Via Botteghelle 2

Angelo DI Dio

“Riferisca le generalità” disse l’appuntato, all’uomo seduto oltre la scrivania.

“Come?” chiese questi, che nella confusione del momento non aveva inteso.

“Come si chiama, nome, cognome, professione, domicilio…”

“Ah, sì, sì. Angelo Di Dio”.

“Come?” domandò l’appuntato, alzando gli occhi dubbiosi: “Chi fa babbia?”

“No, no, maresciallo, così mi chiamo”

“Appuntato” precisò quello e cominciò a battere sui tasti della macchina da scrivere.

“Professione?”

“Guardia giurata” disse Angelo, battendo la mano sulla pistola che portava alla cintura.

“Un ci babbiari con quella. Domicilio?”

“Via Catito 32”

L’appuntato finì di scrivere, girò il rullo e tirò fuori il foglio: “ Una firma, e si tenga a disposizione”

“E per la macchina? Che faccio?”

“A mia mu cunta?  È sotto sequestro: divieto di sosta con rimozione e mancata revisione”.

Erano le otto, quando Angelo giunse alla sede dell’istituto di vigilanza, guardò le auto di servizio parcheggiate nel cortile e sentì una stretta allo stomaco. Chi glielo doveva dire al principale, che gli avevano sequestrato la macchina! Si aspettava strepiti e male parole, ma non era colpa sua, se mancava la revisione: “Chi vuoi che controlli un’auto della vigilanza. I carabinieri? Siamo colleghi Risparmiamo questi soldi” sosteneva il principale.

Quando, perciò, venne accolto con bonaria sollecitudine  e invitato a ‘cuntari’ i fatti accaduti quella notte, rimase allibito: “Vossia, come lo sa?”

“Ho le mie fonti. Cunta, cunta” e con fare da cospiratore, sedette, allungando il collo, verso Angelo.

***

Aveva cominciato il turno da due ore ed era mezzanotte, pressappoco, quando Angelo parcheggiò l’auto di servizio nel vicolo, entrò a marcia indietro, ché non c’era spazio per fare manovra e si allontanò dall’imbocco, per rendere meno visibile l’auto dalla strada. Il giro d’ispezione intorno alla villa non durò molto: una controllata ai cancelli, una sbirciata con la torcia a porte e finestre, una verifica degli allarmi e via.

Ci rimase male, quando, tornato nel vicolo, si accorse che una macchina, parcheggiata davanti alla sua, gli impediva l’uscita. “Minchia, ma accussì si posteggia!”

Era oscuro nel vicolo ma, Angelo intravide all’interno una figura. Si avvicinò e, con l’indice piegato, picchiettò sul vetro: “Che fa si sposta che devo uscire?” nessuna risposta.

 “Dorme, magari è un drogato” pensò.

Accese la torcia e la puntò sulla figura alla guida. Lunghi capelli biondi coprivano il profilo di quella, che  sembrava una donna, infagottata in una pelliccia sfacciatamente sintetica e malandata. Picchiò più forte, stavolta, con la mano aperta, poi, tentò di aprire lo sportello: niente.

A mali estremi, estremi rimedi, e Angelo Di Dio s’attaccò al clacson della sua auto e fece un baccano d’inferno: “Se non si sveglia così – si disse- la spingo fuori a forza”.

Non fece in tempo a ingranare la marcia, che il lampeggiante blu di una macchina della polizia si arrestò all’imbocco del vicolo.

Due agenti scesero dall’auto e, dopo un’occhiata alla donna addormentata, si rivolsero ad Angelo:

 “Disturbo della quiete pubblica. Favorisca i documenti, che facciamo il verbale”

“Il verbale? A mia? Ma io volevo uscire e quella non si sposta, non risponde. Forse, è ubriaca, o sta male”

“ Stia zitto e favorisca i documenti”.

Il poveretto ubbidì. Uno dei due si mise a controllare la carta d’identità, l’altro il libretto di circolazione, per risparmiare tempo, ché la burocrazia è brutta cosa.

“Ma, lei, così si chiama?” domando l’agente, guardando il documento.

“Così” rispose l’uomo un po’ seccato

“Senti qua, Anto’, sai come si chiama questo. Angelo Di Dio, si chiama” e rideva sotto i baffi d’ordinanza.

“Sì, Angelo è… prepara il verbale Miche’ e chiama il carro attrezzi, sequestriamo la macchina. Non ha la revisione e si trova in sosta vietata  con rimozione forzata”

 “ Mi consegni le chiavi, signor Angelo Di Dio” e ridacchiava.

“A quella non dite niente?” protestò, indicando l’altra macchina.

“Quando si sveglia le parliamo. Non possiamo rimuovere l’auto con la signora dentro: sarebbe sequestro di persona”

“Ma quella forse sta male, potrebbe morire”.

I due agenti si guardarono preoccupati: “ Tu che dici, Anto’?”, “ Chiamiamo pure l’ambulanza Miche’ ”.

Ci volle poco, ai soccorritori, per capire che la donna era morta e si rifiutarono di trasportare il cadavere, prima che venisse il medico legale.

In un turbinio di soccorritori, poliziotti, sirene e medici, Angelo vide portar via la morta e la macchina; nessuno si accorse della borsetta scivolata fuori. Lui la raccolse e in fretta la consegnò agli agenti.

Alla fine, il carro attrezzi, agganciò l’auto di sorveglianza per portarla al deposito sequestri.

“E io che faccio?” chiese agli agenti

“Salga in auto con noi. Andiamo in commissariato”.

Nello spazio lasciato vuoto dall’auto, un’agendina rossa sporgeva dal terriccio, Senza pensarci, Angelo la raccolse e la mise in tasca.

“Si accomodi dietro, signor Di Dio, e attento all’aureola”. La risatina dei due agenti irritò Angelo che si chiuse in un piccato mutismo.

Che fine fa l'agendina rossa?

  • I due fratelli discutono su cosa farne (20%)
    20
  • Grazia la trova e la nasconde (0%)
    0
  • Angelo la porta al commissariato (80%)
    80
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

142 Commenti

  • Triste finale, giunto col fiato corto ma a mio parere addirittura struggente, tragico e per nulla da sottovalutare. Non sei contenta, ma non ti fermare, le storie sono tante, basta acchiapparle al volo; e se non ci riesci tu…
    Un carissimo saluto.🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 10)

    Ciao Anna!

    Concordo con la tua visione. Di certo il racconto avrebbe giovato di qualche carattere in più, ma puoi sempre recuperare nel file privato. 🙂
    La costruzione della storia, qui, perde un po’ di potenza, ma l’idea e i temi trattati sono genuini e interessanti, oltre a fornire un particolare punto di vista. Credo che nel finale tu sia riuscita comunque a trasmettere una certa sensazione di “abbandono” e “rassegnazione” nel nostro Tortorici. Funziona.

    Aspetto di leggerti in una prossima storia! 🙂

  • Ciao, in fin dei conti non è successo nulla di strano, una storia di tradimento che si ripete fin dall’alba della vita!!! Il lato più controverso consiste sempre nella reazione, a volte sanguinosa e definitiva!!!
    Ah, non preoccuparti, è una cosa che succede a tutti, anche ai più famosi e osannati scrittori!!!
    Ho votato per Angelina!!! Alla prossima.

  • Capitolo 9)

    Ciao Anna!

    Sappiamo bene che può succedere! Trovo che non sia per forza un male, fare una pausa. Spesso stiamo cercando solo lo stimolo giusto per comprendere noi stessi il senso ultimo della storia che proviamo a raccontare. Bentornata!
    Voto per Angelina!
    🙂
    Aspetto il capitolo conclusivo! 😉

  • Scusate il ritardo ma rieccomi ancora qui a scrivere e leggere tutte le vostre storie. Mi è capitato improvvisamente di non ritrovare il filo della mia storia: il vuoto assoluto. Forse la storia non mi piaceva più, aveva preso un percorso difficile e ho dovuto pensarla di nuovo e trovare un finale accettabile Era giusto completarla e spero di riuscire a farlo bene. A voi il giudizio.

  • Ciao, Anna e bentornata.
    Devo dirti che mi sono bastate poche righe per riprendere in mano il racconto, non ricordo tutto esattamente, il tempo è comunque passato, ma i fatti salienti sono lì, belli freschi come appena scritti. Merito evidente della tua capacità di raccontarli?
    Spero tu stia bene e spero anche di leggere presto il finale che immagino avere come protagonista la Za Sarina, che, magari, se le opzioni mi seguono, racconterà la verità sull’accaduto… ma cosa è accaduto? Beh, vedi, non ricordo proprio tutto. ?

    Alla prossima!

  • Angelina! Voglio rivedere Angelina!

    Et voilà! L’omicidio è servito su un piatto d’argento e coperchio d’oro, in tutti i sensi.
    Mentre mi aspettavo che za Sarina c’entrasse qualcosa, mi ha colto alla sprovvista che foste tanto invischiata nel gioco, da essere il motore trainante e non una che era “saltata sul carro del vincitore” per goderne i frutti.
    Complimenti!

    Ciao 🙂

    • Buongiorno Nina.
      Mi fanno davvero piacere i tuoi apprezzamenti sui personaggi della mia storia. Sai, è una vita che osserva la gente e di ognuno mi resta un’immagine particolare.
      La trama nasce di giorno in giorno, mentre passeggio o fantastico nel far niente di una pensionata.
      Ormai devo decidere chi è l’assassino e ancora sono indecisa.
      A presto Nina, ciao ciao.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi