!
      I vigili del fuoco lo sanno e come hai visto riescono a scherzarci su!
      Grazie, a presto!🙋🌻

  • Ti avevo perso di vista dopo i primi due capitoli. Oggi ho riletto tutto da capo. Che dire?
    Tutte piccole perle a formare una collana; per ognuna una riflessione sul genere umano, su noi stessi. Amare, malinconiche, ciniche surreali ma, sempre sorprendenti. Bravo. A presto fenderman.

    • Grazie Anna, lieto di averti divertita.
      Anche io come te cerco di inserire sempre una nota di analisi “sociologica” e di costume. In fondo si scrive per dire qualcosa, non solo per raccontare storielle.
      Riuscirci e un altro paio di maniche e il tuo parere mi conforta. Dunque grazie ancora!
      Ciaooo🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Intanto, grazie per aver preso spunto e per avere trasformato la mia proposta in un episodio godibile e ben tratteggiato. È divertente (e anche istruttivo) vedere come ci si danni tanto per far fronte a problemi che, come ci hai mostrato, non esistono: a momenti si lascia morire la zia per preservare un segreto che non necessita di segretezza.
    Io anche sarei preoccupata al posto della moglie 😉
    Per la prossima storia voto: una storia che parli di fantasmi, in qualsiasi accezione tu possa intenderli. 🙂

    Alla prossima!
    p.s. i complimenti sono, ovviamente, sottintesi, altrimenti divento monotona. 🙂

    • Ciao, questo raccontino mi sono molto divertito a scriverlo. L’ho immaginato come un piccolo film in bianco-nero del muto, coi passi accelerati, assurdo e verosimile, perché siamo immersi in un mondo di piccole pazzie e irragionevoli comportamenti. L’importante è che finisca bene!😃
      🙋🌻 ciaooo.

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Altro capitolo super divertente, ma anche capace di far riflettere. Il personaggio risulta subito simpatico. I tripponi mentali a me risultano sempre simpaticissimi.
    Tutto fila liscio, anche se qualche spazio temo ti abbia fregato durante l’impaginazione. In un passaggio, poi, credo possa essere complicato intuire se si stia continuando con il dialogo oppure la narrazione, ma proseguendo con la lettura tutto diventa chiaro. 😉
    Piccolezze, ovviamente, che non tolgono niente alla qualità del testo!

    Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/wYeHXUQbDe8
    Ciao!

    • Ciao, ho individuato i punti di stacco nel discorsetto di Dub che non ci dovevamo essere. Grazie per averli colti!
      (E grazie per averli letto😃)
      Appuntamento forse già a domani per il prossimo.👀
      Grazie ancora, ciao! …(6×8?)🙋

  • Ciao_bella la cosa delle ciambelle, mi tenta moltissimo!
    Intanto sto lavorando, anzi già fatto, su un tuo precedente spunto: “Un tesoro nascosto al centro di Roma, un giorno di pioggia e un poliziotto sfortunato. ” così mediato: “ Un tesoro sotto il suolo di Roma, in un giorno di tanta acqua, e uno che si improvvisa poliziotto e…
    Se vince l’opzione del “il buco” potrai leggerlo a breve!
    Grazie, per fortuna una ciambella più una ciambella fa due ciambelle: almeno questo!😁,
    🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Fare di uno spunto un racconto e, per giunta, ben riuscito è una grande abilità e segno di un’infinità fantasia a cui attingere.
    Ti propongo un altro spunto: due ciambelle finiscono a casa di un matto.
    So che, se decidessi di scegliere quest’idea, ne ricaveresti qualcosa di bello, perciò, vediamo che succede.
    Bravo, sempre.
    Alla prossima!

