Sbirciando dietro i quadri

Dove eravamo rimasti?

Dove volete andare la prossima volta? In Norvegia (80%)

L’URLO

(Edvard Munch, Galleria Nazionale di Oslo)

*

Ogni volta che parlo di Edvard Munch, lo faccio con profondo rispetto. Perché, se qualcuno di voi non lo sapesse, il poveretto ha dovuto lottare una vita intera contro le proprie nevrosi e la sventura.

Figlio di un medico militare, secondo di cinque fratelli, a cinque anni perse la madre. E a quattordici, sempre per colpa della tubercolosi, fu privato della sorella maggiore Johanne Sophie.

In seguito a una profonda sindrome maniaco-depressiva, morì anche il padre, poi toccò al fratello Andreas, novello sposo.

E la sorella minore Laura? Come il padre, fu vittima essa stessa di violente crisi psichiche. Quindi capirete perché Edvard, diventato adulto, si convinse di aver ereditato la pazzia patologica di famiglia.

Così, per sfuggire ai propri demoni, si rifugiò per lungo tempo nell’alcool e nelle prevedibili crisi depressive. Dei veri e propri tsunami emotivi che lo costrinsero a isolarsi dal resto del mondo.

Da quando però è giunto qui tra noi, nel paradiso degli artisti, Edvard è diventato uno spirito libero e mattacchione. Per questo una sera, mentre giocavamo a burraco di fronte a uno splendido tramonto, mi ha fatto una rivelazione inaspettata.

Influenzato dalle letture horror-psicologiche di Edgar Allan Poe e dallo scrittore nichilista Hans Jæger, Edvard ha cercato di imprimere su tela il proprio stato emotivo e psicologico. E ammettiamolo, con l’Urlo ci è riuscito alla grande.

Ma come ben saprete, del quadro ne esistono almeno quattro versioni e udite, udite. Per una volta i critici tutti azzimati come mio fratello Giorgio ci hanno visto giusto.

Il dramma esistenziale dell’uomo moderno, l’infinito grido della natura, lo smarrimento, la solitudine, l’incomunicabilità e vattelappesca sono la vera essenza dell’opera.

Sì, ma questo vale per le prime tre copie, non per la quarta.

Il giorno della tragedia Munch si trovava a Løten, la sua città natale. Un agglomerato di case che ai tempi era diviso in due fazioni culinarie: i Kjøtteterne (mangiatori di carne), e i fiskespisere (mangiatori di pesce).

I primi prediligevano gli ovini – soprattutto la testa, i gingilli e le frattaglie – e consideravano le costolette di montone salate ed essiccate una vera e propria leccornia. Per non parlare della renna di cui affumicavano il cuore.

I secondi, invece, adoravano lo stoccafisso in tutte le sue versioni, le trote fermentate per anni – con tanto di sangue e interiora – e le aringhe in salamoia.

Di quest’ultimi faceva parte anche un certo Lars Larson, cugino di primo grado del muflone Mundgeruch di klimtiana memoria. Era un vero e proprio esteta del lutefisk, lo stoccafisso trattato con acqua e soda caustica.

Sì, avete capito bene, la stessa sostanza che mettiamo nelle batterie, nella candeggina e nei saponi. Prima d’inorridire, però, ricordatevi che il medesimo composto è utilizzato anche per “imbrunire” i tanto decantati bretzel.

In città tutti lo chiamavano Tordenguden, che in italiano si può tradurre in “Thor, il dio del tuono”.

State pensando male? Okay, okay. Con una parentela simile e una dieta così… così… “caustica”, come sarebbe stato possibile il contrario?

Comunque, il nostro Lars/Thor era un tipo molto strano e metodico. Guardiano del faro più isolato della Norvegia, seguiva una dieta ferrea a pane e acqua e aringhe fermentate.

Una volta al mese, però, tornava a Løten per pranzare nel suo locale preferito. Una bettola dal nome esotico, la Lille Venezia (La piccola Venezia).

