Una storia divertente

Dove eravamo rimasti?

Quando pensi che il peggio sia passato, arriva l’onda anomala. Di che si tratta? Errore in cucina… volevo dire: orrori in cucina! (71%)

Errori da orrore. Ma non subito...

Di certo non mi riferivo a una letterale onda anomala, ma mi piace definire tale quella sensazione di venire dapprima risucchiati dal mare degli eventi e subito dopo rovinare e ruzzolare, travolti da un caos spumoso di situazioni incontrollabili, del tutto fuori dalla nostra portata. La verità, però, è che spesso non abbiamo la forza di opporci, pur potendo, a quel che ci accade. Lo facciamo consapevolmente.

Frattanto che facevamo un’immersione nell’igienizzante liquido di Benedetta, pungente più degli olezzi del bagno, tra noi calò quel silenzio imbarazzante che segue sempre certi momenti morti di un pranzo, soprattutto fra persone che hanno tanto da dirsi ma non più la stessa confidenza per attaccare bottone.

Io ne approfittai per lanciare un fugace sguardo alla spiaggia; il tempo stava cambiando, nuvoloni si accavallavano sopra il grigio profilo di Alghero: è una bella città, quando non devi sgomitare tra i turisti; ma, privata degli stessi, appare deprimente, specie in inverno. Crogiolandomi in quel pensiero, mi domandai se i miei stessero ancora guerreggiando tra lamentele e sgridate, almeno finché il cameriere “giovane” non urtò la mia sedia benché ci fosse tutto lo spazio, per servire al tavolo accanto un fumante vassoio di spaghetti cozze e vongole. Nel porgersi verso il cliente, elencando una lista di vini inesistenti, le sue natiche mi sfiorarono la spalla.

«Non puoi certo dire che non diano il culo!» sghignazzò Sadro. «Ma voi non avete la gola secca?»

Nello stesso momento sopraggiunse la signora con lo sguardo afflitto. Gettò un cestino di pane appena tagliato sul tavolo e indagò i nostri volti con sdegno, quasi fosse una strega in cerca del bambino più ciccioso da papparsi. Poi, ciondolò via senza fiatare.

«Grazie?» domandò Benedetta, e vidi le sue guance colorarsi di rosso, la vena gonfiarsi sul collo, le labbra incresparsi in un sorriso diabolico. Le afferrai il polso – era caldo – prima che potesse vomitare fuori il lato più oscuro di sé, e posso affermare di conoscerlo bene.

«Devono aver finito le cosce di neonato» stemperai la tensione.

Lei scaricò la rabbia artigliandomi l’avambraccio così in profondità da lasciare il segno delle unghie. Rise, ma in modo nevrotico.

«Eccomi: cosa mangiate?» il cameriere tirò fuori il taccuino; armeggiò con la pagina, senza riuscire a cambiarla.

«In realtà, avremmo già ordinato…» disse Sandro, cercando il vecchio proprietario. Lo trovò qualche tavolo più in fondo, con Tarzan seduto in grembo e un bicchiere di vino bianco in mano. Il melone con prosciutto che stavano mangiando gli venne sottratto in un lampo da due gabbiani grossi come cinghiali ma veloci come razzi, scatenando il panico in sala. Andrea urlò sinché Sandro non gli rivelò quanto i gabbiani fossero ghiotti di bambini urlanti. Calò il silenzio.

Il cameriere rise di gusto, senza scomporsi. «Cosa vi porto?»

«Spaghetti e vongole per tre. Acqua da litro naturale e gasata, grazie.» ribadì Benedetta.

«Spaghetti cozze e vongole» segnò «L’acqua naturale non c’è.»

«Ma come no?»

«Eh, ho solo quella piccola.»

«Portane due, allora? E gli spaghetti SOLO vongole. Grazie.»

Lui lottò ancora un po’ col foglio, quindi si allontanò.

«Volevo farvi un dispetto, rimanendo qui» ammise la Maledetta. «Ma sto cominciando a pentirmi.»

«La ruota gira!» replicò Sandro, dandosi tregua dal tormentare il piccolo Tarzan, nascosto sotto il tavolo. «E voi due, di marmocchi, ancora niente?»

«Non stiamo insieme!» ci giustificammo all’unisono, scambiandoci uno sguardo, richiamando l’attenzione della sala. Era vero, anche se una parte di noi avrebbe tanto voluto, secoli addietro.

«Certo, che non state insieme! Ajò, volete che non lo sappia? Cazz! Siamo ancora amici su Facebook – vi ricordo – vedo le stronzate che postate. Lei che si spaccia per una che fa solo yacht, aperitivi e mare tutto l’anno. Tu, intrappolato nella tua vita casalinga, pubblichi solo notizie di politica, qualche pigro – quando non imbarazzante – racconto su un sito di scrittura a cui mette mi piace solo tua moglie. Ah, e le foto dei bambini che pubblica? Cazz! sembra sempre che ti abbiano costretto a partecipare alla tua stessa vita!» l’arringa terminò con un tozzo di pane, per asciugare il veleno.

Abbassammo lo sguardo.

«Che minchia di domande fai, allora, se sai già tutto?» ruggii. «I tuoi contenuti non sono certo migliori: complotti, scie chimiche e 5 cattive abitudini che ti stanno rovinando la vita? Maturo! Ho scordato le foto imbarazzanti coi ragazzini in discoteca?» dissi, e dall’animo, con sarcasmo, rafforzai l’argomento con un: «Cazz!» dalla vocale allungata.

«Era una domanda come tante, per fare conversazione. Siete andati subito in escandescenza, ma ho visto come vi siete toccati. Siete imbarazzati come due che l’hanno appena fatto e sono stati scoperti.»

«C’è un problema: non posso fare gli spaghetti» s’intromise il cameriere.

«Cioè?» ringhiò Benedetta.

«Non bastano.»

«Gli spaghetti?»

«Le vongole. Facciamo cozze e vongole?»

«Puoi farli per due?» domandai.

«Chiedo in cucina!»

Questo è il momento perfetto per fare una pausa scenica! Non trovate? Cosa pensate sia accaduto? Votare serve o no?