    • Ciao_bella la cosa delle ciambelle, mi tenta moltissimo!
      Intanto sto lavorando, anzi già fatto, su un tuo precedente spunto: “Un tesoro nascosto al centro di Roma, un giorno di pioggia e un poliziotto sfortunato. ” così mediato: “ Un tesoro sotto il suolo di Roma, in un giorno di tanta acqua, e uno che si improvvisa poliziotto e…
      Se vince l’opzione del “il buco” potrai leggerlo a breve!
      Grazie, per fortuna una ciambella più una ciambella fa due ciambelle: almeno questo!😁,
      🙋🌻

  • Ciao, uau, un caos magnifico!!! Adoro quando le carte vengono rimescolate e i punti di vista cozzando contro le certezze granitiche, ma solo nella finzione, altrimenti sarebbe davvero il caos più totale!!!
    Ah, cos’è un orolgio?
    Ho votato per il buco, le tre donne mi sembravano troppo positive per creare il caos!!! Alla prossima.

    • Ah, Isabella, meno male che ci sei!
      Orolgio dopo che l’ho scritto l’avrò letto seimila volte!😬
      E poi anche qui: “…farsi i* mille milioni…” manca una “enne”
      Il virus refusicus è quasi imbattibile. Anche lui, parte del caos, sa nascondersi, e sa come vincere.
      Grazie ancora, ciaooo🌻🙋

  • Capitolo 7)

    Immaginavo saresti riuscito a tirare fuori qualcosa di bello. Sempre originale e brillante.
    Il tono che sei in grado di utilizzare per plasmare le tue storie, bisogna ammetterlo, ricorda i classici e gli autori del 900′. Mi sono sentito trascinato in un’epoca differente, sia per il tono dei personaggi che per le loro caratteristiche. Leggerti è sempre un bel viaggio.
    Voto per 1+1 =11

    Alla prossima!
    Buona scrittura!

  • Ciao, eh sì, alla fin fine tutto gira intorno all’amore, soprattutto se finito così bruscamente!!! Un assaggio e via, ti tormenta per una vita intera. Alla fine, però, ha avuto il potere di “riunire” i due amici!!!
    Ho votato per 1+1= 11, non potevo far altro visto che l’ho suggerito io!!! Alla prossima.

  • esistono vecchi rancori, che tengono lontani. Pensieri celati nella testardaggine di chi li vuol far passare per ricordi o convinzioni, basterebbe parlarne e tutto sarebbe più facile, ma l’essere umano è complicato e, spesso, ama struggersi in quel che è stato senza prendersi le colpe.
    Bell’episodio, Fenderman, fa riflettere e anche sperare: non è mai troppo tardi, ma non c’è sempre tempo, nella vita non si sa mai. Frasi fatte, luoghi comuni che, però, riassumono il mio pensiero e, immagino, il tuo messaggio.
    Voto 1+1=11 anche perché, preso a prestito, lo avevo già proposto come tema. 😉
    Buona giornata, qui fra un po’ piove, lì a Roma come va?

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie.
      Orgoglio, rancore, risentimento, un bel mix di stupidità che non porta a nulla. Solo l’amore sembra bucare il tempo e venire in soccorso.
      Betty, o Beatrice sono sempre lì a ricordarci che si può essere migliori, e “amare” e basta.
      A Roma piovaschi 😁 (forse) ma io non ci credo!😕
      Buona giornata, ciaooo. 🙋🌻

  • Capitolo 6)

    Questo squisito passaggio alla fantascienza è meraviglioso, divertente e intrigante. Nonché con un sostanziale colpo di scena finale che strappa al lettore un grande sorriso. Ci sono i giochi di parole, sempre belli, e una narrazione che avvolge il lettore. Ottimo esempio di come saltare tra un genere e l’altro. Lo dico sempre, hai molto da insegnare! 🙂

    Può essere solo una mia impressione, ma il nome “Sabrina” mi ricorda la ragazza che stava con Giorgio Mastrota nella pubblicità dei materassi?

    Aspettiamo il prossimo, anche se questa volta punto su una tua visione. 🙂

    • Ciao Giuseppe, non so di Mastrota ma forse deve aver inciso nel mio subconscio perché Sabrina mi è venuto subito, di getto, e nessun altro nome mi poteva sembrare più giusto!😎,
      La digressione nella fantascienza un po’ cialtrona, quasi da avanspettacolo, mi diletta e non poco (ricordi Marte chiama Roma?). Sono dell’opinione che si deve guardare alla scienza con interesse e rispetto, e alle semplificazioni della scienza con diffidenza e distacco.
      (D’acordo!?)
      Grazie ancora, ciaooo🙋

  • Ciao, Fenderman.
    Sto attendendo mio marito nella sala d’attesa di uno studio medico, fa caldo… quel caldo appiccicoso che ti fa venire voglia di buttarti sotto una doccia fredda! E questo episodio non ha fatto che aumentare la sensazione di disagio, perché è ben raccontata, naturalmente.
    Sai che fino all’ultimo non ho collegato Vannah e Marchi 😂 davvero divertente, piccola pennellata da maestro. O tu sei bravo o io sono stordita e non ho colto, direi entrambe le cose.
    Voto 1+1 = 11. Prendendo in prestito il suggerimento di Isabella.

    Alla prossima!

  • Ciao, Vannah e Marchi sono sempre una garanzia!! Bellissima l’immagine del cinghiale che si gratta il groppone sulla schiena del malcapitato… o forse dovrei dire del ben-capitato? Vista la reazione credo che la soluzione sia la seconda!!!
    Ho votato per suggerire il tema!!! Visto il brutto vizio della gente di pretendere di sapere cosa pensano gli altri, ti propongo anche un titolo: 1+1=11. Alla prossima.

  • Scegli tu.
    Ho appena finito di leggere i due ultimi episodi, come al solito piacevoli e sorprendenti.
    Comprendo la suorina in crisi di fede che sceglie la via del libero arbitrio ma, mai il povero giornalista, che ha perso il senso della misura. Mi ha fatto pensare a quelli, che oggi, alla ricerca di sensazioni forti ed emozioni folli, si trastullano con esperienze estreme, a rischio della stessa vita.
    Alla prossima Fenderman.

  • Voto il tema n.1

    Ciao! Questa volta ti sei superato! Non è la prima volta che sento parlare di piacere e dolore come fossero la stessa cosa, cosa di cui di solito non sono molto d’accordo, ma qui ha funzionato alla grande 😀
    L’addetto è stato un molto scemo ad azionare un macchinario sperimentale a livelli mai sperimentati: per sua fortuna, in realtà il tizio ha gradito.
    E Vannah (di) Marchi vince 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, davvero satanella sta suoretta, scusa, ex suoretta!! Ma… come mai sta predilezione per i draghi? È solo la suoretta che li identifica con il peccato, o sotto sotto ti piacciono come spunti letterari?
    Ho votato per… ops, questa volta niente scelta. Sono davvero curiosa di vedere cosa succederà la prossima volta!!! Evviva, il caldo è finito!!!

    • Ciao Isabella, i draghi non abitano i miei mondi, ma certamente nella iconografia cristiana spesso identificano il maligno. Ecco l’interesse della suorina che come fece Santa Margherita vorrebbe aprirgli la pancia dopo essere stata inghiottita…😈
      Grazie per il commento! Alla prossima.🌻🙋

  • Capitolo 5)

    Una suora decisamente curiosa. Ma il regalo poi, è riuscita a farlo? 😀
    M piace come hai organizzato la narrazione, ti segnalo giusto questo, perché non mi tornava tantissimo:

    ” non usa nella comunità,” all’inizio della vicenda.

    Lettura divertente e intrigante sino alla fine.
    Non si può votare, quindi mi affido completamente alla tua straordinaria creatività.
    Aspetto il prossimo!

    Ciao Fenderman!

  • Ciao, Fenderman.
    Come va con il caldo? Qui ancora non molla, anche se un pochino ha rinfrescato…
    Hai capito la suorina? Sicuramente ha grande piglio, e lui, il malfattore, non è poi così malfattore o le avrebbe torto il collo con una mano pur di farsi dare tutti i soldi. Sempre un piacere leggerti. Il cavaliere non era mascherato, ma va bene uguale, mi è piaciuto molto. 😉
    Per il prossimo episodio non posso votare, ma posso proporre:
    Un tesoro nascosto al centro di Roma, un giorno di pioggia e un poliziotto sfortunato.
    Spero che anche gli altri propongano qualcosa, tanto per rifarsi su questo sito ballerino che ogni tanto fa i capricci.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica grazie.
      Il nostro bandito ci ha provato e gli è andata bene, sapeva che lo aspettavano al varco e trentamila gli bastavano, non aveva interesse a esagerare. In quanto al mascheramento credevo che l’abito da suora fosse sufficiente😬
      Grazie, del nuovo suggerimento, è interessante, ne terrò sicuramente conto!
      Ciaooo🙋🌻

  • Ciao! È un problema mio o sono saltate le votazioni?