Secondo i gusti difficili del Lars, solo lì riuscivano a mixare le giuste dosi di soda caustica e acqua.

Un giorno, però, la Lille Venezia cambiò gestione ed Edvard passò di lì per caso, proprio nell’istante in cui Thor prese coscienza che il “suo” locale di pesce si era convertito alla… cucina vegana.

Attacco di panico fulminante e mal di denti raggelante.

Perché sfatiamo un altro mito del Nord Europa. Altro che “lichene islandico”, i Norvegesi hanno i denti sani e bianchi per merito esclusivo della dose mensile di soda caustica.

Ma torniamo al nostro Edvard. Affascinato dalla drammaticità della scena, volle immortalarla su tela, rendendosi conto solo in un secondo tempo della somiglianza impressionante con gli altri tre “Urli”.

La stessa deformità del volto per cui non si capiva più se Lars/Thor fosse un uomo o una donna, la stessa mancanza di spina dorsale. Lo stesso panico generato dalla consapevolezza che il dentista, l’unico del paese, fosse fallito per mancanza di clienti.

Per dar maggior forza alla propria testimonianza, Munch si ritrasse esso stesso alle spalle del povero Lars.

Osservate bene i due omini neri, lui è quello di sinistra. E quello con il lungo cappotto scuro? All’apparenza è un uomo senza testa, o forse la capoccia – dopo essersi staccata dal collo – se ne sta tutta felice a fluttuare a mezz’aria.

Purtroppo non sapremo mai la verità, Edvard non ha voluto dirmi chi fosse. Forse la prova tangibile dell’esistenza degli alieni, o forse dei fantasmi? In ogni caso brrr, che paura.

Di chi volete che vi parli la prossima volta?

  • Paul Cézanne (40%)
    40
  • Giuseppe Pellizza da Volpedo (40%)
    40
  • René Magritte (20%)
    20
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91 Commenti

  • Ciao, Isabella.
    Io voto Nighthawks, ma solo perché (ignorantissima d’arte) Edward Hopper è l’unico che riconosco e mi piace moltissimo, ho scritto anche un racconto una volta, ispirato a questo dipinto.
    Sono curiosissima di saperne delle belle in proposito. Un po’ come in questo episodio, esilarante, ma garbato, le pipe appese sono una chicca, e la pennichella sempiterna, guardando il quadro, è azzeccata e davvero divertente. Brava, sei sempre sul pezzo.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille!!! In fin dei conti, almeno qui in Italia, l’arte d’oltre oceano è un po’ snobbata, quasi fosse un po’ troppo “recente” per essere degna di nota. Un altro pittore che mi ha incuriosita è Grant Wood, con i suoi quadri della Grande Depressione nel Midwest, ma “American Gothic” si è classificato troppo oltre per rientrare nei 10 quadri più famosi. Peccato!!!
      Alla prossima.

  • Ciao, che tipo questo qua, si inventa un mestiere e fa un quadro con dei contadini usati come nature morte… Chissà se quelli lo sapevano!
    Francamente il quadro non mi entusiasma e forse preferisco la versione a due dove la concentrazione e il mutismo sono più giustificati.
    Leggero ed esaustivo, il capitolo lo riabilita un po’ ai miei occhi, (solo grazie a te).
    Grazie dunque, e andiamo con il quarto stato.🙋🌻

    • Ciao. Eh sì, è un quadro un po’… come potrei definirlo? “Piatto”, la cosa interessante è che non l’ho scelto io, ma una classifica globale sui quadri più famosi al mondo!!! Mi sa che Cézanne aveva (e ha tutt’ora) un bravo agente, magari proprio il buon Zola, che abbia inventato lui il marketing?
      Buona domenica e alla prossima.

    • Ciao, innanzitutto grazie per la dritta per pubblicare, mi hai salvato da una rosicchiatura di fegato!!! Hai ragione, quando si legge nella maniera giusta s’imparano un sacco di cose, per questo amo farlo (e a quanto pare anche tu!!!). Ma è anche molto interessante fare qualche ricerca quando scrivi, serve a dare un taglio più verosimile alle storie, per quanto assurde in realtà possono essere!!!
      Buona domenica e alla prossima.

