PRIMO INCARICO

Dove eravamo rimasti?

Sul pianeta esiste una civiltà avanzata, visto che ci sono strade e città. Mainard può mimetizzarsi con la sua tuta, ma verrà scoperto... ...perché fa qualcosa che a lui sembra normale, ma lì è considerato assurdo (100%)

Uno di loro

Non saprei cosa dire a proposito della mia prima esperienza con la dematerializzazione quantistica (ciò che i profani chiamano tuttora “teletrasporto”).

Semplicemente, ad un certo punto smisi di essere a bordo della stazione spaziale, e mi ritrovai in un vicolo umido e maleodorante. In un primo momento, pensai addirittura che si trattasse di un ologramma ad alta definizione; solo quando mi resi conto di percepire anche gli odori, capii di essere fisicamente altrove.
Per fortuna, i sensori della mia tuta mi rassicurarono sul fatto che l’atmosfera fosse respirabile.
Ne fui così sollevato da dimenticarmi di aver letto, studiando per l’esame, che la dematerializzazione quantistica era vietata sugli esseri viventi, in quanto la percentuale di morte in seguito agli errori di trasmissione era ancora superiore al 3%.

«Missy, riesci a sentirmi?» Tentai, ben sapendo che la radio a corto raggio incorporata nel mio equipaggiamento non avrebbe mai potuto raggiungere la stazione orbitante.

«Monitoro costantemente l’intero pianeta, ciccio.» Mi arrivò invece, a sorpresa, la voce della bambina. «Non potrei evitare di sentirti nemmeno se lo volessi. E in effetti, ti avevo cacciato proprio per non doverti più ascoltare!»

«Dove sono finito?»

«Sul pianeta. Nella città dei locali che poco fa osservavi dagli schermi.»

«Riportami subito indietro!»

«Scordatelo!»

Ancora una volta, il comportamento della IA mi lasciò interdetto. «Come sarebbe? Non puoi rifiutarti di obbedire a un ordine diretto!»

«Guarda un po’? L’ho appena fatto!» Concluse la ragazzina, facendo seguire alle proprie parole una fragorosa pernacchia.

«Non vorrai davvero lasciarmi qui!»

«Sì, invece. Finché non ti scusi… O non mi è passata.»

Controllai ai due lati della stradina benché, in caso di incontro con un indigeno, avrei avuto ben altre preoccupazioni che la vergogna di quanto stavo per dire.

«Scusa.» Mormorai, cercando di assecondarla. «Mi dispiace. Va bene?»

«Proprio per niente! Non ti senti affatto in colpa, lo dici solo per tuo tornaconto! E, dato che non mi piace farmi prendere in giro, da questo momento in poi ti ignorerò.»

«Stai scherzando, spero!»

Silenzio.

«Non puoi lasciarmi qui!»

Silenzio.

«Missy? Missy!»

***

Non potevo rimanere inerte ad aspettare i capricci di una ragazzina offesa.
Dovevo reagire!
Con un po’ di fortuna, forse sarei riuscito a trovare un modo per contattare Capitan Sporcaccione, e farmi venire a prendere da lui. Un brivido fastidioso mi percorse la schiena, mentre mi interrogavo su cosa avrebbe preteso in cambio stavolta.

L’imperativo era camuffarsi. La mia tuta possedeva, allo scopo, un valido dispositivo di mimetica olografica: veniva utilizzato per non spaventare gli animali, in caso di pianeti già colonizzati. Portandomi fino al bordo del vialetto, usai uno scanner tascabile per analizzare le fattezze dei passanti, e lasciai che il congegno facesse il resto.

Per fortuna, anche quelle creature erano bipedi e non avevano proporzioni troppo diverse dalle mie, cosa che mi avrebbe reso più facile ingannarle.

Preso un bel respiro, mi tuffai tra la folla.

Fu come immergersi in una rievocazione storica della nostra civiltà, alcune migliaia di anni prima. Gli alieni viaggiavano su buffi veicoli dotati di ruote, trainati da animali o alimentati dalla combustione. Le strade erano di terra battuta, rischiarate da lanterne penzolanti da pali in legno. Le case erano a più piani, scure, di pietra.
E tutti sembravano avere una fretta del diavolo. Si affaccendavano sui marciapiedi come insetti impazziti, o si accalcavano creando ingorghi con i loro improbabili mezzi di trasporto.

Decisi di camminare sul ciglio della via, per evitare il più possibile di mischiarmi alla massa indaffarata e vociante che si affollava sui marciapiedi, e accesi il comunicatore universale, un aggeggio progettato per analizzare e riprodurre linguaggi sconosciuti.

Nessuno badava a me: gli alieni parlavano in continuazione ma, a quanto pareva, solo con esemplari che conoscevano già.
Era una vera fortuna che l’idioma locale fosse composto in buona parte da vocalizzi, piuttosto che da gesti: il dispositivo sarebbe stato in grado di riprodurlo alla perfezione. Purtroppo, però, era necessario del tempo per analizzarlo.

Ero così impegnato ad evitare un mucchietto di sterco, di certo prodotto da quei buffi quadrupedi dalle zampe sottili che gli indigeni utilizzavano per il traino, da non rendermi subito conto che un abitante si stava rivolgendo a me.

Stavo per farmi prendere dal panico, quando notai che stringeva tra le mani una sigaretta: voleva solo che gliela accendessi.

Sorrisi. Com’erano arretrati!

Mi sembrava impossibile che, un tempo, anche i miei antenati avessero fatto uso delle più svariate sostanze, perfino quando erano consapevoli della loro nocività.

Cavai di tasca il mio kit portatile multiuso, premetti un pulsante e liberai una fiamma lunga un dito, porgendola al fumatore.

Solo quando vidi stupore e terrore negli occhi di quest’ultimo, mi resi conto della leggerezza che avevo commesso.

Un nuovo personaggio aiuterà Mainard nel prossimo episodio. Cosa lo spingerà a farlo?

  • Il caso (20%)
    20
  • La speranza di un tornaconto personale (50%)
    50
  • La compassione (30%)
    30
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

125 Commenti

  • Raniero mi spiace di essermi perso gli ultimi episodi… siamo arrivati al fatidico 10… peccato che sia terminato… proprio ora che si preannunciavano cacce e sbudellamenti alla predator… a sto punto dico a quando il sequel?….

    • Tranquillo boss! Anzi, per non fari sentire in colpa, ho deciso di metterci una vita prima di rispondere al tuo commento. Contento? XD

      Scherzi a parte, GRAZIE davvero per il tempo che hai dedicato a questa pazza avventura. Se sono riuscito almeno a farti fare un sorriso, ne sono davvero lieto.

      Un caro saluto e alla prossima.

  • Ciao, Raniero.
    Alla fine, sei riuscito a chiudere la storia al meglio, il lieto fine ci sta proprio bene e, per come si stavano evolvendo i fatti, non era scontato.
    Purtroppo, non sempre è possibile rispettare i propri propositi, io me li pongo sempre e non li rispetto mai, siamo umani e siamo fallibili, poi ci si mettono gli impegni, la procrastinazione, la mancanza di idee (potrei scrivere un libro in proposito).
    Hai fatto un buon lavoro, fidati e, come ti ho detto in uno dei primi commenti a questa storia, trovo che tu sia molto migliorato nell’esposizione.
    Ho bazzicato per un po’ su Wattpad, qualche mio racconto c’è ancora, ma non l’ho trovato un ambiente costruttivo o adatto alla proliferazione di idee. Se ti andrà, ci potremo ritrovare qui e io sono pronta per una tua nuova storia.
    Buona scrittura, ovunque sia, e alla prossima!

  • Capitolo 10)

    Ciao Raniero!

    Prima di tutto, complimenti per aver portato a termine la storia. A differenza di quanto sostieni, io trovo che il finale della storia riesca a trasmettere le sensazioni che deve, non trascurando un certo messaggio di fondo – molto bello tra l’altro. Immaginare culture più alte, ma nonostante tutto non più evolute di noi, mi ha trasmesso una sensazione di comunità. Una specie di: forse non siamo del tutto sbagliati, se questo fa parte del processo evolutivo, insomma.
    Credo che la storia abbia raggiunto il suo scopo: divertire e far riflette, con un tocco di fantascienza, e trovo che questo ne confermi la riuscita. 🙂
    Lo stile c’è, la creatività pure. Sei sulla buona strada.

    Come dico sempre, almeno per me, The Incipit deve essere un trampolino per creare cose più grandi, quindi spero davvero che tornerai su questa storia nel file privato, proprio da completala e dare alle vicende il taglio che avresti voluto sin dall’inizio. Sul sito hai avuto il primo confronto con i lettori, e questo dovrebbe spronarti a credere sempre di più nelle tue opere! 😉
    Se riesci a farne un racconto più “ciccioso”, trova il modo di farcelo sapere, anche per mezzo di una storia nuova!
    Sono contento di essermi guadagnato un personaggio, o perlomeno di essere rimasto impresso con la mia voce: è un bell’atto di condivisione dell’esperienza!
    Avrei voluto continuare gli episodi di The Incipit sul canale, ma ultimamente il tempo è poco. Però sono mesi che sto pensando a come tornare con un nuovo progetto di lettura legato a The Incipit. Devo solo capire come strutturarlo.

    Grazie ancora per averci fatto esplorare il nostro mondo con occhi diversi! 🙂
    Alla prossima.

  • Eccomi qua! Nonostante l’email continuino a non arrivarmi, almeno sono riuscito a beccare il finale! 😀

    Che dire: ti sei superato! Non potevi trovare una conclusione migliore per questo racconto che, tra il serio ed il faceto, e tra una risata ed un sorriso, tra una logica conseguenza ed una nuova sorpresa, mi ha fatto sognare ad ogni capitolo!

    Noi ci leggiamo alla prossima storia (sperando che l’email tornino ad arrivare) 🙂

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi