Una storia divertente

Dove eravamo rimasti?

Facciamo il Toto-follia? Come credete che sia andata avanti? Si sono seduti al tavolo con me: "perché non pranziamo insieme?" (78%)

Pranzo a sorpresa

Sì, ci avete visto lungo, cari lettori! Certo, questo è anche perché siete dei maledetti guardoni, e vi piace ficcare il naso nelle storie altrui, quando non vi viene voglia di metterci proprio lo zampino, o il tentacolo… o il giudizio!

Smettetela di farvi prendere in giro e concentratevi sul racconto, altrimenti finisco per disperdere caratteri importarti, giacché alcune storie tendono a non dispensarne per i propri personaggi.

Un pranzo, sì! Ma non perché lo avete votato, chiaro? È andata veramente così. Non mi credete? Fatti vostri!

Pranzo (o cena) è il termine preferito degli scrocconi, disagiati e individui annoiati; quella parolina magica che spesso dovrebbe perdersi a metà strada fra la proposta e il “non ho assolutissimamente voglia di condividere del tempo con voi, ma sappiamo che tanto non si farà mai, quindi… Certo! organizziamo un pranzo…”

Lo so che tutto questo va in contrasto con la bella frase del precedente capitolo: mi mancano. Lo so. Ma sono di quei pensieri passeggeri, superficiali, che pochi istanti dopo averli formulati, tendiamo a rimangiarceli o rifiutarli categoricamente, un po’ come quando ripensi a una persona con cui sei stato in un’epoca travagliata della tua vita, spesso nell’adolescenza. Ho riportato a galla brutti ricordi, eh? Non sono neanche così brutti, alla fine; è più una sensazione di disagio.

Si giunge sempre a una conclusione: se abbiamo smesso di vederci, sarà stato per un buon motivo, no? Perché fare finta di niente? È il perbenismo, mantenere l’apparenza, giusto perché dare della faccia di culo a qualcuno, o sentircelo attribuire, ci fa sentire delle persone orribili. E sappiamo di esserlo, giusto?

So che vi sembrerà impossibile, ma questi pensieri mi attraversarono il cervello in una manciata di secondi, gli stessi sufficienti a riconoscere Sandro. Dal soprannome, non vi sorprenderà immaginarlo subito a dispensare pacche vigorose e palpeggiate ben poco velate.

«Stavo proprio pensando di farvi una chiamata, poco fa. Vi avevo in testa tutta la mattina! E… toh! Vi ritrovo al tavolino del bar, a farvi un aperitivo proprio come due piccioncini! Niente lanci di bicchieri questa volta, oh!»

Rise poi, in modo grottesco, insolito per uno che ama ridere alle proprie battute. Gli anni erano stati clementi con lui, facendogli conservare quell’aria da ragazzino dannato alla The Vampire Diaries – nel senso che si vede che uno è vecchio, però continua a spacciarsi per un ragazzino e dunque a frequentare persone più piccole di lui.

«Stai fraintendendo…» non mi riuscì di completare la frase.

«Geloso?» lo schernì La Maledetta, sfoggiando occhioni da cerbiatta. «Ti fermi per pranzo?»

Sorridemmo entrambi, come chi si aspetta giustamente un no, invece quel Quaquaraqua sollevò una mano in direzione del cameriere, sedendosi. «Assolutamente sì!»

Lessi nello sguardo della Maledetta una deliziosa sorpresa, e mi ritrovai a goderne sino al momento in cui realizzai che non mi sarebbe stato concesso di filarmela. Ero lì, con loro, e sarei andato sino in fondo. Chiamatela idiozia, orgoglio?

Un claudicante anziano in sandali, costumino blu e una maglietta a righe raggiunse a fatica il tavolo, approssimando un sorriso di circostanza – sdentato –; masticò a lungo le parole prima di pronunciarle: «Mangiare. Tutti?»

Paradossalmente, nelle situazioni imbarazzati le complicità assopite tendono a risvegliarsi.

«Telefono. Casa?» replicò Benedetta sottovoce.

«Cervelli? Al tavolo accanto, signore» aggiunse Sandro.

