Tre amici al bar
Restare amici, al di là dei luoghi comuni, è piuttosto difficile, specie quando si diventa grandi: la famiglia, il lavoro che risucchia ogni energia e i problemi della vita ostacolano il mantenimento di certi rapporti. Poi, certo, il fato ci mette lo zampino con i suoi guai: qualche amico perso per sempre lungo la strada, altri se ne vanno volontariamente. Rimangono i ricordi, ma anche tanta amarezza.
No, non voglio trascinarvi in una storia strappalacrime – non in quel senso, perlomeno – ma avverto l’impellente bisogno di condividere questa esperienza. Perché proprio in un sito di scrittura? Bah, che ne so! Qualche volta ci viene di fare delle cose stupide, e forse anche un tantino pericolose. Ma non m’importa di denunce o simili, alla fine posso sempre cavarmela con “tutti i personaggi e fatti sono frutto della mia fantasia”, giusto? Crepi l’avarizia! E anche qualche invidioso…
Le vicende che intendo narrarvi si svolgono nell’arco di una giornata – tenete bene a mente il dettaglio, mi raccomando, non tornerà utile più avanti. Anzi, potrei proprio stravolgerlo. Ah, e le scelte multiple: votate quello che volete, tanto racconterò a prescindere la storia.
Non sapete se credermi, eh? State sorridendo?!
Bene. O peggio per voi, è lo stesso!
Ebbene, alcuni di voi mi conoscono col nome di G. G. Pintore, ma in questa storia sarò Fulvio, impiegato di banca di trentatré anni, amante del mare e con una vita sociale pressoché inesistente; una moglie, due figli e una passione per la scrittura mai coltivata con la dovuta passione. L’ultima volta che ho incontrato i miei migliori amici risale all’incirca a una festa di addio al celibato di sette anni fa – un “amico” in comune che nessuno di noi ha più rivisto dopo quell’evento, mi pare.
Ve la farò breve, così da togliere subito il mistero: ci fu un litigio – c’è sempre un litigio, ovviamente – alla base della nostra separazione. Volarono parole sbagliate nel momento meno opportuno – tutte cose che pensavamo, eh! – dopo qualche cocktail di troppo. Da lì, andò tutto in rovina: io rischiai di mandare in fumo il mio matrimonio, loro di finire in manette. Sono contento che l’inefficienza delle forze dell’ordine mi abbia perlomeno scapato il processo. Avete già intuito cosa sto per dire, vero?
Mi mancano.
Ci ripensavo mentre me ne stavo seduto a uno dei traballanti tavolini del Palmetta Beach Bar, in una delle spiagge più belle della Sardegna, casa mia. Sorseggiavo una birra, lontano dai petu-lamenti dei miei figli e dai rimproveri di mia moglie – non fraintendetemi, lì adoro, solo che quando andiamo al mare si trasformano nei stramaledetti Gremlins di Joe Dante: sarà l’effetto dell’acqua salata dopo mangiato?
Ma non divaghiamo.
«Fulvio: La Carogna?» s’intromise nei miei pensieri la voce sensuale di Benedetta, affettuosamente La Maledetta, una donna capace di sfasciare le famiglie con la stessa eleganza di una pala demolitrice, e solo per evidenziare la sua opinione in merito all’inesistenza del vero amore:
“Lo sai come funziona: la nostra società impone da sempre l’amore come strumento di riproduzione, al fine di creare famiglie stabili. Chi vorrebbe scopare tutta la vita con la stessa persona? È noioso! Andiamo contro natura, non siamo fatti per la monogamia!” l’avreste sentita dire, con tutta eleganza, tra un rutto e l’altro.
Lo so, presentata così non la credereste una capace di ammaliare un uomo, o una donna – per lei non c’è differenza – ma dovreste vederla: bella come sette anni fa, forse ancor di più, con la pelle bronzea, una terza resa abbondante da un costume push-up e i rossi capelli ricci raccolti in una coda affusolata. Quegli occhi verdi poi, nascosti dietro grandi occhiali da sole con lenti iridescenti, avevano ancora il potere di stregare chiunque.