    La storia è fantasmagorica 😀 Ben costruita e non mi sembra di aver visto errori. Ormai a te restano solo i complimenti da fare 🙂

    La nostra “sorella” non mi sembra tanto pentita del suo peccato. Però è una tipa tosta con un galeotto, non c’è che dire 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 4)

    Leggendo i commenti sotto, ho scoperto che ti sei “commosso” scrivendo questa parte. Beh, credo proprio che quel sentimento sia riuscito a sgorgare fuori dalla narrazione, dritta ai lettori. Una delle “regole” della scrittura è proprio provare in prima persona quei sentimenti che vorremmo il lettore intercettasse. Lo scrittore deve provare rabbia, amore, tristezza per quel che sta narrando, solo così può essere sicuro di aver raggiunto il suo scopo. Di aver lasciato qualcosa.
    Anche in questo capitolo hai dimostrato grande carattere e capacità, rendendo chiaro che non siano necessari libri per raccontare una vera e propria emozione. Al lettore il compito di immaginare le vite di questi personaggi, gli intrecci amorosi e la profonda perdita. Davvero bello. 🙂

    Mi accodo all’idea di Kez, perché la trovo piuttosto spassosa!
    Aspetto il prossimo.

    Ciao Fenderman!

    • Ciao Giuseppe, ti dirò una cosa che un poco spiga la mia tante volte sottolineata prolificità. Quando inizio a scrivere una storia mi servono due parole… poi succede che mi sento come trascinare dentro, e tutto (revisioni indispensabili a parte) viene giù da sé, e il mio coinvolgimento emotivo è massimo. Non scrivo mai nulla, non riuscirei, che non mi coinvolga emotivamente, sia che faccia sorridere o come in questo caso, sinceramente commuovere. È il bello di questo “mestiere” che siamo chiamati a svolgere per diletto, per mero piacere, senza calcolo, senza interessi secondari (almeno per me). Dunque tutto è facile, ed è vero, quando viene da dentro, bello o brutto che sia.
      Grazie per l’apprezzamento, a presto. Ciao🙋

    • Ciao Isabella. Un tema affascinante per me da sempre quello di una realtà osservata e raccontata da occhi diversi. Ogni volta muta forma e colore e alla fine confonde tanto che spesso non si riesce a ricostruirla del tutto.
      Vedo che il cavaliere miete consensi… Bene, vedremo😃
      Grazie e a presto.🙋🌻

  • “Guardo fuori, alle colline, al bosco di lecci chiacchieroni, quelli mai quieti, che d’abitudine stanno lì a commentare le notizie che porta il vento”. Caro Fenderman, con una frase così che vuoi che ti dica?
    Bellissimo episodio, non ho capito nulla finché la parola è passata a lei. Bello, bello davvero. Riesci sempre a meravigliare. Mi è piaciuto davvero tanto, si è capito?
    Per il quinto episodio, indovina un po’, scelgo il cavaliere che sventa la rapina e si tiene il malloppo 😉
    sono contenta che il mio suggerimento abbia trovato un posticino nella tua fantasia.

    Alla prossima!

  • Tema 3!

    Ciao! Questa storia è poetica e mi ha fatto scendere una lacrimuccia 🙂
    Bella l’idea di spezzare chi scrive con un tipo di carattere diverso e di iniziare ogni racconto con “caro diario” in modo da far capire subito al lettore che era cambiato il narratore.

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Qualcuno una volta mi disse: non legarti alle cose, perché le cose ti legano. E aveva ragione da vendere. Molti si affezionano alle cose, perché non hanno modo di affezionarsi ad altro, sono persone sole, con carenze affettive enormi. Povera Luli, e povero il suo figliolo, non devono aver fatto una bella vita, sempre allerta a guardar le auto…
    C’è un refusino nella frase: “quel unico nato dalla improbabile coppia” ma è poca cosa.
    Nel prossimo episodio vorrei leggere di un cavaliere mascherato che sventa una rapina, ma si tiene il malloppo. 😉

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Refusino bello tosto, complimenti!
      In quanto a Luli… è una di noi che si è spinta un po’ più in là, esagera e non lo sa, in questo è da compiangere anche se viene voglia di ridere di lei e della sua mania.
      Grazie del commento, a presto per un’altra storia. Ciao.🌻🙋

  • Ciao, quanto odio le rigature delle portiere, mannaggia a loro!!! Odio soprattutto le donne con quelle borse/valigia che nel più completo disinteresse, martorizzano le auto altrui, maledette, state più attente!!! Ma detto questo, non ne faccio un dramma. Accidenti a loro!!!
    Ho votato per Diari, nascondono sempre dei segreti succulenti!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella. Quante storie e film scritte e girati sul mondo delle auto. In realtà sono vere escursioni nella psiche da quando la “macchina” è diventata una estensione di noi stessi, una proiezione nel mondo esterno, da ostentare e da difendere!
      Grazie del commento, a presto! 🙋🌻

  • Capitolo 3)

    Quante ossessioni e ricordi ai portato alla mia mente!
    Di gente così attaccata alle cose se ne conosce tanta, ma trovo che la tecnica scelta per narrare i vari passaggi riesca ad essere al contempo riflessiva e divertente. Le tue grandi capacità, proprio come in questo episodio, vengono fuori con una forza incredibile.
    Ho sorriso dall’inizio alla fine, ma la riflessione che hai caricato per tutto il capitolo è un pensiero che mi porterò dietro per un po’, e sono convinto sarà lo stesso anche per gli altri lettori.
    Mi sarebbe piaciuto un mondo leggerlo su The Incipit, però con l’impostazione di voce degli Svizzeri di Aldo, Giovanni e Giacomo sul “Signor Rezzonico”.

    La signora poteva restare offesa.

    Grande Fenderman!
    Aspetto il prossimo.

    Come tema scelgo: incontrare un compagno di classe dopo anni!

    • Ciao G.G.P.
      La gente comune è fonte inesauribile di ispirazione e più è “difettosa” più fa ridere. Il difficile è mantenere un sano cordone di sicurezza serio, di riflessione, che ci ricordi che siamo, tutti, egualmente “gente comune” e che quindi c’è poco da scherzare!😁
      Grazie, buon fine settimana.🙋

  • Ciao Fenderman!
    Sei ritornato ai confini della realtà, serie per cui ho sempre avuto un debole per come mi lasciava a bocca aperta. Mi inquieta la somiglianza di cui si dice nel finale, ma si parla di un amore che non si estingue e cerca una ricompensa per come si è interrotto bruscamente. Sempre piacevole, aspetto una storia a piacere tuo, anche se vedo che è in chiaro svantaggio.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, grazie prima di tutto.
      I racconti di fantasmi sono spesso storie d’amore.
      Sembra che l’amore sia in molti casi capace di beffare la morte e sopravvivere, anzi “vivere” davvero. Forse perché è, in fondo, una pietra angolare della vita.
      Credo che ne scriverò ancora, sono un romanticone.
      (Sono pieno di difetti.)
      Appuntamento a presto, ciao!🙋

  • Capitolo 2)

    Hai utilizzando un simpatico stratagemma per condurci all’interno di un “piccolo brivido”. Trovo che riesca a funzionare perfettamente, trasmettendo al lettore la giusta sensazione di pericolo e curiosità, di quelle che ti spingono a proseguire nel racconto.
    Sulla parte analizzata da Keziarica, io ti dirò di averla letta più nella chiave horror, ovvero una specie di vera e propria illusione di cui sono vittime i protagonisti, a tal punto da raccontarsi l’accaduto.
    Stessa storia, chiavi di lettura differenti in basi alle “esigenze” del lettore 🙂
    Aspetto la prossima, e punto sulla storia vera!