  • Capitolo 7)

    Ho sorriso per tutto il tempo, immaginando la serie di sfortunate situazioni e gli incontri di questi personaggi. Anche questa volta hai fatto della spensieratezza un dono per noi lettori, e d’ora in poi, davanti al quadro, saprò cosa raccontare per farmi intelligente! 😀
    Spensieratezza a parte, sono contento che tu sia riuscita a risolvere il puzzle del sito per pubblicare: praticamente è una tecnica uccidi sito! Qualcuno ci farà un film in stile SAW.
    Aspetto il prossimo capitolo!

    Buona scrittura!

    • Ciao, però sta attento a separare la realtà dalla finzione, altrimenti Sgarbi ti urla dietro un bel… “capra, capra, capra”. Sai, a volte mi capita d’incrociarlo, non vorrei che dopo se la prendesse con me!!! E sui “problemi” del sito hai ragione (grazie Nina per avermi dato la dritta!!!), ho cominciato un corso di yoga per distendere i nervi!!!
      Buona domenica e alla prossima.

    • Ciao!!! Eh sì, hai ragione però devi ammettere che quei tre giocatori d’azzardo hanno l’espressività di una patata lessa!!! Lo sai come dice il detto, è inutile tentare di cavar sangue dalle rape, ma io sono un’eterna ottimista. Quando mi trovo davanti a una sfida non mi tiro indietro, anche se il risultato può essere un po’ piatto, almeno ci ho provato. Speriamo nel prossimo!!!
      Buona domenica e alla prossima.

  • Perdonate se tra le due opzioni ho scelto io di chi scrivere, ma a causa dei disguidi al sito la parità mi è saltata fuori all’improvviso. Ormai avevo scritto il pezzo!!!
    Se volte vedere le foto delle cinque versioni del quadro (la nostra è la prima foto!!!!): https://www.arteworld.it/giocatori-di-carte-cezanne-analisi/
    Le altre versioni visibili al pubblico del quadro, sono conservate alla Barnes Foundation di Philadelphia, al Metropolitan Museum of Art di New York e alla Courtauld Institute of Art di Londra.
    Se volete leggere la descrizione/spiegazione del quadro: https://libreriamo.it/arte/i-giocatori-di-carte-paul-cezanne-quadro-senza-tempo/
    E qui troverete la vita e le opere di Cézanne: https://biografieonline.it/biografia-paul-cezanne

  • Ciao, Isabella.
    Il Burraco al tramonto è il perfetto varco per la fantasia.
    Molto divertente, ma anche profondo a tratti, questo episodio. La soda caustica mi ha fatta rabbrividire, non so se è una trovata, ma controllerò..,
    Bravissima, per il prossimo voto Cézanne e che l’arte trionfi.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie e no, non sto scherzando sulla soda caustica. Tutto vero, dalle ricette norvegesi al pane. Ho letto che per quanto riguarda i bretzel (per fortuna!!!) i fornai si sono convertiti al bicarbonato, ma quelli industriali sono ancora immersi in soda caustica e acqua. Cézanne? Si vede che il burraco ha colpito la tua fantasia… visto che parlerò dei Giocatori di carte!!! Alla prossima.

  • Capitolo 6)

    Ciao Isabella!

    Anche questa volta ci hai trascinati all’interno di una bella e divertente – e anche un po’ misteriosa – disavventura. Di recente è uscito al cinema, almeno nel mio, per tre giorni un documentario su Munch e le sue opere, perlopiù sconosciute alla maggior parte delle persone. L’urlo è il simbolo più riconosciuto della sua arte. Sei per caso riuscita a vedere questo documentario? Io avrei voluto, ma non sono riuscito ad incastrare gli impegni!

    Per quanto riguarda il capitolo, non ho trovato niente da segnalare, e secondo me è proprio un alieno. 🙂

    Trovo le tue storie sempre interessanti e coinvolgenti 🙂
    A quando Picasso?

    Alla prossima!

    • Ciao, Grazie!!! No, da me non è arrivato, ma spero sempre nella stagione estiva o nel Cineforum dove sono soliti trattare questi argomenti un po’ più di nicchia!!! Sai un’altra cosa? Tutti stanno votando per gli alieni… che sia un messaggio che viene direttamente dal cielo per una prossima storia? Chi vivrà vedrà!!!
      Buona domenica e alla prossima!!!

  • Sì, scherza, scherza!, intanto il poveraccio ci ha rimesso la testa.
    Capisco bene l’Urlo, dopo aver letto vita e costumi di quei poveretti nel loro freezer naturale norvegese.
    Molto simpatico, fantasioso al punto da essere quasi credibile. ( Gli artisti di tal fatta vengono fuori sempre da storie di vita assurde).
    Mi mancano un po’ i dialoghi, dovresti trovare il modo di infilarci uno scambio di battute ogni tanto.
    Prova a coinvolgere Magritte.
    Ciaooo🌻🙋

    • Ciao, grazie e hai ragione per quanto riguarda i dialoghi. Sai qual è il mio problema pratico? Che quando abbozzo a un dialogo perdo una barca di battute e quando hai argomenti importanti o la storia richiede più spazio sono veri guai!!! Quindi: dividere la storia in due puntate sarebbe troppo e “contenerla” in una troppo poco… se qualche anima pia fosse in grado di dirimere il problema, gli sarei grata a vita!!!!
      Buona domenica e alla prossima!!!

  • Sempre ironica e leggera. I riferimenti linguistici e storici fanno volare il lettore in Norvegia. Ho trovato soltanto un po’ disconnesse la prima parte, più didascalica, e la seconda, più narrativa. Magari un rimando al problema dell’alcol poteva giustificare l’arrivo di Edvard all’osteria e fare da collegamento con l’incipit.
    Comunque è sempre molto piacevole leggerti!
    Ciao!!

    • Ciao, grazie!!! Lo so che stavolta il racconto è stato un po’ più ostico, ma quando mi trovo di fronte ad argomenti come la pazzia e l’alcolismo, tiro automaticamente il freno a mano. Come posso dire… mi sembrerebbe di “sparare sulla Croce Rossa”, o stando in termini moderni, mi sembrerebbe di tirare della zuppa addosso all’autore!!!
      Buona domenica e alla prossima!!!

  • Capitolo 5)

    Mi gioco la Norvegia!
    Ho riso dall’inizio alla fine, questo posso garantirtelo. 😀 Ho apprezzato tantissimo la creatività di questo bel capitolo. Complimenti!
    La struttura con frasi brevi è efficace, rende giustizia a scene veloci, subito trasmesse al lettore.
    Mi pare che tutto funzioni meraviglia.
    Aspetto il prossimo!
    Continua così!

    • Ciao, hai ragione, ma sai… uno così “disinvolto” con le donne che mi parli d’amore puro… Be’, mi dava un filo fastidio, come se Jack lo Squartatore mi parlasse di amore per il prossimo, non violenza e tolleranza. Ma si sa, tutti noi (compresa la sottoscritta) amiamo e ammiriamo le opere e non il loro autore!!!
      Alla prossima.

  • Ciao Isabella! Amo l’arte, la pittura in particolare. Ho votato per la Norvegia, perché l’ho collegata a Munch che mi ha sempre affascinato.
    La tua è un’ottima idea: la fantasia e l’ironia che metti in campo fanno sì che prestare attenzione e osservare il dipinto diventi imprescindibile.
    Potrebbe trasformarsi in un libro per l’infanzia/adolescenza: ogni racconto corredato dalle immagini delle opere protagoniste renderebbe spassosa la storia dell’arte anche per i più reticenti.
    La leggerezza elegante e il linguaggio ricercato catturano l’attenzione e rendono l’arte qualcosa di accessibile e giocoso, come dovrebbe sempre essere.
    Brava!

