Via Botteghelle 2

Dove eravamo rimasti?

A mali estremi estremi rimedi. Come pensa di risolvere i suoi problemi Teresa? si affiderà a Sarina (67%)

Teresa Alliata

“Capisce, commissario, mio marito mi tradiva con un uomo, un depravato omosessuale e meditava di lasciarmi, di partire con lui, o lei, o cosa diavolo fosse, quell’essere diabolico”.

Il disprezzo, il disgusto, l’odio che manifestava Teresa, verso il ragazzo gay, colpirono Tortorici come un getto di veleno, che istintivamente lo fece allontanare dalla donna.

A cosa mirava a za Sarina, Tortorici lo capì subito. Perché sfruttare una sola risorsa se ne hai più d’una? Teresa Alliata era ricca e Sarina poteva offrire diversi rimedi ai suoi tormenti.

***

Quando, qualche mese prima, Francesco, timido ed emozionato, s’era presentato alla porta della  veggente, le aveva chiesto di leggere nelle carte il suo destino; la donna lo aveva invitato a sederle di fronte e, sul tavolo, aveva sparigliato le figure, con fare recondito le aveva osservate a lungo.  Era brava Sarina a cogliere le emozioni dei suoi clienti, era evidente che il giovanotto soffriva per amore. Lui le stava innanzi col viso pallido, gli occhi timorosi, le dita tremanti, ansiose, a ravviare i capelli.: “Cosa vuoi sapere?” gli chiese, carezzandogli il palmo delle mani, come a volerle interrogare.

“ Parlami di lui, dimmi se mi ama, se resterà con me”. Lui, pensò a za Sarina, e un tremolio divertito scosse le sue spalle adipose : “ Masculu è, e magari maritatu”, gli parlò a lungo.

Senza parere, dando speranze e rassicurazioni, si fece raccontare molto sulla relazione.

Alla fine, disse: “ La prossima volta, portami una sua foto e un nastrino rosso, mi serviranno per preparare un nodo magico che lo legherà a te”

Il nastrino non serviva a niente ma, la foto serviva a sapere chi era l’amante del ragazzo.

Non si fece pagare per il consulto, mostrando simpatia e comprensione: “ Fammi solo un favore, – gli chiese- domani prima di venire passa dalla pasticceria di Cosimo e fatti dare i cannoli che prendo ogni sabato”.

L’incarico di saperne di più sull’innamorato di Francesco venne affidato a Santino. A Za Sarina raccomandò di domandare come stava,‘a piccioli’, il misterioso amante.

“ Si chiama Mimmo Alliata, fa u dutturi, picciuli, lui no, ma la moglie, Teresa, è ricca assai”. Queste furono in sintesi le informazioni che Santino riportò. Sarina restò soprappensiero, si mordicchiò a lungo le labbra: “ ‘Sta signora mi piace” concluse, poi: “ Ah, Santino, non c’è bisogno che vai a prendere i cannoli, è meglio non farsi vedere troppo”.

I cannoli del sabato erano speciali, un mezzo per far giungere alla maga la droga, che lei procurava a clienti facoltosi, servendosi di Santino per le consegne a domicilio. Ora l’ingenuo Francesco sarebbe diventato il suo ignaro corriere, in cambio di talismani e magiche pozioni.

Ma era Teresa Alliata e il suo denaro, l’obiettivo di Sarina, perciò l’aveva chiamata, pensava di trarne vantaggi per molto tempo.

***

La figura, il volto, la bellezza androgina di Francesco, tormentavano la mente della signora Alliata.

Se lo figurava tra le braccia del marito e la gelosia si trasformava in odio.

Non riuscì più a star lontana dalla casa della maga; voleva sapere di lui, era ossessionata da quel ragazzo che aveva saputo farsi amare da suo marito. Via Botteghelle era un calvario che percorreva spesso e Sarina sapeva alimentare quell’ansia, quel timore d’essere abbandonata.

 Da qualche tempo si era messa a seguire Francesco, sapeva tutto di lui, dei suoi incontri col marito, della villa in cui si incontravano, si tormentava, ma la sua viltà non le permetteva di agire in nessun modo, finché…

Il giorno che vide il marito preparare una valigia: “ Parti?” gli chiese con voce tremante.

Lui senza alzare gli occhi rispose: “ Domani, un convegno di medici”.

