Sbirciando dietro i quadri

Dove eravamo rimasti?

Gippo vuole farvi una domanda. L’esperimento “artistico” è stato utile? Sì, ho imparato molte cose (100%)

NIGHTHAWKS (I NOTTAMBULI)

(Edward Hopper, Art Institute of Chicago)

*

Scusate il ritardo, ma nel Paradiso degli Artisti, be’… le feste si prendono molto sul serio.

Ora, però, accantoniamo panettoni, pandori e spumante, e lanciamoci nel nostro ultimo incontro ultraterreno. Questa volta lasceremo il vecchio continente e salperemo verso l’ignoto.

«E dove vorresti portarci, nello spazio? Ullapeppa, ci parlerai di un artista alieno.»

No, solo di un pittore che è nato e vissuto in un continente che ai miei tempi era considerato ancora misterioso ed esotico, l’America.

Lui è Edward Hopper, figlio della media borghesia angloamericana. Nato sulle sponde del fiume Hudson, nello stato di New York, e morto nella ricca Manhattan.

«Manhattan? Quindi… ecco a voi il grande sogno targato Usa?»

Diciamo che appartenendo alla corrente del Realismo americano, nelle sue opere dipingeva la vita quotidiana di persone qualsiasi, soprattutto degli abitanti delle grandi città degli Stati Uniti.

I colleghi di mio fratello dicono che nel quadro dei Nottambuli, Edward volesse rappresentare la solitudine degli abitanti di New York.

«Solitudine? Bè, a notte fonda chi vuoi trovare in giro? Per guadagnarti la pagnotta, il giorno dopo devi alzarti molto presto.»

Avete ragione, l’unica cosa ad accomunare gli avventori, quindi, è l’insonnia. Guardateli, sembrano degli automi imbambolati nei loro pensieri. Forse sono in attesa di qualcosa o di qualcuno d’imprecisato, che secondo gli esperti non arriverà mai.

«Che tristezza.»

Sì, e bla, bla, bla.

«Cosa vorresti insinuare con quel “bla bla bla” alla Greta Thunberg?»

Che l’ospite d’onore di quella serata, bè, non era poi così sconosciuto.

«Sarebbe?»

Se si potessero scorrere le cronache dell’epoca, il quadro dovrebbe essere intitolato “Lui, lei, l’altro e… il killer”. Oppure “La quiete prima della tempesta”.

«Uuuh, la storia si fa piccante, ma con o senza peperoncino?»

Con, con.

“Lui” era John Vattelapesca III, il rampollo di una famiglia vergognosamente ricca della Carolina del Nord. Originaria della regione degli Appalachi, la dinastia dei Vattelapesca aveva fatto fortuna con le piantagioni di tabacco.

Il suo unico difetto? Era uno spilorcio come non se ne erano mai visti sulla faccia della terra, tanto che il conterraneo Paperon de Paperoni poteva essere considerato un becero scialacquatore.

«Alla faccia… e lei?»

Nell’ambiente della prostituzione la conoscevano tutti come Jane Doe. Sì, proprio come le donne senza identità trovate per strada.

Ex spogliarellista, era la quinta di otto figli, frutto illegittimo di una famiglia spiantata del quartiere di Hell’s Kitchen.

«E l’altro, e l’altro?»

Dell’altro, quello ritratto di spalle, sappiamo solo tre cose. La prima che proveniva anche lui da Hell’s Kitchen. La seconda che era l’amante di lungo corso di Jane, o forse solo il magnaccia, e la terza che era là a godersi la scena.

«Che scena?»

Uuuh, avete aspettato tre settimane per leggere il mio racconto, pazientate un altro minuto. Dov’ero rimasto? Ah, sì.

Prima del matrimonio, John aveva fatto sottoscrivere a Jane un contratto blindato. In assenza di figli, la donna avrebbe potuto ereditare i beni del marito solo dopo il quinto anno di convivenza.

«Quindi, quanti anni erano passati al tempo dei fatti?»

