La formula

Dove eravamo rimasti?

La prossima Una insolita proposta (56%)

Una insolita proposta

Giusy Cataldo si apprestava ad uscire. Era attesa al ministero per una rogna. “Tutte a me!” pensava lasciando l’ufficio.
Nel limbo dell’ascensore rivide Salvi, tanto evasivo a proposito di sua moglie sparita, quanto coinvolgente e vero quando parlava d’amore.
Quell’uomo burbero, stupido salame rancido, suo “nemico giurato”, l’aveva turbata.
Quell’uomo che non riconosceva, se n’era andato da dieci minuti ingoiato dal suo dramma, senza chiedere aiuto né comprensione.
— …la confessione di Benedetta — aveva detto — era in un biglietto che ha lasciato. Se n’è andata e basta; e io ho pensato solo a ubriacarmi. Il resto lo sapete, e se sono venuto qui oggi è per dire che vorrei essere lasciato in pace.

La via Casilina era al solito intasata; lo spartitraffico erboso trafitto dai piloni d’acciaio della sopraelevata, era un parcheggio. Iniziava a piovere; qualcuno in motorino, colto di sorpresa, si affrettava, buttandosi maleducato sulla pista ciclabile e in ogni altro spazio utile.
Giusy s’affrettò. La sua 500, che aveva quindici anni più di lei, era un po’ più in là, a macchiare di un rosso insolente il grigio, marcio e bagnato.
Appoggiato a uno di quei piloni martoriati di scritte, a pochi metri da lei, vide Salvi. Era solo, e stava piegato in po’ in avanti come fa chi sta per vomitare.
Lo raggiunse. Lui non si meravigliò, disse solo:
— Non ricordo dove ho parcheggiato. — Era disperato.
— Lasciala! Ti porto io — disse lei tirandolo sotto l’ombrello; e circa mezz’ora dopo fermava davanti casa sua.
Lui, che in auto non aveva aperto bocca, scese, rifiutò l’ombrello, e si avviò lentamente verso il portone sotto la pioggia che infittiva.
Giusy prima lo osservò divincolarsi dalla morsa della piccola auto, e poi allontanarsi come alla fine di una storia triste. Non era lui; era così diverso, vinto e rassegnato. Voleva aiutarlo, ma come? Quello era un testone.
Accese la radio per aiutare se stessa a non pensare, e ripartì proprio nel momento in cui una voce impostata dal GR1 raccontava del cadavere di una donna restituito dal Tevere nei pressi del gasometro. Ebbe un brivido, e fece retromarcia.
Salvi era ancora là, sul portone, che guardava la strada. Lei lasciò la macchina in seconda fila e corse da lui.
— Umberto piove!, che c’è, non trovi le chiavi?
— No. Ho suonato, e mi ha risposto una donna… Entra con me.
*
L’ispettore Celleno e il fido Nando Santippoliti furono ricevuti da un Domenico Risi cortese, informale. Fu un incontro interlocutorio, fra “colleghi” che si facevano le stesse domande, durante il quale Risi si impegnò a minimizzare, visto che non c’erano indagini in corso su U. Ruggero Salvi. Il funzionario era stato esonerato da impegni urgenti e ora era a casa, a riposo.
Celleno congedandosi si sentì sollevato perché quel posto lo rendeva nervoso, anche se salutandolo con un arrivederci franco, cordiale, Risi gli aveva concesso un contatto diretto con l’ufficio tramite l’agente speciale Cataldo, che era al corrente di tutto. — Se ha bisogno chiami lei — aveva detto.
— Ha detto “lei” sono sicuro! — disse Nando uscendo.
E Celleno: — Una femmina? Sicuro-sicuro? Un agente “speciale” ha detto.
— Magari è ‘speciale’ solo per quello!

*
Giusy e Umberto entrarono in casa.
Diego stava liberando il tavolo della colazione. Dall’angolo cottura, dietro il tramezzo, giungevano rumori di stoviglie.
Una faccetta sorridente, quella di Lucetta Albano, tagliò la luce della finestra che c’era in fondo svelando l’arcano.
— Ciao “zietto” — disse — vedo che hai ritrovato tua moglie!
Diego rise come un idiota, il padre lo guardò basito. Giusy invece tagliò corto, (aveva il ‘cinquino’ in doppia fila): — Agente speciale Cataldo — disse — Lei è?
— Agente? Hoo, scusi, mi arrendo. Io sono Lucetta, ma mi chiamano tutti Bee, perché ronzo, sono fastidiosa. Sono venuta a trovarti, “zietto”! …un caffè?
Diego rise di nuovo; sembrava divertirsi buttato dentro quella commedia tragica della quale non arrivava a capire nulla.
Giusy lasciò perdere, aveva altro per la testa; e prese da parte il collega.
— Ascoltami: tra poco vedrai che ti chiameranno dalla questura… Preparati; non fare scene davanti ai ragazzi. Ho sentito di una donna ripescata nel Tevere, poco fa.
— Cosa? E chi è?
— …speriamo che non ti chiamino, speriamo davvero! — La donna s’accostò un po’ di più, forse troppo. S’era scordata che quell’uomo era stato pazzo di lei? 
— Il suo biglietto ce l’hai ancora?
— Eh? Che biglietto? Non so, credo. Ma che pensi, mi chiameranno? Mia moglie non era in vena di suicidio l’altra sera.
— Ma tu eri drogato, che ne sai?
— Io non ero drogato, non quella sera.
Per un momento fu il silenzio, e Lucetta ne approfittò.
— Ehi ‘zio’ — disse un poco emozionata — ti faccio una proposta… un po’ insolita per la verità: tu, voi, avete bisogno di una donna qui, e io di una casa. Che ne dici se rimango?
Giusy non sorrise neanche stavolta. Non c’era nulla da ridere.
Poi il suo telefono squillò: era Celleno.
Uscì di corsa e trovò, puntuale, la multa sul parabrezza.

E ora che direzione prendere

  • Salvi si muove, e Giusy... (40%)
    40
  • Chi è morto e chi è vivo e contento (0%)
    0
  • Celleno i suoi e l'"agente speciale" femmina. (60%)
    60
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50 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ho rimandato la lettura nella speranza di poterlo leggere in video, ma non mi riesce questa volta.
    Il tono del capitolo è abbastanza drammatico, e credo di averlo letto con la stessa impassibilità che domina il nostro protagonista. La pioggia che cade, quasi un presagio di sventura. Il tutto si complica, e la scelta delle parole è significativa per trascinarci in quel vortice di disperazione che sono certo si debba respirare in certe situazioni. Ben fatto 😉
    Mi sarebbe piaciuto recuperarlo in video 🙁 Andrà meglio la prossima!

    Niente da segnalare, tutto da apprezzare. 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano.
    Voto Salvi e vediamo come si muove.
    Poverino, sta proprio messo male. Scusa il ritardo nella lettura, ho davvero molte storie indietro da recuperare e cerco di farlo giorno per giorno.
    Il capitolo funziona, come sempre. Non ho capito se, nella frase: “U. Ruggero Salvi” la U è voluta.
    Ciao, alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano-
    Avevo letto ed ero anche convinta di aver già commentato, e invece… no.
    Non tutti i gruppi di sostegno sono inutili, alcuni possono essere di grande aiuto, condividere i problemi li fa sembrare più gestibili e fa sentire meno soli, io non ho mai partecipato ma, come si dice: mal comune, mezzo gaudio. Ovviamente, qui si tratta di altro e, mi pare di capire, che ci sia del marcio.
    Voto la proposta insolita, aspetto il nuovo episodio e mi scuso per il ritardo.
    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Certo che qui altro che gruppo di sostegno!, ( e poi un “poliziotto” tagliato con la scure come Umberto Ruggero probabilmente pensa davvero che siano solo chiacchiere), qui c’è evidentemente dell’altro. Cosa? Boh, vedremo!
      Ciao, grazie!🙋🌻

  • Capitolo 3)

    Ciao Ottaviano!

    Il capitolo come sempre è scorrevole, divertente e anche con un tocco di romanticismo. Forse ho letto tutto velocemente, togliendo un po’ della tensione che gli avevi conferito. Mi dispiace 🙁
    Mi è perso di vedere qualche imprecisione ogni tanto, ma sono di certo sviste, come qualche apostrofo, ma magari è colpa della mia fretta nella lettura.

    Il finale è un bel colpo di scena, quindi ci hai di per certo catturato con questa rivelazione. Ben fatto!

    The incipit è tornato anche su Youtube. Trovi la lettura qui:

    https://youtu.be/B97S6UgKSog

    Alla prossima!

  • Ciao Ottaviano,
    Voto “Salvi, Lucetta e Benedetta”.
    Non mi aspettavo questa svolta e, considerando che siamo solo al terzo capitolo, immagino non sia che l’inizio dei colpi di scena.

    Come ti hanno già detto, il ritmo dei dialoghi è perfetto e rende tutto estremamente credibile.

    Aspetto il prossimo

  • Ciao, e chi se lo sarebbe aspettato? Con le sette si va sempre sul sicuro, sempre che si vada in cerca di guai!!! E credo che con il procedere della storia ne salteranno fuori a bizzeffe, ho già l’acquolina in bocca!!!
    Ho votato per un’insolita proposta, perché altrimenti non saprei come potrebbe andare avanti!!! Alla prossima.

  • La storia dei Salvi mi incuriosisce, ma Celleno e i “Servizi” mi attirano di più.
    Ciao, Ottaviano.
    Ma che te lo dico a fare, Ogni volta? I dialoghi sono vivaci, puliti e spontanei, sembra che siano frutto di un botta e risposta tra i tuoi personaggi che tu senti nella tua testa; dimmi: li scrivi di getto?
    Il passaggio su Lucetta è incredibile, degnissimo di uno scrittore d’esperienza che dovrebbe stare sugli scaffali oltre che su TI. Complimenti, e il fatto è che migliori sempre di più, cosa notevole, dato che sei già molto bravo.
    Lo so, ti faccio sempre tanti complimenti e rischio di risultare monotona, ma non trovo nulla fuori posto in questo episodio, che posso fare? I complimenti? No, lasciamo stare, che sennò poi mi ci mandi 🙂

    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, rieccoci😊.
      Qui non ci paga nessuno, ci ripagano i consigli prima di tutto, e i complimenti poi, quindi tutto è più che ben accetto.
      Questo mio è un racconto in cui il “fatto” accaduto quella sera in casa Salvi è il diaframma caduto che ha portato alla luce una tragica verità. Quale? Presto per dirlo però Salvi prima o poi dovrà aprirsi con qualcuno e vorrà raccontare come è arrivato a quel punto.
      I “Servizi” comunque entrano in scena, ci mancherebbe. Sono troppo affezionato a quella gente, Celleno se ne deve fare una ragione.😎

  • Capitolo 2)

    Ciao Ottaviano!

    Ti confesso che ho avuto l’impressione di due tagli narrativi differenti tra l’inizio e la fine; mi è piaciuto lo scambio e anche la tonalità differente. C’è un passaggio più riflessivo, e chiudi con un tuffo nell’emotività e nel quotidiano che potrebbe far saltare fuori molti intriganti conflitti umani.
    Ritengo che un nuovo lettore possa trovare ancora un po’ difficile orientarsi all’interno dell’ambientazione, proprio non conoscendo nello specifico alcuni dei personaggi o anche solo delle “voci” che spuntano, ma trovo che nel prossimo sarà già un po’ più chiaro anche per loro, così come lo è stato per me la prima volta che mi sono avvicinato a uno dei tuoi scritti.
    Voto per approfondire la storia e vederci un po’ più chiaro!

    Aspetto il prossimo! 😉

    • Ciao Giuseppe, grazie.
      Avrai notato che stavolta la storia è nel genere del giallo. Questo perché oltre al consueto taglio un poco scanzonato vorrei affrontare anche temi diversi, (un po’ di dramma e qualche sorriso, per ammorbidire.)
      Già dal prossimo capitolo sarà più agevole orientarsi, anche per chi vorrà leggermi, e non lo ha fatto prima. Non si perderà, spero, nulla.
      Grazie ancora. Ciao.🙋

  • Ciao, perfetto, siamo ancora nel bel mezzo di un groviglio di dubbi e sospetti!! Credo che il grosso segreto che si cela dietro a tutto sarà difficile da svelare e conoscendoti, magari non si svelerà mai, o forse non in questi 10 puntate!!!
    Ho votato per la storia di Benedetta e U. Ruggero Salvi!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Ottaviano,
    Ho votato “Storia di Benedetta e U.Ruggero Salvi”.
    Ti devo confessare che per il momento non simpatizzo particolarmente con il protagonista. D’altra parte ce lo hai mostrato mentre affogava i (o meglio nei) suoi ricordi nel capitolo precedente, e in preda ad un sospetto mutismo selettivo in questo.
    In accordo con Celleno, per adesso, Salvi mi sembra “una rogna”. Però, niente è mai come sembra, no?
    Bravo, il fatto che i tuoi personaggi riescano, anche in così poche battute a suscitare simpatie e antipatie significa che li hai resi vivi.

    Aspetto il prossimo
    Adelaide

    • Ciao Adelaide, grazie del tuo commento.
      Umberto Ruggero Salvi non è un simpatico, è uno che con quelli che ha intorno ha dei rapporti stabilmente conflittuali. Chi ha letto altre mie storie non avrà difficoltà a riconoscerlo, lui e i suoi compagni di viaggio. Stavolta abbiamo l’occasione di andare a cercare nella sua storia personale alcune delle cause del suo “malessere”.
      Resta, comunque un orso, uno dall’ironia acida, che a volte proprio per il suo modo di gestire i rapporti accende un sorriso. Grazie ancora, a presto!🌻🙋

  • Ciao, Ottaviano, ti direi bentornato, ma non sei mai andato via 😉
    Felicissima di ritrovarti con una nuova storia, con un giallo e un poliziotto stanco e un po’ stazzonato, sono certa che ci regalerai una storia molto interessante e, spero, intricata al punto giusto.
    Voto lui e tutto il resto perché sono curiosa di capire che cosa è successo. In questo incipit c’è tutto: conflitti, gancio finale azzeccatissimo e personaggi intensi. Scrivi poco e dici molto, un’arte non comune.
    Aspetto il secondo e ti auguro un proseguo di settimana spumeggiante… vabbè, almeno fresco e ricco di parole (scritte o non, scegli tu).

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, sei sempre molto gentile, grazie.
      Come al solito ho obbedito ciecamente a un impulso, quello di immaginare la complessità di tutte le cose che stanno dietro a una mal assortita coppia in un bar.
      Oggi il tuo commento mi ha pure suggerito, involontariamente, uno sviluppo che scopriremo insieme più avanti. Sarà un giallo perché c’è un mistero da risolvere, ma anche, spero, non so se ci riuscirò, una occasione in più per osservare la gente e accorgersi di come può essere banale o bizzarra, sempre comunque interessante.
      Ciaooo 🌻🙋

  • Ciao, sai una cosa stranissima? L’ambientazione iniziale calza a pennello con un racconto della mia nuova storia!!! Prometto che massimo una settimana pubblicherò il mio nuovo inciipit. Intanto mi complimento con te per aver dato vita a un giallo che promette davvero bene!!!
    Ho votato per lei, lui e tutto il resto. Ho ancora bisogno di vedere le cose nel loro insieme prima di passare al particolare!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Ottaviano,
    un capitolo tutto sommato gradevole, si lascia guardare e scorre via con facilità. Secondo me però si potevano evitare delle ridondanze. Ad esempio il fatto di esplicitare che uno dei due personaggi sia una prostituta mi è sembrato superfluo, anche perché il dialogo iniziale dei due personaggi e le loro descrizioni lo lasciano bene intendere.
    Voto per tutto il resto intorno.
    Alla prossima!

    • Ciao Dean grazie del commento.
      Hai colto la ridondanza relativa al mestiere di Bee, c’è è vero, ma solo nei pensieri, nelle farneticazioni di un ubriaco che chissà cosa sta passando, e che si ritrova in un letto d’ospedale dopo una caduta con perdita di coscienza. Direi che possiamo perdonarlo. Per il resto è ovvio che tutto lo scambio di battute in ospedale con Bee sia centrato su quello visto che è lei che vuole evitare una denuncia.
      Sono lieto comunque che tutto sommato tu lo abbia gradito e ti aspetto per il seguito. Ciao, grazie! 🙋

  • Capitolo 1)

    E ritorna anche Ottaviano! 😀

    Sempre in fase creativa: un ottimo esempio!

    Capitolo divertente e intrigante, con un finale che lascia davvero in sospeso. Sono super curioso di conoscere qualcosa in più sulle vicende e sulla situazione!

    Voto per “Lei” e vediamo che cosa riesci a inventarti in questa storia.
    Aspetto il prossimo!

  • Lei, lui e tutto il resto intorno!

    Primo! Ciao! Benritrovato! La storia inizia molto bene: siamo nel caos come il nostro protagonista e mi chiedo cosa hai intenzione di fare. Essendo un giallo mi immagino che ci sarà qualche cosa da risolvere ed il finale preannuncia qualcosa che riguarda proprio il protagonista.

    Non so perché ma Lucetta/Bee la immaginano “acqua e sapone”, senza un pesante trucco addosso, abiti succinti ma niente che possa far pensare al “mestiere” (anche se molto attraente), una voce più da bambina che da “wamp” e capelli biondi ed occhi azzurri. Mi immagino una voglia da qualche parte ma non so dove e di che tipo. Lui invece lo immagino grosso e tarchiato, con le mani ed i denti gialli, giovane ma non giovanissimo, voce profonda ma roca e capelli quasi rasati. Gli occhi ancora non li ho immaginati.
    Questo per dire che con due righe hai accesso la mia fantasia, quindi vai avanti così 🙂

    Ciao 🙂

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