PRIMO INCARICO

Dove eravamo rimasti?

Un nuovo personaggio aiuterà Mainard nel prossimo episodio. Cosa lo spingerà a farlo? La speranza di un tornaconto personale (50%)

Vita di campagna

Per fortuna l’essere non reagì in modo esagerato: si limitò a indietreggiare, stando bene attento a non darmi mai le spalle; solo quando fu ad alcuni passi di distanza, si voltò e scappò via.
Con la coda dell’occhio lo osservai discutere animatamente con un suo simile in uniforme.
Decisi che la strategia migliore fosse proseguire la mia passeggiata come se niente fosse successo e, sforzandomi di non accelerare, svoltai in una strada laterale, per interrompere il contatto visivo.

Un calesse carico di sacchi pieni di… qualunque cosa fosse, mi passò accanto.
Agii d’istinto: mi aggrappai alla fiancata del mezzo e, con un salto, mi infilai in uno spazio vuoto, nascondendomi.

Credevo di essere stato silenzioso ma, giunta ad un bivio, la creatura che stava a cassetta fermò il veicolo, si voltò e biascicò qualcosa di incomprensibile nella sua lingua.
Fortuna volle che, proprio in quel momento, il comunicatore universale completasse le analisi con un sommesso “Bip!”. Finalmente!

«Non ho capito.» Affermai con sincerità.

«Non fare il finto tonto con me!» Ritorse la creatura, sventolandomi davanti un dito ammonitore. Mi diede l’impressione di essere più anziana di quelle che avevo già incontrato, inoltre qualcosa nel suo atteggiamento mi suggeriva che fosse di sesso femminile. Anche se, a dire il vero, non sapevo nemmeno se quella specie si riproducesse per via sessuata.

«Hai due secondi per sloggiare dal mio carro, dopodiché ti farò scendere io a calci nel bultpop!»

Non avevo idea di cosa potesse essere un bultpop: evidentemente, il dispositivo non riusciva a tradurre quella parola. Tuttavia, ero abbastanza convinto che farselo prendere a calci non dovesse essere piacevole.
«Ho solo bisogno di un passaggio.» Spiegai. «In questo momento non sono molto popolare, in città.» Ammisi. «Anzi… A ben pensarci, invece, forse sto per diventarlo fin troppo!» Riflettei.

«Hai fatto qualcosa di brutto?»

«Non ho fatto del male a nessuno, ma potrei aver causato un po’ di scompiglio.» considerai.

Lei mi studiò a lungo. «Quindi vorresti cambiare aria.»

Mi limitai ad annuire con convinzione.

«Non mi farebbe schifo una mano, alla fattoria.» considerò. «Facciamo così. Io ti accompagno fuori città, e tu mi aiuti per un giorno. Affare fatto?»

Quando assentii, mi indicò alcuni sacchi vuoti, ammucchiati in disparte. «Stenditi sotto a quelli e, se ci ferma qualcuno, fai silenzio.»

Quindi incitò la bestia da traino e, con una lentezza esasperante, ci rimettemmo in marcia.

***

Nei giorni che seguirono si instaurò una certa routine. La fattoria di Elvira, così si chiamava la mia benefattrice, si trovava in aperta campagna, a una certa distanza da qualsiasi centro abitato.

Alla morte del compagno, nonostante l’età avanzata, Elvira non era riuscita a separarsi dal luogo che avevano costruito con le fatiche di un’intera vita.
La conseguenza era che i lavori pesanti avevano finito per accumularsi: dalla legna da spaccare ai recinti da aggiustare, dalle riparazioni al tetto agli scavi per rifornire l’abbeveratoio, e così via.
Un robot avrebbe potuto far fronte a quella situazione in poco tempo, ma in quella società arretrata ci si doveva affidare soprattutto ai muscoli.

Ogni notte provavo a contattare Missy, ma la IA seguitava ad ignorarmi.

Scoprii che quel modo di vivere mi piaceva un sacco: adoravo trascorrere il tempo immerso nella natura. Fin dal giorno successivo al mio arrivo mi liberai della tuta – anche se ovviamente mantenni sempre accesa la mimetica ottica – per assaporare ogni sensazione sulla mia pelle.

La massima espressione di ambiente non artificiale che avessi mai sperimentato prima di allora, era il parco della mia città.
Ma la fattoria era immersa nel verde, e tutto mi affascinava.
La brezza fresca e i molteplici odori che recava con sé, il sole che mi scottava la schiena o la pioggia che mi sferzava la faccia, il canto dei minuscoli volatili che si nascondevano tra gli alberi e il lamento insistente dei bestioni che pascolavano placidi.

La mia ospite continuava a ripetermi che ero libero di andarmene quando preferivo, ma avevo la sensazione che la mia compagnia non le dispiacesse affatto. Non aveva avuto figli e, forse, ora si beava di quella presenza inaspettata.

Finii col dimenticarmi perfino della missione, come se stessi vivendo in un sogno.

