Una storia divertente

Dove eravamo rimasti?

Ci prese una strana antipatia, ma continuammo a riderne. Il meglio stava per arrivare… Situazione perfetta: ma quando ci ricapita di pranzare insieme? Portaci i menù! (50%)

L’inizio del disastro

Non sopporto quando la gente mette in dubbio le mie verità romanzate! Non è forse vero che le storie di vita vissuta risultino più intriganti del romanzo? Pensate davvero che possa essermi inventato tutto di sana pianta?

Signori e signore – non intendo darvi dei vecchi, è per fare spettacolo! – preparatevi: questo non è che l’inizio del disastro di una storia divertente! No, non è vero, ma quando il titolo del racconto, nonché quello del capitolo, finiscono all’interno della storia, fanno dire al lettore: WOW!

Ma torniamo a quel giorno in spiaggia… siete qui per questo.

Se accampi il Reddito di Cittadinanza come scusa per giustificare la carenza di professionalità del tuo locale, beh… forse dovresti rivalutare l’idea di aprirne uno. Ma per tre amici ritrovatisi dopo sette lunghi anni, quale punizione migliore? Ognuno di noi, non ne dubito, colse l’occasione per vendicarsi un po’ dei vecchi torti subiti.

«Questi giovani: non sanno cosa significa la parola sacrificio! Ai miei tempi…» e lasciò in sospeso il seme della discordia, Sandro.

«C’è brutta gente ormai in giro, anche ad Alghero. Non puoi camminare tranquillo, e certi locali poi! Tsk! Qualcuno dovrebbe fare qualcosa. Ma voi siete di lì?» non colse il sarcasmo, il vecchio. «Sapete, per chiedervi un voto!»

Il venticinque settembre non era poi così lontano, e scoprimmo che accogliere i clienti con la propaganda fosse del tutto normale.

«Ci porterebbe i menù?» cambiai discorso, e la cosa parve indispettirlo, o forse sorprenderlo, perché fece per andare via e poi tornò sui propri passi.

«Posso dirvi cosa possiamo fare…»

Ci trattenemmo dallo scoppiare in una fragorosa risata, il tutto stava assumendo un tono surreale. Io, in quel momento, fui certo che avrei scritto della vicenda. Ed eccoci qua!

«Adoro gli uomini che sanno cosa possono fare!» disse la Maledetta, da gatta morta, sfiorandogli il braccio. L’uomo vibrò in modo strano, e credemmo che il solo peso della mano di lei potesse farlo ribaltare.

Lui arrossì, deglutì e riprese, armeggiando con le dita per rafforzare il concetto: «Pasta e cozze… pasta e vongole. Pasta cozze e vongole! E…» esitò, incerto.

«Dei calamari fritti?» provai ad aiutarlo.

Lui sbiancò. «Quelli no!»

«No?» ripeté Benedetta.

«Eh, no! Il fornitore dice che non ce ne sono più in mare. Sono finiti! Posso farvi dei panini, o un Hamburger. Ma senza patatine…» disse disgustato. «Sapete, no? Le patate, adesso, le mandano tutte nei paesi poveri – ai negri – perché non hanno niente da mangiare!»

Sandro nascose l’imbarazzo dietro una mano, Benedetta mi lanciò uno sguardo torvo, io risi di gusto scuotendo il capo: «Eh, la crisi… la guerra. Vengono qui proprio perché sono stanchi di mangiare solo patate.»

Lui annui, convinto e fiero di essere stato capito.

«Nonno!» esclamò un piccolo Tarzan, sbucando da sotto il nostro tavolo, e chissà da quanto se ne stava lì nascosto. Avrà avuto sui tre anni, biondo, occhi azzurri e guance gommose. Lanciò uno dei suoi animaletti giocattolo sul tavolo, facendo versi mostruosi.

Un brivido mi corse lungo la schiena: ero scampato alle grida della mia famiglia per finire ad ascoltare quelle di troppi sconosciuti. E dire che volevo solo un po’ di pace!

«Portaci degli spaghetti e vongole» tagliò corto Sandro.

«Ah, quelli! La signora che sta in cucina, la cuoca, li fa buonissimi!» confermò il vecchio, tenendo a bada il piccolo. «Aspetta, aspetta.»