Non potei fare a meno di squadrarla dalla testa ai piedi: con l’età aveva perso l’innocenza in favore di una sensualità matura.
«Che fai, non mi dai neanche due baci?» mi rimproverò, puntellandomi il petto con le unghie affilate, non troppo distante dal capezzolo. Un brivido mi corse lungo la schiena, con tale vigore da farmi risistemare sulla sedia. «Quanto sarà passata, una vita?»
Ci fu una risata imbarazzata, o forse di circostanza.
«Che ci fai qui?» chiesi, e subito avrai voluto ingoiare il peroncino per l’insensatezza.
«Sono nell’HACCP adesso: mi mandano in giro per le spiagge a controllare che il tasso di umidità delle sdraio sia tenuto alla giusta temperatura. Sai, proliferazione batterica, cose così…» mi perculò con la tipica falsa serietà. «Sei il solito imbranato. Lo schermo del PC ti ha sciolto i neuroni?»
«No, le canne.» annuii.
«Non mi offri neanche da bere?»
«Anche se volessi rifiutarmi, sono certo troveresti il modo» la rimbeccai.
«Nnnùo!» s’intromise nella conversazione un terzo incomodo, e mi bastò quell’espressione per intuire che quella giornata avrebbe preso di certo una brutta piega. «La Maledetta e La Carogna?! Voi due, merde, mi avete tagliato fuori, eh?»
Era Sandro, detto Il Quaquaraquà.
Facciamo il Toto-follia? Come credete che sia andata avanti?
- Ovvio: abbiamo litigato di nuovo, subito. Che disastro! (11%)
- Sono scappato dalla mia famiglia. (11%)
- Si sono seduti al tavolo con me: "perché non pranziamo insieme?" (78%)

25/09/2022 at 17:58
Ultime cozze mangiate dal gabbiano! Si opta per spaghetti sconditi? E se il gabbiano si mangia pure quelli? O “Tarzan” rovescia il tavolo facendo volare il piatto in testa ai commensali?
La situazione genererà nel capitolo 6 😉
Ciao 🙂
01/10/2022 at 13:56
Ciao Red!
Quindi hai fissato il degenero per il capitolo 6?
Vedremo…
Tante opzioni divertenti e tanti imprevisti. Ma che risposta vincerà?
Grazie per essere passato!
25/09/2022 at 17:23
…saresti l’unico a cui la moglie/amica/amante/fidanzata mette “mi piace” quando scrive. “Nemo profeta in patria” vale sempre!
Interessante e vera la carrellata sugli orrori dei social, e il clima da farsa teatrale che monta nell’osteria dei simpatici (eh, sì: simpatici) cialtroni.
Voto spaghetti ma… con vongole sabbiose, le uniche che garantiscono autentica autenticità dop, doc eccetera.
Complimenti all’autore: contenuto e confezione al top!?
01/10/2022 at 13:55
Ciao Fenderman!
Non sono contentissimo della riuscita di alcuni passaggi: il limite dei caratteri è sempre un po’ una spina nel fianco, ma questa volta sto provando a fare il bravo! 😀
Mi sarei voluto dilungare più su certi aspetti, anche per dare un pelo più di contesto, ma sono contento che almeno per ora non pare siano sorte difficoltà di comprensione o altro.
Per la simpatia, c’è chi la definirebbe “divertente incompetenza” ma non si tratta proprio di una qualità. 😀
Grazie per essere passato e per le belle parole 😉
Alla prossima!
25/09/2022 at 16:28
Vabbè ma dillo che in realtà siamo nel peggior bar di Caracas, fra camerieri chiapponi, gabbiani caccia torpedinieri e spaghetti fantasma! ??
