Fiabesche disavventure

Dove eravamo rimasti?

STOP! Sembra la fine, ma c’è ancora una possibilità! Voi potete salvarli! Oppure condannarli, vedete voi. Arriva qualcuno in loro soccorso (75%)

E vissero...

“Io, il Giudice Scanna Innocenti vi dichiaro…”.

“Ehilà ragazzi!” sì sentì all’improvviso.

Dai pantaloni di Teodoro uscì una nuvola di fumo che altri non era che Ipotamo: il genio di seconda mano!

“Ipotamo!” urlarono i due.

“Sì così mi chiamo, scusate la comparsa improvvisa, ma vedete, sono stato richiamato dalla corte dei geni che mi hanno fatto notare un errore ovvero che il primo desiderio della marionetta sarebbe stato nullo, perché lei non teneva in mano la lampada. Perciò sono tornato qui apposta per rimediare: in teoria dovrei farvi ritornare nel deserto dove ci siamo incontrati così da rendere non più valido il desiderio espresso… però vedete, sono negato con gli incantesimi di teletrasporto”.

“Ma va, non ci avevo fatto caso” disse Teo sbuffando memore dell’incontro con i tipi sopra la carrozza senza cavalli.

“Perciò eccomi qua, a disposizione per il tuo prossimo desiderio”.

“Bene eccolo… Salvaci!” urlò Connie.

“Salvarvi da cosa?”.

“Dalla sentenza del giudice!” e dicendo ciò indicò il giudice che era incavolato nero.

“Siamo in un tribunale? Figo! Ha già detto Silenzio in aula?”.

“Sì, subito all’inizio” disse Teo.

“Uffa, volevo sentirlo”.

“Vi dispiace!? È in corso un processo se non ci avete fatto caso!” urlò il giudice.

“Va bene, non ho mai fatto l’avvocato… ma vedrò cosa posso fare” disse Ipotamo che, schioccando le dita, cambiò rapidamente abiti indossando uno smoking.

Intanto Connie e Teo erano molto in ansia.

“Vostro onore, se non è un problema farò da avvocato difensore ai miei padroni”.

“Va beh fai pure, tanto ho già deciso”.

“Vedrò di farle cambiare idea, in breve…” e fu così che Ipotamo fece un’arringa così lunga e anche così orrenda che tutti, ma proprio tutti in aula, erano annoiati. Teo e Connie cominciarono a giocare a sasso, carta e forbice; la giuria a carte e il giudice teneva gli occhi aperti a fatica.

“E con questo ho concluso” disse il genio.

“Menomale!” urlarono tutti.

“Che avete capito, ho finito di presentare il primo punto, adesso passo al secondo”.

“BASTA!!!!” tuonò il giudice “In 40 anni di processi non ho mai visto una cosa simile, lei signore è l’avvocato peggiore che potrebbe esistere! È così tremendo che proprio non ce la faccio più! Con i poteri conferitomi dichiaro che gli imputati sono scagionati! E oltre questo bandisco loro e anche te dal Paese dei Balocchi e da qualsiasi aula di tribunale del mondo! E ora scusate ma ne vado di qui! Vado a fare una cosa che pensavo di fare da anni!” urlò l’uomo che alzandosi si buttò dalla finestra.

“Aspetti giudice! Posso riprendermi la marionetta!?” chiese Mangiatrippa mettendo la testa fuori.

“NO!!!” tuonò.

“Uffa, dopo la sua fuga anche le altre marionette sono scappate e adesso cosa farò per poter mangiare!?”.

“Vieni amico, ho una casetta di pan di zenzero distrutta e mi serve qualcuno che la mangi”, così, allettato da questa proposta, Mangiatrippa seguì la strega non notando che lei si stava leccando le labbra.

E fu così che i due, più Ipotamo, vennero sbattuti a calci fuori dal Paese dei Balocchi.

“Bene, con questo ho esaudito i vostri desideri, addio” disse il genio scomparendo. Teo stava per riprendere la lampada, quando uno dei ladroni comparve all’improvviso e gliela soffiò da sotto il naso “40 LADRONI PER SEMPRE!!” urlò scappando via.