Benedetta, dopo la disposizione delle tovagliette, sulle prime montò un vero e proprio casino, i suoi “dovremmo andarcene” però risultarono falsi come i soldi del monopoli; ma ritornò subito in sé, soprattutto quando al tavolo accanto prese posto una donna che sembrava uscita da una rivista di moda, bella da mozzare il fiato. «Andrea, non disturbare.» richiamò a sé Tarzan.

«La conosci?» le domandai. Nello stesso momento, notai il vecchio, accanto alla figlia, frugarsi il costume tra le natiche con disinvoltura.

«Tu no?» replicò acida. «Non è quella che ci provò con te alla festa di maturità

«Me ne sarei ricordato, non credi?» contestai.

«Deve essere sbocciata tardi, con un aiutino tecnico… e di gomma!» sussurrò Sandro, maligno.

«Una donna non può diventare bella per natura?» affilò gli artigli Benedetta, tanto lunatica da poter offendere qualcuno e prenderne subito le difese. «Le persone normali crescono, in genere.»

«Non quando hai la faccia da cavallo, i denti a scacchiera e sei piatta come un disco volante, dolcezza!» sollevò il tono, beffardo.

«Esistesse un rimedio chirurgico per chi nasce stronzo!» la toccai leggerissima, ma finimmo per riderne.

«Le donne mi amano per questo.»

«No, Sadro. Le donne ti usano, è diverso» infierì la maledetta.

«Devo mettere i guantoni?» la provocò.

«Il bagno necessità di una pulita, a giudicare dal disgusto di quella turista. Ci pensi tu?» dissi ridendo sotto i baffi.

Tarzan lanciò il suo acuto richiamo della natura, da strappare i timpani, scappando proprio dalla donna imbrattata da una non identificata sostanza marroncina.

«Igienizzante?» suggerì Sandro.

Quando pensi che il peggio sia passato, arriva l’onda anomala. Di che si tratta?

  • Dai, non può essere accaduto sul serio! Abbiamo aggiunto del contesto, e non possiamo avere indovinato i fatti! Aggiungo anche... (29%)
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  • Errore in cucina… volevo dire: orrori in cucina! (71%)
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  • Lo hai detto tu: un’onda anomala. Anche se è poco credibile, ammettiamolo! (0%)
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41 Commenti

  • Ciao, non parlarmi di gabbiani “rapinatori”, a Venezia ne ho viste troppe, purtroppo. Per non parlare di piccioni e non tanto innocui passerotti!!! Be’, l’unica ondata che vedo è d’acidità, quindi dovevi chiamarla reflusso!!! A parte gli scherzi, sti tre si amano davvero tanto, o forse il problema è dei due maschietti che erano innamorati della stessa donna?
    Ho votato per l’imprevisto, a quanto pare è un must nelle spiagge sarde!!! Alla prossima.

  • Ciao, GG.
    Intanto, ti chiedo scusa per non aver partecipato agli ultimi tre episodi, ho dimenticato di cliccare SEGUI LA STORIA… sono fusa.
    Ho letto tutto di seguito e mi sono ritrovata in spiaggia, senza il caldo, con i tuoi personaggi. Il vecchio l’ho visto proprio accanto a me con le dita tra le natiche e ho pensato che mai nella vita mangerei in un posto così.
    Voto che NON può fare gli spaghetti, perché il piccolo “tarzan” è entrato in cucina come un ciclone e ha rovesciato il contenitore con le cozze e le vongole sul pavimento, proprio vicino al buco per lo scolo delle acque sporche, troppo vicino, tanto che molti frutti vi sono caduti dentro. Anche perché penso che la signora ciondolante non si farebbe scrupoli a raccogliere qualcosa dal pavimento per assemblare un piatto. 😉
    “improvvisamente ci rendemmo conto che in sala il più giovane non dovesse avere meno di quarantacinque anni” io di anni ne ho 51, devo ritenermi decrepita. 😂

    Alla prossima!

  • In questa storia non c’è niente di scontato, sembrerebbe inventata di sana pianta…ma purtroppo ho imparato più una cosa sembra strana e più è vera… complimenti come sempre per come riesci a coinvolgerci…. attendiamo il prossimo capitolo

  • …saresti l’unico a cui la moglie/amica/amante/fidanzata mette “mi piace” quando scrive. “Nemo profeta in patria” vale sempre!
    Interessante e vera la carrellata sugli orrori dei social, e il clima da farsa teatrale che monta nell’osteria dei simpatici (eh, sì: simpatici) cialtroni.
    Voto spaghetti ma… con vongole sabbiose, le uniche che garantiscono autentica autenticità dop, doc eccetera.
    Complimenti all’autore: contenuto e confezione al top!🙋

  • Vabbè ma dillo che in realtà siamo nel peggior bar di Caracas, fra camerieri chiapponi, gabbiani caccia torpedinieri e spaghetti fantasma! 🤣🤣

    Adoro il fatto che aggiungi componenti meta narrative con riferimenti “velati” alla realtà.

    Secondo me gli spaghetti riescono a farli, ma adoro gli imprevisti 😉

  • Ciao GG!
    Vada per la cucina allora. I tre scaldano i motori, soprattutto i due tipi, ovviamente. Prendere in giro chi osa troppo, cioè il vecchio, è sempre carino, e funziona anche nella realtà 😀. Clima simpa, ma qualcosa di più è nell’aria, al di là degli orrori di cui stiamo per leggere. Il passato è in agguato…
    Bene così, vediamo che succede. Ciao e buona domenica!!

    • Ciao Red!

      Se hai solo sorriso, bisogna migliorare. Si dovrebbe ridere, ma so quanto sia difficile da tirare fuori. Mi sono reso conto di alcuni “errori” da impostazione per la stimolazione della risata, ma la vita non è sempre così tanto impostata, e si prende i suoi tempi per strapparti una risata. Ci devo lavorare di più! 😀

      Ti ringrazio per la sincerità!
      Alla prossima. 😉

  • Ciao, ho un bel ricordo di Alghero (forse perché non c’erano troppi turisti), spero di non essere disillusa!!! Comunque… dov’è capitato il nostro protagonista in un bagno-ristorante degli orrori? Chi proseguirà, vedrà!!!
    Ho votato per la cucina, perché l’onda anomala mi sembra davvero troppo anomala!!! Alla prossima, buon weekend.

  • …Aggiungiamo al contesto…
    Un gabbiano, anche due. La gente non sa di cosa possono essere capaci quei caccia da combattimento…
    Il bimbo, la turista, cozze e vongole… quale che sia il seguito sarà certo molto carino. Molto bene.
    Ho notato un refusino (il bagno necessità…), ma il refuso è la firma dei grandi!😁
    Al prossimo e, mi raccomando, disastri!🙋

    • Ciao Ottaviano!

      Mi ricordo di quel maledetto passaggio! Errore da revisione… quando ti viene da mettere la zampina dove non dovresti! 😀
      Grazie per le segnalazione!
      L’idea dei gabbiani è intrigante… ma stiamo esagerando, forse? Dei gabbiani, al mare? 😛
      Grazie per il supporto! Alla prossima 😀

  • Ciao GG!
    Ho letto ieri il tuo warning su FB e sono arrivato, anche se erano giorni che me lo dicevo da solo…
    ho letto i primi due e ho ritrovato il tuo stile ricco di riflessioni sui nostri comportamenti, che conosco anche perché sulle rimpatriate ho un’età che mi permette di autodefinirmi “esperto”.
    Hai scelto di scrivere e di essere anche il narratore: scelta divertente e che secondo me ti lascia molto campo nell’esprimerti, ma che può essere alla lunga pesante se ne abusi. Voglio dire: io cercherei sempre di non penalizzare la storia. spero di essermi spiegato…
    Scrivi in maniera brillante, questo ti riesce bene, e il clima è simpatico. Autobiografico? Chi lo sa, non ti immagino in banca; magari qualcosa lo è ed altro no (faccio per ridere, of course 😃). Ti seguo e ho votato, ma non capisco perché non vedo il mio voto negli incipoints: boh. Bello blasonare, mi piacciono queste uscite! “Ma sono di quei pensieri passeggeri, superficiali, che pochi istanti dopo averli formulati, tendiamo a rimangiarceli o rifiutarli” io metterei “rimangiarci e rifiutare”, senza pronomi; però in effetti il pezzo è molto colloquiale, e forse da più colore come hai fatto tu.
    Ottimo allora! Alla prossima e stammi ben bene!

