Sbirciando dietro i quadri

Dove eravamo rimasti?

Che nome volete dare al coprotagonista della prossima storia? Squitty Le Ratt (50%)

NOTTE STELLATA

(Vincent Van Gogh, MoMA di New York)

*

Quando Van Gogh dipinse Notte stellata, si trovava a Saint-Rémy-de-Provence, ospite del locale manicomio di Saint Paul de Mausole.

Fin dal suo arrivo, il poveretto fu assalito da una grave forma d’insonnia che gli impedì ogni slancio creativo. Persino stringere tra le dita una tavolozza e dei pennelli si era rivelato una specie di tortura.

Per risolvere il problema, Vincent le provò tutte, ma proprio tutte.

Contò milioni di pecore, finché non divenne allergico alla lana. Bevve litri e litri di tisane rilassanti, snellenti e antiossidanti, persino antiodoranti, ma nulla.

Riuscì solo a consumare il pavimento, creando un profondo solco tra il letto e il bagno.

Grazie all’interessamento del fratello Theo, furono consultati i migliori dottori e anche la pletora locale degli improvvisati ciarlatani, ma nulla.

Così, per sbollire la rabbia e l’adrenalina, Vincent corruppe un infermiere e cominciò a vagare per la campagna di Saint-Rémy, alla ricerca di nemmeno lui sapeva cosa.

In una di quelle notti, preso dalla disperazione, si sedette sotto a un enorme cipresso e alzando gli occhi verso il cielo, udì un leggero frusciare tra l’erba.

Un balzo felino e un piccolo sorcio gli atterrò tra i piedi.

«Ciao, io mi chiamo Squitty Le Ratt e sono il re dei formaggi. E tu?»

Vincent si alzò di colpo, spaventato.

Com’ era possibile? Come poteva intendere i versi del piccolo sorcio?

«Non preoccuparti» sorrise il ratto, mettendo in mostra i dentoni affilati. «È tutta colpa dell’insonnia.»

«Ah, be’… io mi chiamo Vincent Van Gogh e sono affetto da follia, almeno così dicono in quell’Istituto laggiù.»

«Parbleu, e chi non ne soffre almeno un po’?» squittì il topolino. «Il bello sta proprio in questo.»

Vincent volse lo sguardo malinconico verso la sagoma scura del manicomio e sospirò. «Caro il mio Le Ratt, di bellezza me ne intendo e in me non c’è nulla da ammirare. Ma dimmi, cosa posso fare per te?»

Il sorcio si lisciò i lunghi baffetti alla francese, guardando Van Gogh con un sorrisetto enigmatico.

«Voglio la luna» esclamò risoluto, indicando l’enorme disco luminoso che ammiccava dall’alto del cielo.

Vincent annuì divertito. «Le fou c’est toi, mon amie. E come dovrei fare?»

Il sorcio zampettò tutto eccitato intorno al grande cipresso.

«Portami lassù con te, sul Canigou. Voglio darle un morso.»

Vincent scosse la testa sconsolato. «Anche se andassimo sulla cima dell’Everest, la luna sarebbe sempre troppo distante per addentarla.»

«Allora prendi una scala e portala quaggiù da me.»

«Mi dispiace, anche questo è impossibile.»

Il topolino s’infuriò, mostrando gli incisivi. «Se non lo farai, ogni notte verrò qui e ti morderò un dito.»

Detto fatto, Squitty affondò i dentoni nell’alluce del povero Van Gogh e come era arrivato, scomparve nel folto del prato.

La stessa scena si ripeté nelle notti successive finché Vincent, dolente e zoppicante, non decise di accontentare il piccolo topo molesto.

Aiutato dal solito infermiere, si procurò un enorme foglio di carta, dove dipinse una luna gigantesca che nulla aveva da invidiare all’originale.

Venuta la notte, si appostò sotto l’enorme cipresso.

«Eccoti la luna» disse a Squitty appena sbucò fuori dall’erba.

Il topolino, tutto eccitato, cominciò a percorrerla avanti e indietro finché, facendo un gran respiro, addentò il foglio di carta.

«Pua, pua, pua» cominciò a sputare a più non posso, scaracchiando sui piedi malconci di Vincent. «Questa non è la luna.»

