Via Botteghelle 2

Dove eravamo rimasti?

Personaggi vecchi e nuovi, chi svelerà verità celate? Agata (50%)

Agata

Percorsero la via in silenzio. Ognuno perso in ricordi lontani. Il braccio di Agata, intrecciato a quello di Tortorici, gli trasmetteva un ché di già visto, già immaginato, una sensazione di intimità segreta, di complicità. Nel caso della morte del notaio Nanai Turrisi Cavarretta, di cui Agata era governante tuttofare, lui, il commissario aveva volutamente ignorato la scomparsa del denaro che il notaio teneva nel suo studio, pur sapendo che Agata era colpevole. Non aveva ucciso lei il notaio, ma aveva colto al volo la possibilità di cambiar vita, una vita davvero al limite della miseria e della morale. Lei, giovane madre nubile, di una bambina speciale, osò pensare di diventare rispettata e rispettabile, perché il denaro questo fa!

Quando svoltarono l’angolo della via, s’erano appena accesi i lampioni: d’inverno fa buio presto; nella piazza, che aveva preso il posto dell’antico Monastero di Santa Chiara, distrutto dai bombardamenti, non c’era un’anima. Camminavano lentamente tenendo il passo, lui guardava le finestre dei palazzi, lei, a testa bassa, seguiva il ritmo uguale dei loro piedi.

“ E Angelina, come sta?” chiese Tortorici, rompendo il silenzio.

“ La vedessi! Una signorina! Vuole fare la cantante, va a lezioni dalla signora Alliata, la moglie del dottore Alliata. Domenica, la signora ha organizzato uno spettacolo e Angelina avrà una parte. Canta bene, sai. Perché non vieni a sentirla?”

“ Sì, va be’, magari, manco si ricorda di me”, considerò Tortorici.

“ Si ricorda, certo che si ricorda!” e sorrise maliziosa: “ Dice che le scarpette rosse, che le hai messo ai piedi, quel giorno, in collegio, ci hanno portato fortuna. Lo sai, che le conserva ancora?”

***

Fu così che si ritrovarono seduti accanto nel piccolo teatro della parrocchia, tra gli altri spettatori, per lo più, parenti e amici dei giovani artisti. Agata aveva negli occhi un luccichio d’orgoglio e spesso si chinava, avvicinando la testa al viso del commissario, per commentare a bassa voce lo spettacolo. Faceva freddo nel vasto salone e piccoli sbuffi di vapore giungevano dalle labbra di Agata al collo di  Tortorici, fiato tiepido, che lo sfiorava, allora si voltava per incontrare il sorriso allegro della donna: “ Ti Piace?” gli chiedeva.

“ Cosa?”, come si svegliasse, confuso.

“ Ma lo spettacolo, Andrea! Ti piace?”

“ Ah, certo, lo spettacolo, sì, sì”, asserì convinto

Riprese a seguire lo spettacolo con discontinuo impegno, il pensiero altrove.

“ Senti che mani fredde che ho” disse Agata e le posò su quelle del commissario.

Lui non disse niente e le avvolse tra le sue, per scaldarle.

Quando la voce di Angelina si spense sulle ultime note della Barcarola di Hoffman, una signora, con uno notevole chignon biondo e un corto abito luccicante, uscì dalle quinte, saltellando in punta di piedi, per ricevere un applauso scrosciante. Il pubblico, in piedi, salutò la maestra di canto e Agata la indicò al commissario come la signora Alliata, consorte del dottore Alliata, primario dell’ospedale della città.

Teresa Alliata, era stata un discreto soprano e, in mancanza di un successo artistico sul palcoscenico, si era dedicata alle lezioni di canto.  Aveva cinquat’anni e li mostrava tutti. A guardarla ricordava un’oca: chiarissima di carnagione, una figura tozza, che evidenziava il contrasto tra il lungo collo e le gambe corte. La bocca, poi, per vezzo o per consuetudine, era perennemente atteggiata a una O, sporgente, simile al becco di un uccello.

La maestra si avvicinò ad Agata “ Ha visto com’è brava, sua figlia?” disse rivolta a Tortorici.