    • Ciao Danilo!

      Ho notato che il sito sta facendo un po’ i capricci in generale, e anche le votazioni ogni tanto non vengono proprio segnate, questo però accade già da un po’.
      Non sei l’unico ad avermi fatto notare questo passaggio, e concordo sul fatto di essermi un pelino dilungato. Immagino questo abbia un po’ spezzato anche la spensieratezza del capitolo. Grazie per l’onestà!
      Sul suggerimento, alla fine ho optato per quell’opzione, anche se non ha convinto troppo neanche me. Suona proprio brutta.

      Grazie per essere passato!
      A presto.

  • Ciao, bellissimo l’ambiente ristorativo un po’ âgé, il Reddito di cittadinanza combina un’altra volta guai, ma per la narrazione quelli giusti!!! E quanta ragione hai sull’ipocrisia delle apparenze!!!
    Ho votato per un dettaglio da aggiungere: l’arrivo della secchiona/racchia che si è trasformata miracolosamente in una super top model di successo, destando lo stupore degli uomini e l’invidia delle donne!!! Alla prossima.

    • Ehi!

      Un’aggiunta niente male… oltre che pericolosa!
      Vediamo cosa riusciamo a fare 🙂
      Sono contento che alcune riflessioni stiano arrivando e stiano divertendo, mi pareva sensato inserire delle riflessioni interne al personaggio, proprio per aggiungere un po’ di confidenzialità al discorso.

      Ti ringrazio per il sostengo!
      Alla prossima.

  • Ciao G.G Pintore,
    la storia mi piace molto.
    Questo filo diretto con il narratore crea un’atmosfera di lettura rilassata ed intima.
    L’intento di farci sentire come ci mi stessi raccontando una storia di vita in tutta confidenza è perfettamente riuscito.

    Molto bravo, aspetto il prossimo

    Adelaide

    • Ciao Adelaide!

      Sono contento di essere riuscito a trasmettere questa sensazione. L’intento era proprio quello, anche se in alcuni punti forse mi sono un po’ perso in troppe divagazioni.
      Con il prossimo voglio osare un po’, mettendo grande peso nelle vostre scelte 🙂

      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • …dopo il vecchietto ecco il nipotino troppo sveglio e maleducato…
    Mi aspetto vari casini da ‘sti tre, perciò aggiungiamo legna al fuoco.
    Scommetto che ci stavi pensando, non è che possiamo sciogliere di già la bella compagnia!😃,
    Tutto fila sul filo di una ironia cameratesca, provocatoria verso uno scopo che non si svela ancora, è troppo presto.
    Vediamo, aspettiamo, se poi è successo davvero ce lo dici eh!
    Ciaool🙋

    • Ciao Fenderman!

      Mi conosci troppo bene… oppure c’eri anche tu?
      Siamo compagni in questo viaggio verso la scoperta della verità, perlomeno in alcuni passaggi. La comicità, quella nel vero senso della parola, richiede di sicuro più spensieratezza, e credo di avere ancora da leggere molte tue storie, nonché quelle di Minollo, per capire meglio come strutturare certe dinamiche. Trovo che anche l’impostazione di tono sia fondamentale. Ci devo lavorare su!

      Grazie per essere passato.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG e bentornato!
    Non so come prenderla questa storia, Silvio ha la tua faccia inevitabilmente, dato che ti sei presentato in principio come narratore onnisciente. So che hai capacità scrittorie e ti do fiducia.
    Mi aspetto forse faville, le premesse ci sono.
    Stiamo a vedere.

    Si siedono a pranzo.

    Alla prossima!

    • Ehi!

      Il consiglio è di prenderla un po’ come la senti: il fatto di conoscermi può essere però rilevante per certe scelte narrative o certe espressioni, non voglio nasconderlo! Non nutro troppa fiducia nel mio tono Humor nella scrittura, ma farò del mio meglio per intrattenervi!
      Grazie per essere passata.
      Vada per il pranzo.

