La formula

Dove eravamo rimasti?

Per il finale Indoviniamo la formula (100%)

La Formula

Lucetta fu liberata proprio nel momento in cui sopraggiungeva una volante dei carabinieri. Sorpresa, imbarazzo, cellulari roventi e gli occhi smarriti del cingalese che aveva solo chiamato la polìs, e poi la cosa si aggiustò; ma il giorno dopo…

Domenico Risi ricevette la visita del R.O.S. Carabinieri.
In sostanza il ministero veniva allo scoperto: dietro all’affare Salvi c’era un arzigogolo investigativo messo in arte insieme all’Arma. A fronte di presunte fughe di notizie relative al grano radioattivo, il ministero aveva costretto, (anche se non convinto) Risi ad affidare a Salvi dei documenti falsi, come cartina di tornasole per misurare il grado di affidabilità suo e dell’ufficio.
La notizia di quei documenti-esca era stata poi fatta filtrare ad arte nell’intento di accelerare il processo, attirare i cattivi e farli cadere nelle mani dei Carabinieri.

Quella sera maledetta in cui era cominciata quella storia Umberto Ruggero era molto stanco e aveva deciso di non bere la solita tisana (drogata) preparata da sua moglie Benedetta; e, per non dispiacerla, l’aveva buttata nel ficus in corridoio.
Quella circostanza aveva innescato il dramma perché quella era la sera che la donna aveva scelto per andarsene dopo aver lasciato un biglietto con la sua confessione e le tardive inutili scuse.
— Ben, che fai, dove vai? Aveva detto lui cogliendola sul fatto.
Lei, sorpresa, a quel punto aveva solo pensato a scappare. C’era qualcuno fuori che l’aspettava.
Quel qualcuno era Mazinga, uno dei suoi compagni di merende, che l’aveva convinta a seguirlo col segreto intento di rivenderla a certi tipi (gli spioni del grano radioattivo). Dunque dal grano alla povera Lucetta, passando per Benedetta, tutto aveva viaggiato su un binario pieno di scambi manovrato ad arte o per sbaglio da questo o quello.
*
Giusy voltò le spalle al suo uomo. Il letto era fresco, lui la incalzava, le stava addosso come una camicia, e aveva voglia di parlare: la confidenza per i nuovi amanti è una conquista; vale più del sesso.
— Sai — disse — non vorrei essere nei panni di Benedetta. Dovrà spiegare molte cose, soprattutto a Lucetta.
— Vero — disse Angelo — e comunque questa storia assurda ha fatto del male a tutti. Tu ci hai capito qualcosa?
— Io? Solo che, temo, non sia finita.
— Cosa “non è finito?”
— Siamo sicuri che i mandanti si fermino qui? E se tentassero una sortita visto che con Mazinga hanno fallito? Quelli non sanno che i documenti sono carta straccia.
— Mando qualcuno da Salvi?
— No, niente “polìs”, stavolta andiamo noi! — disse Giusy. Poi mentre andavano chiamò al telefono Salvi che le sembrò drammaticamente reticente.
— Ecco — disse — forse è già troppo tardi!
Angelo avrebbe voluto chiamare rinforzi ma ormai erano lì, meglio vedere se Giusy avesse ragione.
Davanti al portone c’era un tipo strano, sospetto, sembrava fuori posto.
Angelo si avvicinò a lui, mentre Giusy lo copriva.
L’ispettore capì subito che il tipo era armato. Finse di dover entrare nello stabile; poi però, quando l’uomo (che faceva l’indifferente) cacciò una radio dalla tasca, non gli dette il tempo di parlare, lo bloccò da dietro e lo ammanettò a un palo. Un cenno a Giusy, e insieme entrarono nel palazzo. Un minuto dopo suonavano alla porta di Salvi.
Umberto Ruggero si fece attendere, l’ansia montava… poi finalmente venne alla porta. La sua faccia lo tradiva: c’era qualcuno in casa.
Giusy sapeva che era bravo a leggere il labiale, erano addestrati allo scopo, e allora mimò: “Li-becchiamo-noi, assecondali!”
Poi disse ad alta voce:
— …interessa la fibra ottica?
L’uomo finse di liquidarla in due parole poi mimò: “Non-fate-irruzione, ci-penso-io, ok?”
Angelo e Giusy annuirono, poi lei uscì a presidiare l’uscita su strada, il tipo ammanettato e gli immancabili curiosi.
Angelo invece rimase defilato, e quando i cattivi uscirono dall’appartamento li fece sfilare perché fossero presi tra due fuochi. (E fu così che quando, nell’androne, allarmati da qualcosa che videro, quelli si voltarono per tornare sui loro passi, trovarono una faccia determinata e una calibro nove ad aspettarli).
Fuori la scena era fantastica: volanti dei CC, luci blu, mitra, pistole, e almeno quindici uomini in assetto da guerra; Giusy e l’uomo ammanettato che si scambiavano il cinque.
“Cazzo, il palo era un cugino carabiniere… porca pupazza!” Pensò Angelo, e tornò dentro. Salvi si toccava la testa, (aveva un bernoccolo).
— …dicevano di avere in mano mio figlio — disse — io ho finto di crederci e ho consegnato i documenti.