    A presto!

  • Ciao, Fenderman.
    Un altro “quasi” horror, con possessioni, amore e gola. Mi hai messo i brividi, e non è cosa facile 😉
    Mi è piaciuta questa storia, tutta una vita (quella dei trapassati) raccontata in poche righe, e anche questa non è cosa facile 🙂
    Solo una cosa, che è un mio pensiero e, magari, non c’entra nulla: ” E no, caro. Eravamo, anzi io ero qui che curiosavo, tu ti sei avvicinato alle mie spalle e mi hai detto: “Guarda nella scatola rossa”. Poi mi hai toccato il collo con le mani… A proposito, come mai erano così fredde? Lo sai che ho avuto un brivido? …e sei scappato di là.” in questa frase lei racconta a lui quel che è successo, è vero che a toccarla non era il marito, ma lei, in teoria, non lo sa, quindi, sta spiegando un accadimento a chi dovrebbe esserne già al corrente. Non so come spiegarlo meglio, sono nozioni che arrivano da tutte le cose che seguo sulla scrittura, forse avresti potuto rendere la stessa cosa facendo fare ai personaggi altro, tipo: lei che prende le mani di lui e si accorge che non sono fredde come quando l’ha (secondo lei) toccata prima o una cosa del genere. Scusa, ma mi pareva giusto parlartene. 🙂
    Voto la storia vera e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Grazie per il commento, (questo sono i commenti che mi piacciono di più) e, ti dirò: è vero quel che dici però io lo spiego così:
      la chiave è in quel che dicono prima:
      — Ah certo, però sei tu che hai voluto vedere le foto.
      — Io? No, sei tu che mi hai chiamato.
      — E no, caro. Eravamo, anzi io ero qui…
      L’uomo nega di aver voluto vedere le foto e invece lei con, immagino, una buona dose di ironia perché crede davvero allo scherzo, puntualizza l’accaduto (magari ‘punzecchiandolo” col dito indice sul petto) e continua di fatto il gioco cominciato da lui. Insomma lei non racconta al marito quello che è successo, semplicemente, giocando, in sintesi dice: “Non ci provare, ho ragione io, lo sai benissimo!”
      Per scrivere bene una cosa così serviva troppo spazio oppure dovevo tagliarla, e non era il caso.
      Comunque ti ripeto grazie, farò tesoro di quello che mi hai scritto. Grazie! Buon ferragosto e buone ferie🙋🌻

  • Ciao, mi piacciono le storie di “fantasmi”, mi hanno sempre affascinata!! Non so se crederci o meno, ma non mi sento nemmeno di escludere la loro esistenza a priori!!!
    Ho votato per la storia vera, sono curiosa di conoscerla, mi sembra che sia la seconda volta che la proponi!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman!
    Sono un po’ entra e esci negli ultimi mesi, cerco di ritrovare tempo e stabilità per riprendere; e mi aggancio alla tua nuova storia. Ritrovo i dialoghi, il tuo piacere di dare soprannomi a tutti, il vernacolo lievissimo e le discussioni in famiglia (famiglia magari in senso lato). E ritrovo il mistero del rapporto uomo/donna, il topos per eccellenza nelle tue pagine, almeno questo mi hai sempre trasmesso con le tue storie.
    Inizio ben piacevole, voto per scegli tu, me fido.
    Ciao stammi bene!