    • Ciao, grazie, grazie, grazie. In effetti l’idea sarebbe allettante, anche se dovrei edulcorare le storie al massimo livello!!! Sai, con voi mi posso permettere di esagerare, ma dei ragazzi non so se saprebbero distinguere tra la realtà e la finzione, per quanto assurda sia. Comunque rifletterò un po’ sulla cosa…
      Ah, complimenti, hai indovinato per quanto riguarda la Norvegia. Alla prossima.

  • Ciao Isabella, come tante volte capita la foglia d’oro maschera magagne ( perfino ”flatulenze”!) eppure, mi viene da dire che tutto ciò che è miseramente umano sparisce al cospetto dell’arte. Bello il quadro, magnifico, bello il tuo tentativo di dissacrarlo e avvicinarlo a noi, ma, mi dispiace, non riesci a farmelo diventare antipatico.
    Viva Klimt e le sue donne, bello il bacio, e brava a te che ce lo hai proposto. Voto Italia. Ciao🙋🌻

    • Ciao, non volevo dissacrare il quadro, anche se in effetti può sembrare… credo che in passato lo abbia già fatto il marketing sfrenato. E poi dobbiamo essere onesti. Klimt, in fatto d’amore, non era proprio un compagno specchiato, chiedilo a quella santa donna di Emilie Flöge e alla sua collezione di corna (e figli più p meno illegittimi).
      Buona domenica e festività e… alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Perdonami, ti ho mandato in parità le opzioni. Ho scelto l’Italia è vediamo cosa viene fuori.
    Accidenti alla gelosia! Ne ammazza più che la spada, specialmente se la consorte si diletta in cucina. 😂
    Come sempre, divertente e leggero.
    Buona giornata e alla prossima!

  • Leggendo il capitolo non ho potuto evitare di pensare -e giuro di avercela messa tutta per farlo- alla mia interrogazione di arte (parliamo dell’anno scorso ormai) che verteva principalmente proprio sul dipinto “Colazione Sull’Erba”, dipinto che, da oggi, osserverò sicuramente con occhi diversi proprio “a causa” di questo capitolo😅
    Per non parlare poi della chiusura finale: quanta verità nascondono quelle parole!
    Per quanto riguarda il voto, sono stata tentata di optare per il quadro “Il Bacio” -che poi sarebbe anche il mio dipinto preferito in assoluto, per quanto non mi interessi proprio di arte-, ma su questo ho già fantasticato su un suo possibile dietro le quinte (probabilmente mi piace più questa mia interpretazione che il lavoro in se, ma facciamo in modo che Hayez non venga a saperlo), dunque la mia scelta è ricaduta sul quadro “I giocatori di carte”, con la speranza di non aver mandato in tilt le opzioni😅
    A presto!
    -Rossella✨-

    • Ciao, grazie!!! Sai, credo che a volte dell’arte si rimasta solo la parte “seria”, diventando inevitabilmente antipatica e pesante. In fin dei conti le persone più simpatiche (anche se serie e coscienziose) sono quelle autoironiche, che riescono a ridere di se stesse e dei loro difetti. Perché per l’arte non può essere lo stesso? Forse si imparano più cose in questo modo e soprattutto restano più impresse!!!
      Alla prossima!!!