      Alla prossima! 😉

  • Ciao G.G. Pintore,
    bel capitolo, rilassante. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui hai trattato temi come l’amore e l’amicizia, con un fare insomma da “chiacchere da bar” che, devo ammettere, ci sta tutto. Spero che questa tua storia non diventi mai una “vera” storia, cioè con un filo conduttore ben preciso (e magari è proprio questo l’intento). Sbizzarrisciti quindi, voglio vederti libero di scrivere quello che vuoi, temi ricorrenti, profondi, banali o, come direbbe qualcuno…”D’amore di morte e di altre sciocchezze”.
    Voto per il pranzo.
    Alla prossima 😉

    • Ciao Dean!

      Tenere il tono leggero è la vera sfida di questa storia. Ultimamente tendo un po’ ad avere dei toni forse troppo cupi, quindi un racconto Humor mi è parso il giusto modo per tornare su sentieri più luminosi, ma senza trascurare troppo l’oscurità.
      Sul futuro non posso sbilanciarmi, perché voi siete i lettori e io un narratore un po’ sbandato, in questa fase forse più che mai. Vediamo cosa ci riesce di creare! 😀
      Grazie per aver fatto un salto.

      Alla prossima! 🙂

  • Ciao, bello il “sarà vero o non sarà vero?”, ti coinvolge in prima pe3rsona!! E cosa dire dell’argomento? Gli amici persi e ritrovati sono sempre una bomba a orologeria e la maggior parte delle volte ti chiedi se sia una sorpresa piacevole oppure no!!!
    Ho votato per si siedano al tavolo, mi sembra troppo presto per una bella litigata, lasciamoli “annusarsi” un po’. Ma come hai scritto tu, fa’ pure come ti pare!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Sono contento che l’idea di coinvolgervi direttamente nella narrazione sia risultata gradevole e intrigante. Proverò a tenere il tono grossomodo su questa linea, ma è ancora presto per comprendere il possibile risultato finale. E fermiamoci per pranzo, allora!

      Grazie per essere passata!

      Alla prossima 😉

  • Vista la situazione: Si sono seduti al tavolo con me: “perché non pranziamo insieme?” Perché per colpire duro, bisogna prima sorridere.

    Ciao! Questa volta ti cimenti con un humor: una delle cose più difficili, a mio parere. Vediamo se saprai aprire le porte della risata, Fulvio, perché se è vero che le disgrazie degli altri sono alla base della commedia, è il modo di renderle che le rende divertenti o meno 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Grazie della fiducia. Non mi reputo uno in grado di fare ridere con la scrittura, quindi questa è una vera e propria sfida. Come sempre, cerco di basare molto sui giochi di parole e immagini, ma sarà un buon tentativo per capire come strutturare meglio certe dinamiche “comiche”, pur preservando un certo realismo.

      Spero di riuscire a creare la giusta atmosfera! 😀

      Alla prossima!

  • Bentornato. Ti piacciono le sfide: dopo la fiaba, lo humor…
    Auguri!
    Sei voluto entrare quasi scusandoti come su un terreno non tuo, timoroso di suscitare chissà che sentimento di avversione.
    Non temere, hai verve sufficiente per farci divertire, talento e grinta. (Anche se in questo vero e proprio incipit la forza trainante è l’ironia, e la comicità aspetta di entrare in scena.)
    I due amici ritrovati promettono bene, sediamoci e restiamo a pranzo con loro!🙋ciao.

    • Ciao Fenderman!

      Non mi ritengo uno capace di far ridere con la scrittura, lo confesso, ed è per questo che ho voluto ritornare sul tema dello Humor. Suicida non era una storia su quella tonalità, ma non aveva un posto sul sito.
      Ritengo la tua definizione esatta: la mia è più ironia, quindi vedremo se salterà fuori qualche tonalità più Humor, più comica. Certo… si tratta pur sempre di una storia vera, quindi avrò un po’ le mani legate, ma non la lingua!

      Grazie per essere passato! 🙂

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