La formula

Dove eravamo rimasti?

E adesso? Storia di Benedetta e U.Ruggero Salvi (67%)

Il treno

L’agente Scacco guardava divertito il collega Ciccone che era appena passato dalle minacce ai calci al distributore automatico per avere il caffè che aveva pagato. Si voltò verso la porta in fondo al corridoio; qualcuno stava entrando. — ‘Giorno capo! — disse. Salvi non rispose; non lo vide nemmeno. Era teso, livido, diretto verso l’ufficio del dirigente.
— Oggi non è giornata, squagliamocela! — disse Ciccone. E lui: — E il tuo caffè?
Salvi bussò alla porta di Risi senza avere risposta. Si voltò a guardare i due che lo guardavano, poi girò la maniglia ed entrò, senza attendere l’invito.
Risi era al telefono. Un sopracciglio pigramente mosso fu il suo benvenuto.
Con lui c’era la sempre-amica-nemica e collega Giusy Cataldo, che gli sembrò infastidita dalla maleducata intrusione perché subito mimò al capo; “Continuiamo dopo?” e uscì, compita, pensosa, quando quello assentì scomodando ancora il sopracciglio. Salvi, sicuro che lei ora stesse già meditando una rivincita, si pentì della propria goffagine, perché quella donna aveva sempre un forte ascendente su di lui.
— Sai chi era al telefono? — disse Risi dopo aver riattaccato, tagliando i convenevoli — Il questore. Manderanno qui un impiccione, un ispettore.
L’uomo non reagì, adesso era tutto preso dallo sbattersi del piccione Forrest Gump sul davanzale.
— Che coglione! — disse solamente. Sembrava in trance e allora Risi cercò di squoterlo:
— Chi è coglione: il questore; l’ispettore; o il sottoscritto? — Funzionò. L’uomo sembrò animarsi.
— Forrest. Sta sempre lì a chiocciare con la sua piccioncina stronza e non si arrende mai. Che fesso! — Sedette, spostò finalmente lo sguardo sul suo interlocutore e chiese: — Che vuoi sapere?
— Che hai da dirmi!? — lo incalzò l’altro offrendo una sigaretta che lui accettò senza ringraziare.
— Sai già tutto… mi pare. Tranne le cose che contano.
— Bene. Illuminami.
Salvi eruttò una boccata di fumo denso, avvelenato dal malumore.
— Sai che pensavo venendo qua? — disse — Che io so a malapena come si chiama tua moglie… Tu che sai di Benedetta? È giusto che noi due parliamo di loro?
— Beh, no; ma in questo caso… a meno che tu non voglia, e allora ti dovrei salutare e limitarmi a farti gli auguri.
— Grazie per la franchezza… Tuttavia mi è difficile parlare di mia moglie con un altro uomo. Vorrei che richiamassi Giusy.
— Giusy? Uhm, bene, va bene; la chiamiamo.

Poco dopo un altro Salvi, teso, vibrante, cominciò il suo racconto appassionato:
— Era il tempo che ancora correvo dietro alle quindicenni e sognavo il motorino. Mia sorella Sara Viola un giorno mi trascinò al primo concerto di un’amica appena diplomata in pianoforte. Ricordo i jeans troppo stretti sulla scomoda poltroncina di velluto, il caldo che faceva, lei eccitata. Poi… in un cono di luce Benedetta entrò in scena, e si prese la mia vita, come un treno che ti sorprende uscendo da una galleria… Era sola su quel grande palco, era magnifica! Sfidava il buio della sala e i suoi mille occhi con una grazia indicibile. Io provai uno strano imbarazzo; pensai che guardarla fosse come violare la sua intimità. Pensai anche che tutti i ragazzi che erano lì la guardassero allo stesso modo, e allora mi sentii derubato di lei, che già m’apparteneva.
— Era arrivato il treno! — disse Risi serio, desideroso di arrivare al dunque.
— Continua, è bellissimo — cinguettò Giusy.
— …da quella sera non le detti tregua, proprio come Forrest, e già dalla cena che venne dopo litigai con un tale perché volevo assolutamente sedermi di fronte a lei. A ventidue anni ci sposammo, e Benedetta rinunciò ai concerti, per dedicarsi solo all’insegnamento. Lo fece per Diego che arrivò subito, e per me.
— Impagabile — osservò Giusy rapita — e poi?
Salvi prese un respiro; cercava qualcosa nel ricordo o le parole per dirlo?
— Negli anni ha avuto tanti allievi, tanti che io smisi di interessarmene, e feci male, perché tra quelli che entravano e uscivano da casa nostra c’era anche qualche persona sbagliata.
— Sbagliata come? — domandò Risi che provava a immaginare il seguito.
— Gentaglia. Lei che è una donna curiosa, si è fatta trascinare…
— Trascinare da cosa? — lo incalzò Giusy.
— Sapete — riprese — di quelle strane terapie di gruppo fatte di chiacchiere, buone per tutti i mali, di cui spesso capita di leggere. Sapete certo che non servono a niente se non a spillare soldi ai creduloni. Ma sapete anche quante volte sfociano in volgari riti che guarda te, ruotano tutti intorno al sesso?
Risi e Giusy scambiarono una occhiata, e lui chiese:
— Prostituzione? Una setta?
— Chiamala come vuoi.
— Sì però, e che cazzo, Salvi! E tu non apri bocca, non parli! Benedetta potrebbe essere in pericolo! E l’altra sera che è successo? Avanti, e parla!
Salvi riprese con voce rotta: — Che fareste voi se la persona che avete accanto da una vita confessasse candidamente di avervi sistematicamente drogato per mesi, per tenervi buono e trascorrere le notti con… quelli là?
— Ecco fatto! — esclamò Risi esausto; e Giusy:
— Umberto che hai combinato?

La prossima

  • Salvi, Lucetta, e Benedetta. (22%)
    22
  • Una iniziativa "personale" (22%)
    22
  • Una insolita proposta (56%)
    56
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

50 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ho rimandato la lettura nella speranza di poterlo leggere in video, ma non mi riesce questa volta.
    Il tono del capitolo è abbastanza drammatico, e credo di averlo letto con la stessa impassibilità che domina il nostro protagonista. La pioggia che cade, quasi un presagio di sventura. Il tutto si complica, e la scelta delle parole è significativa per trascinarci in quel vortice di disperazione che sono certo si debba respirare in certe situazioni. Ben fatto 😉
    Mi sarebbe piaciuto recuperarlo in video 🙁 Andrà meglio la prossima!

    Niente da segnalare, tutto da apprezzare. 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano.
    Voto Salvi e vediamo come si muove.
    Poverino, sta proprio messo male. Scusa il ritardo nella lettura, ho davvero molte storie indietro da recuperare e cerco di farlo giorno per giorno.
    Il capitolo funziona, come sempre. Non ho capito se, nella frase: “U. Ruggero Salvi” la U è voluta.
    Ciao, alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano-
    Avevo letto ed ero anche convinta di aver già commentato, e invece… no.
    Non tutti i gruppi di sostegno sono inutili, alcuni possono essere di grande aiuto, condividere i problemi li fa sembrare più gestibili e fa sentire meno soli, io non ho mai partecipato ma, come si dice: mal comune, mezzo gaudio. Ovviamente, qui si tratta di altro e, mi pare di capire, che ci sia del marcio.
    Voto la proposta insolita, aspetto il nuovo episodio e mi scuso per il ritardo.
    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Certo che qui altro che gruppo di sostegno!, ( e poi un “poliziotto” tagliato con la scure come Umberto Ruggero probabilmente pensa davvero che siano solo chiacchiere), qui c’è evidentemente dell’altro. Cosa? Boh, vedremo!
      Ciao, grazie!🙋🌻

  • Capitolo 3)

    Ciao Ottaviano!

    Il capitolo come sempre è scorrevole, divertente e anche con un tocco di romanticismo. Forse ho letto tutto velocemente, togliendo un po’ della tensione che gli avevi conferito. Mi dispiace 🙁
    Mi è perso di vedere qualche imprecisione ogni tanto, ma sono di certo sviste, come qualche apostrofo, ma magari è colpa della mia fretta nella lettura.

    Il finale è un bel colpo di scena, quindi ci hai di per certo catturato con questa rivelazione. Ben fatto!

    The incipit è tornato anche su Youtube. Trovi la lettura qui:

    https://youtu.be/B97S6UgKSog

    Alla prossima!

  • Ciao Ottaviano,
    Voto “Salvi, Lucetta e Benedetta”.
    Non mi aspettavo questa svolta e, considerando che siamo solo al terzo capitolo, immagino non sia che l’inizio dei colpi di scena.

    Come ti hanno già detto, il ritmo dei dialoghi è perfetto e rende tutto estremamente credibile.