  • Ciao, Isabella
    Ho votato i giocatori di carte, quale dei due? Io ne ho trovati due, non so se ne esistano altri… l’ignoranza è una brutta bestia. 😅
    Certo che questo Manet era proprio rancoroso, dispettoso e precursore. Lifting pittorico, chissà se hanno pensato a lui gli ideatori di Photoshop… 😂
    Simpatico e irriverente come sempre, hai la capacità di far sorridere con garbo, senza bisogno di farcire tutto di parolacce o trovate “sporcaccione” .Non è cosa da poco.
    Bravissima.
    Ci rileggiamo presto.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie, non sai quanto mi fanno piacere le tue parole. In effetti mi sono data una regola, che vale anche per la vita, mai superare certi limiti di buongusto e decenza. Sai, credo che i bravi scrittori (lungi io dall’esserlo) riescono a suscitare scalpore e sentimenti di vario genere anche senza facili “trucchetti”.
      I giocatori di carte? Cézanne ne ha dipinti ben cinque, ma non preoccuparti, quando verrà il momento dirò di quale versione si tratta!!! Alla prossima.

  • Rieccomi Isabella.
    Dopo un’assenza prolungata, che mi ha fatto perdere gli ultimi tre capitoli del tuo racconto, sono tornata ed ho recuperato. La voce narrante, che tiene insieme i vari momenti, è davvero simpatica. I suoi commenti e i particolari narrati, mi hanno spinta a rivedere le opere citate, a cercare riscontri, analizzandole con occhi nuovi. Brava. Ed ora il bacio ( ma quale?). Per me va bene uno qualunque.
    A presto.

  • Ciao Isabella, davvero una bella escursione, una lezione di ironia e disincanto che pure affeziona all’opera operando così una specie di rimbalzo empatico coi personaggi. In particolare la Victorine che cercando di sparire finisce, ironia della sorte, per essere rappresentata indelebile sulla tela per sempre!😁.
    Bravissima, se il bacio è quello di Klimt lo voto anche io.🙋🌻

  • Ciao Isabella!
    La risposta mi trova d’accordo. Ho visto la Venere un anno fa giusto, in una incursione fiorentina. Il tuo sbirciare dietro mi ricorda alcuni film di Luigi Magni, che racconta da par suo le storie di persone normali che si meritano poi una statua nelle piazze di Roma: Ciceruacchio, Pasquino, Monti e Tognetti. Funziona bene con la tua ormai nota disinvoltura nel far parlare e preparazione. Brava!
    Scelgo Klimt, e una buona notte.
    Ciao!

  • Capitolo 3)

    Questa volta non mi riesce di recuperare il capitolo in video.

    Purtroppo è difficile inserire immagini all’interno del capitolo, senza sprecare importanti caratteri, ma trovo che la tua soluzione d’inserire gli indirizzi a tutto sia estremamente utile, sia per esplorare che per avere ben chiaro il quadro. I quadri mi sono noti, ma averli sotto gli occhi leggendo è di sicuro più gradevole in generale!
    Questo capitolo riesce a risultare intrigante, simpatico e anche a infondere una certa curiosità verso il tema trattato. Complimenti!
    Non mi sento di avere niente da segnalarti.
    Continua così!
    Aspetto il prossimo!

  • Delizioso, accattivante, decisamente attraente per me che con queste “storie della Storia” ci vado a nozze!
    La pittura e le altre arti figurative assieme alla architettura e all’urbanistica è una miniera d’oro per chi ha voglia di scavare, ed è curioso, e non si arrende;
    (Mi sa che hai trovato un filone!), Felice che tu sia una di quelli, ti faccio i complimenti per la ricerca (e, ovviamente per la prosa). Grazie.
    Voto Giuseppe Pellizzari da Volpedo e non vedo l’ora di leggerti!🙋🌻

    • Grazie, hai ragione da vendere, la curiosità ti fa restare vivo anche se seppellito a casa per un lockdown!!! E sai cosa mi ha spinto a scrivere d’arte, argomento assai ostico e poco popolare? Credo che a volte consideriamo le arti figurative & co. come un argomento troppo difficile e serio per essere affrontato con sufficiente attenzione. Invece l’arte (nella maggior parte delle volte) è bellezza, è svago, è provocazione!!!
      Buon weekend, alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Intanto, veramente grazie per queste iniezioni di buonumore che, in questo periodo, sono un toccasana; grazie per le lezioni, implicite, che stanno alla base di ogni storia e per il tuo modo garbato e intelligente di raccontarle, queste storie. 🙂
    Per il prossimo voto Manet. Anche io non sono una gran conoscitrice di arte pittorica (in realtà conosco poco di tutto o tutto di niente, che non è esattamente il contrario) e mi piace imparare cose nuove da chi, evidentemente, ne sa molto più di me. 🙂

    Brava e alla prossima!

  • Questo spiritello ne sa una più del diavolo, sta distruggendo tutto il mio amore per l’arte XD
    Scherzi a parte, capitolo super bello e super interessate, per chi come me di arte non ne mastica molto tutte queste storie non fanno che aumentare in me la curiosità, continua così!

  • • Se volte scaricare la foto del quadro: https://pixabay.com/it/photos/la-pittura-la-nascita-di-venere-63186/
    • Se volete leggere la descrizione del quadro (sito Uffizi): https://www.uffizi.it/opere/nascita-di-venere
    • Se volete sapere tutto sulla storia tra Botticelli e Simonetta Vespucci, ecco un articolo interessante: https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/simonetta-vespucci-e-sandro-botticelli
    • E qui troverete la vita di Botticelli: https://www.finestresullarte.info/arte-base/sandro-botticelli-rinascimento-vita-opere-stile

    • Ciao, grazie. In effetti… è stato rilassante anche scriverla, ma dai prossimi aspettati un po’ più di “piccante”.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti (o nel racconto) metterò un link con l’immagine del quadro e forse degli altri per approfondire l’argomento (se interessa naturalmente), così avrai davanti la foto mentre leggi: ti servirà!!! Alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Arrivo al secondo spunto, cercherò di essere più presente nel prosieguo 😊. Un’avventura condita dalla tua ironia, una favola che ingentilisce l’artista e ci fa sorridere, in piena continuità con la prededente. Bravo Giangeppino, anche lui ha il suo talento! Ho sorriso più volte, soprattutto quando sviluppa un’allergia alla lana 😄.
    Benone, seguo e voto patriotticamente; l’unica cosa che mi sento di segnalare non riguarda la scrittura, quanto il gioco. La domanda finale al primo episodio, che è un po’ fragile.
    Per il resto fila da matti!
    Ciao e una buona domenica!

    • Ciao, è da un bel po’ che non ci sentiamo, tutto bene? Lo so, è stata un po’ fragile ma le ragioni sono tre. 1. Per questa volta a decidere i 9 quadri che “racconterò” è stato un sondaggio su quali sono le 10 opere più famose e conosciute al mondo. 2. Il lavoro di ricerca che c’è dietro è stato lungo e trovare un equilibrio tra realtà e divertimento è molto complicato. 3. Vanità mia: volevo cominciare da Van Gogh per dare un esempio immediato di quello che volevo fare. Avevo paura che i lettori dopo l’incipit non capissero bene il mio scopo.
      Ah, dalla prossima volta nei commenti o nel racconto metterò un link con l’immagine del quadro, così lo avrai davanti mentre leggi: ti servirà!!! Buona domenica anche a te!!!!!!

  • Ciao, Isabella, bentornata!
    Perdonami non sono stata pronta ad accogliere la tua nuova storia, ma ultimamente sono un po’ così… distratta.
    Bellissima idea, fresca e divertente. Questo è il tratto dell’artista: trovare sempre un modo originale per raccontare qualcosa.
    Povero Van Gogh, con la sua insonnia, forse è questo che affligge anche me, impedendomi di terminare il mio racconto… chi lo sa…
    Voto l’Austria e aspetto impaziente il nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. Perbacco, non preoccuparti, qualche “blocco” e qualche “stanchezza” capita a tutti. Forse è anche colpa dell’estate torrida e del cambio repentino di stagione, spero solo non siano pensieri fastidiosi!!!
      Come ho detto a tutti gli altri, voglio darti un suggerimento per le prossime letture: prima di ogni puntata, piazzati davanti la foto del dipinto citato, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Come mi ha suggerito Ottaviano, dalla prossima volta (o nel testo o nei commenti) metterò un link con l’immagine del quadro.
      Alla prossima e buon weekend, cerca di fuggire via e rilassarti almeno un po’.

