Au claire de lune

Dove eravamo rimasti?

Dae Ho ha inviato gli spartiti all'insaputa di Ye Joon. Quale sarà la risposta del Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo? Ye Joon strappa la lettera quando Dae Ho gli racconta la verità e non saprà mai la risposta. (50%)

Menuet

Ye Joon credeva che il mondo fosse diviso in bianco e in nero, proprio come le note del pianoforte che aveva imparato ad amare fin da piccolo.

Eppure, da quando Dae Ho era entrato nella sua vita, il buio aveva assunto sfumature perlacee dai toni vivaci.

E ci aveva sperato, aveva davvero sperato che quell’arcobaleno di sentimenti potesse essere compreso da coloro che l’avevano cresciuto con un’austera educazione musicale, dove il sol resta sol e mai potrà tramutare in un dolce si. 

Sciocco, ecco cos’era stato, uno sciocco reso cieco dal sole e dal tepore confortante con cui lo bramava. 

Non avrebbe mai dimenticato quell’eclissi di sangue, quella stridente melodia suonata dalle costole crinate di Dae Ho, il suo corpo agonizzante davanti la porta di casa. Ricordava soprattutto le parole farfugliate dal ballerino, parole che gli suggerivano di scappare il più lontano possibile dal padre.

Min Jungyong. Un nome, una maledizione, la causa di ogni male, di ogni squarcio nell’anima, di ogni lacrima versata al chiaro di luna.

Perso in ricordi velenosi, l’urlo lacerante del campanello strappò il pianista dalla miseria in cui stava affogando.

Era tardi, un’orario consono solo per la morte e per gli amanti, ma Ye Joon desiderò – in gran segreto – che a convocarlo fosse il Triste Mietitore e nessun altro.

«Che ci fai qui?» Dae Ho avrebbe voluto afferrare il mormorio appena smarritosi nella notte, lo avrebbe stretto a sé, così da stringere la speranza piuttosto che la lettera incriminata. Sapeva che Tokyo sarebbe stata la salvezza di Ye Joon, il Paese che avrebbe amato la luna forse tanto quanto lui, la Capitale dove sarebbe stato libero di essere se stesso.

«Te l’ho detto, dobbiamo parlare.» bastarono poche parole affinché le lacrime cominciassero ad incendiare il volto candido del musicista, un viso Dae Ho avrebbe voluto accarezzare per l’ultima volta.

«Vattene. Se mio padre…» e l’artista non riuscì a terminare la frase, non riuscì nemmeno a respirare perché le mani dell’uomo che amava si posarono dolcemente, sulle sue gote arrossate.

«Non mi interessa, Ye Joon. Non mi interessa se mi ha minacciato…» come poteva pensare che una questione del genere fosse irrilevante? Come poteva pensare che gli avrebbe permesso di rischiare la vita? Dae Ho credeva di essere invincibile poiché era impossibile spegnere il sole, eppure un misero comune mortale aveva dimostrato loro il contrario. 

Ancor prima che il ballerino potesse proseguire nel disorso, il polpastrello del compagno zittì quelle labbra rosee e impertinenti affinché nessun’altra parola potesse essere pronunciata.

«Se mi ami, devi dimenticarmi.» il tempo sembrò fermarsi, i fiocchi di neve erano restii ad abbracciarli, i cuori andarono in frantumi in un minuetto di emozioni. 

Occhi negli occhi, Ye Joon credette di averlo convinto ad andarsene, a vivere la vita che meritava lontano da lui e da ogni pericolo, credette di seppellirsi nel dolore per salvare la luce.

Dae Ho accolse la preghiera del silenzio, tant’è che tacque quando fece un passo in avanti cosicché a separarli ci fossero solo pochi millimetri. E, nella falsa quiete notturna, posò la fronte contro quella dell’uomo che gli aveva sconvolto l’esistenza alla prima nota suonata e al secondo sorriso rubato tra le quinte del teatro.

«De la musique avant toute chose.» un sussurro, un nuovo verso di Verlaine e la danza ancora una volta aveva scelto la musica. Ancora una volta il giovane aveva scelto di abbandonarsi al destino, all’oscurità, al bacio che finalmente stava reclamando.

E le lancette tornarono a girare, la neve ad accarezzarli, le loro labbra ballavano una lenta e disperata melodia scandita dalle lacrime di Ye Joon e dal battito di Dae Ho. Il ballerino era consapevole di star approfittando di quell’effimero momento per tardare la verità e il probabile addio che li attendeva.

«Spero che tu possa perdonarmi.» sperò di averle soltanto immaginate quelle parole, di averle mormorate nella propria testa, ma quando il compagno lo supplicò con lo sguardo di non scusarsi per quel bacio tanto desiderato, capì che il dado era stato tratto.

Con le stelle come testimoni, il sole consegnò alla luna la lettera colpevole di essere un barlume di gioia nelle tenebre che sottomettevano Ye Joon. In realtà, un secondo foglio cadde fra le mani gelide del pianista, un foglio in cui aveva spiegato la malefatta nel qual caso fosse stato troppo codardo per dirla a voce.

Un ultimo bacio, la pagina del pentagramma ben stretta in tasca e Dae Ho lasciò l’amore abbandonato al suo destino.

Quel che non sapeva era che Ye Joon, dopo aver scoperto il tutto, stracciò la missiva proveniente da Tokyo ancor prima di conoscerne il verdetto.

Cos’era la musica senza danza? Soltanto un’accozzaglia di note sgrammaticate.

E se proprio doveva essere una stridente sinfonia, il pianista avrebbe assolto i propri errori restando al fianco del ballerino.

Nell’ombra, dove nessuno poteva vederlo, Ye Joon avrebbe continuato ad amare Dae Ho senza mai abbandonarlo davvero.

Cosa accadrà dopo quell'ultimo bacio?

  • Dae Ho scopre che Ye Joon ha stracciato la lettera prima di conoscerne il verdetto. (17%)
    17
  • Ye Joon cerca una soluzione per salvare Dae Ho rischiando il tutto e per tutto. (33%)
    33
  • Ye Joon affronta il padre. (50%)
    50
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26 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ciao Meli!

    Quanto ho detto per i precedenti capitoli, qui, trovo che sia un po’ più amplificato. Giocare con le immagini e descrizioni può essere interessante – e lo è – ma trovo che in questo capitolo finisca per diventare un po’ ridondante nel flusso del narrato. Poi, può essere una scelta voluta. Tuttavia, rischia di trasmettere al lettore la sensazione che la scrittrice sia rimasta tanto affascinata dalla bellezza delle immagini da descrivere, da far passare in secondo piano la narrazione effettiva dei fatti. Insomma, bellezza descrittiva che “può” risultare fine a se stessa.
    Ti segnalo giusto questo passaggio: “dolcemente, sulle sue gote arrossate.”
    Rimango sempre molto incuriosito dal progetto e dall’idea che stai portando avanti. Continua così! 😉

  • Arrivo nel mezzo della narrazione e pur cercando di riprendere il filo della storia mi sono un po’ persa… il mio cervello fatica a ricordare i nomi esotici e per questo a volte devo fermarmi a capire chi ha fatto cosa… ma è un bug del mio sistema operativo 🙂 detto ciò, è una storia che mi ha colpito molto, la narrazione è allo stesso tempo delicata e complessa, molto musicale. Sono superindecisa sulla votazione, ma vado di pancia e scelgo il padre.

  • Arrivo nel mezzo della narrazione e pur cercando di riprendere il filo della storia mi sono un po’ persa… il mio cervello fatica a ricordare i nomi esotici e per questo a volte devo fermarmi a capire chi ha fatto cosa… ma è un bug del mio sistema operativo 🙂 detto ciò, è una storia che mi ha colpito molto, la narrazione è allo stesso tempo delicata e complessa, molto musicale. Sono superindecisa sulla votazione, ma vado di pancia e scelgo il padre.

    • Ciao! Capisco benissimo la questione dei nomi, infatti temevo proprio questa difficoltà quando ho cominciato a scrivere la storia, solo che la passione per l’Oriente ha vinto sulla titubanza. Spero che diventi più semplice, man mano, ricordare a chi appartengono i nomi e leggere con meno difficoltà!
      Sono felicissima che la narrazione ti piaccia e, soprattutto, che la musicalità delle parole arrivi al lettore, davvero tanto!
      Spero anche che la tua scelta vinca, nel frattempo ti ringrazio moltissimo per aver letto “Au claire de lune” e aver commentato!

    • Aspetto con ansia il tuo commento perché di solito dai sempre ottimi consigli e le critiche costruttive sono quelle che preferisco! Ti ringrazio moltissimo per i complimenti e, in altrettanto modo, sono davvero felice che il capitolo ti sia piaciuto!
      Spero anche io di avere un po’ più di movimento prima o poi, ma capisco pure che aggiornando con tempi lunghi a causa di impegni, i lettori possano perdere interesse o dimenticare la mia storia.
      L’importante è che tu non ti dimentichi di “Au claire de lune”!
      Ti ringrazio ancora moltissimo, alla prossima!

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Capitolo 2)

    Ciao Melainfabula!

    Avrei voluto recuperare questo capitolo in video, ma non mi riesce.
    Per quanto riguarda la scrittura, non mi sento di dover segnalare niente. 😉
    Tutto fila liscio, intenso, mettendo in mostra le capacità che hai solo accennato nel precedente capitolo. Hai già scritto molto, e si percepisce, e posso dirti che ho trovato questo episodio un buon inizio.
    Il lettore medio, però, potrebbe ritenere che in questo capitolo non ci siano eventi, tolto il finale, e non avrebbe del tutto torto. Ma non prendere questo passaggio come una vera critica. Ragioniamo insieme:
    Dal mio punto di vista, l’impostazione del capitolo ha una struttura da libro, cosa positiva, dove ci si può prendere moltissimi spazi per raccontare un determinato passaggio. In un racconto, però, il ritmo deve essere ben ponderato e calibrato. Lo spazio è meno del previsto, e le riflessioni e i dubbi dei personaggi devono – come hai fatto – emergere, ma senza prendere troppo il sopravvento sulla narrazione.
    Quindi, nel caso si fosse capito, trovo la scrittura super gradevole e ben conforme a un libro, ma per struttura forse fin troppo complesso per un racconto breve. Lo dico perché, abituando il lettore a determinate impostazioni narrative, più avanti l’effetto “corsa” potrebbe risultare più marcato, quando cercherai di chiudere il cerchio. Detto ciò, per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto il capitolo per la sua struttura e il messaggio.
    Sarò forse crudele, ma penso che il pubblico medio di The Incipit non abbia sufficiente pazienza per seguire una narrazione simile, per di più a puntate. Ed è un vero peccato.
    Spero di essere tornato utile in qualche modo. Ripeto, la mia non vuole essere assolutamente una critica al tuo stile, che trovo deliziosamente scorrevole, ma all’impostazione del tutto per questo sito.
    Aspetto il prossimo! 😉

    • Ciao! Scusami se ti rispondo con così tanto ritardo, ma purtroppo gli impegni mi costringono a star lontana dal sito più del previsto.
      Prima di tutto, grazie infinite per il commento perché è sempre un piacere poter leggere un riscontro in particolar modo se costruttivo. Sono anche molto felice di non aver deluso la fiducia che avevi deciso di riporre nel breve incipit scritto in precedenza: questa volta i caratteri erano quasi troppi pochi!
      Riguardo agli avvenimenti sono dell’idea che già un’incontro tra due persone che si erano dette addio sia già di per sé una vicenda abbastanza intensa, soprattutto per il modo in cui avviene tra Dae Ho e Ye Joon. Ho deciso di scrivere unicamente del loro ritrovarsi per dare importanza a una sofferenza che solo due amanti affranti da un sentimento così grande possono provare. Ti assicuro, però, che le seguenti otto puntate basteranno al fine di chiudere il cerchio! Spero di non deludere anche in quel caso né te né il lettore medio.
      Parlando della mia scrittura, ancora una volta ti ringrazio moltissimo per i complimenti e sì, capisco la questione dell’impostazione da libro e della difficoltà che potrebbero riscontrare i lettori del sito, ma ho piena fiducia in chi decide di seguire la mia storia votandola e commentandola.
      Grazie mille ancora per tutto, spero di trovare un tuo commento nei capitoli a venire!
      A presto!