«Si è perso?» dissi, più indulgente.

«No» allungò la vocale in una risata che mi diede l’impressione potesse far crollare tutte le sue ossa come un castello di carte. «Volete mangiare?»

«Oh!» esclamammo, e improvvisamente ci rendemmo conto che in sala il più giovane non dovesse avere meno di quarantacinque anni. Un’anziana, dalla tinta sbiadita, intenta a tagliare il pane per uno dei tre clienti presenti, aveva la schiena arcuata e lo sguardo perso sulla fine dei tempi.

«Quando il personale ha un certa esperienza, si vede!» blasonò Sandro. «Mangiare, mangiare!»

Affogai una risata nell’ultimo dito di birra.

«Scusi, prima potrebbe pulirci il tavolo?» incalzò Benedetta, quando lo vide ritornare a rallentatore, dopo qualche minuto, con le tovagliette e le posate.

Quello spalancò gli occhi come trafitto al cuore: la manovra dovette essergli costata anni di vita, e tememmo ci lasciasse da un momento all’altro. Lanciò poi un verso stridulo in direzione della signora del pane che, dopo essersi trascinata per la sala, schiaffeggiò il piano con una spugna umida e dal pungente olezzo stagionale, tralasciando qualche briciola agli angoli.

«Eh, sapete…» si scusò l’anziano. «Siamo un po’ in difficoltà: a fine stagione i giovani non avevano voglia di lavorare. Loro le chiamano “ferie”. Tanto poi si prendono il Reddito di Cittadinanza!»

Ognuno di noi, prima di realizzarsi – se così possiamo definirlo – aveva maturato un’esperienza, pessima, nella ristorazione. Conoscevamo davvero bene certe dinamiche.

Ci prese una strana antipatia, ma continuammo a riderne. Il meglio stava per arrivare…

  • Che voto a fare? Hai detto che la storia la decidi tu. Ma è una storia vera? Ti scrivo un dettaglio da aggiungere. (50%)
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  • Situazione perfetta: ma quando ci ricapita di pranzare insieme? Portaci i menù! (50%)
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  • Benedetta montò uno scandalo per il pessimo servizio. Ottima scusa per fuggire! (0%)
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41 Commenti

  • Ciao, non parlarmi di gabbiani “rapinatori”, a Venezia ne ho viste troppe, purtroppo. Per non parlare di piccioni e non tanto innocui passerotti!!! Be’, l’unica ondata che vedo è d’acidità, quindi dovevi chiamarla reflusso!!! A parte gli scherzi, sti tre si amano davvero tanto, o forse il problema è dei due maschietti che erano innamorati della stessa donna?
    Ho votato per l’imprevisto, a quanto pare è un must nelle spiagge sarde!!! Alla prossima.

  • Ciao, GG.
    Intanto, ti chiedo scusa per non aver partecipato agli ultimi tre episodi, ho dimenticato di cliccare SEGUI LA STORIA… sono fusa.
    Ho letto tutto di seguito e mi sono ritrovata in spiaggia, senza il caldo, con i tuoi personaggi. Il vecchio l’ho visto proprio accanto a me con le dita tra le natiche e ho pensato che mai nella vita mangerei in un posto così.
    Voto che NON può fare gli spaghetti, perché il piccolo “tarzan” è entrato in cucina come un ciclone e ha rovesciato il contenitore con le cozze e le vongole sul pavimento, proprio vicino al buco per lo scolo delle acque sporche, troppo vicino, tanto che molti frutti vi sono caduti dentro. Anche perché penso che la signora ciondolante non si farebbe scrupoli a raccogliere qualcosa dal pavimento per assemblare un piatto. 😉
    “improvvisamente ci rendemmo conto che in sala il più giovane non dovesse avere meno di quarantacinque anni” io di anni ne ho 51, devo ritenermi decrepita. 😂

    Alla prossima!