  • Veniamo in Italia, qui ai voglia a sorci e pazzi da legare!
    Scherzi a parte, molto carino, e molto caro Van Gohg, con le sue miserie e la grande ricchezza che ha saputo donare a tutti noi.
    Un consiglio se vuoi aiutare il lettore pigro: metti un link con l’immagine del quadro.👀
    A presto, in Italy, mi raccomando!🙋🌻

    • Ciao, grazie per il consiglio (i tuoi sono sempre preziosi), visto lo spazio esiguo, se avrò problemi metterò il link nei “commenti”. Magari cercherò su qualche sito free in cui si può scaricare la foto senza esborso o copyright, magari uno vuole tenersi un ricordo di bellezza!!!
      È testa a testa tra Austria e Italia, vedremo chi vincerà, anche se ci sarà sempre posto per entrambe!!! Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie, troppo gentile!!! In effetti Van Gogh mi ha semplificato la vita, la sua pittura invita al sogno e alla fantasia. Sì, è stata la mia storia preferita, devo ammetterlo!!!
      Per le altre lo spiritello un po’ cattivo di Giangeppino si manifesterà in tutta il suo acido realismo. Ma spero con una gran dose d’ironia. Alla prossima e buon weekend.

    • Ciao, grazie. Purtroppo gli artisti da me trattati saranno solo 9, scelti dal mondo come i quadri più belli e famosi in assoluto… magari in futuro ne aggiungerò un altro in un’altra storia!!!
      Come per gli altri ti giro un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Dai, stavolta almeno non confondo le idee con il dialetto, essendo il protagonista Toscano, anche se volessi non potrei!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia. Alla prossima.

    • Ciao, grazie. Speriamo davvero di riuscire a non appesantire il tutto, il filo di lana è sottile e potrebbe spezzarsi molto facilmente!!!
      Come per gli altri ti do un suggerimento per le prossime puntate: prima di leggere, piazzati davanti la foto del dipinto citato nel titolo, ti servirà per calarti meglio nell’atmosfera della storia.
      Buona domenica.

  • Ciao bentornata finalmente!
    Ottimo spunto per una bella galleria di personaggi e storie varie. Appena letto il titolo ho subito pensato a uno dei libri più interessanti che ho letto negli ultimi anni: di Wolfram Fleischhauer / Un Enigma Color Porpora.
    Un meraviglioso viaggio che parte da un quadro misterioso per esplorare la Corte di Enrico IV e della sua amante amatissima che non poté sposare ma che gli dette tre figli.
    Dietro ogni quadro ci sono storie bellissime e (anche se tu vorrai raccontarle soprattutto con ironia e divertimento) ti seguirò con grande piacere!
    Ciao🌻🙋

    • Ciao, grazie per il suggerimento, credo che mi farò regalare il libro per Natale!!! Per il resto si vedrà, spero di riuscire sempre a mantenere l’umore alto tra notizie vere e altre un po’ fantasiose!!!
      Ah, per le prossime puntate ti do un consiglio: prima di leggerle piazzati davanti le foto dei dipinti, ti serviranno. Buon weekend, alla prossima.

    • Ciao, in effetti la mia idea è un po’ strampalata. Ma sai una cosa? Il mio obiettivo non è il punteggio o la gara, ma spingere le persone ad ammirare i quadri più belli del mondo. Perché per leggere le prossime puntate bisogna averli davanti le foto dei dipinti!!!
      E mi scuso con te fin d’ora: a parte nel prossimo, non ci saranno molti dialoghi perché il protagonista è un critico che spiega l’arte a modo suo… Lo vedi uno tipo Sgarbi a dialogare con i quadri? Buon weekend, e se non mi seguirai più lo capisco: ognuno ha i suoi gusti!!!

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