Guarda caso era il loro fatidico quinto anniversario e John, per una volta nella vita, aveva deciso di fare il magnifico. Così aveva portato Jane fuori a cena, in un diner che non brillava certo per esclusività ed eleganza, ma con un simile taccagno era un enorme passo avanti.

«E il killer? Manca solo lui all’appello.»

Avete ragione. Ai tempi d’oro, a Hell’s Kitchen, Benny Desperado era conosciuto tra i malavitosi come il cecchino più letale e rispettato del quartiere. Ora, però, a ottant’anni suonati, aveva perso molto del suo smalto.

«Rimorsi di coscienza?»

No, artrite massacrante e vista appassita come quella di Mister Magoo. Per questo nel quartiere avevano cambiato il suo soprannome da “Occhio di falco” a “Vecchia talpa”.

Ma essendo gli amanti diabolici due poveri spiantati, la scelta era stata più che obbligata.

«E dove si sarebbe appostata la vecchia talpa?»

Se aguzzate bene la vista, potete vedere la sua ombra dietro a una delle finestre del palazzo di fronte al diner.

«Il piano diabolico dei due amanti andò a buon fine?»

In un certo senso… perché, nonostante fosse fornito di foto della vittima, Benny la Talpa sbagliò più volte mira e fece fuori tutti e tre gli attori della tragicommedia.

«E il barista?»

Fu l’unico sopravvissuto.

«Davvero, e come riuscì a salvarsi?»

Forse il vestito bianco gli diede una mano, o forse fu solo il più lesto a nascondersi dietro il bancone. Nonostante le svariate ipotesi degli inquirenti, però, nessuno seppe mai la verità.

E con quest’ultima rivelazione, amici cari, al Gippo non resta altro da fare che salutare e congedarsi. Spero di avervi aperto un piccolo spiraglio sul magnifico mondo dell’arte, o al massimo di avervi strappato una graziosa risata.

Buona vita a tutti, il vostro affezionato Gippo.

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136 Commenti

  • Ciao Isabella!
    Il tuo alter ego Gippo ha il dono di dar vita ai quadri e di trovarci dentro noi e le nostre storie. Bravo e spiritoso, gli episodi mi spingono a cercare le immagini delle tele e questo è un tuo grande merito: innescare la curiosità, un dono prezioso che noi talvolta lasciamo assopire, forse perché quando si sveglia la sua vivacità ci spinge a faticare, a cercare, a stancarci. E a crescere.
    Bravissima a dare vita a tua volta a Gippo, grazie e stammi molto bene ?

    • Ciao, grazie!!! Sei sempre buono con me ma hai ragione sul fatto che la curiosità ci rende vivi e liberi!!! Credo che oltre gli stimoli dei miei genitori, anche tutti gli anni da scout e capo di adolescenti (solo donne!!!) mi abbia molto aiutato!!!
      Stammi bene anche tu e quando hai voglia sei sempre il bentornato!!!

  • Capitolo 10)

    Ciao Gippo!
    Sicuro di non aver voglia di fare un secondo giro d’arte? Io mi sono particolarmente divertito a seguirne le vicende. L’arte racconta storia, e cambiano dell’osservatore.
    Anche questa volta ti è riuscito di portare a casa un’avventura intrigante, e il tema scelto va davvero d’accordo con l’ambientazione. I miei complimenti.
    Come già detto sopra, mi piacerebbe leggerti in un secondo giro di storie, ma sappiamo che qualche volta si tende a seguire la creatività, quindi ti aspetto in una prossima storia!
    Ci hai portato in un bel viaggio attraverso l’arte, grazie.

    Aspetto di leggerti in futuro.
    Continua così!
    A presto.

    • Ciao, ti saluta e ti ringrazia anche Gippo!!! Ah, mi ha detto di dirti che essendo una mina vagante, magari prima o poi si intrufolerà in storie con altri protagonisti!!!
      Per ora, però, mi prenderò una breve pausa per dedicarmi a qualche concorso letterario, mi manca un po’ d’adrenalina!!! Buona giornata (da me piovosa) e ci vediamo da te!!!