Adoro il fatto che aggiungi componenti meta narrative con riferimenti “velati” alla realtà.
Secondo me gli spaghetti riescono a farli, ma adoro gli imprevisti 😉
01/10/2022 at 13:51
Caracas non è niente… ma mi limito solo a raccontare la verità 😀
O forse no… Vi prometto di dire tutta la verità, alla fine! 😛
Sono contento che l’idea ti stia divertendo. Siamo a metà strada, quindi c’è ancora tanto da raccontare. 🙂
Grazie per essere passato!
25/09/2022 at 11:04
Ciao GG!
Vada per la cucina allora. I tre scaldano i motori, soprattutto i due tipi, ovviamente. Prendere in giro chi osa troppo, cioè il vecchio, è sempre carino, e funziona anche nella realtà ?. Clima simpa, ma qualcosa di più è nell’aria, al di là degli orrori di cui stiamo per leggere. Il passato è in agguato…
Bene così, vediamo che succede. Ciao e buona domenica!!
25/09/2022 at 15:58
Ciao Danilo!
Credo tu abbia intuito alla grande, insieme a Ottaviano, l’indirizzo della storia. Non ve la si può proprio fare, eh?
Avete molto da insegnare per stile, scelta delle parole e umorismo!
Grazie per il supporto!
24/09/2022 at 17:19
Orrori in cucina perché allo schifo non c’è mai fine!
Ciao! Tornai dalla mie (troppo) breve vacanza e leggo due capitoli insieme! Devo dire che questo capitolo per ora mi sta facendo sorridere 🙂
Ciao 🙂
25/09/2022 at 15:56
Ciao Red!
Se hai solo sorriso, bisogna migliorare. Si dovrebbe ridere, ma so quanto sia difficile da tirare fuori. Mi sono reso conto di alcuni “errori” da impostazione per la stimolazione della risata, ma la vita non è sempre così tanto impostata, e si prende i suoi tempi per strapparti una risata. Ci devo lavorare di più! 😀
Ti ringrazio per la sincerità!
Alla prossima. 😉
23/09/2022 at 12:21
Ciao, ho un bel ricordo di Alghero (forse perché non c’erano troppi turisti), spero di non essere disillusa!!! Comunque… dov’è capitato il nostro protagonista in un bagno-ristorante degli orrori? Chi proseguirà, vedrà!!!
Ho votato per la cucina, perché l’onda anomala mi sembra davvero troppo anomala!!! Alla prossima, buon weekend.
25/09/2022 at 15:54
Ciao Isabella!
Eh, sapessi che luoghi oscuri regnano sotto la brillante luce del sole, sulle spiagge sarde! Purtroppo, essendo davvero del mestiere, ho potuto vederne diverse…
Puntiamo sugli errori!
Grazie per essere passata!
A presto!
22/09/2022 at 14:56
…Aggiungiamo al contesto…
Un gabbiano, anche due. La gente non sa di cosa possono essere capaci quei caccia da combattimento…
Il bimbo, la turista, cozze e vongole… quale che sia il seguito sarà certo molto carino. Molto bene.
Ho notato un refusino (il bagno necessità…), ma il refuso è la firma dei grandi!?
Al prossimo e, mi raccomando, disastri!?
25/09/2022 at 15:51
Ciao Ottaviano!
Mi ricordo di quel maledetto passaggio! Errore da revisione… quando ti viene da mettere la zampina dove non dovresti! 😀
Grazie per le segnalazione!
L’idea dei gabbiani è intrigante… ma stiamo esagerando, forse? Dei gabbiani, al mare? 😛
Grazie per il supporto! Alla prossima 😀
22/09/2022 at 13:04
Vabbè ragazzo, ormai farti i complimenti è diventato superfluo.
Adoro l’impostazione dei dialoghi, non sono poi dissimili da quelli che mi capita di subire o percepire al bar, adesso sono curioso degli orrori culinari che ci si prospettano!!