    Aspetto il prossimo

  • Ciao, e chi se lo sarebbe aspettato? Con le sette si va sempre sul sicuro, sempre che si vada in cerca di guai!!! E credo che con il procedere della storia ne salteranno fuori a bizzeffe, ho già l’acquolina in bocca!!!
    Ho votato per un’insolita proposta, perché altrimenti non saprei come potrebbe andare avanti!!! Alla prossima.

  • La storia dei Salvi mi incuriosisce, ma Celleno e i “Servizi” mi attirano di più.
    Ciao, Ottaviano.
    Ma che te lo dico a fare, Ogni volta? I dialoghi sono vivaci, puliti e spontanei, sembra che siano frutto di un botta e risposta tra i tuoi personaggi che tu senti nella tua testa; dimmi: li scrivi di getto?
    Il passaggio su Lucetta è incredibile, degnissimo di uno scrittore d’esperienza che dovrebbe stare sugli scaffali oltre che su TI. Complimenti, e il fatto è che migliori sempre di più, cosa notevole, dato che sei già molto bravo.
    Lo so, ti faccio sempre tanti complimenti e rischio di risultare monotona, ma non trovo nulla fuori posto in questo episodio, che posso fare? I complimenti? No, lasciamo stare, che sennò poi mi ci mandi 🙂

    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, rieccoci😊.
      Qui non ci paga nessuno, ci ripagano i consigli prima di tutto, e i complimenti poi, quindi tutto è più che ben accetto.
      Questo mio è un racconto in cui il “fatto” accaduto quella sera in casa Salvi è il diaframma caduto che ha portato alla luce una tragica verità. Quale? Presto per dirlo però Salvi prima o poi dovrà aprirsi con qualcuno e vorrà raccontare come è arrivato a quel punto.
      I “Servizi” comunque entrano in scena, ci mancherebbe. Sono troppo affezionato a quella gente, Celleno se ne deve fare una ragione.😎

  • Capitolo 2)

    Ciao Ottaviano!

    Ti confesso che ho avuto l’impressione di due tagli narrativi differenti tra l’inizio e la fine; mi è piaciuto lo scambio e anche la tonalità differente. C’è un passaggio più riflessivo, e chiudi con un tuffo nell’emotività e nel quotidiano che potrebbe far saltare fuori molti intriganti conflitti umani.
    Ritengo che un nuovo lettore possa trovare ancora un po’ difficile orientarsi all’interno dell’ambientazione, proprio non conoscendo nello specifico alcuni dei personaggi o anche solo delle “voci” che spuntano, ma trovo che nel prossimo sarà già un po’ più chiaro anche per loro, così come lo è stato per me la prima volta che mi sono avvicinato a uno dei tuoi scritti.
    Voto per approfondire la storia e vederci un po’ più chiaro!

    Aspetto il prossimo! 😉

    • Ciao Giuseppe, grazie.
      Avrai notato che stavolta la storia è nel genere del giallo. Questo perché oltre al consueto taglio un poco scanzonato vorrei affrontare anche temi diversi, (un po’ di dramma e qualche sorriso, per ammorbidire.)
      Già dal prossimo capitolo sarà più agevole orientarsi, anche per chi vorrà leggermi, e non lo ha fatto prima. Non si perderà, spero, nulla.
      Grazie ancora. Ciao.🙋

  • Ciao, perfetto, siamo ancora nel bel mezzo di un groviglio di dubbi e sospetti!! Credo che il grosso segreto che si cela dietro a tutto sarà difficile da svelare e conoscendoti, magari non si svelerà mai, o forse non in questi 10 puntate!!!
    Ho votato per la storia di Benedetta e U. Ruggero Salvi!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Ottaviano,
    Ho votato “Storia di Benedetta e U.Ruggero Salvi”.
    Ti devo confessare che per il momento non simpatizzo particolarmente con il protagonista. D’altra parte ce lo hai mostrato mentre affogava i (o meglio nei) suoi ricordi nel capitolo precedente, e in preda ad un sospetto mutismo selettivo in questo.
    In accordo con Celleno, per adesso, Salvi mi sembra “una rogna”. Però, niente è mai come sembra, no?
    Bravo, il fatto che i tuoi personaggi riescano, anche in così poche battute a suscitare simpatie e antipatie significa che li hai resi vivi.