    • Ciao, perdonato🙏
      Vedo che Ferragosto vi da la carica, bene!
      In quanto a me stasera o domani esce il secondo raccontino, parecchio diverso dal solito.
      Il rapporto uomo-donna e quello tra famigliari sono un esca irresistibile per me che amo il teatro e la commedia.
      L’importante è parlare, dire cose, la parola è spettacolo, gli effetti speciali non sono il mio forte.
      Ultima cosa: i soprannomi, da noi tutti o quasi ne hanno uno, sono un escamotage per individuare un personaggio senza doversi ogni volta arrampicare sugli specchi per inserire nome e/o cognome, e poi un soprannome di qualcuno può dire attività, interessi, pregi e difetti fisici o caratteriali e tante altre cose tutte con una sola parola. Come non approfittarne?😜
      Ciao, grazie!🙋

  • Arieccote! come direbbe il vecchietto di cui sopra, magari scritto giusto, che io con il romanesco non è che ci so proprio fare.
    Bentornato, comunque, con questa nuova storia. Non so perché, ma mi ricorda qualcosa… boh!
    IL titolo mi ha subito portato a sognare le prime giornate buie di autunno, me le sogno proprio e mi aspettavo di sentire almeno qualche goccia picchiare sul davanzale, spero arrivino (anche quelle vere, di gocce) con il prossimo episodio. Io, guarda te, voto per il post mortem, chissà che qualche anima inquieta non faccia capoccella, come dici tu.
    Ti segnalo un “telo” tutto intero nella frase: E se telo dico io, che è cosa di pochissimo conto, ma già che c’ero.

    Alla prossima e complimenti per questo nuovo inizio, che fa il suo lavoro. 🙂

  • Bentrovato con la nuova storia. Allora, io sono figlia di un romano verace, quindi non posso che apprezzare il dialetto 😀 Mi piace anche il modo in cui apostrofi i personaggi, in particolare la splendida, la fulgida, la luminosa, insomma lei. Molto scorrevole, simpatico, viene voglia di leggere il capitolo successivo. Quanto alla scelta, io direi che puoi scegliere tu l’episodio, mi fido 🙂 Bravo.

  • Capitolo 1)

    Non c’è niente da fare, quando ti prende bene non ti ferma nessuno!
    Ho riconosciuto sulle prime battute la storia, e subito sono entrato in atmosfera. Lo stile che hai adottato è frenetico, più del solito, e lo scambio di battute e così serrato quasi da far difficoltà a seguire la situazione. Mi calo molto nei tempi scelti, e ho immaginato la scena con la stessa frenesia della narrazione.
    La gente che si autoinvita è sempre così deliziosamente fastidiosa, ma Ariosto par tutto sommato divertirsi per la situazione.
    C’è, come dicevo prima, un registro differente dalla prima storia, ma che ben si sposa con il “salto” ottenuto in questo capitolo. I miei complimenti! 😉

    Vado su Post Mortem, la cosa mi diverte!

    Ottimo inizio!
    Alla prossima.
    Ciao!

    • Ciao Giuseppe, ho voluto cucire questo capitolo come fosse un atto unico teatrale, che ha un inizio e uno svolgimento ma che per finire avrebbe bisogno di un altro paio di capitoli. Per adesso lo mettiamo nel cassetto, poi si vedrà.
      Grazie per aver sottratto un po’ del tuo tempo alla vacanza e ti auguro un buon proseguimento! Ciaooo🙋

  • Ciao, uau!!! Mi è piaciuta molto la serie di epiteti con cui hai definito la coppietta scoppiata!!! È in questi momenti che viene fuori tutta la tua meravigliosa “romanità”. Perché non candidate questa vostra tipicità artistico-filosofica come patrimonio immateriale dell’Unesco?
    Ho votato per un episodio a tuo piacere, e lasciamo libera sta fantasia di galoppare!!! Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao Isabella, volevo prendermi una pausa ma ‘sti due mi stavano troppo simpstici, e allora li ho spesi in un capitolo scritto di getto, senza pensare, immaginandomi come un ragazzino che sta lì osserva la scenetta e racconta. Insomma: teatro, spontaneo e, garantisco, assolutamente plausibile da noi! Grazie, ciao!🙋🌻

  • Questa volta lascio decidere a te 🙂

    Ciao! Ho riconosciuto l’episodio incriminato e come al solito te la sei giocata bene sul “faccio capir qualcosa” e “non faccio capir niente”, lasciando allo spettatore il compito di immaginare quello che succede 🙂

    Ciao 🙂
    PS: ma non vai in vacanza?

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