25/09/2022 at 15:46
Ciao Horror!
Non mi sfidare con i giochi di sangue, che qui basta un attimo per trasformare tutto in un episodio alla Kill Bill! 😀
La scelta avrà il suo effetto, pur richiedendo un po’ di tempo!
Grazie per la fiducia!
22/09/2022 at 09:37
Ciao GG!
Ho letto ieri il tuo warning su FB e sono arrivato, anche se erano giorni che me lo dicevo da solo…
ho letto i primi due e ho ritrovato il tuo stile ricco di riflessioni sui nostri comportamenti, che conosco anche perché sulle rimpatriate ho un’età che mi permette di autodefinirmi “esperto”.
Hai scelto di scrivere e di essere anche il narratore: scelta divertente e che secondo me ti lascia molto campo nell’esprimerti, ma che può essere alla lunga pesante se ne abusi. Voglio dire: io cercherei sempre di non penalizzare la storia. spero di essermi spiegato…
Scrivi in maniera brillante, questo ti riesce bene, e il clima è simpatico. Autobiografico? Chi lo sa, non ti immagino in banca; magari qualcosa lo è ed altro no (faccio per ridere, of course ?). Ti seguo e ho votato, ma non capisco perché non vedo il mio voto negli incipoints: boh. Bello blasonare, mi piacciono queste uscite! “Ma sono di quei pensieri passeggeri, superficiali, che pochi istanti dopo averli formulati, tendiamo a rimangiarceli o rifiutarli” io metterei “rimangiarci e rifiutare”, senza pronomi; però in effetti il pezzo è molto colloquiale, e forse da più colore come hai fatto tu.
Ottimo allora! Alla prossima e stammi ben bene!
22/09/2022 at 12:45
Ciao Danilo!
Ho notato che il sito sta facendo un po’ i capricci in generale, e anche le votazioni ogni tanto non vengono proprio segnate, questo però accade già da un po’.
Non sei l’unico ad avermi fatto notare questo passaggio, e concordo sul fatto di essermi un pelino dilungato. Immagino questo abbia un po’ spezzato anche la spensieratezza del capitolo. Grazie per l’onestà!
Sul suggerimento, alla fine ho optato per quell’opzione, anche se non ha convinto troppo neanche me. Suona proprio brutta.
Grazie per essere passato!
A presto.
20/09/2022 at 15:15
Racconto che per ora scorre a meraviglia, delineando pensieri e situazioni penso che a tutti siano comuni nei ricordi.
Seguo super curioso per vedere dove ci porti ^^
22/09/2022 at 12:38
Ehilà Horrorcore!
Bentornato 🙂
Sono contento che la storia sia riuscito a catturarti, anche se temo non vedremo molto sangue in questa vicenda… a meno che…. 😀
Grazie per essere passato!
Alla prossima.
22/09/2022 at 12:40
Hahahahaha grazie mille, e non tentarmi col sangue, sai che su queste cose mi compri facilmente:p
20/09/2022 at 12:00
Ciao, bellissimo l’ambiente ristorativo un po’ âgé, il Reddito di cittadinanza combina un’altra volta guai, ma per la narrazione quelli giusti!!! E quanta ragione hai sull’ipocrisia delle apparenze!!!
Ho votato per un dettaglio da aggiungere: l’arrivo della secchiona/racchia che si è trasformata miracolosamente in una super top model di successo, destando lo stupore degli uomini e l’invidia delle donne!!! Alla prossima.
22/09/2022 at 12:37
Ehi!
Un’aggiunta niente male… oltre che pericolosa!
Vediamo cosa riusciamo a fare 🙂
Sono contento che alcune riflessioni stiano arrivando e stiano divertendo, mi pareva sensato inserire delle riflessioni interne al personaggio, proprio per aggiungere un po’ di confidenzialità al discorso.
Ti ringrazio per il sostengo!
