BLACKOUT AL CENTRO COMMERCIALE

Il Blackout

Augustina corse da noi in preda al panico: “Li ho visti! Si sono infilati in un condotto dell’aerazione porca vacca!”
Luci e porte automatiche del centro commerciale si sono disattivate da nemmeno mezz’ora e questa già inizia con le sue fantasticherie sugli alieni pensò sconsolato suo fratello Carmelo.
Chi l’avrebbe detto che quella breve deviazione li avrebbe cacciati in quella situazione.
“Piantala di scartavetrare le scatole Tina, vedi di non farmi fare brutte figure in giro” ma in realtà non c’era molto modo di farne, non si vedeva tanta gente per i corridoi e negozi del centro commerciale.

Un tonfo lontano attirò la loro attenzione ed Augustina si dimenticò istantaneamente dei suoi alieni per mettersi alla caccia di un nuovo mistero.
Il negozio di elettronica sembrava essere stato assaltato poco tempo prima e qualcuno ancora stava arraffando quanto più poteva. La ragazzina, che aveva un alto senso della giustizia si lanciò all’inseguimento di uno degli ultimi sciacalli rimasti.

“Dove diavolo credi di andare patetico ladro da quattro soldi?! Non lo sai che questa cosa è illegale? Sei davvero patetico!” urlò afferrando un ragazzetto smunto e spaventato. Riuscì a buttarlo per terra.

“Ma che cazzo fai? Oh!” le custodie dei videogiochi rubati si erano già sparse per terra, il ragazzino non avrà avuto più di 17 anni, più o meno era coetaneo di Augustina.

“Guarda cos’hai fatto! Mi hai ferito! Sto sanguinando! Aiuto!” urlò il ragazzo guardandosi le braccia con qualche macchia rossa qua e là.

“Credi sia un’allocca pezzo di merda? Se ripercorri i tuoi passi vedrai la scia di goccioline. Ti sarai ferito con i vetri del negozio” sbraitò Augustina pronta ad inveire anche manescamente sul malcapitato. Solo l’intervento di Carmelo risparmia uno spiacevole crescendo.

Il ladro che rispondeva al nome di Pietro venne quasi perquisito dalla ragazza sotto l’attenta vigilanza del fratello. 
“Tu resterai con noi! Finchè non verrà risolta la situazione e potrò riconsegnarti alle forze dell’ordine!”
Con la sua solita indifferenza, come se ciò che facesse fosse perfettamente normale, tirò fuori dal suo zaino delle manette ed in un attimo Pietro e lei erano diventati un bel bundle.
Carmelo roteò gli occhi all’insù, da fratello maggiore spesso si sentiva in imbarazzo per l’esagerata morale di lei.

Dopo diverse proteste Pietro accetta mestamente il suo destino e prosegue il viaggio nel buio centro commerciale con i due.
Il silenzio inizia ad essere glaciale ed il timore s’insinua nella compagnia.
Non capisco perchè mai mi senta così spaventato, alla fine siamo soltanto dentro una struttura al centro della città, tra poco arriveranno i tecnici ed usciremo tutti riflettè fra sè e sè Carmelo inquieto.

Un rumore irregolare viene captato dai ragazzi, un rumore sempre più vicino, sembrava una corsa. Qualcuno stava correndo nella loro direzione.
Una ragazza con una grossa benda sulla testa e con un..FUCILE?! legato a tracolla che le rimbalzava sul petto era diretta verso di loro, quasi senza degnarli di uno sguardo.

“Hei! Voi! Di qua!” La ragazza li trascinò con un’inaspettata violenza dietro un corridoio che portava ai bagni pubblici.
Sembrava allarmata e ferita ma restava guardinga come se qualcuno la stesse seguendo, come se quel qualcuno fosse vicino.
Una volta messo il gruppo in sicurezza puntò loro l’arma.
“Voi con chi state? Da quanto siete qui? Parlate o vi faccio esplodere uno per uno!”

I ragazzi alzarono le mani, era tutto successo così i fretta che le domande della donna non sembrarono strane. Al contempo però non avevano ben chiare le risposte da dare.
Il silenzio sembrava renderla sempre più alterata “Parlate cazzo! Da quanto siete qui?!” il dito le tremava sul grilletto.
Carmelo guardò gli altri due e si rincuorò vedendo che il volto di Pietro aveva un’espressione abbastanza consona al momento.
Ciò che vide nel volto di Augustina, al contrario, gli fece aumentare i battiti cardiaci all’istante.

“Senti cara, ti sembra il modo di presentarti? Sei chiaramente alterata da qualche sostanza ma va tutto bene, puoi ancora fermarti, non ci hai ancora arrecato nessun danno irreparabile” le disse Augustina con il classico ditino alto ma con un tono che rasserenò un minimo il gruppo.
Era folle ma non così folle.

La soldatessa però non era d’accordo con il cambio di mood, gli occhi spiritati si acceserò e l’improvvisa vicinanza con Augustina le fece scivolare il dito sul grilletto.
Uno scoppio rimbombò nel bagno e chi l’aveva provocato crollò svenuta.

Quali conseguenze porta il colpo sparato dalla soldatessa?

  • Il colpo viene sparato a vuoto ma il trio vuole comunque vederci chiaro quindi immobilizzano la soldatessa con l'intento di interrogarla. (50%)
    50
  • Il colpo viene sparato a vuoto ed il trio, con Augustina stizzita, intimorito ruba l'equipaggiamento e non soccorre la soldatessa. (0%)
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  • Carmelo viene ferito a morte. Augustina e Pietro restano da soli dopo che la ragazza furiosa riempie di botte l'assassina del fratello (50%)
    50
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2 Commenti

  • Capitolo 1)
    Ciao Marifu!

    Ti leggo per la prima volta, credo.

    La storia risulta divertente, non troppo male per un horror: impostare la spensieratezza può essere un ottimo modo per travolgere il lettore con l’orrore. Tuttavia, mi pare che il tono della narrazione voglia rimanere sul grottesco/horror/comico, e ci sta. Sono curioso di vedere come porterai avanti la storia, e punto sul dramma, con morto annesso.
    Mi pare che tutto fili liscio, tolta qualche imprecisione al livello di tempi verbali ogni tanto, dove ci si butta sul presente per un attimo prima di tornare al passato.
    Nel complesso mi pare un buon inizio. Ti seguo e attendo nuovi aggiornamenti!

    Alla prossima!

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