  • Bravo Gippo ci saluti col botto: una storia fantastica e un quadro capolavoro (per me) assoluto.
    Hopper il suo scolpire la luce, “Non ci sono immagini, esiste solo la luce!” Fanno delle sue opere qualcosa di ammaliante allo sguardo, è tutto. così vicino e tragico da smuoverti qualcosa dentro, un “amore” viscerale.
    Esagero? Boh, non so, però lo ripeto quadro e storia affascinante. Grazie Gippo!??

    • Ciao, Gippo ti ringrazia. Ah, mi ha detto di dirti una cosa: scatenati pure con i commenti sulle opere d’arte, tanto nessuno sa veramente cosa vogliano dire. E non lo sanno nemmeno i loro autori, almeno non fino in fondo!!!
      Ci vediamo da te e speriamo che da me non nevichi troppo, sarebbe una iella disumana. Alla prossima!!!

  • Eccolo, finalmente!
    Ciao, Isabella.
    Che posso dirti? Finale esplosivo, con il mio artista (unico, forse) preferito. Mi è piaciuta la storiella dietro le figure del quadro, anche se non ho ben capito perché la “vecchia talpa” dovesse sparare sui presenti… e poi, John non era un miliardario? Spilorcio forse al punto da essere ritenuto uno spiantato?
    Io, di storia sul quadro medesimo, ne ho scritta una molto meno spiritosa e, chissà, magari la sviluppo qui su TI.
    Bello tutto il percorso. Sicuramente, ho imparato qualcosa, ho riso e sorriso e aspettato gli episodi conscia che avrei trovato sempre di che divertirmi.
    Brava, non serve che te lo dica, ma è così, c’è poco da fare. ?
    Ti auguro una splendida domenica, io vado al lavoro, ma sarà splendida comunque.

    Alla prossima!

    • Ciao!!! Ad assoldare il killer sono stati i due amanti diabolici per sbarazzarsi del marito taccagno e finalmente ereditare. Purtroppo i problemi di vista della Talpa ha “complicato” tutta la situazione, o forse l’ha risolta definitivamente!!!
      Sarebbe davvero interessante se sviluppassi davvero la tua storia su TI, con l’aiuto di tutti nelle scelte potrebbe diventare un vero capolavoro!!!
      Buona domenica al lavoro, io invece sto scannerizzando l’archivio del mio gruppo scout, interessante!!!

    • Ciao!!! Come fai a non vedere la Vecchia talpa? Sarà anche cecato e con l’artrite, ma sa ancora nascondersi bene nell’ombra, almeno quello!!! Ah, Gippo ti ringrazia e non si sa mai che ritorni a fare davvero qualche incursione, è così imprevedibile che nessuno lo può controllare.
      Buona domenica!!!

  • Ciao!
    Sono da un po’ su TheIncipit, ma questa avventura è stata la prima a catturarmi.
    Mi piace l’arte pittorica e Magritte è certamente il mio artista preferito (credo di aver ammiccato qualche volta allo schermo notando aspetti della sua reale biografia).
    Ti ringrazio per le risate! I racconti dietro ogni quadro sono geniali, da inizio e fine.
    Non vedo l’ora di leggere il finale!

    • Ciao, grazie!!! Scusa se non ti ho risposto prima, ma non essendomi arrivata la solita mail, il tuo commento mi è sfuggito!!!
      Eh, ormai siamo alla fine di una bella carrellata, spero che l’ultimo episodio che ho appena caricato sia all’altezza di tutti gli altri, così da finire in bellezza!!! Alla prossima storia.

  • Ciao Isabella!

    Ho votato per il viaggio istruttivo, ma ti prometto che lo farò; sono stato assente o presente a singhiozzo, ed è stato un delitto, dopo aver letto di Magritte.
    Brava, il cosa c’è dietro le tele (o dietro a un libro, ad un programma TV o altro) è divertente e anche edificante. complimenti per la preparazione personale e per la tua nota leggerezza nel metterla su foglio.
    Aspetto la chiusa e ti auguro buon anno.
    Ciao!!

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