Alla prossima.
19/09/2022 at 18:45
Ciao G.G Pintore,
la storia mi piace molto.
Questo filo diretto con il narratore crea un’atmosfera di lettura rilassata ed intima.
L’intento di farci sentire come ci mi stessi raccontando una storia di vita in tutta confidenza è perfettamente riuscito.
Molto bravo, aspetto il prossimo
Adelaide
22/09/2022 at 12:34
Ciao Adelaide!
Sono contento di essere riuscito a trasmettere questa sensazione. L’intento era proprio quello, anche se in alcuni punti forse mi sono un po’ perso in troppe divagazioni.
Con il prossimo voglio osare un po’, mettendo grande peso nelle vostre scelte 🙂
Grazie per essere passata.
Alla prossima!
19/09/2022 at 18:32
Di impulso avrei scelto l’opzione di benedetta ma sono veramente curiosa di come farai sviluppare questo racconto.
PS…cameriere stronzo è caffone
22/09/2022 at 12:32
Ehi!
Le scelte impulsive sono belle, specie in un racconto a scelte multiple, interattivo… non ti piace mettere in difficoltà lo scrittore? Per il prossimo capitolo voglio osare!
Grazie per il sostegno 😉
Alla prossima!
19/09/2022 at 16:55
…dopo il vecchietto ecco il nipotino troppo sveglio e maleducato…
Mi aspetto vari casini da ‘sti tre, perciò aggiungiamo legna al fuoco.
Scommetto che ci stavi pensando, non è che possiamo sciogliere di già la bella compagnia!?,
Tutto fila sul filo di una ironia cameratesca, provocatoria verso uno scopo che non si svela ancora, è troppo presto.
Vediamo, aspettiamo, se poi è successo davvero ce lo dici eh!
Ciaool?
22/09/2022 at 12:31
Ciao Fenderman!
Mi conosci troppo bene… oppure c’eri anche tu?
Siamo compagni in questo viaggio verso la scoperta della verità, perlomeno in alcuni passaggi. La comicità, quella nel vero senso della parola, richiede di sicuro più spensieratezza, e credo di avere ancora da leggere molte tue storie, nonché quelle di Minollo, per capire meglio come strutturare certe dinamiche. Trovo che anche l’impostazione di tono sia fondamentale. Ci devo lavorare su!
Grazie per essere passato.
Alla prossima!
19/09/2022 at 11:57
Ciao, GG e bentornato!
Non so come prenderla questa storia, Silvio ha la tua faccia inevitabilmente, dato che ti sei presentato in principio come narratore onnisciente. So che hai capacità scrittorie e ti do fiducia.
Mi aspetto forse faville, le premesse ci sono.
Stiamo a vedere.
Si siedono a pranzo.
Alla prossima!
19/09/2022 at 16:16
Ehi!
Il consiglio è di prenderla un po’ come la senti: il fatto di conoscermi può essere però rilevante per certe scelte narrative o certe espressioni, non voglio nasconderlo! Non nutro troppa fiducia nel mio tono Humor nella scrittura, ma farò del mio meglio per intrattenervi!
Grazie per essere passata.
Vada per il pranzo.
Alla prossima! 😉
17/09/2022 at 17:48
Ciao G.G. Pintore,
bel capitolo, rilassante. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui hai trattato temi come l’amore e l’amicizia, con un fare insomma da “chiacchere da bar” che, devo ammettere, ci sta tutto. Spero che questa tua storia non diventi mai una “vera” storia, cioè con un filo conduttore ben preciso (e magari è proprio questo l’intento). Sbizzarrisciti quindi, voglio vederti libero di scrivere quello che vuoi, temi ricorrenti, profondi, banali o, come direbbe qualcuno…”D’amore di morte e di altre sciocchezze”.
Voto per il pranzo.
Alla prossima ?
19/09/2022 at 16:13
Ciao Dean!