*

Era l’ora giusta; gli storni al tramonto disegnavano una nuova inedita, complessa onda nera sul cielo aranciato.
Angelo disse: — Ecco come funziona la tua formula: ognuno di quegli uccellini adegua istantaneamente la propria posizione e velocità a quella del compagno più vicino ignorando tutto il resto. La risultante è quella pazza onda nera che solca il cielo, pazza e bellissima…
— Siamo così: — disse Giusy — mille e mille inconsapevoli attori che recitano un unico copione di cui conoscono una parola sola.

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104 Commenti

  • Ciao Ottaviano, ti scrivo perchè mi è piaciuta tantissimo la storia e ti volevo fare i miei complimenti.
    Ti volevo chiedere il permesso di poterne fare una versione audio e di caricarla sul mio canale youtube “L’anima dei libri”
    Aspetto una tua risposta ^_^

  • Capitolo 10)

    Ciao Ottaviano!

    Capitolo costruito in virtù del finale, un finale di estremo effetto!
    Certe frasi che hai voluto inserire offrono alla lettura un tocco più profondo e personale, perché sono pillole di vita in cui il lettore trova facilmente appiglio, oltre che riscontro. Davvero ben fatto.
    Trovo che la formula sia perfetta, non solo per il capitolo ma per tutta la trama della sua epica serie. Complimenti vivissimi per la passione che trasmettono le tue storie, oltre alla costanza che mi permette di definirti l’autore più prolifico della piattaforma.
    Una capacità che riesci a mantenere con una certa eleganza e creatività da invidiare!
    Bel finale. E ora?
    Tornerai ai nostri classici personaggi, oppure affronterai una nuova avventura?
    Sono certo che avremo da scoprirlo molto presto!

    Continua così!
    Sei fortissimo. 🙂

  • Eh già, recitiamo un copione che, qualche volta, sembra scritto da uno squilibrato, ma poi tutto torna, in qualche modo.
    Finale visivo, conclusione che conclude senza lasciare domande in sospeso. I tuoi racconti, con tutti i personaggi che, ormai, abbiamo imparato a conoscere, sono come ritorni a luoghi familiari, amichevoli, dove vien voglia di scambiare chiacchiere, magari di fermarne uno, dei tuoi protagonisti, per chiedergli: ma a te, davvero piace averci uno addosso come una camicia? ? a parte gli scherzi, hai fatto un ottimo lavoro, come sempre, mi ripeto ma non c’è altro da dire se non: bravo, per l’ennesima volta.
    Ci si rilegge, sto pensando a una nuova storia, vediamo se riesco a metterla fuori in questi giorni-

    Alla prossima!

  • Capitolo 9)
    Ehi Ottaviano!
    Il commento arriva tardi, ma viene dal passato!

    Mi hai proprio trascinato all’interno di quella cantina!
    Il senso di angoscia si respira tutto, e anche il viscidume e il pericolo. Ben fatto!
    Allo stesso tempo, però, si evince sempre quel tono spensierato che ti contraddistingue. La parte finale mi ha proprio divertito.
    Non mi sento di avere particolari consigli da darti.
    Voto per la formula finale!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/XR6kfMlebRY
    Alla prossima!