Il pittore finse grande stupore e meraviglia. «No, te lo posso assicurare, è lei. L’ho catturata ieri notte con le mie mani.»

Il topolino gli lanciò un’occhiata assassina. «Sarò anche piccolo, ma non sono stupido, non sa di Banon.»

Vincent sgranò gli occhi segnati dall’insonnia. «La luna sa di formaggio di capra? Davvero?»

Squitty lo guardò con profonda commiserazione. «Tutti i topi lo sanno e se cercherai di fregarmi un’altra volta, verrò in Istituto e ti rosicchierò tutte le tele e i pennelli.»

Lanciata la propria minaccia, scomparve di nuovo nel prato.

La notte successiva Van Gogh si presentò sotto il cipresso, tra le mani un foglio oleato su cui aveva appiccicato la più grande forma di Banon che si fosse mai vista in tutta l’Occitania.

Per farla assomigliare ancor di più alla luna, aveva ricoperto le foglie di castagno in cui era avvolta, con un impiastro di senape e paillettes.

Appena la vide, Squitty si fiondò sul formaggio e lo mangiò fino all’ultima golosissima leccata. La morale? Il topolino morì d’indigestione, ma felice e appagato come non mai.

Per ricordare l’avventura provenzale, Vincent prese tela e pennelli e dopo mesi d’inattività, immortalò il luogo incriminato con i suoi straordinari effetti di colore.

Il tutto venne un po’ mosso e sfocato, è vero, ma quell’effetto un po’ “vorticoso” causato dell’insonnia e dal dolore alle dita, fu la sua fortuna.

Se aguzzate bene la vista, ai piedi del grande cipresso, potrete vedere ancora oggi il piccolo Squitty, morto di felicità per aver mangiato la sua luna di formaggio.

Dove volete andare la prossima volta?

  • O rimanere in Francia (0%)
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  • In Italia (67%)
    67
  • In Austria (33%)
    33
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26 Commenti

    • Ciao, grazie. In effetti… è stato rilassante anche scriverla, ma dai prossimi aspettati un po’ più di “piccante”.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti (o nel racconto) metterò un link con l’immagine del quadro e forse degli altri per approfondire l’argomento (se interessa naturalmente), così avrai davanti la foto mentre leggi: ti servirà!!! Alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Arrivo al secondo spunto, cercherò di essere più presente nel prosieguo 😊. Un’avventura condita dalla tua ironia, una favola che ingentilisce l’artista e ci fa sorridere, in piena continuità con la prededente. Bravo Giangeppino, anche lui ha il suo talento! Ho sorriso più volte, soprattutto quando sviluppa un’allergia alla lana 😄.
    Benone, seguo e voto patriotticamente; l’unica cosa che mi sento di segnalare non riguarda la scrittura, quanto il gioco. La domanda finale al primo episodio, che è un po’ fragile.
    Per il resto fila da matti!
    Ciao e una buona domenica!

    • Ciao, è da un bel po’ che non ci sentiamo, tutto bene? Lo so, è stata un po’ fragile ma le ragioni sono tre. 1. Per questa volta a decidere i 9 quadri che “racconterò” è stato un sondaggio su quali sono le 10 opere più famose e conosciute al mondo. 2. Il lavoro di ricerca che c’è dietro è stato lungo e trovare un equilibrio tra realtà e divertimento è molto complicato. 3. Vanità mia: volevo cominciare da Van Gogh per dare un esempio immediato di quello che volevo fare. Avevo paura che i lettori dopo l’incipit non capissero bene il mio scopo.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti o nel racconto metterò un link con l’immagine del quadro, così lo avrai davanti mentre leggi: ti servirà!!! Buona domenica anche a te!!!!!!