“ No, non è il padre di Angelina – si affrettò a dire Agata-, il signore è il commissario Tortorici, un vecchio amico, mio e di mia figlia”.

Un baleno lampeggiò negli occhi di Teresa Alliata, sparì la O dalle sue labbra, che presero la forma di una A pendula sul mento sfuggente e non disse nemmeno: “ Piacere!” La mano, che aveva tesa per stringere quella di Tortorici, cadde inerte e la donna si allontanò in fretta.

“ Che le ha preso?” domandò il commissario.

Fu Angelina a rispondere: “ Ha paura di te. Io leggo la sua anima, ascolto i suoi pensieri. Suo marito ama un’altra e lei lo sa. Sabrina, si chiama”.

Aveva dimenticato Tortorici quali straordinari poteri avesse Angelina e rimase a fissarla sbigottito.

Il dottore Alliata era, dunque, il misterioso fidanzato di Sabrina, alias Francesco Scimé.

“ Ma come sapeva la signora, il nome dell’amante di suo marito?” si chiese il commissario ad alta voce.

“ Glielo ha detto, a za Sarina, mentre le leggeva il destino”, rivelò Angelina.

Agata rimase silenziosa, turbata, non le piaceva che Angelina mostrasse le sue strane capacità, ne aveva sempre avuto paura. Quando i due tacquero, scosse la testa dicendo: “ Che fantasia!”

Quella notte il commissario Andrea Tortorici non dormì. Voci e volti si manifestavano dietro le palpebre chiuse a disturbare la sua quiete e, su tutti, il viso di Francesco, marmoreo e supplicante, a chiedere giustizia.  

Ogni storia è diversa se raccontata da persone diverse. Verità e bugie si mescolano. Quale storia vuoi?

  • parla la signora Alliata (43%)
    43
  • parla Sarina (29%)
    29
  • parla il dottore (29%)
    29
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121 Commenti

    • Buongiorno Nina.
      Mi fanno davvero piacere i tuoi apprezzamenti sui personaggi della mia storia. Sai, è una vita che osserva la gente e di ognuno mi resta un’immagine particolare.
      La trama nasce di giorno in giorno, mentre passeggio o fantastico nel far niente di una pensionata.
      Ormai devo decidere chi è l’assassino e ancora sono indecisa.
      A presto Nina, ciao ciao.

  • Ciao, Anna.
    Una donna innamorata e furente per il tradimento dell’amato, secondo me, cercherebbe di parlare con l’altra. Col marito avrebbe potuto parlare la sera della telefonata, con la Za Sarina, chissà, magari le racconta di sé (come riferito dalla ragazzina), ma per risolvere, forse, prima tenterebbe di chiarire con Sabrina… non so, è una situazione molto delicata e ci sono vite in ballo…
    Sei davvero brava a intessere la tela, tutto è intricato e a sbrogliare il tutto ci hai piazzato dei personaggi belli rotondi che escono dal video e prendono vita.
    L’unica cosa che vorrei dirti, ma è una mia idea, perché magari ti serviva fare così, è qel “e poi…” nella frase: “sperando che la donna avesse riacquistato il controllo e così le chiese e poi…” forse avrei preferito i due punti e le virgolette, la storia, però, la racconti tu, percio… 😉
    Molto bene, davvero.

    Alla prossima!

  • Capitolo 8)
    Ciao Anna!
    Niente male questo velo di critica che aleggia nella prima parte del capitolo. Ho trovato il tutto suggestivo e anche un po’ deprimente, considerato quale ruolo dovrebbe svolgere la chiesa nella vita delle persone. I temi che metti in evidenza sono forti, soprattutto nel periodo in cui s’incastra la storia che stai raccontando. I personaggi funzionano come sempre e hai lasciato spazio anche un po’ d’introspezione per il caro Tortorici.
    Punto su Sarina questa volta.
    Continua così, come sempre! 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao, come sempre un bel capitolo interessante, che apre la mente ad altri dubbi!!! Siamo quasi alla fine e quindi mi chiedo anche se siamo vicini all’epilogo o se il mistero continuerà o rimarrà irrisolto!!!
    Ho votato per Sarina, la signora Alliata non mi sembra poi così coraggiosa da affrontare uno dei due amanti, altrimenti lo avrebbe già fatto!!! Alla prossima.

  • Ciao, Anna.
    Farei parlare il dottore, lì per lì, nel piccolo teatro dove, spero, sarà anche lui.
    Come si diceva una volta “il cerchio si stringe” pian piano tutto assume un significato e le tessere trovano il loro posto. Molto bene, bello il momento di pacata intimità tra Tortorici e Agata, apprezzatissima le rivelazioni di Angelina (sai che un tocco di paranormale a me piace sempre).
    Brava.

    Alla prossima!

  • Ciao Anna, io vorrei sentire il dottore, in fondo è il perno su cui ruota la vicenda. Bene il piccolo riassunto introduttivo, anche se ricordavo benissimo tutto e bene il coinvolgimento amoroso. Mi piacerebbe che Angelina che sta crescendo rientrasse pian piano nell’ordinario, non so perché ma la farebbe crescere come personaggio, secondo me.
    Belle atmosfere e narrazione sempre elegante, bravissima! 🙋🌻Ciao

  • Capitolo 7)

    Ciao Anna!

    Diamo un po’ di spazio alla signora Alliata!

    Capitolo che corre via subito, lasciandoti con la voglia di sapere di più riguardo ai fatti e ai personaggi. Ben fatto. La struttura iniziale permette a tutti di rientrare nella storia, aggiungendo anche un pizzico di curiosità per quello più attenti, magari propensi a rileggersi le vecchie storie. Ben fatto!

    Non mi sento di avere nessun consiglio da darti.
    Il colpo di scena della bambina e relativo riferimento all’mante rappresentano davvero una bella scena, e mi piace il fatto che di mezzo ci siano anche questioni “anormali”.
    Che altro dire?
    Aspetto il prossimo!

    Continua così!

    • Benvenuta tra i miei lettori, Annamaria.
      Forse la signora Alliata sa più di quello che crediamo sulla morte di Francesco/Sabrina, amante del dottore; magari teme che il commissario sappia più di quanto lei pensi.
      Vedremo nel seguito di far chiarezza sul ruolo della maestra di canto.
      A presto e buona giornata.

  • Ciao, Anna.
    Ho letto giorni fa ed ero anche convinta di aver commentato, e invece no.
    Il capitolo porta avanti la storia, la trascrizione dei dialoghi in dialetto è perfetta e ho ripetuto ogni parola nella mia testa come se assistessi a una recita degli attori. Brava, ci metti sempre qualcosa di riconoscibile, quel tocco poetico che ci sta sempre bene. Io voto Sarina, chissà che non ci sveli cosa c’è nel pacchetto che nasconde in camera…
    Alla prossima!

    • Ciao, Keziarica.
      Pare che la scelta sia caduta su Agata. Il suo rientro ha incuriosito di più.
      Hai ragione sulla recita in palcoscenico; è così che io la vedo e poi la scrivo.
      Il pacchetto misterioso sarà risolutivo per la storia? Vedremo, per ora ti auguro una buona domenica. A Presto

  • Capitolo 6)

    Ciao Anna!

    Il capitolo scorre veloce verso il finale. Trovo che sia scritto bene come sempre, ma non ho potuto far a meno di pensare che qualcuno dei nuovi lettori potrebbe sentirsi un po’ spaesato con i fatti riportati. Non potendo collegare alcuni passaggi del rapporto del nostro Tortorici con Agata, penso potrebbero avere qualche difficoltà a cogliere alcune delle sfumature che hai voluto aggiungere, ma trovo che questo sia anche normale in una storia simile, nonché un seguito.
    Nel prossimo capitolo potrebbe essere necessaria qualche riflessione a cuore aperto fra i personaggi, giusto un breve scambio di battute in memoria dei vecchi tempi per colmare quel vuoto lasciato da una parte di storia che non si conosce. Inoltre, potrebbe tornarti utile per aggiungere colore alla caratterizzazione che hai predisposto per questi protagonisti.
    Ovviamente, il mio è solo un consiglio, non sentirti in dovere di farlo a tutti i costi! 😀

    Non mi sento di avere altro da aggiungere. Bello come sempre 🙂
    Alla prossima!