  • Ciao, non so perché, ma ho la sensazione che qualcosa mi sfugga… Mi sento lì, sul bordo della verità (o del burrone?) ma non riesco a sporgermi per vedere!!! Bella la descrizione della paura e della frustrazione di una fuga rimasta a metà!!!
    Ho votato per la formula. Se c’è, perché ignorarla?!? Buona domenica e al gran finale (di già).

  • Ero indeciso tra svelare i retroscena od indovinare la formula. Ho tirato a caso ed è venuto fuori di indovinare la formula.

    Dopo aver letto questo capitolo, mi viene da dire: Forza Lucetta! 😀

    Mi riservo il resto del commento per il finale di questa storia appassionante!

    Ciao 🙂

  • Mazinga e…

    ‘azzo però ‘sto Salvi! Ci credo che Mazinga abbia fatto di tutto per avere sua moglie in suo potere! Anche se ancora mi chiedo quali siano davvero i loro piani e soprattutto chi c’è invischiato, visto che nessuno doveva sapere di quei documenti. Chi è la talpa?

    Ciao 🙂

  • Capitolo 8)

    Ciao Ottaviano!

    Altro capitolo in cui la leggerezza riesce a dominare l’inquietudine che in verità il capitolo lascia trasparire. Sul finale sei riuscito a rinnovare l’interesse del lettore, aggiungendo anche la componente spia. Ottima mossa, specie per tenere incollato il lettore anche al seguito delle vicende! 😉
    Niente da segnalare!

    Ben fatto, come sempre.
    Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/wY67sovN2KE
    Ciao!

    • Ciao GGP
      Il lettore ed io egualmente spettatori di una storiella incasinata, senza apparente agevole approdo. Chissà che non ci lasci con l’amaro in bocca; in fondo la realtà, diversamente dai gialli non richiede un finale chiuso con tutti i tasselli al loro posto. Ci vorrebbe una giusta formula: ce l’hai? Io mi affido ai fatti, e infatti…
      Grazie della lettura, a presto.

  • Ciao, all’occorrenza mi diventi anche poeta, wow!!! Povero Salvi, mi fa quasi tenerezza con “il nemico in casa”, speriamo nella super poliziotta Giusy!!! Ah, per la frase un po’ contorta non disperare, prima o poi te la dirò, purtroppo in questo momento sono super incasinata e non ho tempo di rileggere la puntata!!!
    Ho votato per passare all’azione, ci hai lasciato rosolare abbastanza sulla graticola dei dubbi e delle supposizioni!!! Alla prossima.

    • Rosolate gente, rosolate… questo giallo avrà una soluzione ma non è detto che…
      La vita a volte è diversa dai gialli, e la soluzione è spesso rimandata, si perde in un mondo complesso senza forma, del quale non si conosce la formula…eh, eh eh. ?,
      Ciao grazieee??

  • Ciao, Ottaviano.
    Anche poeta!
    Questo capitolo mi è piaciuto particolarmente, placido e scorrevole come un torrente estivo. Ho compreso quel che c’era da comprendere, senza intoppi. L’unica cosa sono i nomi, eh sì, anche io faccio un po’ fatica: Salvi ha due nomi? Umberto Ruggero? Perché quando poi hai aggiunto Salvi, pensavo si trattasse di un’altra persona. Hai ragione, i racconti sono correlati e i personaggi ricorrono, ma è anche vero che i racconti sono molti e i nomi ancor di più. Non è facile tenere a mente tutti 🙂
    Resta, comunque, un bel capitolo, intenso e con questo nuovo gancio del grano radioattivo si spiana la strada per nuove avventure, bene.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, sempre grazie.
      I nomi! Lo so, sto leggendo un Poirot d’annata e in dieci pagine ci sono trenta nomi inglesi, tutti probabili assassini che ogni volta che riprendi il libro te li devi, ma è impossibile, ricordare.
      Comunque Umberto Ruggero Salvi ha due nomi perché come ebbi a suo tempo modo di spiegare, non ricordo più a chi, i genitori non andavano d’accordo su niente, nemmeno sul nome da dare ai figli, (tanto che la sorella si chiama Sara Viola).
      Sto pensando a come migliorare questa cosa, perché credo che un escamotage si possa trovare… Vedremo.
      Buonissima giornata!??

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