  • Non può fare gli spaghetti… perché? Lo scrivete voi nei commenti. Degenererà la situazione? (38%)
    38
  • Sì, può farli per due. E fila tutto liscio, così? Mi sembra strano... (0%)
    0
  • Può fare gli spaghetti, ma accade un imprevisto. (63%)
    63
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110 Commenti

  • Ciao GG!
    Arrivo con ritardo alla decima; il convivio degli amici sarcastici arriva a un quasi happy end; sto con Sandro. È vero che si è quasi estranei, ma nell’incontro tra quasi estranei un tempo molto vicini vi è la celebrazione di tempi gloriosi passati insieme, quindi l’emotivo Sandro, pur stroncato come scrittore proprio da loro due, dimostra sensibilità. O forse propone l’aperitivo proprio per dispetto? No, dai…
    In salsa agrodolce, con il dolce alla fine; bello, e credo tutti siamo stati a quel tavolo, trattoria o roba più chic. L’inserto firmato da Benedetta da l’idea di una storia corale, in cui il sarcasmo è più un dispositivo di difesa, quasi a nascondere il pudore di un “vi voglio bene ancora”.
    Direi una storia divertente, e non solo.
    Alla prossima quindi, buon venerdì!!

  • Quando una storia finisce, lascia sempre un po’ di amaro in bocca, per questo hai voluto renderla più leggera con battute divertenti e a volte ciniche. Ci stava tutta la scenata alla madre di Tarzan, me la sono proprio goduta, mi ha ricordato il film “Bugiardo bugiardo” dove l’avvocato è costretto a dire la verità. Almeno per un giorno. E poi mi ha incuriosito il tiramisù al nero di seppia, come al solito hai delle idee molto originali. Il finale è una chicca, caustico ma non troppo. Bravo, ti aspetto con la prossima storia. A proposito, di che genere sarà questa volta?

  • Ciao, GG.
    Storia conclusa con una riflessione importante: che fine fanno le amicizie? Lo sono davvero, amicizie? A me è capitato con molte persone, persone con cui tanti anni fa avevo un rapporto strettissimo e che ora a malapena mi salutano, altre che non lo fanno proprio. È vero, ognuno va per la sua strada, la vita ci cambia, ma l’amicizia, quella vera, quella non di comodo, resiste e attraversa gli anni indenne.
    La tua più che una storia divertente (lo è stata a tratti) è uno spaccato su quel che siamo un po’ tutti, sulle possibilità che ci vengono data e che, a volte, non sappiamo cogliere. Magari quel messaggio è una scocciatura, magari non si rinsalderà il rapporto, ma nulla accade per caso e certe occasioni si devono cogliere, chi guadagna un amico trova un tesoro, no? Basta che non siano amici al nero di seppia 😅
    Immagino che ti ritroverò presto con una nuova storia, magari fantascienza…
    Bravo, GG, hai fatto un buon lavoro.

    Alla prossima!

  • …Eh, eh, eh, certe esperienze non finiscono mai… Semmai preludono! Vedrai cosa ti capiterà poi!
    Io però quel tiramisù l’avrei assaggiato, magari era meglio del cioccolato al peperoncino o del gelato all’aringa, chissà?!
    Salutame a Tarzan!
    Ciao, bravissimo, ti iscrivo al gruppo del fine dicitore dialettale e ci risentiamo!🙋

  • Arrivo sul finale, dopo aver recuperato i capitoli che avevo perso.
    Mi dispiace per non averli giocati, e anche che l’aperitivo sia finito, soprattutto perchè sospetto che non saremo spettatori del prossimo.

    A quanto pare, alcuni amici sono destinati a diventare estranei. Altri, invece, sono destinati alla stessa cosa solo per conoscersi una seconda volta e tornare al punto di partenza. Forse… Forse sarà il delirio.
    Accetteranno o inventeranno impegni inesistenti e dovrà pensarci di nuovo il destino a farli incontrare?
    Ce lo dirai? Forse non voglio saperlo 😂

    Con questa storia raccontata alla “Fleabag” , coinvolgendo direttamente il lettore, sei riuscito a muoverti tra dinamiche interpersonali e tematiche senza che niente risultasse, in nessun momento, finto o forzato. Ogni personaggio agisce e parla esattamente come dovrebbe, esattamente come lo immagina chi legge.
    Sembra semplice, ma il tuo pubblico di lettori\scrittori sa benissimo che non lo è, e che non è scontato riuscirci nemmeno con tutto l’impegno del mondo.

    Chiudo, facendoti i complimenti di nuovo dedicando a “Una storia divertente” un passaggio del citato Misery , che King avrebbe benissimo potuto scrivere pensando proprio alla tua storia

    “In un libro tutto si sarebbe svolto secondo i piani… ma la vita è sempre così fottutamente caotica! Che dire di un’esistenza in cui alcune delle conversazioni più delicate trovano il modo di svolgersi proprio quando tu hai un pazzesco bisogno di correre al cesso? Un’esistenza dove non ci sono nemmeno i capitoli?”

    Bravo,
    A presto
    🌻

  • Ciao GG!
    Hai dato la parola a Benedetta, la sua relazione ha piena cittadinanza nel racconto. Almeno secondo quelli che sono i miei gusti; scene veloci, incisi che solo apparentemente possono non entrare nella storia. Ma che parlano.
    Stephen King si diverte sadicamente con Misery, e anche con Jack Torrance la tocca piano; te lo ricordi in Creepshow (tra l’altro tratto da un suo libro)?
    Credo sia anche giusto parlare schiettamente delle proprie impressioni, soprattutto se un amico o amica desidera pubblicare e quindi navigare in mare aperto, dove, come lasci ben intendere, ci sono squali che non aspettano di incontrare altri che loro.
    Mi immagino un finale dove tutto rimane come prima, senza le forzature del “dovremmo rivederci”; perché in effetti tutto non rimane come prima. Certi ricordi riaffiorano e si rivalutano, ci rallentano il ritmo di tutti i giorni, anche solo per poco. E ci fanno riconsiderare in meglio certe persone che magari avevamo escluso a priori, e incontri “negativi”.
    Ti leggo sempre con piacere, vediamo come la chiudi…
    Ciao e buona domenica!

    • Ciao Minollo!

      Oh, lo ricordo bene. Se c’è una cosa che King sa fare, dentro e fuori il libro, è esplorare proprio certi aspetti. Ed è quanto più mi affascina del suo stile di scrittura.
      La Maledetta sarà felice dell’opinione che hai della sua parte, e mi sa che toccherà davvero offrire ai due un aperitivo. Ma avete votato, e la storia e pronta: fresca fresca!
      Ti accontento subito con questo finale!
      Grazie come sempre di trovare il tempo per fare un salto 😉

      All’ultima!