    Buona scrittura!

    • Ciao G.G.Pintore,
      hai perfettamente ragione sul ritorno di personaggi sconosciuti ai nuovi lettori ma, ti assicuro che questi ritorni non saranno fini a se stessi. Per ognuno ci sarà una spiegazione che farà da ponte tra passato e presente.
      Vedremo come sviluppare la storia. Ti confesso che ancora sono indecisa. Per ora ti auguro un bel fine settimana e ti aspetto al prossimo capitolo.

  • Capitolo 5 e 6) Il capitolo 5 è di transizione, non succedono grandi cose, nel sesto invece ho apprezzato ancora di più il tuo stile. L’incipit è d’autore, davvero molto bello. Anche l’introduzione dei personaggi con i loro vizi e i loro difetti li rende umani, facilmente identificabili. Mi ha incuriosito questa chiromante che mette da parte un pacchetto e non sembra neanche contenta. Cosa contiene? E poi arriva lei, la donna del passato che probabilmente avrà un ruolo anche nei prossimi capitoli. Sono quelle storie mai chiuse che hanno bisogno di mettere un punto oppure, magari, di un happy end. Chissà. Una bella storia che potrebbe essere scritta da un professionista della scrittura al quale non hai nulla da invidiare. Brava,

  • Capitolo 3) Molto bella la scena della madre che riceve il commissario. Nella sua casa che sa di stantio, tutto si è fermato, la vita non riesce a proseguire come prima, dopo la morte del giovane. Il finale mi fa pensare a un amore del passato mai sopito. Vediamo dove ci porterà…

  • Capitolo 2) Mia madre sicuramente è più pratica di me con il dialetto siciliano, perché lei i libri di Camilleri li ha letti tutti, però, a parte qualche vocabolo, trovo il tutto molto comprensibile. I personaggi sono spassosi, si prendono la scena di diritto, mi piace la vena ironica che permea il testo. Purtroppo, visto che sto recuperando, niente voti almeno fino a che non arriverò al sesto capitolo. Ti segnalo una virgola davanti al verbo: “stirare, era la cosa che…” Per il rersto tutto molto chiaro e piacevole.

  • Capitolo 1) Ciao Anna, ricordavo di aver già letto qualcosa di tuo, se non erro era un brano che parlava di un paravento ed era scritto così bene che mi sono letta anche la tua biografia. Anche questo racconto che sto recuperando ora è davvero una piacevole lettura, ho deciso di fare un commento per ogni capitolo letto. Intanto lo seguo e ti seguo 🙂

    • Che dire, Angela!
      Spero di meritare veramente tutta la tua pazienza e i tuoi apprezzamenti.
      Le virgole e la punteggiatura, in genere, sono una croce che mi porto addosso, a volte con rassegnazione, altre con vergogna. Per quanto ci faccia attenzione, le maledette virgole, mi sfuggono con malignità.
      Il tuo commento indica quanta attenzione hai posto nella lettura e di questo ti ringrazio sentitamente. Buon week end, Angela, e a presto.

  • Buonasera Anna!
    Voto anch’io per Agata, così si riannodano un po’ I fili con il passato. I personaggi e i figuranti della via parlano siciliano ma sono “tipi” che escono dal loro contesto e rappresentano l’umanità minuta, che se la cava. Bello l’incontro con Agata, che era nell’aria; Tortorici ascolta e comprende, in fondo sembra sapere già tutto, come le persone della via fiuteranno il pericolo, come mentiranno.
    Bellissime intrusioni, le sue. Come sempre.
    Buona settimana!

    • Scusa il ritardo Minollo.
      Mi fa sempre piacere ricevere i tuoi commenti perché colgono le mie intenzioni in pieno.
      I personaggi della storia son ‘figurine’, personaggi di un presepe, sempre uguali a se stessi, esempi di umanità quotidiana. Va bene per Agata., è stata la più votata. Buona domenica e a presto

  • Ciao Anna,
    Vito la signora Alliata, per Agata si sta disegnando un ruolo nuovo…
    Fresco e caldo come un biscotto, la cadenza fragrante di una terra meravigliosa, la tua semplice grazia per descrivere in pochi tratti un mondo bello, intrigante, coinvolgente.
    Brava Anna, complimenti.🌻🙋

    • Grazie, fenderman.
      I tuoi commenti sono così belli che valgono un complimento a te.
      La signora Alliata, probabilmente, la conosceremo meglio in seguito. Adesso a quanto pare è il momento di Agata. ‘Diavolo di donna’ , come la definisce il commissario.
      Ciao e a presto

  • Ciao, bella come sempre Via Botteghelle!!! E “chi non muore si rivede”, lo hai già anticipato tu, una bella sorpresa!!! Soprattutto per il commissario, la carne è debole e il cuore batte forte, vuoi vedere che…
    Ho votato per Agata, visto che è tornata perché non sfruttarla? Alla prossima.

  • Ciao, Anna.
    Spesso (non sempre) la verità, alla fine, viene a galla. Basta una disattenzione, una casualità e si scoprono gli altarini, ecco che una macchina affittata in nero, da fonte di guadagno si trasforma in grattacapo. Vediamo dove ci porti. Io voto i vicini, perché raccontare l’umanità ti riesce bene.

    Alla prossima!

    • I vicini di una volta erano diversi. in bene o in male si occupavano dei fatti tuoi.
      Oggi, davanti a fatti che non possono non essere notati, i vicini non sanno niente, non hanno visto niente, né sentito qualcosa Fatti i fatti tuoi che campi cent’anni regna sovrano.
      Ciao Keziarica e scusa il ritardo.
      Alla prossima.

  • Ecco: ci mancava in questa nostra italietta di quartiere uno che affitta la macchina al miglior offerente, e si volta dall’altra parte. Quale migliore metafora per descrivere certe miserie alle quali ci si abitua troppo facilmente?
    La tua “piccola” Italia dei vicoli è il surrogato specchio e immagine di un mondo che, inutile dire, esiste, anzi forse è davvero l’unico palcoscenico che ci sia dato di calcare.
    Adesso parliamo coi vicini, almeno, sicuro, ci sarà da sorridere. Viva “vicolo Italia” e le sue illuminanti botteghelle!🙋🌻

    • Le piccole miserie della gente, da cui nessuno, in un modo o nell’altro, può chiamarsi fuori, sono proprio quelle che diventano prassi normale; coltivarsi il proprio orticello è doveroso, salvo poi a scandalizzarsi. A piccoli passi, dal piccolo illecito, si arriva al crimine vero e proprio. E ci si chiede allora come sia accaduto, che il nostro vicino, così gentile, che ci salutava sempre, sia un mostro!
      Mah, vai a capire!

  • Ciao, bella trovata quella della macchina in “affitto”, io non ci avrei mai pensato!!! E bravo anche il nostro commissario, le “minacce” ben congeniate portano sempre i loro frutti!!!
    Ho votato per interrogare i vicini, di solito gli spioni sono una miniera inesauribile di notizie!!! Alla prossima.

    • Una volta, forse, i vicini si occupavano di noi.
      Adesso, non li conosciamo neanche quelli del condominio, non ci interessano, abbiamo altro da fare che familiarizzare col dirimpettaio. Salvo poi a scoprire, con meraviglia che è morto da un mese e che l’appartamento è occupato da altri. E ci dispiace pure…
      A presto Isabella.

  • Ciao Anna,
    devo confessarti che, nonostante fossero già evidenti nei capitoli precedenti le tue abilità di narratrice, la scorsa volta ho votato per “Solange” con un po’ di preoccupazione.
    Sono temi difficili da raccontare, soprattutto quando vanno raccontati senza tradire il contesto sociale (e tutto ciò che da quello deriva) in cui vivono i personaggi.

    Non ne avevo nessun motivo.
    Sei stata brava, sensibile, credibile, delicata.
    Un capitolo davvero bellissimo.
    Complimenti.