Trascorrevamo le serate conversando in veranda, sorseggiando infusi caldi.

Più tempo passavo insieme a lei, più mi ci affezionavo: era una creatura intelligente, sensibile, tollerante; ma anche determinata e orgogliosa.
Mi parlò dei problemi del suo mondo arretrato, di come il progresso stesse cambiando il rapporto con la terra, del fatto che, a suo dire, la gente fosse sempre più arrabbiata ed egoista, sempre in cerca di nuove tecnologie, e di come queste ultime fossero usate più per procurarsi potere che per il bene della comunità.

Finché, una mattina, Elvira mi disse che degli sconosciuti vestiti di nero andavano casa per casa, chiedendo se di recente nei dintorni si fossero visti forestieri o fatti inspiegabili.

Elvira sta per scoprire che Mainard non è come lei. Come preferite che succeda?

  • L'illusione è solo ottica, non tattile... (40%)
    40
  • Lui si mostrerà di propria volontà (60%)
    60
  • La mimetica ottica (il suo travestimento) si guasterà (0%)
    0
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125 Commenti

  • Raniero mi spiace di essermi perso gli ultimi episodi… siamo arrivati al fatidico 10… peccato che sia terminato… proprio ora che si preannunciavano cacce e sbudellamenti alla predator… a sto punto dico a quando il sequel?….

    • Tranquillo boss! Anzi, per non fari sentire in colpa, ho deciso di metterci una vita prima di rispondere al tuo commento. Contento? XD

      Scherzi a parte, GRAZIE davvero per il tempo che hai dedicato a questa pazza avventura. Se sono riuscito almeno a farti fare un sorriso, ne sono davvero lieto.

      Un caro saluto e alla prossima.

  • Ciao, Raniero.
    Alla fine, sei riuscito a chiudere la storia al meglio, il lieto fine ci sta proprio bene e, per come si stavano evolvendo i fatti, non era scontato.
    Purtroppo, non sempre è possibile rispettare i propri propositi, io me li pongo sempre e non li rispetto mai, siamo umani e siamo fallibili, poi ci si mettono gli impegni, la procrastinazione, la mancanza di idee (potrei scrivere un libro in proposito).
    Hai fatto un buon lavoro, fidati e, come ti ho detto in uno dei primi commenti a questa storia, trovo che tu sia molto migliorato nell’esposizione.
    Ho bazzicato per un po’ su Wattpad, qualche mio racconto c’è ancora, ma non l’ho trovato un ambiente costruttivo o adatto alla proliferazione di idee. Se ti andrà, ci potremo ritrovare qui e io sono pronta per una tua nuova storia.
    Buona scrittura, ovunque sia, e alla prossima!

  • Capitolo 10)

    Ciao Raniero!

    Prima di tutto, complimenti per aver portato a termine la storia. A differenza di quanto sostieni, io trovo che il finale della storia riesca a trasmettere le sensazioni che deve, non trascurando un certo messaggio di fondo – molto bello tra l’altro. Immaginare culture più alte, ma nonostante tutto non più evolute di noi, mi ha trasmesso una sensazione di comunità. Una specie di: forse non siamo del tutto sbagliati, se questo fa parte del processo evolutivo, insomma.
    Credo che la storia abbia raggiunto il suo scopo: divertire e far riflette, con un tocco di fantascienza, e trovo che questo ne confermi la riuscita. 🙂
    Lo stile c’è, la creatività pure. Sei sulla buona strada.

    Come dico sempre, almeno per me, The Incipit deve essere un trampolino per creare cose più grandi, quindi spero davvero che tornerai su questa storia nel file privato, proprio da completala e dare alle vicende il taglio che avresti voluto sin dall’inizio. Sul sito hai avuto il primo confronto con i lettori, e questo dovrebbe spronarti a credere sempre di più nelle tue opere! 😉
    Se riesci a farne un racconto più “ciccioso”, trova il modo di farcelo sapere, anche per mezzo di una storia nuova!
    Sono contento di essermi guadagnato un personaggio, o perlomeno di essere rimasto impresso con la mia voce: è un bell’atto di condivisione dell’esperienza!
    Avrei voluto continuare gli episodi di The Incipit sul canale, ma ultimamente il tempo è poco. Però sono mesi che sto pensando a come tornare con un nuovo progetto di lettura legato a The Incipit. Devo solo capire come strutturarlo.

    Grazie ancora per averci fatto esplorare il nostro mondo con occhi diversi! 🙂
    Alla prossima.

  • Eccomi qua! Nonostante l’email continuino a non arrivarmi, almeno sono riuscito a beccare il finale! 😀

    Che dire: ti sei superato! Non potevi trovare una conclusione migliore per questo racconto che, tra il serio ed il faceto, e tra una risata ed un sorriso, tra una logica conseguenza ed una nuova sorpresa, mi ha fatto sognare ad ogni capitolo!

    Noi ci leggiamo alla prossima storia (sperando che l’email tornino ad arrivare) 🙂

    Ciao 🙂

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