  • Certi amici sono destinati a ritornare estranei, si sono visti, hanno rivangato, ma non mi sembrano così coesi. Fulvio ha una famiglia e non ne ha parlato molto, come se volesse tenerla da parte, per il suo mondo; un mondo di cui, secondo me, gli altri due non fanno parte.
    Credo che sia una buona cosa dire le cose come stanno, cercare (senza ferire la sensibilità degli altri) di dare consigli costruttivi e mostrare gli errori, prima che questi finiscano per rovinare il sogno di un amico. La Maledetta non è poi così maledetta, e ha fatto quello che farei anche io. Anche qui, su TI, si cerca di dare consigli, di fare critiche costruttive, non sempre vengono accolte come tali, ma spesso sì e, almeno nel mio caso, questo aiuta molto.
    Io di romanzi incompleti ne ho due, lunghi centinaia di pagine. Per fortuna sono rimasti incompleti e non hanno mai visto la luce, mi avrebbero ucciso con le critiche (e non solo costruttive). Però, ho un bel ricordo di quei momenti passati a scrivere, a pensare, a stampare e correggere… oggi non ho quella grinta, eppure, ho una maggior consapevolezza a proposito della scrittura, so molte più cose, mi manca l’entusiasmo. Ma non è mai troppo tardi per ritrovarlo.
    Aspetto il finale e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      La sensazione che hai avuto, per impostazione della storia, trovo possa essere quella più accurata. Ma ricordiamoci come è iniziata la storia, con un evento casuale e una discussione proprio i merito alle cose che ci si obbliga a fare per non fare brutta figura, quindi diciamo che questo “maledetto” aperitivo, come votato da tutti. Potrebbe farsi, un giorno.
      Sono contento che il capitolo abbia stimolato riflessioni e condivisioni in merito proprio alla scrittura. E trovo che i vecchi romanzi mai pubblicati stiano lì a cercare il loro tempo, o la forma giusta per vedere un giorno la luce. Ciò che non piace a noi scrittori, come sottolineavo anche nel video dei libri, troppo spesso piace invece al pubblico. E questo, da scrittori, ci fa arrabbiare. Ma possiamo anche imparare qualcosa in merito… frugando nella visione dei lettori. Niente, smetto di divagare!

      Ti ringrazio per essere passata e per aver condiviso la tua esperienza. Certe critiche distruttive possono aiutare, qualche volta. Parlo anche per esperienza 😀 In fin dei conti è una storia vera, questa, no? 😀

      All’ultima!

  • Ciao, cavolo, siamo già alla fine e non me ne sono nemmeno accorta!!! E bella la trovata delle minacce, uno scrittore non è importante se non ne riceve. E ancora più bella l’epifania finale raccontata direttamente dalle labbra di Benedetta/Maledetta!!!
    Ho votato per è stato bello ritrovarvi, perché credo abbiate ancora tanti scheletri nell’armadio da svelare!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Sembra che siate tutti allineati sul mantenere i rapporti. Non lo avrei detto!
      Son contento che la storia sia scivolata via veloce, anche se trovo di non essere riuscito a mantenere costante i periodi di pubblicazione. L’intento era chiuderlo all’interno di un mese, e alla fine ho sforato di parecchi giorni!
      Immaginò dovrà esserci, un giorno, una parte due. 😀

      Ti ringrazio per la determinazione e per il tempo dedicatomi 😉

      All’ultima!

  • Dai, è stato bello ritrovarvi! Dovremmo farlo di nuovo: ci vediamo per un aperitivo, la prossima volta? E poi ci sarà il botto 😀

    La storia del primo romanzo è la storia di molti scrittori in erba: si scrivono schifezze e si pensa che siano capolavori. Poi magari si migliora… oppure no! Od anche una via di mezzo! Ma per essere pubblicati serve più fortuna che bravura (quella serve per avere successo dopo).

    Tornando alla storia il capitolo è carino, anche se meno divertente degli altri 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Concordo con quanto detto – e sottolineato – da te. Alcuni lavori, con la prima esperienza, sembrano davvero delle grandi opere, ma l’autore riesce a vedere in essi tutti i problemi presenti, crescendo. Trovo sia un ottimo strumento per comprendere l’evoluzione del percorso letterario di un autore o autrice.
      Per quanto concerne il capitolo, invece, a ben poco di Humor, più di introspezione e al massimo divertimento per quanto riguarda chi scrive. Immagino i normali lettori abbiano desiderato la morte in ogni riga! 🙂

      Ma questo era un capitolo da sunto del senso di un racconto, il messaggio intriso di sangue che si può “nascondere male” all’interno di una storia. Non il suo senso ultimo, ma mezzo di divulgazione, nonché di Trolling da parte mia, devo ammetterlo.
      Vediamo che vince!

      Grazie per essere passato! 😉

  • Ciao, io dico che torneranno alle loro vite ma tutti tre un giorno decideranno di scrivere una novella su quello che è capitato.
    Così avremmo tre autori e tre verità e scopriremo quanto c’è di vero nelle “farneticazioni” di Fulvio.
    “Ti prego nel finale mettimi un tiramisù al nero di seppia!”😜
    Ciao, grande!🙋

    • Ciao Federman!

      Un tiramisù al nero di seppia… favoloso! 😀
      Vediamo se riusciamo a incastrare la cosa… a è accaduto sul serio? Questo è un racconto fedele! 😀
      Vediamo cosa vince! Tre novelle per la stessa storia, potrebbe essere carina come idea, ma la troverei un po’ noiosa da scrivere, in questo caso. Nella costruzione della storia non ho inserito abbastanza spiragli per offrire quella chiave di lettura 😀 Poi, si può sempre inventare, però ci sarebbero dovute essere delle aperture maggiori. Ti ringrazio comunque del consiglio!

      All’ultima!

  • Ciao e bentrovato! Arrivo e tu sei già all’ottavo capitolo: sei troppo veloce o sono io che manco da troppo tempo? Trovo che il genere humor ti sia congeniale, così come la gestione dei dialoghi a cascata, cosa non affatto semplice da costruire. Anche qui ritrovo la tua capacità di “creare” situazioni utilizzando i cinque sensi e ti riesce molto bene, perché arrivano odori e sapori oltre alle immagini. L’unica cosa che ti segnalo è “si fiondò sul vassoio e arrotolò”. Naturalmente è chiaro che tu ti rifesca agli spaghetti, non è un problema di comprensione, ma secondo me sarebbe stato meglio sostituire “vassoio” con il vero soggetto. Per il resto tutto perfetto, lineare, scorrevole. Come sempre una lettura piacevole. A presto 🙂

    • Ciao Anna!

      Bentornata!
      No, in realtà non sono andato veloce come avrei voluto. La storia, a proposito, è in pausa da oltre una settimana. A questo punto avrei dovuto averla già chiusa. Quindi non sono stato esattamente nei tempi decisi all’inizio, causa vari imprevisti. Ma conto di finirlo entro questa settimana! Poi verrà il tempo delle revisioni, se mi riesce! 😀

      Grazie per aver segnalato quel passaggio: anche se si capisce, è un passaggio un po’ complicato, e andrebbe rivisto senza avere alcun limite dei caratteri. Ogni tanto la forma finisce per essere sacrificata!
      Non mi trovi del tutto d’accordo sul giudizio riguardo la mia affinità col genere Humor, ma accetto volentieri i complimenti 🙂

      Alla prossima!

  • Tutto d’un fiato.
    Mi sono imbarcata in questa storia solo perché era scritta da te e confidavo nella qualità e nel contenuto. Non son rimasta delusa.
    Storia divertente? Questo è il titolo. Lo è, nei toni e negli episodi ma, qualcosa mi ha parlato di amarezza, di malinconia, di rimpianto. Il tempo passato ha scompigliato sentimenti ed emozioni, mettendo in rilievo un certo cinismo, un malcelato rancore. Mi sbaglio?
    A presto Pintore.

    • Ciao Anna!

      Grazie per essere passata e per la fiducia! 🙂
      Sono contento che, almeno sino a questo punto, la storia sia riuscita a convincerti. Il cinismo e il rancore, come sottolinei, fanno parte del legame tra i personaggi, proprio come quelle amicizie che si sono interrotte per un motivo o per un altro. C’è ancora qualcosa da far saltare fuori, anche se lo spazio e poco!

      Alla prossima!

  • Ciao, GG.
    Ho votato per sapere qualcosa in più sul libro, sono sempre curiosa di capire come le persone arrivano (o non arrivano) a pubblicare un proprio lavoro. Anche la Maledetta mi incuriosisce e la famiglia di Fulvio (in effetti, che fine ha fatto?), ma ha prevalso la scrittura, in fondo è questo che facciamo…
    Ti segnalo la frase: “Dopo tutto questo tempo, ecco spuntare dal nulla un Mi Piace o una recensione” nei dialoghi stanno bene i modi di dire, la parlata tra persone che si conoscono da tempo può assumere aspetti che a chi sta fuori dalla cerchia può apparire scorretto, anche se per loro ha perfettamente senso. Dunque, ti sei dimenticato un “fare” o è proprio un modo di dire?
    Alla prossima!
    p.s. non me ne vogliano i genitori di Tarzan, ma una pedatina sul sederino un po’ se l’è meritata. 😉

    • Ciao Kez!

      Eh, le storie brutte sono quelle che incuriosiscono di più! 😀
      Per quanto riguarda la segnalazione, c’è di mezzo il limite dei caratteri. Ho deciso di riassumere il discorso, perché avrei dovuto davvero dilungarmi troppo sulla questione. Qui si dice “mettere mi piace” o “lasciare una recensione”. Ma nell’intento del personaggio, in quel caso specifico, oltre a prendere più spazio del dovuto, era necessaria rapidità d’espressione. Ma grazie per averlo segnalato! 😉
      Eh… Tarzan rimarrà nel cuore! 🙂

  • Ciao GG!
    Mmm, ne deve essere successa di roba in passato; Sandro e la Maledetta non si risparmiano colpi bassi e allusioni che Tarzan vai a dormire presto che fai bene. Avanti con brio e con un narratore tastato ma che fa opportunamente da moderatore.
    Dialoghi divertenti come dice il titolo e fauna varia, ormai vicino ai 50000 su un’idea “teatrale”. Bravo! Scelgo di parlare della famiglia, indaghiamo un po’.
    Ciao GG stammi benissimo!

    • Ehi Minollo!

      Sentirlo da te, maestro nel divertire il lettore, è un bel complimento! Trovo ancora che la prima affermazione di Fenderman in merito alla storia, sia anche quella più fedele: rimane un racconto ironico, forse ancora molto lontano dal vero e proprio umorismo e comicità. Ma trovo che non sia completamente nelle mie corde, quindi mi accontento! 😀
      Sono comunque contento che stia piacendo, ovviamente!

      Vediamo che soluzione vince!
      Alla prossima e grazie per essere passato!

  • La moglie ed i figli li facciamo comparire nell’ultimo capitolo, ora parliamo del romanzo!

    Ciao! Questo capitolo è un bejaux: sei riuscito a trattare perfettamente tutti i personaggi con il giusto peso nonostante il limite dei caratteri! Quindi ti faccio i complimenti 🙂

    «Perché… tu… non hai… sai… mai lasciato un mi piace, oppure una recensione?»
    Non ho capito se quel “sai” è un errore oppure è Sandro che parla così.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Sono contento che il capitolo ti sia piaciuto! 😀 Ti ringrazio per le belle parole!
      Per quanto riguarda il “Sai”, non c’era spazio per inserire l’emozione di Sandro nel pronunciare quella frase, quindi ho optato per i puntini, nel tentativo di evidenziare la difficoltà nel parlare, l’imbarazzo, il giro di parole. Forse non è passato il messaggio!
      Non ti è mai capitato di parlare con qualcuno che utilizzi il “Sai” ogni due per tre, mentre cerca di dirti qualcosa? Tipo: “Ti ho visto in giro, sai, e avrei voluto fermarti e parlare con te. Sai, giusto per fare due chiacchiere.”
      Spero ora sia più chiaro 😉

      Alla prossima!

  • «Il segreto è la pentola: non lavandola mai, preserva il sapore di quando usavano le vongole fresche!»
    Cominciamo da qui, come per il caffè e la moka che non va lavata! Se fosse vero ci sarebbe una logica, in disegno e sarebbe meglio di una verità più scontata, quella di essere capitati direi molto male!
    Puntata corale dalle diverse facce, puntata in cui la maledetta e Sandro si sono dimostrate persone molto fini davvero. 😁 Mentre mi chiedo chi frequenti e dove vuoi andare a parare voterei il libro e lo scrittore; chissà che non ci scappi un che di autobiografico!😇,
    Ciao Giuseppe, complimenti! 🙋

    • L’impostazione della frase è terribile! Ma ho cercato di ricalcare esattamente il modo in cui ci si potrebbe esprimere in situazioni simili, perlomeno per quanto mi riguarda.
      In questo capitolo ho condensato un po’ troppi concetti forse, alcuni giusto un pelo accennati. Mi sono accorto che le mani avrebbero voluto continuare a scrivere, ma avevo già sforato i 5000 caratteri di 500, quindi ho dovuto un po’ stringere alcuni passaggi, cercando di preservare il senso al suo interno. Accade per la prima volta dall’inizio del racconto, e credo sia un bene la questione dei limiti: se avessi continuato, di per certo avrei finito per ammorbare un po’ troppo con concetti che hanno poco da partire con la comicità.
      E niente, mi sono allungato anche in questo commento!