  • Ciao, Isabella, bentornata!
    Perdonami non sono stata pronta ad accogliere la tua nuova storia, ma ultimamente sono un po’ così… distratta.
    Bellissima idea, fresca e divertente. Questo è il tratto dell’artista: trovare sempre un modo originale per raccontare qualcosa.
    Povero Van Gogh, con la sua insonnia, forse è questo che affligge anche me, impedendomi di terminare il mio racconto… chi lo sa…
    Voto l’Austria e aspetto impaziente il nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. Perbacco, non preoccuparti, qualche “blocco” e qualche “stanchezza” capita a tutti. Forse è anche colpa dell’estate torrida e del cambio repentino di stagione, spero solo non siano pensieri fastidiosi!!!
      Come ho detto a tutti gli altri, voglio darti un suggerimento per le prossime letture: prima di ogni puntata, piazzati davanti la foto del dipinto citato, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Come mi ha suggerito Ottaviano, dalla prossima volta (o nel testo o nei commenti) metterò un link con l’immagine del quadro.
      Alla prossima e buon weekend, cerca di fuggire via e rilassarti almeno un po’.

  • Veniamo in Italia, qui ai voglia a sorci e pazzi da legare!
    Scherzi a parte, molto carino, e molto caro Van Gohg, con le sue miserie e la grande ricchezza che ha saputo donare a tutti noi.
    Un consiglio se vuoi aiutare il lettore pigro: metti un link con l’immagine del quadro.👀
    A presto, in Italy, mi raccomando!🙋🌻

    • Ciao, grazie per il consiglio (i tuoi sono sempre preziosi), visto lo spazio esiguo, se avrò problemi metterò il link nei “commenti”. Magari cercherò su qualche sito free in cui si può scaricare la foto senza esborso o copyright, magari uno vuole tenersi un ricordo di bellezza!!!
      È testa a testa tra Austria e Italia, vedremo chi vincerà, anche se ci sarà sempre posto per entrambe!!! Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie, troppo gentile!!! In effetti Van Gogh mi ha semplificato la vita, la sua pittura invita al sogno e alla fantasia. Sì, è stata la mia storia preferita, devo ammetterlo!!!
      Per le altre lo spiritello un po’ cattivo di Giangeppino si manifesterà in tutta il suo acido realismo. Ma spero con una gran dose d’ironia. Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie. Purtroppo gli artisti da me trattati saranno solo 9, scelti dal mondo come i quadri più belli e famosi in assoluto… magari in futuro ne aggiungerò un altro in un’altra storia!!!
      Come per gli altri ti giro un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Dai, stavolta almeno non confondo le idee con il dialetto, essendo il protagonista Toscano, anche se volessi non potrei!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Speriamo davvero di riuscire a non appesantire il tutto, il filo di lana è sottile e potrebbe spezzarsi molto facilmente!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia.
      Buona domenica.

  • Ciao bentornata finalmente!
    Ottimo spunto per una bella galleria di personaggi e storie varie. Appena letto il titolo ho subito pensato a uno dei libri più interessanti che ho letto negli ultimi anni: di Wolfram Fleischhauer / Un Enigma Color Porpora.
    Un meraviglioso viaggio che parte da un quadro misterioso per esplorare la Corte di Enrico IV e della sua amante amatissima che non poté sposare ma che gli dette tre figli.
    Dietro ogni quadro ci sono storie bellissime e (anche se tu vorrai raccontarle soprattutto con ironia e divertimento) ti seguirò con grande piacere!
    Ciao🌻🙋

    • Ciao, grazie per il suggerimento, credo che mi farò regalare il libro per Natale!!! Per il resto si vedrà, spero di riuscire sempre a mantenere l’umore alto tra notizie vere e altre un po’ fantasiose!!!
      Ah, per le prossime puntate ti do un consiglio: prima di leggerle piazzati davanti le foto dei dipinti, ti serviranno. Buon weekend, alla prossima.

    • Ciao, in effetti la mia idea è un po’ strampalata. Ma sai una cosa? Il mio obiettivo non è il punteggio o la gara, ma spingere le persone ad ammirare i quadri più belli del mondo. Perché per leggere le prossime puntate bisogna averli davanti le foto dei dipinti!!!
      E mi scuso con te fin d’ora: a parte nel prossimo, non ci saranno molti dialoghi perché il protagonista è un critico che spiega l’arte a modo suo… Lo vedi uno tipo Sgarbi a dialogare con i quadri? Buon weekend, e se non mi seguirai più lo capisco: ognuno ha i suoi gusti!!!

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