    Aspetto il prossimo
    Adelaide 🌻

    • Grazie per l’apprezzamento, che hai voluto esprimere per il capitolo appena pubblicato.
      Certo hai ragione l’argomento era spinoso, per certi versi, ma non per me. Ho avuto l’occasione e il piacere di conoscere persone omosessuali e , come tutti gli altri esseri umani, hanno aspetti e culture diversi, più o meno condivisibili, molti li ho apprezzati per la loro sensibilità e fantastica creatività.
      Non è certo l’orientamento sessuale a determinare il valore intrinseco di una persona.
      Ti aspetto al prossimo, ciao Adelaide.

  • Buongiorno Anna!
    Arrivo in ritardo e riprendo la storia. Ritrovo con grande piacere la sua passione nel girare per i vicoli “bassi” e raccontare cosa succede. La compassione di Tortorici è un elemento che pervade via Botteghelle, ieri come oggi, e mi commuove.
    Stranottato è bellissimo, come gli incisi in vernacolo con cui contrappunta la sua prosa. Scelgo il proprietario dell’auto, seguo e le auguro una buona domenica.
    A presto!

  • Ciao, Anna.
    Un dipinto tragico e dolce al tempo stesso. Hai saputo cogliere l’essenza di Solange, là dove altri vedono sono trucco e parrucco, tu lasci scoprire l’anima di una persona, al di là del nome che porta e della pelle che le è stata data. Il bullismo è brutto sempre, crudele sempre, perché mira a intaccare la stima che qualcuno ha di sé, perché l’ottusa convinzione di essere forti si sgretola agli occhi di chi guarda nel momento stesso in cui a patire le offese è un essere (umano e non) più debole.
    Brava, mi è piaciuto molto. Mi ha ricordato un po’ la Bambinella di De Giovanni, non so se conosci la serie del Commissario Ricciardi.
    Ti segnalo in questa frase: “Ma lei non si fece un’idea di ch poteva essere questo fidanzato?”
    dove manca una “i” in fondo al “ch”, errore minuscolo, davvero.
    Buona domenica e alla prossima!

    • Bullismo, disprezzo, emarginazione, tutti, in un modo o nell’altro, ne portiamo i segni sull’anima.
      Sesso, religione, razza, perfino l’aspetto fisico o un semplice handicap sono pretesto vile per rovesciare dolore a palate, su chi meno sa opporre resistenza alla umana stupidità.
      Gli errori, cara amica, sono un fardello di cui non riesco del tutto a disfarmi. Perdono!
      Grazie per i complimenti e a presto.

  • Capitolo 4)

    Ciao Anna!

    Non mi riesce di recuperare il capitolo in video, purtroppo.
    Frase finale che dice tutto e di più riguardo all’empatia, i pregiudizi e la forte sensazione di non essere accettati che si respira all’interno del capitolo. Ma la giustizia e la giustizia, o così dovrebbe esserlo, dunque dovrebbe andare oltre ideologie e idiotologie varie.
    Hai aperto il mondo di Solange e Sabrina con una certa dolcezza, senza però lasciar scordare al lettore la crudeltà dell’omofobia, ma anche solo del bullismo in generale.
    Ti segnalo giusto “afffacciò”, di certo sfuggito in fase di revisione. Per il resto vai sempre alla grande.

    Aspetto il prossimo!

    • Secondo errore che mi viene segnalato giustamente, manca anche una i finale in ch. Le prime volte, che mi si bacchettava per la trascuratezza, mi mortificavo. Ora con la più bella faccia di bronzo, sorrido, perché sono umana e errare è umano. Siamo in tanti, ciò ci deve spronare al meglio.
      La diversità è ricchezza, purché sia a salvaguardia della dignità della persona e dei suoi diritti civili.
      Ciao, Ciao Pintore.

  • Sensibile, delicato ritratto fatte da te, una donna, di chi donna non è fino in fondo, almeno nell’accezione comune, eppure riesce quasi a turbare un uomo come Tortorici. Strana solidarietà, molto materna, delle donne con chi non accetta la sessualità imposta e cerca di affermare una difficile identità, quella che sente dentro. Argomenti complessi che hai saputo trattare con grazia e slancio. Benissimo, andiamo a conoscere il proprietario dell’auto.🌻🙋

    • Forse, proprio perché donna, perciò più sensibile al dolore provocato dalle sopraffazioni, dalle prepotenze, dalle violenze di genere, che tuttora le donne subiscono, comprendo meglio chi soffre il disprezzo e l’emarginazione. Solange non è un’eccezione, è una persona che si propone agli altri senza nascondersi dietro ipocrite facciate. speriamo siano sempre di più.
      A presto, Ferderman.

  • Il proprietario dell’auto in cui fu rinvenuto il cadavere!

    Mi è piaciuto come hai dipinto Solange. E purtroppo la storia di Francesco/Sabrina è la storia triste di molti ragazzi/e che vengono bullizzati perché “non sono come gli altri” (e come hai scritto nel racconto, non sono solo i ragazzi della stessa età a comportarsi in questo modo, il che fa ancora più male).

    Ciao 🙂

    • Se esiste qualcosa di più grande dell’Universo è la stupidità umana, che si manifesta in modi diversi, ma sempre volti alla distruzione: della dignità se perpetrata su essere viventi, dell’ambiente se irrispettosa degli eco sistemi e del nostro pianeta.
      Educare al rispetto dovrebbe essere l’obiettivo di chi stupido non è. Speriamo!
      Ciao Red, a presto

  • Ciao, bell’interrogatorio!!! Su chi possa aver ucciso Sabrina non c’è ancora un indizio concreto, ma su quello che ha passato nella vita sì!!! E naturalmente il racconto non è stato sguaiato o rancoroso, ma rispettoso e delicato, facendo trasparire l’amore di Solange per lei.
    Ho votato per il proprietario dell’auto, voglio proprio vedere che legami aveva con Sabrina!!! Alla prossima, buon weekend.

    • Brava Isabella,
      tu la chiami Sabrina, rispettando la scelta che aveva fatto palesando il suo essere, il suo sentirsi donna. Ciò non è mai senza dolore, anche se, talvolta, viene espresso con atteggiamenti e parole rancorose. Non così per Solange, ma non tutti hanno come lei la forza di proporsi senza imporsi.
      Ci vuol tanto coraggio.
      A presto Isabella.

  • Capitolo 3)

    Ciao Anna!

    Temo di aver esagerato con gli accenti… spero non troppo!
    Il capitolo sbroglia un passaggio e si aggiungono dettagli sulle ricerche, così da permettere ai lettori di formarsi una minima idea sui fatti.
    Come sempre niente da aggiungere o da segnalare. Il tuo è sempre un viaggio attraverso le vite caotiche e misteriose d Via Botteghelle. Il passato rimane sempre appeso ai ricordi, come descrivi sul finale.

    Aspetto di sicuro il prossimo Anna!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/wYeHXUQbDe8
    Alla prossima!

  • Ciao, mi è piaciuta la resa del dolore/lutto come un qualcosa di solido, di soffocante, di nero e fumoso!!! Per il giallo, invece, è tutto ancora troppo in alto mare per azzardare un’ipotesi, perciò sto in vigile attesa!!!
    Ho votato per Solange, per una visione da chi sa cosa vuol dire essere gay in un mondo che non li capisce, cosa volere di più? Alla prossima, buon weekend.

  • Ciao, Anna.
    Sono rimasta indietro, ma ho recuperato anche l’altro episodio. Cosa facile, a dire il vero, le parole scorrono veloci e coinvolgono sempre. Mi piace molto questa storia. Un bel giallo come sai fare tu.
    Solo una cosa, non ho capito questa frase: già di nico, nico a scuola lo sfottevano. Che significa?
    Voto il dottore e vediamo che succede, anche se credo di essere in minoranza.

    Alla prossima!

    • Traduzione: “fin da piccolo a scuola lo prendevano malignamente in giro”..
      O.k, mi scuso per l’uso forse eccessivo del dialetto ma, a volte mi scappa, perché certe parole non sono facilmente traducibili senza perdere forza nel contesto.
      Ciao keziarica e alla prossima.