      Vediamo cosa vince… spero la verità!

  • Ciao, non so se considerare il ristorante (ho esagerato a definirlo così?) un circo con tanto di clown, belve e domatori o un circolo degli orrori!!! Uff, non credo si scoprirà mai davvero, le cose possono mutare così in fretta da superare anche l’immaginazione più fervida!!!
    Ho votato per il piatto straordinario, poi non so se la bontà corrisponda alla salubrità, magari è un piatto che ti rilega poi per un mese al bagno!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Tutti i ristoranti sono dei grandi circhi! Avendo lavorato all’interno della ristorazione, posso confermare tutte le cose viste e subite durante questo racconto. La verità supera davvero la fantasia, in certi casi 😛

      Andiamo col piatto straordinario, dunque!
      Vincerà il premio? Non credo!

      Alla prossima!

  • Facciamoli buoni, dai! Dopo il vomito, gli sciampi alla birra, le molestie sottobanco…
    Ciao, GG.
    Capitolo spumeggiante, mi è sembrato di essere lì, accomodata su una sedia di plastica bianca con i piedi a toccare le assi di legno levigato del bar ad ammirare la scena. Bravo, bel lavoro. La Maledetta è davvero una strega e mi sta anche un po’ antipatica, sembra una di quelle che a rovinare una relazione ci mette poco e ci prova anche molto gusto.
    Ancora bravo e alla prossima!

  • Questa volta voto sì: che sono veramente buoni. Poi passeranno la notte al bagno, ma questo è un altro discorso 😛

    Ciao! La cosa è stata assolutamente fantastica: terribile per chi la subisce ma divertente per chi la vede. Ed il nostro “Tarzan” la fa da padrone 😛

    Continua così 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, devono far schifo! È una questione di coerenza. E che vogliamo rovinare la reputazione del peggior chiosco-local- ristorante della galassia?
    Hai fatto bene difenderti da quella donna, ne abbiamo abbastanza di molestie a danno dei poveri maschietti superdotati!
    Molto divertente! A presto!
    🙋

  • Voto questo e aggiungo che… Benedetta viene raggiunta al tavolo da una conoscenza non proprio gradita.
    Ciao, GG.
    Episodio più tranquillo, menomale che questa volta gli stomaci sono rimasti al loro posto 😉
    Il gas non è finito, per fortuna o chissà… ho paura di scoprire cosa nascondono gli spaghetti…
    Le battute e gli interventi hanno il giusto ritmo, il cameriere invadente quanto basta. Hai descritto con cura senza spiegoni, bene.
    Notavo quanto sia azzeccata la tua copertina, ho immaginato proprio così il posto in cui i tre si ritrovano.
    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Effettivamente sì, in questo caso ci sta perfettamente! 😀
      Sono contento che stia piacendo, anche se ho parecchi riserve sulla riuscita. Temo di essere stato un po’ ripetitivo. Ma mi fido della vostra opinione 🙂
      Spero di riuscire a trattare la parte conclusiva con lo stesso ritmo e spensieratezza!

      Grazie per essere passata!

  • Voto il guaio, ovvio.
    Caro Giuseppe ti ho percepito più a tuo agio in questo capitolo, ti stai adattando al genere, e lo stai un poco piegando al tuo.
    Il risultato è fluido, leggero, molto piacevole da leggere e stavolta, a mio parere, più comico. Si possono inventare i disastri più assurdi ma far ridere è un lavoro difficile e tu impari davvero in fretta.
    Ho una sola domanda per te: come hanno fatto i vicini di tavolo ad avere un tiramisù?
    Dicci di Fulvio e la ragazza, mi interessa…👀
    Ciao, ciao!🙋

    • Ehi Fenderman!

      Insomma, in questo contesto non mi trovo proprio esattamente a mio agio. Lo stile è un po’ complicato, e non sono mai perfettamente contento della riuscita del capitolo. Ma l’esperienza servirà a qualcosa, in un modo o nell’altro!
      Grazie per essere passato, e spero di aver risposto al tuo quesito… più o meno!
      Alla prossima!

  • Ciao GG!
    Mi sono perso e riprendo dalla sesta, non ho ripreso le velocità giusta. Dico che è il momento che le cose vadano bene, proprio perché ho voglia di sapere che andrà così. Brio e simpatia ben miscelati, il rapporto tra i tre mi ricorda il film “Italia-Germania 4-3” con un inizio leggero e spiritoso e una seconda parte con i protagonisti alle prese con le ferite del passato. Nel finale si insinua un filo di malinconia, con eleganza descrivi quello che lui potrebbe fare ma che non vuole, è non può.
    Vediamo come li fai girare, e cosa si nasconde ancora alle loro spalle.
    Ciao stammi sempre bene!

    • Ciao Minollo!

      Beh, di sicuro quel genere di comicità ha influenzato il mio modo di descriverla. Come di sicuro lo hanno fatto anche i cinepanettoni, purtroppo. Ma anche quelli, con lo spirito giusto, possono strappare un sorriso. Mi piacerebbe riuscire a ricreare delle atmosfere in stile Aldo, Giovanni e Giacomo, ma non credo di essere all’altezza di simili impostazioni, per quanto il mio modo di scherzare sia su quella falsa riga.
      Questa storia continua a presentarsi come un vero e proprio esperimento, ma temo di essere diventato un po’ ripetitivo.

      Grazie per essere passato! 🙂

  • Mettiamo un capitolo di pausa ai guai perché ci vuole la calma prima della tempesta 😀

    Un capitolo più tranquillo rispetto ai precedenti ma io mi chiedo se gli spaghetti non glieli danno “al dente” (leggi crudi) 😛

    Vediamo cos’altro capita a questi disgraziati che volevano litigare tra di loro e si sono ritrovati in vortice di avvenimenti assurdo 😆

    Ciao 🙂

  • Dopo la follia dei precedenti capitoli stiamo scivolando nuovamente nelle normalità, che però per certi versi appare più falsa rispetto ai momenti precendenti.

    Benedetta pare cambiata, ma sarà vero? E i quello che c’è stato fra lei e Fulvio è cambiato oppure no?

    Complimenti come sempre !

  • Caro G.G.Pintore,
    Il ritmo di questa storia è incredibilmente coinvolgente.
    I personaggi e le vicende sono, nel loro modo di essere surreali, completamente realistici.
    Stai perfettamente riuscendo in quello che il mondo del cinema chiama “Rompere la quarta parete”.
    Ci riesci perchè il tuo modo di raccontare riesce a costruire immagini molto precise nella mente di chi legge, ed è una dote molto ambita tra noi scrittori.

    Molto bravo, aspetto il prossimo.
    Adelaide 🌻

    • Ciao Adelaide!

      Grazie per le belle parole e per la fiducia. Trovo che la rottura della quarta parete possa risultare anche un po’ troppo invadente, a seconda del lettore, ma in questo caso si tratta di una mia esperienza di vita, quindi è possibile che, letta in quell’ottica, la storia possa risultare più gradevole anche al lettore. Sono contento che ti stia piacendo 😉

      Alla prossima, e grazie per essere passata!

  • Ciao, GG.
    Devo ammetterlo, ho rischiato di vomitare a mia volta nel leggere la scena dell’incursione dei gabbiani…
    A parte questo, il racconto sta prendendo una piega surreale e più che farmi ridere mi fa riflettere, ci sono persone che ancora pensano di essere ragazzi e si comportano da stupidi (magari non sono stupidi, magari hanno una dipendenza e questo è tragico), amici che tengono segreti, che non sono leali gli uni con gli altri… non so, serve verità e, infatti, voto l’opzione: Vogliamo la verità! Costa tanto? Sta diventando tutto troppo surreale… ci manca solo che finisca il gas!
    Anche se, il gas io forse lo farei finire lo stesso.
    Spero che il ristorante esista solo nella tua fantasia, ma temo che non sia così (ho fatto l’alberghiero e ho visto cose… soprattutto agli stage…).
    Che altro dirti? Vediamo dove ci porti.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Ti assicuro che anche io ho avuto difficoltà in quel passaggio, rileggendolo, ma non si può negare la verità, quando richiesta, giusto?
      La percezione del surreale potrebbe essere positiva o negativa, dipende dalle circostanze, quindi devo ancora capire fin quanto possa spingersi il racconto prima di sembrarvi del tutto una boiata pazzesca… ma giuro di essere fedele ai fatti storici, purtroppo! 😀
      Quindi finisce il gas? Un bel problema!

    • Ehi Fenderman!

      Insomma, Sandro è un po’ un cazzaro, quindi non prenderei tutto quello che dice per verità, ma è il fascino di quelli come lui, stanno subito simpatici… Non fargli troppi complimenti, altrimenti mi toccherà dargli ragione!
      Grazie per avere trovato il tempo recuperare il capitolo 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao, in effetti la cosa è un po’ surreale, ma chi sono io per lamentarmi visto che scrivere con il surreale mi diverto tanto??? Spero solo di non incappare mai in una cucina tale, o al massimo di non accorgermene, perché nemmeno negli angoli cottura dagli scout si arriva a tanto!!!
    Ho votato per la verità, voglio proprio vedere le reazioni, buon weekend e alla prossima

  • Con la fine del gas possiamo pure chiudere la questione 😀

    Lo schifo imperversa, ma è uguale agli schifi che conosco di tutte le cucine che non vengono mostrate al pubblico. Certo, di solito si evita di vomitare sui clienti, ma qui ormai siamo al delirio! Ottima la tizia del pane che dice di leggere! 😀
    E complimenti a Sandro per non essersi sentito male dopo aver visto il sangue 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Sei Flash? 😀
      Eh, diciamo che certi orrori non si vedono solo in Cucine da Incubo. Ma alcune cucine sono decisamente più inquietanti delle altre. Però cucino bene, eh!
      Farò i tuoi complimenti a Sandro, anche se poi si monterà la testa per essere riuscito a scrivere anche lui un capitolo! E chi lo sopporta più?

      Alla prossima!

  • Ciao, non parlarmi di gabbiani “rapinatori”, a Venezia ne ho viste troppe, purtroppo. Per non parlare di piccioni e non tanto innocui passerotti!!! Be’, l’unica ondata che vedo è d’acidità, quindi dovevi chiamarla reflusso!!! A parte gli scherzi, sti tre si amano davvero tanto, o forse il problema è dei due maschietti che erano innamorati della stessa donna?
    Ho votato per l’imprevisto, a quanto pare è un must nelle spiagge sarde!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!
      A proposito di reflusso… 😛

      Certe volte siete in grado di anticipare certi passaggi!
      I gabbiani sanno essere dei veri pezzi di balsamo, quando vogliono. Ma che vuoi fare, si divertono!
      Hai un sospetto sui tre, chissà… ci sarà tempo per esplorare alcune dinamiche e altre situazioni, ma tengo conto di questa considerazione. 😛

      Grazie per essere passata!

  • Ciao, GG.
    Intanto, ti chiedo scusa per non aver partecipato agli ultimi tre episodi, ho dimenticato di cliccare SEGUI LA STORIA… sono fusa.
    Ho letto tutto di seguito e mi sono ritrovata in spiaggia, senza il caldo, con i tuoi personaggi. Il vecchio l’ho visto proprio accanto a me con le dita tra le natiche e ho pensato che mai nella vita mangerei in un posto così.
    Voto che NON può fare gli spaghetti, perché il piccolo “tarzan” è entrato in cucina come un ciclone e ha rovesciato il contenitore con le cozze e le vongole sul pavimento, proprio vicino al buco per lo scolo delle acque sporche, troppo vicino, tanto che molti frutti vi sono caduti dentro. Anche perché penso che la signora ciondolante non si farebbe scrupoli a raccogliere qualcosa dal pavimento per assemblare un piatto. 😉
    “improvvisamente ci rendemmo conto che in sala il più giovane non dovesse avere meno di quarantacinque anni” io di anni ne ho 51, devo ritenermi decrepita. 😂

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Sono contento di riaverti in sala, nel locale più ambiguo e imbarazzante della Sardegna! 😀
      Mi dispiace per le eventuali disgustose visioni!
      E se ti dicessi che niente di quanto hai letto è stato inventato? 😀
      Il suggerimento è particolarmente invitante… ma è successo davvero?
      Per quanto riguarda l’età, dipende da chi la porta! Ho visto trentenni più vecchi di sessantenni, e non scherzo. Esistono cose che non esistono, insomma! 😀
      Magari però sull’età mi sono sbagliato: alcuni effettivamente sembravano decisamente più vecchi, di certo oltre i 65! Non saprò mai la verità…

      Ti ringrazio per essere passata e aver recuperato tutti i capitolo 😉

  • In questa storia non c’è niente di scontato, sembrerebbe inventata di sana pianta…ma purtroppo ho imparato più una cosa sembra strana e più è vera… complimenti come sempre per come riesci a coinvolgerci…. attendiamo il prossimo capitolo

  • …saresti l’unico a cui la moglie/amica/amante/fidanzata mette “mi piace” quando scrive. “Nemo profeta in patria” vale sempre!
    Interessante e vera la carrellata sugli orrori dei social, e il clima da farsa teatrale che monta nell’osteria dei simpatici (eh, sì: simpatici) cialtroni.
    Voto spaghetti ma… con vongole sabbiose, le uniche che garantiscono autentica autenticità dop, doc eccetera.
    Complimenti all’autore: contenuto e confezione al top!🙋

    • Ciao Fenderman!