  • In questa storia non c’è niente di scontato, sembrerebbe inventata di sana pianta…ma purtroppo ho imparato più una cosa sembra strana e più è vera… complimenti come sempre per come riesci a coinvolgerci…. attendiamo il prossimo capitolo

  • …saresti l’unico a cui la moglie/amica/amante/fidanzata mette “mi piace” quando scrive. “Nemo profeta in patria” vale sempre!
    Interessante e vera la carrellata sugli orrori dei social, e il clima da farsa teatrale che monta nell’osteria dei simpatici (eh, sì: simpatici) cialtroni.
    Voto spaghetti ma… con vongole sabbiose, le uniche che garantiscono autentica autenticità dop, doc eccetera.
    Complimenti all’autore: contenuto e confezione al top!🙋

  • Vabbè ma dillo che in realtà siamo nel peggior bar di Caracas, fra camerieri chiapponi, gabbiani caccia torpedinieri e spaghetti fantasma! 🤣🤣

    Adoro il fatto che aggiungi componenti meta narrative con riferimenti “velati” alla realtà.

    Secondo me gli spaghetti riescono a farli, ma adoro gli imprevisti 😉

  • Ciao GG!
    Vada per la cucina allora. I tre scaldano i motori, soprattutto i due tipi, ovviamente. Prendere in giro chi osa troppo, cioè il vecchio, è sempre carino, e funziona anche nella realtà 😀. Clima simpa, ma qualcosa di più è nell’aria, al di là degli orrori di cui stiamo per leggere. Il passato è in agguato…
    Bene così, vediamo che succede. Ciao e buona domenica!!

    • Ciao Red!

      Se hai solo sorriso, bisogna migliorare. Si dovrebbe ridere, ma so quanto sia difficile da tirare fuori. Mi sono reso conto di alcuni “errori” da impostazione per la stimolazione della risata, ma la vita non è sempre così tanto impostata, e si prende i suoi tempi per strapparti una risata. Ci devo lavorare di più! 😀

      Ti ringrazio per la sincerità!
      Alla prossima. 😉

  • Ciao, ho un bel ricordo di Alghero (forse perché non c’erano troppi turisti), spero di non essere disillusa!!! Comunque… dov’è capitato il nostro protagonista in un bagno-ristorante degli orrori? Chi proseguirà, vedrà!!!
    Ho votato per la cucina, perché l’onda anomala mi sembra davvero troppo anomala!!! Alla prossima, buon weekend.

  • …Aggiungiamo al contesto…
    Un gabbiano, anche due. La gente non sa di cosa possono essere capaci quei caccia da combattimento…
    Il bimbo, la turista, cozze e vongole… quale che sia il seguito sarà certo molto carino. Molto bene.
    Ho notato un refusino (il bagno necessità…), ma il refuso è la firma dei grandi!😁
    Al prossimo e, mi raccomando, disastri!🙋

    • Ciao Ottaviano!

      Mi ricordo di quel maledetto passaggio! Errore da revisione… quando ti viene da mettere la zampina dove non dovresti! 😀
      Grazie per le segnalazione!
      L’idea dei gabbiani è intrigante… ma stiamo esagerando, forse? Dei gabbiani, al mare? 😛
      Grazie per il supporto! Alla prossima 😀

  • Ciao GG!
    Ho letto ieri il tuo warning su FB e sono arrivato, anche se erano giorni che me lo dicevo da solo…
    ho letto i primi due e ho ritrovato il tuo stile ricco di riflessioni sui nostri comportamenti, che conosco anche perché sulle rimpatriate ho un’età che mi permette di autodefinirmi “esperto”.
    Hai scelto di scrivere e di essere anche il narratore: scelta divertente e che secondo me ti lascia molto campo nell’esprimerti, ma che può essere alla lunga pesante se ne abusi. Voglio dire: io cercherei sempre di non penalizzare la storia. spero di essermi spiegato…
    Scrivi in maniera brillante, questo ti riesce bene, e il clima è simpatico. Autobiografico? Chi lo sa, non ti immagino in banca; magari qualcosa lo è ed altro no (faccio per ridere, of course 😃). Ti seguo e ho votato, ma non capisco perché non vedo il mio voto negli incipoints: boh. Bello blasonare, mi piacciono queste uscite! “Ma sono di quei pensieri passeggeri, superficiali, che pochi istanti dopo averli formulati, tendiamo a rimangiarceli o rifiutarli” io metterei “rimangiarci e rifiutare”, senza pronomi; però in effetti il pezzo è molto colloquiale, e forse da più colore come hai fatto tu.
    Ottimo allora! Alla prossima e stammi ben bene!

    • Ciao Danilo!

      Ho notato che il sito sta facendo un po’ i capricci in generale, e anche le votazioni ogni tanto non vengono proprio segnate, questo però accade già da un po’.
      Non sei l’unico ad avermi fatto notare questo passaggio, e concordo sul fatto di essermi un pelino dilungato. Immagino questo abbia un po’ spezzato anche la spensieratezza del capitolo. Grazie per l’onestà!
      Sul suggerimento, alla fine ho optato per quell’opzione, anche se non ha convinto troppo neanche me. Suona proprio brutta.

      Grazie per essere passato!
      A presto.

  • Ciao, bellissimo l’ambiente ristorativo un po’ âgé, il Reddito di cittadinanza combina un’altra volta guai, ma per la narrazione quelli giusti!!! E quanta ragione hai sull’ipocrisia delle apparenze!!!
    Ho votato per un dettaglio da aggiungere: l’arrivo della secchiona/racchia che si è trasformata miracolosamente in una super top model di successo, destando lo stupore degli uomini e l’invidia delle donne!!! Alla prossima.

    • Ehi!

      Un’aggiunta niente male… oltre che pericolosa!
      Vediamo cosa riusciamo a fare 🙂
      Sono contento che alcune riflessioni stiano arrivando e stiano divertendo, mi pareva sensato inserire delle riflessioni interne al personaggio, proprio per aggiungere un po’ di confidenzialità al discorso.

      Ti ringrazio per il sostengo!
      Alla prossima.

  • Ciao G.G Pintore,
    la storia mi piace molto.
    Questo filo diretto con il narratore crea un’atmosfera di lettura rilassata ed intima.
    L’intento di farci sentire come ci mi stessi raccontando una storia di vita in tutta confidenza è perfettamente riuscito.

    Molto bravo, aspetto il prossimo

    Adelaide

    • Ciao Adelaide!

      Sono contento di essere riuscito a trasmettere questa sensazione. L’intento era proprio quello, anche se in alcuni punti forse mi sono un po’ perso in troppe divagazioni.
      Con il prossimo voglio osare un po’, mettendo grande peso nelle vostre scelte 🙂

      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • …dopo il vecchietto ecco il nipotino troppo sveglio e maleducato…
    Mi aspetto vari casini da ‘sti tre, perciò aggiungiamo legna al fuoco.
    Scommetto che ci stavi pensando, non è che possiamo sciogliere di già la bella compagnia!😃,
    Tutto fila sul filo di una ironia cameratesca, provocatoria verso uno scopo che non si svela ancora, è troppo presto.
    Vediamo, aspettiamo, se poi è successo davvero ce lo dici eh!
    Ciaool🙋

    • Ciao Fenderman!

      Mi conosci troppo bene… oppure c’eri anche tu?
      Siamo compagni in questo viaggio verso la scoperta della verità, perlomeno in alcuni passaggi. La comicità, quella nel vero senso della parola, richiede di sicuro più spensieratezza, e credo di avere ancora da leggere molte tue storie, nonché quelle di Minollo, per capire meglio come strutturare certe dinamiche. Trovo che anche l’impostazione di tono sia fondamentale. Ci devo lavorare su!

      Grazie per essere passato.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG e bentornato!
    Non so come prenderla questa storia, Silvio ha la tua faccia inevitabilmente, dato che ti sei presentato in principio come narratore onnisciente. So che hai capacità scrittorie e ti do fiducia.
    Mi aspetto forse faville, le premesse ci sono.
    Stiamo a vedere.

    Si siedono a pranzo.

    Alla prossima!

    • Ehi!

      Il consiglio è di prenderla un po’ come la senti: il fatto di conoscermi può essere però rilevante per certe scelte narrative o certe espressioni, non voglio nasconderlo! Non nutro troppa fiducia nel mio tono Humor nella scrittura, ma farò del mio meglio per intrattenervi!
      Grazie per essere passata.
      Vada per il pranzo.