    Aspetto il prossimo
    Adelaide

    • Ciao Adelaide, grazie del tuo commento.
      Umberto Ruggero Salvi non è un simpatico, è uno che con quelli che ha intorno ha dei rapporti stabilmente conflittuali. Chi ha letto altre mie storie non avrà difficoltà a riconoscerlo, lui e i suoi compagni di viaggio. Stavolta abbiamo l’occasione di andare a cercare nella sua storia personale alcune delle cause del suo “malessere”.
      Resta, comunque un orso, uno dall’ironia acida, che a volte proprio per il suo modo di gestire i rapporti accende un sorriso. Grazie ancora, a presto!🌻🙋

  • Ciao, Ottaviano, ti direi bentornato, ma non sei mai andato via 😉
    Felicissima di ritrovarti con una nuova storia, con un giallo e un poliziotto stanco e un po’ stazzonato, sono certa che ci regalerai una storia molto interessante e, spero, intricata al punto giusto.
    Voto lui e tutto il resto perché sono curiosa di capire che cosa è successo. In questo incipit c’è tutto: conflitti, gancio finale azzeccatissimo e personaggi intensi. Scrivi poco e dici molto, un’arte non comune.
    Aspetto il secondo e ti auguro un proseguo di settimana spumeggiante… vabbè, almeno fresco e ricco di parole (scritte o non, scegli tu).

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, sei sempre molto gentile, grazie.
      Come al solito ho obbedito ciecamente a un impulso, quello di immaginare la complessità di tutte le cose che stanno dietro a una mal assortita coppia in un bar.
      Oggi il tuo commento mi ha pure suggerito, involontariamente, uno sviluppo che scopriremo insieme più avanti. Sarà un giallo perché c’è un mistero da risolvere, ma anche, spero, non so se ci riuscirò, una occasione in più per osservare la gente e accorgersi di come può essere banale o bizzarra, sempre comunque interessante.
      Ciaooo 🌻🙋

  • Ciao, sai una cosa stranissima? L’ambientazione iniziale calza a pennello con un racconto della mia nuova storia!!! Prometto che massimo una settimana pubblicherò il mio nuovo inciipit. Intanto mi complimento con te per aver dato vita a un giallo che promette davvero bene!!!
    Ho votato per lei, lui e tutto il resto. Ho ancora bisogno di vedere le cose nel loro insieme prima di passare al particolare!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Ottaviano,
    un capitolo tutto sommato gradevole, si lascia guardare e scorre via con facilità. Secondo me però si potevano evitare delle ridondanze. Ad esempio il fatto di esplicitare che uno dei due personaggi sia una prostituta mi è sembrato superfluo, anche perché il dialogo iniziale dei due personaggi e le loro descrizioni lo lasciano bene intendere.
    Voto per tutto il resto intorno.
    Alla prossima!

    • Ciao Dean grazie del commento.
      Hai colto la ridondanza relativa al mestiere di Bee, c’è è vero, ma solo nei pensieri, nelle farneticazioni di un ubriaco che chissà cosa sta passando, e che si ritrova in un letto d’ospedale dopo una caduta con perdita di coscienza. Direi che possiamo perdonarlo. Per il resto è ovvio che tutto lo scambio di battute in ospedale con Bee sia centrato su quello visto che è lei che vuole evitare una denuncia.
      Sono lieto comunque che tutto sommato tu lo abbia gradito e ti aspetto per il seguito. Ciao, grazie! 🙋

  • Capitolo 1)

    E ritorna anche Ottaviano! 😀

    Sempre in fase creativa: un ottimo esempio!

    Capitolo divertente e intrigante, con un finale che lascia davvero in sospeso. Sono super curioso di conoscere qualcosa in più sulle vicende e sulla situazione!

    Voto per “Lei” e vediamo che cosa riesci a inventarti in questa storia.
    Aspetto il prossimo!

  • Lei, lui e tutto il resto intorno!

    Primo! Ciao! Benritrovato! La storia inizia molto bene: siamo nel caos come il nostro protagonista e mi chiedo cosa hai intenzione di fare. Essendo un giallo mi immagino che ci sarà qualche cosa da risolvere ed il finale preannuncia qualcosa che riguarda proprio il protagonista.

    Non so perché ma Lucetta/Bee la immaginano “acqua e sapone”, senza un pesante trucco addosso, abiti succinti ma niente che possa far pensare al “mestiere” (anche se molto attraente), una voce più da bambina che da “wamp” e capelli biondi ed occhi azzurri. Mi immagino una voglia da qualche parte ma non so dove e di che tipo. Lui invece lo immagino grosso e tarchiato, con le mani ed i denti gialli, giovane ma non giovanissimo, voce profonda ma roca e capelli quasi rasati. Gli occhi ancora non li ho immaginati.
    Questo per dire che con due righe hai accesso la mia fantasia, quindi vai avanti così 🙂

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi