Sbirciando dietro i quadri

GIANGEPPINO PANCRAZIO PIO

Salve.

Mi chiamo Giangeppino Pancrazio Pio, ma nell’aldilà tutti mi conoscono come Gippo, il fratello sfasato del Vasari.

Sì, avete capito bene, sono il gemello segreto del celeberrimo Giorgio.

Sì, mi sto riferendo proprio a quel Giorgio. Pittore, architetto, scrittore che… se non ci fossero stati i Medici a trastullare il suo gigantesco ego, oggi non si conoscerebbe manco il suo nome.

Sì, proprio il Vasari che scrisse “Vite dei più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri”.

Scusate la lungaggine, ma il dono della sintesi non è mai stato un pregio di famiglia.

E infine sì, sto parlando di quel Giorgio Vasari che, mentre zitto zitto scriveva il capolavoro dei capolavori, il resto del mondo si domandava: «Perché, invece che sfracassare li preziosi gingilli a li posteri, non se ne è ito a sollazzarsi con un’ombra di rosso, magari nel più vicino circolo di Arcidosso?

Onorato di fare la vostra conoscenza.

Ehi, perché mi guardate storto, vi ho forse fatto un torto?

Come dite? I vostri anni migliori, a causa del benemerito Giorgio, sono stati un vero e proprio strazio? Be’ la colpa non è mia e se la cosa può consolarvi, la nuvola nera continua a svolazzarmi nel cervello.

Esatto, mio fratello è sempre stato una fastidiosissima spina nel fianco, fin dal nostro concepimento.

Ancora spermatozoo, ha tentato più volte di eliminarmi, senza però riuscirci. E nel grembo di nostra madre, dando sfoggio di tutta la sua perfidia, ha sperimentato su di me la sua indole gretta e prevaricatrice.

Fu proprio in quei primi nove mesi che si accaparrò tutta la serietà, la maestria e il buon gusto. Lasciando a me le briciole dell’estro e qualche quintale di spirito di contestazione.

Crescendo, poi, le nostre divergenze si sono fatte ancor più marcate.

Lui sgobbava tutto il giorno sui libri? E io decidevo di rimanere analfabeta fin oltre la vita.

Lui faceva il serio e il perfettino? E io strillavo e strepitavo come una scimmia urlatrice, ma non una qualsiasi, un esemplare maschio nel periodo più caldo della riproduzione.

Le cose andarono avanti in siffatta guisa finché, preoccupati per il futuro del povero Giorgino, i miei non scambiarono l’estro del Giangeppino Pancrazio Pio per pura follia.

Così mi esiliarono in un luogo sperduto della Toscana dove decisi, per vendetta e per giustizia, di scrivere anch’io un trattato di storia dell’arte. Poi mi ricordai d’essere analfabeta e dovetti desistere.

Come dite? Ho mollato l’osso così, senza lottare?

No, non sia mai, ma d’imparare a leggere e a scrivere non se ne parlò manco da morto. Perché “fui troppo innamorato de le immagini per tradille co le parole”. Almeno così recita il mio epitaffio, iscritto col gesso sulla lastra tombale. Opera prima dei miei due pronipoti Pier e Giorgio Vasari.

Farisei maledetti.

Morii a centodieci anni, almeno così dissero loro. Perché durante la mia vita, be’… mi rifiutai persino di contare.

Quando giunsi finalmente nell’aldilà, capii come mettere in atto il mio piano di vendetta. Avrei svelato tutti i segreti che si celavano – e si sarebbero celati – dietro ai quadri più famosi della storia.

Perché, che ci crediate o no, per troppi secoli i professoroni tutti precisini e perfettini come mio fratello Giorgio vi hanno ingannato. Sì, vi hanno fatto vedere il mondo attraverso i loro occhi, raccontandovi l’arte a loro gusto e piacimento.

Un esempio delle bugie e delle stupidaggini che vi hanno rifilato?

Le vedute manierate del Canaletto? Dei poster pubblicitari che la Serenissima distribuiva in lungo e in largo per l’Europa. In quel modo i furbetti lagunari attiravano in città i ricchi turisti che, sbarcati tra calli e campielli, venivano spennati e rimbambiti come poveri polli.

E cosa dire dei ritratti tutti leccati del Tiziano? Dei prototipi delle prime figurine Panini, all’occorrenza stampabili in formato fototessera.

Eh sì, i ricchi nobili del tempo, quando si radunavano nei loro salotti damascati, erano tutto un «Celo-manca, celo-manca». Proprio come fanno oggi i loro pronipoti con le figu dei calciatori.

Per non parlare dell’ammiratissima e spocchiosissima Gioconda. In realtà? Il panettiere di messer Giocondo, naturalmente ben truccato, rasato e seno-munito. Per chi non lo sapesse, soffrendo di dolorosissime emorroidi, la padrona di casa non riusciva a rimanere immobile su una sedia per più di due secondi. Nemmeno di fronte al più grande genio di tutta la storia.

Piaciuto l’antipasto? Sì?

Bene, allora… calcolando che è da un bel po’ che dimoro nell’aldilà, nei secoli ho accumulato molte conoscenze sui quadri, udendole direttamente dai loro autori.

Da che capolavoro voglio cominciare? Dall’opera più conosciuta e ammirata al mondo: Notte Stellata di Vincent Van Gogh.

Che nome volete dare al coprotagonista della prossima storia?

  • Degas Le Ratt (17%)
    17
  • Squitty Le Ratt (50%)
    50
  • Chagall Le Ratt (33%)
    33
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26 Commenti

    • Ciao, grazie. In effetti… è stato rilassante anche scriverla, ma dai prossimi aspettati un po’ più di “piccante”.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti (o nel racconto) metterò un link con l’immagine del quadro e forse degli altri per approfondire l’argomento (se interessa naturalmente), così avrai davanti la foto mentre leggi: ti servirà!!! Alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Arrivo al secondo spunto, cercherò di essere più presente nel prosieguo 😊. Un’avventura condita dalla tua ironia, una favola che ingentilisce l’artista e ci fa sorridere, in piena continuità con la prededente. Bravo Giangeppino, anche lui ha il suo talento! Ho sorriso più volte, soprattutto quando sviluppa un’allergia alla lana 😄.
    Benone, seguo e voto patriotticamente; l’unica cosa che mi sento di segnalare non riguarda la scrittura, quanto il gioco. La domanda finale al primo episodio, che è un po’ fragile.
    Per il resto fila da matti!
    Ciao e una buona domenica!

    • Ciao, è da un bel po’ che non ci sentiamo, tutto bene? Lo so, è stata un po’ fragile ma le ragioni sono tre. 1. Per questa volta a decidere i 9 quadri che “racconterò” è stato un sondaggio su quali sono le 10 opere più famose e conosciute al mondo. 2. Il lavoro di ricerca che c’è dietro è stato lungo e trovare un equilibrio tra realtà e divertimento è molto complicato. 3. Vanità mia: volevo cominciare da Van Gogh per dare un esempio immediato di quello che volevo fare. Avevo paura che i lettori dopo l’incipit non capissero bene il mio scopo.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti o nel racconto metterò un link con l’immagine del quadro, così lo avrai davanti mentre leggi: ti servirà!!! Buona domenica anche a te!!!!!!

  • Ciao, Isabella, bentornata!
    Perdonami non sono stata pronta ad accogliere la tua nuova storia, ma ultimamente sono un po’ così… distratta.
    Bellissima idea, fresca e divertente. Questo è il tratto dell’artista: trovare sempre un modo originale per raccontare qualcosa.
    Povero Van Gogh, con la sua insonnia, forse è questo che affligge anche me, impedendomi di terminare il mio racconto… chi lo sa…
    Voto l’Austria e aspetto impaziente il nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. Perbacco, non preoccuparti, qualche “blocco” e qualche “stanchezza” capita a tutti. Forse è anche colpa dell’estate torrida e del cambio repentino di stagione, spero solo non siano pensieri fastidiosi!!!
      Come ho detto a tutti gli altri, voglio darti un suggerimento per le prossime letture: prima di ogni puntata, piazzati davanti la foto del dipinto citato, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Come mi ha suggerito Ottaviano, dalla prossima volta (o nel testo o nei commenti) metterò un link con l’immagine del quadro.
      Alla prossima e buon weekend, cerca di fuggire via e rilassarti almeno un po’.

  • Veniamo in Italia, qui ai voglia a sorci e pazzi da legare!
    Scherzi a parte, molto carino, e molto caro Van Gohg, con le sue miserie e la grande ricchezza che ha saputo donare a tutti noi.
    Un consiglio se vuoi aiutare il lettore pigro: metti un link con l’immagine del quadro.👀
    A presto, in Italy, mi raccomando!🙋🌻

    • Ciao, grazie per il consiglio (i tuoi sono sempre preziosi), visto lo spazio esiguo, se avrò problemi metterò il link nei “commenti”. Magari cercherò su qualche sito free in cui si può scaricare la foto senza esborso o copyright, magari uno vuole tenersi un ricordo di bellezza!!!
      È testa a testa tra Austria e Italia, vedremo chi vincerà, anche se ci sarà sempre posto per entrambe!!! Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie, troppo gentile!!! In effetti Van Gogh mi ha semplificato la vita, la sua pittura invita al sogno e alla fantasia. Sì, è stata la mia storia preferita, devo ammetterlo!!!
      Per le altre lo spiritello un po’ cattivo di Giangeppino si manifesterà in tutta il suo acido realismo. Ma spero con una gran dose d’ironia. Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie. Purtroppo gli artisti da me trattati saranno solo 9, scelti dal mondo come i quadri più belli e famosi in assoluto… magari in futuro ne aggiungerò un altro in un’altra storia!!!
      Come per gli altri ti giro un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Dai, stavolta almeno non confondo le idee con il dialetto, essendo il protagonista Toscano, anche se volessi non potrei!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Speriamo davvero di riuscire a non appesantire il tutto, il filo di lana è sottile e potrebbe spezzarsi molto facilmente!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia.
      Buona domenica.

  • Ciao bentornata finalmente!
    Ottimo spunto per una bella galleria di personaggi e storie varie. Appena letto il titolo ho subito pensato a uno dei libri più interessanti che ho letto negli ultimi anni: di Wolfram Fleischhauer / Un Enigma Color Porpora.
    Un meraviglioso viaggio che parte da un quadro misterioso per esplorare la Corte di Enrico IV e della sua amante amatissima che non poté sposare ma che gli dette tre figli.
    Dietro ogni quadro ci sono storie bellissime e (anche se tu vorrai raccontarle soprattutto con ironia e divertimento) ti seguirò con grande piacere!
    Ciao🌻🙋

    • Ciao, grazie per il suggerimento, credo che mi farò regalare il libro per Natale!!! Per il resto si vedrà, spero di riuscire sempre a mantenere l’umore alto tra notizie vere e altre un po’ fantasiose!!!
      Ah, per le prossime puntate ti do un consiglio: prima di leggerle piazzati davanti le foto dei dipinti, ti serviranno. Buon weekend, alla prossima.

    • Ciao, in effetti la mia idea è un po’ strampalata. Ma sai una cosa? Il mio obiettivo non è il punteggio o la gara, ma spingere le persone ad ammirare i quadri più belli del mondo. Perché per leggere le prossime puntate bisogna averli davanti le foto dei dipinti!!!
      E mi scuso con te fin d’ora: a parte nel prossimo, non ci saranno molti dialoghi perché il protagonista è un critico che spiega l’arte a modo suo… Lo vedi uno tipo Sgarbi a dialogare con i quadri? Buon weekend, e se non mi seguirai più lo capisco: ognuno ha i suoi gusti!!!

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