      Alla prossima! 😉

  • Ciao G.G. Pintore,
    bel capitolo, rilassante. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui hai trattato temi come l’amore e l’amicizia, con un fare insomma da “chiacchere da bar” che, devo ammettere, ci sta tutto. Spero che questa tua storia non diventi mai una “vera” storia, cioè con un filo conduttore ben preciso (e magari è proprio questo l’intento). Sbizzarrisciti quindi, voglio vederti libero di scrivere quello che vuoi, temi ricorrenti, profondi, banali o, come direbbe qualcuno…”D’amore di morte e di altre sciocchezze”.
    Voto per il pranzo.
    Alla prossima 😉

    • Ciao Dean!

      Tenere il tono leggero è la vera sfida di questa storia. Ultimamente tendo un po’ ad avere dei toni forse troppo cupi, quindi un racconto Humor mi è parso il giusto modo per tornare su sentieri più luminosi, ma senza trascurare troppo l’oscurità.
      Sul futuro non posso sbilanciarmi, perché voi siete i lettori e io un narratore un po’ sbandato, in questa fase forse più che mai. Vediamo cosa ci riesce di creare! 😀
      Grazie per aver fatto un salto.

      Alla prossima! 🙂

  • Ciao, bello il “sarà vero o non sarà vero?”, ti coinvolge in prima pe3rsona!! E cosa dire dell’argomento? Gli amici persi e ritrovati sono sempre una bomba a orologeria e la maggior parte delle volte ti chiedi se sia una sorpresa piacevole oppure no!!!
    Ho votato per si siedano al tavolo, mi sembra troppo presto per una bella litigata, lasciamoli “annusarsi” un po’. Ma come hai scritto tu, fa’ pure come ti pare!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Sono contento che l’idea di coinvolgervi direttamente nella narrazione sia risultata gradevole e intrigante. Proverò a tenere il tono grossomodo su questa linea, ma è ancora presto per comprendere il possibile risultato finale. E fermiamoci per pranzo, allora!

      Grazie per essere passata!

      Alla prossima 😉

  • Vista la situazione: Si sono seduti al tavolo con me: “perché non pranziamo insieme?” Perché per colpire duro, bisogna prima sorridere.

    Ciao! Questa volta ti cimenti con un humor: una delle cose più difficili, a mio parere. Vediamo se saprai aprire le porte della risata, Fulvio, perché se è vero che le disgrazie degli altri sono alla base della commedia, è il modo di renderle che le rende divertenti o meno 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Grazie della fiducia. Non mi reputo uno in grado di fare ridere con la scrittura, quindi questa è una vera e propria sfida. Come sempre, cerco di basare molto sui giochi di parole e immagini, ma sarà un buon tentativo per capire come strutturare meglio certe dinamiche “comiche”, pur preservando un certo realismo.

      Spero di riuscire a creare la giusta atmosfera! 😀

      Alla prossima!

  • Bentornato. Ti piacciono le sfide: dopo la fiaba, lo humor…
    Auguri!
    Sei voluto entrare quasi scusandoti come su un terreno non tuo, timoroso di suscitare chissà che sentimento di avversione.
    Non temere, hai verve sufficiente per farci divertire, talento e grinta. (Anche se in questo vero e proprio incipit la forza trainante è l’ironia, e la comicità aspetta di entrare in scena.)
    I due amici ritrovati promettono bene, sediamoci e restiamo a pranzo con loro!🙋ciao.

    • Ciao Fenderman!

      Non mi ritengo uno capace di far ridere con la scrittura, lo confesso, ed è per questo che ho voluto ritornare sul tema dello Humor. Suicida non era una storia su quella tonalità, ma non aveva un posto sul sito.
      Ritengo la tua definizione esatta: la mia è più ironia, quindi vedremo se salterà fuori qualche tonalità più Humor, più comica. Certo… si tratta pur sempre di una storia vera, quindi avrò un po’ le mani legate, ma non la lingua!

      Grazie per essere passato! 🙂

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