Tenere il tono leggero è la vera sfida di questa storia. Ultimamente tendo un po’ ad avere dei toni forse troppo cupi, quindi un racconto Humor mi è parso il giusto modo per tornare su sentieri più luminosi, ma senza trascurare troppo l’oscurità.
Sul futuro non posso sbilanciarmi, perché voi siete i lettori e io un narratore un po’ sbandato, in questa fase forse più che mai. Vediamo cosa ci riesce di creare! 😀
Grazie per aver fatto un salto.
Alla prossima! 🙂
17/09/2022 at 11:53
Ciao, bello il “sarà vero o non sarà vero?”, ti coinvolge in prima pe3rsona!! E cosa dire dell’argomento? Gli amici persi e ritrovati sono sempre una bomba a orologeria e la maggior parte delle volte ti chiedi se sia una sorpresa piacevole oppure no!!!
Ho votato per si siedano al tavolo, mi sembra troppo presto per una bella litigata, lasciamoli “annusarsi” un po’. Ma come hai scritto tu, fa’ pure come ti pare!!! Alla prossima.
19/09/2022 at 16:10
Ciao Isabella!
Sono contento che l’idea di coinvolgervi direttamente nella narrazione sia risultata gradevole e intrigante. Proverò a tenere il tono grossomodo su questa linea, ma è ancora presto per comprendere il possibile risultato finale. E fermiamoci per pranzo, allora!
Grazie per essere passata!
Alla prossima 😉
16/09/2022 at 23:52
Vista la situazione: Si sono seduti al tavolo con me: “perché non pranziamo insieme?” Perché per colpire duro, bisogna prima sorridere.
Ciao! Questa volta ti cimenti con un humor: una delle cose più difficili, a mio parere. Vediamo se saprai aprire le porte della risata, Fulvio, perché se è vero che le disgrazie degli altri sono alla base della commedia, è il modo di renderle che le rende divertenti o meno 😉
Ciao 🙂
19/09/2022 at 16:06
Ciao Red!
Grazie della fiducia. Non mi reputo uno in grado di fare ridere con la scrittura, quindi questa è una vera e propria sfida. Come sempre, cerco di basare molto sui giochi di parole e immagini, ma sarà un buon tentativo per capire come strutturare meglio certe dinamiche “comiche”, pur preservando un certo realismo.
Spero di riuscire a creare la giusta atmosfera! 😀
Alla prossima!
16/09/2022 at 14:46
Bentornato. Ti piacciono le sfide: dopo la fiaba, lo humor…
Auguri!
Sei voluto entrare quasi scusandoti come su un terreno non tuo, timoroso di suscitare chissà che sentimento di avversione.
Non temere, hai verve sufficiente per farci divertire, talento e grinta. (Anche se in questo vero e proprio incipit la forza trainante è l’ironia, e la comicità aspetta di entrare in scena.)
I due amici ritrovati promettono bene, sediamoci e restiamo a pranzo con loro!?ciao.
16/09/2022 at 17:28
Ciao Fenderman!
Non mi ritengo uno capace di far ridere con la scrittura, lo confesso, ed è per questo che ho voluto ritornare sul tema dello Humor. Suicida non era una storia su quella tonalità, ma non aveva un posto sul sito.
Ritengo la tua definizione esatta: la mia è più ironia, quindi vedremo se salterà fuori qualche tonalità più Humor, più comica. Certo… si tratta pur sempre di una storia vera, quindi avrò un po’ le mani legate, ma non la lingua!
Grazie per essere passato! 🙂
16/09/2022 at 13:59
??? sono morta dalle risate…ti faccio i miei complimenti sei riuscito a farmi divertiti e sorridere per tutta la durata della storia e non vedo l’ora che esca il prossimo capitolo….sorprendimi!
16/09/2022 at 17:23
Felice di averti divertito! 😀
Cercherò di andare veloce, questa volta!
Alla prossima!