Teo e Connie rimasero a fissarlo per qualche minuto, poi ad un tratto la marionetta cominciò a ridere, la risata fu così tanto contagiosa che persino il lupo cominciò a ridere. E alla fine i due caddero a terra dalle risate.

“AH AH! Dovrei essere arrabbiata che ci hanno cacciati, ma francamente non m’importa!” disse Connie.

“Pure io! AH AH” aggiunse Teo “le nostre avventure non sono ancora finite, e finché sarò con te nel bene o nel male riusciremo sempre a cavarcela”.

“Ben detto… dove ti va di andare adesso?”.

“Uhm… ho sentito di un’isola che c’è ma che si chiama non c’è, è un’isola senza legge, potremmo andare lì”.

“Mi sembra un’ottima idea! Prego prima i lupi”.

“No, prima le signore” e i due scoppiarono a ridere.

Salendo in groppa al suo amico lupo i due partirono verso nuove e travolgenti avventure!

“EHI VOI FERMI!” tuonò ad un certo punto qualcuno.

Voltandosi i due videro: un asino, un cane, un gatto, un gallo e una tavoletta del water con gli occhi.

“Eccola, è per colpa di quella tipa se sono diventata una ciambella di legno! E quello dev’essere un suo amico!”.

“Tu maledetta comparsa” disse il cane “Per colpa tua non ci saranno più spettacoli di marionette che io e i miei amici adoravamo!”.

“Noi, i Musicanti di Brema, ve le suoneremo di brutte!” tuonò il gallo.

“Teo… scappiamo?”.

“OVVIO!” urlò il lupo scappando via.

E fu così che Teodoro il lupo e Connie la marionetta, i protagonisti di questa improbabile storia, vennero inseguiti dai Musicanti di Brema, poi riuscirono a seminarli… ma successivamente ebbero altre disavventure. E ancora e ancora…

E così nessuno in questa fiaba vissero per sempre felici e contenti. Perché alla fine la vita è questa, una fiabesca disavventura.

FINE

Ps: nei commenti ci sono due bonus.

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38 Commenti

  • E con questa è finita “Fiabesche Disavventure” un altro racconto da aggiungere al mio “Curriculum vitae” qui su The Incipit. Inizialmente questa sarebbe dovuta essere la seconda storia che volevo pubblicare sul sito, e l’avevo pubblicata! Ma l’avevo subito rimossa perché non mi piaceva. Chi è stato fortunato forse è riuscito a leggerla.
    Ma andiamo con le curiosità. Inizialmente i personaggi avrebbero potuto parlare con il narratore, ovvero me, e io gli avrei anche risposto. Ma poi per evitare problemi del tipo “chi sta parlando?” ho rimosso questa idea a favore di una storia semplice. Peccato che l’ho corretto male, tanto che nel primo capitolo si nota questo cambio veloce.
    Fin da subito volevo che tra i protagonisti ci fosse un lupo, proprio perché per quanto sono cattivi io adoro i lupi nelle fiabe. E doveva chiamarsi semplicemente Lupo… ma più ci pensavo poi mi sono detto “ma dai, diamoli un’identità, mettiamoli un vero nome” e scelsi Teodoro che significa “Dono di Dio”, che è stato un po’ quello che è stato per Connie.
    Connie inizialmente doveva chiamarsi Bianca ed era una povera contadinella rimasta da poco orfana che incontra per caso un lupo che dice di volerla mangiare. Lei, distrutta dalla vita, accetta pure, per poi scoprire che il lupo non diceva sul serio, anzi, era buono ma era costretto a dimostrare di essere un vero lupo cattivo mangiandola (un sottile rimando al Leone del Mago di Oz per intenderci). Poi cambiai idea perché mentre scrivevo il personaggio mi sembrava troppo simile a Ren (Il giorno senza fine) e se è possibile vorrei scrivere personaggi diversi tra loro.
    Per il resto la storia volevo fosse una “Parodia demenziale delle fiabe” o un “Toon Quest 2.0” per questo ho creato molte scene al limite del ridicolo.
    L’idea di Biancaneve gangster mi è venuta in mente mentre immaginavo la principessa con i pantaloni, e mi sono detto “sembra una gangster”, si lo sono pazzo XD. Mentre i sette capretti se notate ci sono molti rimandi alla mafia! In primis per come hanno ucciso il lupo.
    Spero che la storia vi sia piaciuta. dopo questo ho deciso di prendermi una lunga pausa, penso ricomincerò a gennaio/febbraio, ovvero l’anno prossimo, ma tranquilli, ho un bel catalogo di storie che non vedo l’ora di scrivere. Ho persino deciso di buttarmi nel provare a creare una storia d’amore (la metterò nelle storie Rosa, anche se forse sbaglio) e una thriller erotico (nelle Eros appunto). Sarà sicuramente difficile, e a momenti imbarazzante, ma voglio mettermi alla prova lo stesso!!
    Perciò, Buone feste a tutti quanti!!

  • In attesa del 2023 (sperando non sia un altro anno super disastroso) eccovi il trailer della prossima storia:
    “Cavolo! Questo libro è una cagata!” disse un uomo che aveva appena finito di leggere un libro intitolato “Fiabesche Disavventure”.
    “Prendo nota, la prossima volta invece di un libro in saldo meglio prendere dei fumetti in saldo all’aeroporto” si disse mettendo via il libro.
    Ci troviamo su un aereo di linea che sta volando in alta quota, fuori era notte e tutto era tranquillo sia fuori che dentro il veicolo.
    “Desidera uno snack signore?” chiese una hostess.
    “No grazie sono a posto, comunque mi dia del tu, mi chiamo Zeno per sua informazione”.
    “Come vuole lei signor Zeno” disse la donna allontanandosi.
    “Puff, troppa formalità” si disse Zeno. Voltandosi guardò fuori dal finestrino essendo che il suo posto era vicino all’ala sinistra, guadando più attentamente gli parve di vedere che c’era qualcuno sull’ala… sembrava un mostro!
    “Oh cavolo! Signorina! Venga un minuto!” urlò l’uomo.
    La Hostess venne immediatamente “Che succede?”.
    “Ora, so che non mi crederà, ma c’è un mostro sull’ala”.
    “Un mostro?”.
    “Sì lo so, l’ho già visto in una serie televisiva e in varie parodie, adesso mi dirà di non vedere niente, e una volta allontanata il mostro apparirà, io continuerò a dire che c’è un mostro e mi darete del pazzo, e poi…”
    “AHHH!! C’É UN MOSTRO!!” urlò la donna.
    Voltandosi verso il finestrino Zeno vide un essere che ricordava un rettile distruggere con una testata il finestrino infilando la testa dentro l’aereo.
    Le urla dei passeggeri si persero nel cielo di una notte senza Luna.
    Qualche ora dopo…
    L’aereo cadde poco dopo su di una spiaggia tropicale, in giro c’erano: macerie, palme in fiamme e per finire corpi di cadaveri.
    Qualcuno si avvicinò al corpo di un uomo che altri non era che Zeno. “Interesssante” disse guardando il suo corpo devastato.
    Intanto, in lontananza si sentirono dei versi inumani.

  • Il tuo racconto ha qualcosa che assomiglia al mio ovvero i soldati giocattolo, le marionette, insomma una classica situazione fiabesca anche se il mio è un horror. Ci sono diversi personaggi che già conosciamo e tante situazioni curiose. Ho votato per qualcuno che viene in loro soccorso perché mi pare che se la stiano vedendo male. Alla prossima.

  • Tornerà una loro vecchia conoscenza!

    Il modo di avverare i desideri da parte del genio, mi ha fatto sganasciare dalle risate! 😆 😆 😆

    Ti segnalo un “cosa” al posto di “costa” e per il resto rinnovo i miei complimenti per il divertentissimo capitolo 😀

    Ciao 🙂

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