      Non sono contentissimo della riuscita di alcuni passaggi: il limite dei caratteri è sempre un po’ una spina nel fianco, ma questa volta sto provando a fare il bravo! 😀
      Mi sarei voluto dilungare più su certi aspetti, anche per dare un pelo più di contesto, ma sono contento che almeno per ora non pare siano sorte difficoltà di comprensione o altro.
      Per la simpatia, c’è chi la definirebbe “divertente incompetenza” ma non si tratta proprio di una qualità. 😀
      Grazie per essere passato e per le belle parole 😉
      Alla prossima!

  • Vabbè ma dillo che in realtà siamo nel peggior bar di Caracas, fra camerieri chiapponi, gabbiani caccia torpedinieri e spaghetti fantasma! 🤣🤣

    Adoro il fatto che aggiungi componenti meta narrative con riferimenti “velati” alla realtà.

    Secondo me gli spaghetti riescono a farli, ma adoro gli imprevisti 😉

  • Ciao GG!
    Vada per la cucina allora. I tre scaldano i motori, soprattutto i due tipi, ovviamente. Prendere in giro chi osa troppo, cioè il vecchio, è sempre carino, e funziona anche nella realtà 😀. Clima simpa, ma qualcosa di più è nell’aria, al di là degli orrori di cui stiamo per leggere. Il passato è in agguato…
    Bene così, vediamo che succede. Ciao e buona domenica!!

    • Ciao Red!

      Se hai solo sorriso, bisogna migliorare. Si dovrebbe ridere, ma so quanto sia difficile da tirare fuori. Mi sono reso conto di alcuni “errori” da impostazione per la stimolazione della risata, ma la vita non è sempre così tanto impostata, e si prende i suoi tempi per strapparti una risata. Ci devo lavorare di più! 😀

      Ti ringrazio per la sincerità!
      Alla prossima. 😉

  • Ciao, ho un bel ricordo di Alghero (forse perché non c’erano troppi turisti), spero di non essere disillusa!!! Comunque… dov’è capitato il nostro protagonista in un bagno-ristorante degli orrori? Chi proseguirà, vedrà!!!
    Ho votato per la cucina, perché l’onda anomala mi sembra davvero troppo anomala!!! Alla prossima, buon weekend.

  • …Aggiungiamo al contesto…
    Un gabbiano, anche due. La gente non sa di cosa possono essere capaci quei caccia da combattimento…
    Il bimbo, la turista, cozze e vongole… quale che sia il seguito sarà certo molto carino. Molto bene.
    Ho notato un refusino (il bagno necessità…), ma il refuso è la firma dei grandi!😁
    Al prossimo e, mi raccomando, disastri!🙋

    • Ciao Ottaviano!

      Mi ricordo di quel maledetto passaggio! Errore da revisione… quando ti viene da mettere la zampina dove non dovresti! 😀
      Grazie per le segnalazione!
      L’idea dei gabbiani è intrigante… ma stiamo esagerando, forse? Dei gabbiani, al mare? 😛
      Grazie per il supporto! Alla prossima 😀

  • Ciao GG!
    Ho letto ieri il tuo warning su FB e sono arrivato, anche se erano giorni che me lo dicevo da solo…
    ho letto i primi due e ho ritrovato il tuo stile ricco di riflessioni sui nostri comportamenti, che conosco anche perché sulle rimpatriate ho un’età che mi permette di autodefinirmi “esperto”.
    Hai scelto di scrivere e di essere anche il narratore: scelta divertente e che secondo me ti lascia molto campo nell’esprimerti, ma che può essere alla lunga pesante se ne abusi. Voglio dire: io cercherei sempre di non penalizzare la storia. spero di essermi spiegato…
    Scrivi in maniera brillante, questo ti riesce bene, e il clima è simpatico. Autobiografico? Chi lo sa, non ti immagino in banca; magari qualcosa lo è ed altro no (faccio per ridere, of course 😃). Ti seguo e ho votato, ma non capisco perché non vedo il mio voto negli incipoints: boh. Bello blasonare, mi piacciono queste uscite! “Ma sono di quei pensieri passeggeri, superficiali, che pochi istanti dopo averli formulati, tendiamo a rimangiarceli o rifiutarli” io metterei “rimangiarci e rifiutare”, senza pronomi; però in effetti il pezzo è molto colloquiale, e forse da più colore come hai fatto tu.
    Ottimo allora! Alla prossima e stammi ben bene!

    • Ciao Danilo!

      Ho notato che il sito sta facendo un po’ i capricci in generale, e anche le votazioni ogni tanto non vengono proprio segnate, questo però accade già da un po’.
      Non sei l’unico ad avermi fatto notare questo passaggio, e concordo sul fatto di essermi un pelino dilungato. Immagino questo abbia un po’ spezzato anche la spensieratezza del capitolo. Grazie per l’onestà!
      Sul suggerimento, alla fine ho optato per quell’opzione, anche se non ha convinto troppo neanche me. Suona proprio brutta.

      Grazie per essere passato!
      A presto.

  • Ciao, bellissimo l’ambiente ristorativo un po’ âgé, il Reddito di cittadinanza combina un’altra volta guai, ma per la narrazione quelli giusti!!! E quanta ragione hai sull’ipocrisia delle apparenze!!!
    Ho votato per un dettaglio da aggiungere: l’arrivo della secchiona/racchia che si è trasformata miracolosamente in una super top model di successo, destando lo stupore degli uomini e l’invidia delle donne!!! Alla prossima.

    • Ehi!

      Un’aggiunta niente male… oltre che pericolosa!
      Vediamo cosa riusciamo a fare 🙂
      Sono contento che alcune riflessioni stiano arrivando e stiano divertendo, mi pareva sensato inserire delle riflessioni interne al personaggio, proprio per aggiungere un po’ di confidenzialità al discorso.

      Ti ringrazio per il sostengo!
      Alla prossima.

  • Ciao G.G Pintore,
    la storia mi piace molto.
    Questo filo diretto con il narratore crea un’atmosfera di lettura rilassata ed intima.
    L’intento di farci sentire come ci mi stessi raccontando una storia di vita in tutta confidenza è perfettamente riuscito.

    Molto bravo, aspetto il prossimo

    Adelaide

    • Ciao Adelaide!

      Sono contento di essere riuscito a trasmettere questa sensazione. L’intento era proprio quello, anche se in alcuni punti forse mi sono un po’ perso in troppe divagazioni.
      Con il prossimo voglio osare un po’, mettendo grande peso nelle vostre scelte 🙂

      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • …dopo il vecchietto ecco il nipotino troppo sveglio e maleducato…
    Mi aspetto vari casini da ‘sti tre, perciò aggiungiamo legna al fuoco.
    Scommetto che ci stavi pensando, non è che possiamo sciogliere di già la bella compagnia!😃,
    Tutto fila sul filo di una ironia cameratesca, provocatoria verso uno scopo che non si svela ancora, è troppo presto.
    Vediamo, aspettiamo, se poi è successo davvero ce lo dici eh!
    Ciaool🙋

    • Ciao Fenderman!

      Mi conosci troppo bene… oppure c’eri anche tu?
      Siamo compagni in questo viaggio verso la scoperta della verità, perlomeno in alcuni passaggi. La comicità, quella nel vero senso della parola, richiede di sicuro più spensieratezza, e credo di avere ancora da leggere molte tue storie, nonché quelle di Minollo, per capire meglio come strutturare certe dinamiche. Trovo che anche l’impostazione di tono sia fondamentale. Ci devo lavorare su!

      Grazie per essere passato.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG e bentornato!
    Non so come prenderla questa storia, Silvio ha la tua faccia inevitabilmente, dato che ti sei presentato in principio come narratore onnisciente. So che hai capacità scrittorie e ti do fiducia.
    Mi aspetto forse faville, le premesse ci sono.
    Stiamo a vedere.

    Si siedono a pranzo.

    Alla prossima!

    • Ehi!

      Il consiglio è di prenderla un po’ come la senti: il fatto di conoscermi può essere però rilevante per certe scelte narrative o certe espressioni, non voglio nasconderlo! Non nutro troppa fiducia nel mio tono Humor nella scrittura, ma farò del mio meglio per intrattenervi!
      Grazie per essere passata.
      Vada per il pranzo.

      Alla prossima! 😉

  • Ciao G.G. Pintore,
    bel capitolo, rilassante. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui hai trattato temi come l’amore e l’amicizia, con un fare insomma da “chiacchere da bar” che, devo ammettere, ci sta tutto. Spero che questa tua storia non diventi mai una “vera” storia, cioè con un filo conduttore ben preciso (e magari è proprio questo l’intento). Sbizzarrisciti quindi, voglio vederti libero di scrivere quello che vuoi, temi ricorrenti, profondi, banali o, come direbbe qualcuno…”D’amore di morte e di altre sciocchezze”.
    Voto per il pranzo.
    Alla prossima 😉

    • Ciao Dean!

      Tenere il tono leggero è la vera sfida di questa storia. Ultimamente tendo un po’ ad avere dei toni forse troppo cupi, quindi un racconto Humor mi è parso il giusto modo per tornare su sentieri più luminosi, ma senza trascurare troppo l’oscurità.
      Sul futuro non posso sbilanciarmi, perché voi siete i lettori e io un narratore un po’ sbandato, in questa fase forse più che mai. Vediamo cosa ci riesce di creare! 😀
      Grazie per aver fatto un salto.

      Alla prossima! 🙂

  • Ciao, bello il “sarà vero o non sarà vero?”, ti coinvolge in prima pe3rsona!! E cosa dire dell’argomento? Gli amici persi e ritrovati sono sempre una bomba a orologeria e la maggior parte delle volte ti chiedi se sia una sorpresa piacevole oppure no!!!
    Ho votato per si siedano al tavolo, mi sembra troppo presto per una bella litigata, lasciamoli “annusarsi” un po’. Ma come hai scritto tu, fa’ pure come ti pare!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Sono contento che l’idea di coinvolgervi direttamente nella narrazione sia risultata gradevole e intrigante. Proverò a tenere il tono grossomodo su questa linea, ma è ancora presto per comprendere il possibile risultato finale. E fermiamoci per pranzo, allora!

      Grazie per essere passata!

      Alla prossima 😉

  • Vista la situazione: Si sono seduti al tavolo con me: “perché non pranziamo insieme?” Perché per colpire duro, bisogna prima sorridere.

    Ciao! Questa volta ti cimenti con un humor: una delle cose più difficili, a mio parere. Vediamo se saprai aprire le porte della risata, Fulvio, perché se è vero che le disgrazie degli altri sono alla base della commedia, è il modo di renderle che le rende divertenti o meno 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Grazie della fiducia. Non mi reputo uno in grado di fare ridere con la scrittura, quindi questa è una vera e propria sfida. Come sempre, cerco di basare molto sui giochi di parole e immagini, ma sarà un buon tentativo per capire come strutturare meglio certe dinamiche “comiche”, pur preservando un certo realismo.

      Spero di riuscire a creare la giusta atmosfera! 😀

      Alla prossima!

  • Bentornato. Ti piacciono le sfide: dopo la fiaba, lo humor…
    Auguri!
    Sei voluto entrare quasi scusandoti come su un terreno non tuo, timoroso di suscitare chissà che sentimento di avversione.
    Non temere, hai verve sufficiente per farci divertire, talento e grinta. (Anche se in questo vero e proprio incipit la forza trainante è l’ironia, e la comicità aspetta di entrare in scena.)
    I due amici ritrovati promettono bene, sediamoci e restiamo a pranzo con loro!🙋ciao.

    • Ciao Fenderman!

      Non mi ritengo uno capace di far ridere con la scrittura, lo confesso, ed è per questo che ho voluto ritornare sul tema dello Humor. Suicida non era una storia su quella tonalità, ma non aveva un posto sul sito.
      Ritengo la tua definizione esatta: la mia è più ironia, quindi vedremo se salterà fuori qualche tonalità più Humor, più comica. Certo… si tratta pur sempre di una storia vera, quindi avrò un po’ le mani legate, ma non la lingua!

      Grazie per essere passato! 🙂

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