  • Ciao Anna,

    Il primo ad essere interrogato sarà “Angelo”.
    La storia promette bene. I personaggi sono già riconoscibili nella loro caratterizzazione anche se siamo solo al secondo capitolo, anche grazie al registro linguistico che hai scelto di usare.
    Molto brava

    Aspetto il prossimo e ti seguo
    Adelaide

  • Capitolo 2)

    Andiamo più sul pregiudizio, mi pare sensato.
    Riesci a rendere il capitolo divertente, nonostante l’argomento abbia delle tinte di giallo che il lettore potrebbe, in alcuni momenti, quasi scordarsi. Trovo sia un bene, perché riesci efficientemente nella narrativa.
    Parte del divertimento potrebbe essere imputabile anche al linguaggio scelto, il quale arricchisce ancor di più il tono sopra le righe della vicenda.
    C’è anche un velo di critica riguardo le confessioni, e questo trovo sia anche un buon escamotage per far calare ancor di più il lettore nella storia. Credibile! 🙂

    Non credo ci sia niente da segnalare nel capitolo.

    Per quanto riguarda le letture, mi sto attrezzando per la nuova stagione, cercando di migliorare sempre lo strumento di promozione delle storie. Volevo iniziare i primi di settembre, ma ultimamente l’intero quartiere è un po’ un cantiere, e mi tocca capire i momenti giusti per poter registrare! 🙂

    A presto!

    • Buon giorno D.N.
      Spero di non aver esagerato con il dialetto. Ho cercato di renderlo comprensibile per tutti ma, vedi, esso è una lingua viva e vivace e, talvolta, insostituibile per la caratterizzazione di un personaggio.
      Grazie per essere passato e di avermi dedicato il tuo tempo e la tua attenzione.
      A buon rendere e a presto.

  • Ciao, Angelo e Grazia Di Dio, davvero una bella fantasia i genitori!!! Anche se di solito nomi simili venivano dati in orfanotrofio… Sacerdote = Gazzettino del Mezzogiorno, è sempre una garanzia di successo, furba la Grazia!!!
    Ho votato per la madre della vittima, di solito gli inquirenti cominciano dai parenti più stretti!!!
    Ah, se t’interessa l’arte e hai voglia di ripassare qualche nozione (più o meno fantasiosa) su quadri e pittori, passa a trovarmi nel mio nuovo racconto. Buon weekend, alla prossima.

    • E non è finita qui, c’è la cugina Gloria.
      Ho davvero conosciuto un Angelo Di Dio, così chiamato in onore del nonno che ci teneva e che era ricco. Alla morte di questo, il ragazzo ereditò e cambio nome. ora si chiama Fabrizio, ma sempre Di Dio è.
      Scusa il ritardo nel rispondere, A presto Isabella.

  • Capitolo 1)

    Si torna in via botteghelle!

    Capitolo divertente, intrigante e anche un po’ triste. Il nostro angelo non può che farci un po’ pena, poverino.
    Scorre tutto rapido e accattivante, quindi rimango in attesa della prossima parte.
    I fratelli mi hanno incuriosito, però nel capitolo dici che Angelo ha già preso l’agenda, quindi trovo più accurato seguire questo indirizzo.

    Aspetto il seguito!

    A presto!
    E bentornata 🙂

  • Ciao, quando ho letto “Via Botteghelle 2”mi son detta: uau che gradita sorpresa!!! E si comincia subito con il botto!!! Il vero mistero, per adesso, è perché una dovrebbe morire bloccando la macchina di un altro e con la portiera chiusa… boh. Bella l’ironia sotto i baffi d’ordinanza per il nome di Angelo.
    Ho votato per portare l’agenda al commissariato, Angelo mi sembra un uomo senza tanti fronzoli che prende la via più diretta e onesta. Magari non è l’opzione migliore per la storia, ma credo che la coerenza dei personaggi sia tutto!!! Alla prossima.

  • Io voto che Angelo la porta al commissariato perché hai scritto che la raccoglie e la mette in tasca.

    Primo! Ciao! Bentornata con una nuova storia! Torna via Botteghelle. Se devo essere sincero, non mi ricordo tutti i personaggi, ma sono convinto che man mano che compariranno la mia mente le richiamerà alla memoria 🙂

    Ciao 🙂

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