  • Con questo capitolo hai ottenuto il riscatto sui 500-5000 caratteri.

    Riesci a trasmettermi tanto sia con poche e misurate parole, che mi lasciano immaginare situazioni ed emozioni, che con tutti i caratteri a tua disposizione.
    La sinfonia d’apertura lascia spazio a questo primo vero atto: i due protagonisti finalmente si parlano, si conoscono alcuni dei loro pensieri e stati d’animo.
    Ho davvero letto e riletto questa parte con interesse, per cercare di estrapolarne nuove chiavi di lettura ogni volta; è proprio come una sonata, ogni lettura/ascolto mi suscita nuove domande ed interpretazioni!

    Cosa avranno da dirsi in più?
    Perché si erano già detti addio?
    Come hanno fatto ad innamorarsi?

    Queste e tante altre domande continuano a spingermi a voler continuare la tua storia.
    Come sempre complimenti, aspetto con ansia il prosieguo!

    Buona scrittura e a presto!

    • Da 500 caratteri a 5000 il passo è stato molto breve e devo ammettere di aver scritto un ventesimo di ciò che avrei voluto davvero scrivere poiché le battute a disposizione non mi bastavano.
      Sono davvero felice che la mia storia ti procuri così tante emozioni, ma in particolar modo così tante domande in quanto suscitare curiosità e melodie è ciò che più mi interessa.
      Grazie mille per il commento, per seguire la mia storia e per votare, spero che la svolta degli eventi seguano la tua scelta!

  • Mi sto innamorando sempre di più di questa storia. Leggo tanta sofferenza da parte dei due protagonisti. Una sofferenza dettata dal volersi ma per tante cause non possono stare insieme. Lo si legge dalla descrizione dei gesti, dal riconoscersi anche un mezzo a tantissime persone. Chissà forse sono legate dal filo rosso. Non vedo l’ora di leggere il continuo, perché da eterna romantica spero in un lieto fine.

    • Ciao! Sono felicissima che questa storia ti stia facendo provare tutte queste emozioni! È una melodia malinconica, una di quelle che fanno male all’anima, ma non posso garantirti se la nota finale sarà un balsamo che cura tutte le ferite o il coltello che porrà fine alla tortura. Ciò dipende dai vostri voti! Grazie mille per la recensione, spero vinca la tua opzione!

  • Pochi caratteri, quasi a seguire la chiusura di una melodia suonata al pianoforte.

    Poche risposte, tante domande, un bacio sospeso nel finale mentre la suonata si chiude.

    Seguo super curioso, questo stile di scrittura mi affascina particolarmente.

    A volte il non detto vale più di 5000 caratteri. 😉

    • “Pochi caratteri, quasi a seguire la chiusura di una melodia suonata al pianoforte”. Posso dirti di essermi emozionata con queste parole?
      Ti ringrazio tantissimo per il commento e sono davvero felice che questo brevissimo inizio ti abbia incuriosito. Sto scrivendo il continuo (purtroppo a causa di impegni ci impiego più di quanto vorrei) e spero sia di non deludere le tue aspettative sia che abbia vinto l’opzione da te scelta.
      Grazie mille ancora!

    • Ciao!
      Ti ringrazio tantissimo per il commento e sono estremamente felice che queste poche parole abbiano scatenato in te dubbi sui personaggi e sulla loro storia invece che scoraggiarti a leggere “Au claire de lune”.
      Spero di non deludere le tue aspettative future e che a vincere sia stata proprio l’opzione da te votata.
      In altrettanto modo, spero anche che continuerai a leggermi, a votare, ma soprattutto a farmi sapere cosa ne pensi.
      Grazie mille ancora!

  • Ciao!
    È la prima volta anche per me su questa piattaforma, e voglio iniziare dicendo “complimenti!”.
    Non è il solito incipit che mi fa già presagire elementi “cliché” della storia, per tanto complimenti.

    Non sono per nulla d’accordo con chi scrive di sfruttare tutti e 5000 i caratteri, perché non credo che ce ne sia sempre il bisogno!
    Dipende dalla storia che si vuole raccontare, dallo stile di narrazione ed anche dalla bravura dell’autore di dirmi in 700 parole, quello che avrebbe potuto dirmi in 5000.

    Personalmente il messaggio di questo breve inizio mi è arrivato tutto: i due personaggi hanno una storia turbolenta, difficile, fatta forse di silenzi più che di parole tra di due, con dei sentimenti sopiti e forse anche dei segreti.
    La scelta di lasciar intendere la tensione tra i due, senza storpiare di troppe parole, per me è più che azzeccata!
    Un po’ come se anche noi, lettori, avessimo un breve assaggio di questa loro “presumibile” caotica storia d’amore, attraverso il “non detto”.

    Sono curiosa di vedere cosa avranno da dirsi e imparare a conoscerli pian piano nei successivi capitoli, per cercare di snocciolare tutte le domande che mi sono sorte!

    Aspetto il prossimo e buona scrittura!

    • Ciao!
      Ti ringrazio tantissimo per il commento, in particolar modo ti ringrazio per non esserti fatta scoraggiare dalle poche parole del mio incipit, ma, anzi, di aver colto quella pragmaticità che avvolge i due personaggi e la loro storia.
      Sono davvero felice che questa “prima puntata” sia stata di tuo gradimento e abbia scatenato in te diverse idee riguardanti Dae Ho e Ye Joon, spero con tutto il cuore di non deludere le tue aspettative e che a vincere sia stata l’opzione da te votata!
      Ti ringrazio ancora moltissimo, mi auguro che continuerai a leggere “Au claire de lune” concedendomi il piacere di tuoi commenti.

    • Ciao! Ti ringrazio moltissimo per il commento! La questione dei caratteri non è un problema (quasi sicuramente rischierò di sforare ora che ho una giusta votazione e potrò iniziare a scrivere il nuovo episodio!), ho solo voluto sperimentare un nuovo modo di scrivere un incipit assumendomi il rischio di sbagliare.
      Prometto di non deludervi nelle prossime parti!
      Grazie mille ancora per il consiglio e per aver letto la mia storia!

  • Capitolo 1)

    Ehi! Ti leggo per la prima volta su The Incipit: benvenuta! 😉

    A mio parere c’è davvero troppo poco materiale per spingere il lettore a proseguire. Il sito offre 5000 caratteri per mettersi in gioco, per dare prova delle proprie capacità: all’inizio è sempre consigliabile scegliere qualcosa che riesca a pungere il lettore. Purtroppo, considerato anche l’errore presente all’inizio del capitolo (nulla di gravissimo, ma evidente in 10 righe), qualche lettore potrebbe prendere l’idea con poca serietà.
    Il tutto risulta criptico: non abbiamo un riferimento effettivo sui personaggi, sui loro rapporti e niente che ci tenga all’amo con la curiosità, e questo potrebbe scoraggiare. Avresti potuto prenderti più spazio per dare prova delle tue capacità, anche solo metà dello spazio disponibile. 😉
    Io voglio darti fiducia. Sono curioso di scoprire cosa puoi raccontarci.
    Per le prossime volte: ultima rilettura una volta caricato il testo sul sito, si possono scovare tanti piccoli errori sfuggiti!

    Aspetto il prossimo.
    Buona scrittura!

    • Ciao! Ti ringrazio moltissimo per il commento e per il benvenuto!
      Purtroppo mi sono resa conto solo ora dell’errore di battitura nonostante abbia letto e riletto la parte diecimila volte, ma spesso mi capita di lasciare qualche refuso perché (a quanto pare) il mio cervello si rifiuta di coglierli. Mi dispiace solo non poterlo più correggerlo.
      Comunque! Ho deciso di scrivere un incipit breve e criptico di proposito, assumendomi il rischio di non invogliare il lettore a continuare una storia di cui può comprendere davvero poco. Spero, però, che proprio questo “mistero” che si cela dietro poche parole possa far incuriosire, far chiedere “cos’è successo tra i due ragazzi? Cosa accadrà?”. Ti assicuro che solitamente sono prolissa e che nei prossimi capitoli non deluderò i consigli appena ricevuti dal tuo commento!
      Grazie mille ancora!

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