“ Quando torni?”, impietrita, sapeva che non sarebbe tornato.  Non rispose e Teresa Alliata comparò la sua viltà con quella del marito. Lui la batteva mille a uno. Non gli avrebbe consentito di andarsene, d’essere felice con Francesco, lo avrebbe impedito ad ogni costo.

Si trattenne fino a notte alta nella casa della maga e prima di andarsene a za Sarina le parlò: “ Se non scappano domani, non lo faranno più. Tu non ci pensare”, e chiuse il cassetto in cui aveva posato il mazzetto di banconote che Teresa le aveva consegnato. Rimase a lungo seduta al tavolo, gli occhi socchiusi, le labbra strette, poi batté tre volte il suo bastone sul pavimento: era il segnale convenuto con Santino, che dormiva al pianterreno. Sali, significava, ho bisogno di te.

“ Aiutami a mettermi a letto, sono stanca ma, ascolta bene quello che ti dico” e a bassa voce gli spiegò di fare così, così, così… . Poi dormì.

Chi racconterà al commissario come sono andati i fatti?

  • Sarina (25%)
    25
  • Angelina (75%)
    75
  • Teresa (0%)
    0
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142 Commenti

  • Triste finale, giunto col fiato corto ma a mio parere addirittura struggente, tragico e per nulla da sottovalutare. Non sei contenta, ma non ti fermare, le storie sono tante, basta acchiapparle al volo; e se non ci riesci tu…
    Un carissimo saluto.🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 10)

    Ciao Anna!

    Concordo con la tua visione. Di certo il racconto avrebbe giovato di qualche carattere in più, ma puoi sempre recuperare nel file privato. 🙂
    La costruzione della storia, qui, perde un po’ di potenza, ma l’idea e i temi trattati sono genuini e interessanti, oltre a fornire un particolare punto di vista. Credo che nel finale tu sia riuscita comunque a trasmettere una certa sensazione di “abbandono” e “rassegnazione” nel nostro Tortorici. Funziona.

    Aspetto di leggerti in una prossima storia! 🙂

  • Ciao, in fin dei conti non è successo nulla di strano, una storia di tradimento che si ripete fin dall’alba della vita!!! Il lato più controverso consiste sempre nella reazione, a volte sanguinosa e definitiva!!!
    Ah, non preoccuparti, è una cosa che succede a tutti, anche ai più famosi e osannati scrittori!!!
    Ho votato per Angelina!!! Alla prossima.

  • Capitolo 9)

    Ciao Anna!

    Sappiamo bene che può succedere! Trovo che non sia per forza un male, fare una pausa. Spesso stiamo cercando solo lo stimolo giusto per comprendere noi stessi il senso ultimo della storia che proviamo a raccontare. Bentornata!
    Voto per Angelina!
    🙂
    Aspetto il capitolo conclusivo! 😉

  • Scusate il ritardo ma rieccomi ancora qui a scrivere e leggere tutte le vostre storie. Mi è capitato improvvisamente di non ritrovare il filo della mia storia: il vuoto assoluto. Forse la storia non mi piaceva più, aveva preso un percorso difficile e ho dovuto pensarla di nuovo e trovare un finale accettabile Era giusto completarla e spero di riuscire a farlo bene. A voi il giudizio.

  • Ciao, Anna e bentornata.
    Devo dirti che mi sono bastate poche righe per riprendere in mano il racconto, non ricordo tutto esattamente, il tempo è comunque passato, ma i fatti salienti sono lì, belli freschi come appena scritti. Merito evidente della tua capacità di raccontarli?
    Spero tu stia bene e spero anche di leggere presto il finale che immagino avere come protagonista la Za Sarina, che, magari, se le opzioni mi seguono, racconterà la verità sull’accaduto… ma cosa è accaduto? Beh, vedi, non ricordo proprio tutto. ?

    Alla prossima!

  • Angelina! Voglio rivedere Angelina!

    Et voilà! L’omicidio è servito su un piatto d’argento e coperchio d’oro, in tutti i sensi.
    Mentre mi aspettavo che za Sarina c’entrasse qualcosa, mi ha colto alla sprovvista che foste tanto invischiata nel gioco, da essere il motore trainante e non una che era “saltata sul carro del vincitore” per goderne i frutti.
    Complimenti!

    Ciao 🙂

    • Buongiorno Nina.
      Mi fanno davvero piacere i tuoi apprezzamenti sui personaggi della mia storia. Sai, è una vita che osserva la gente e di ognuno mi resta un’immagine particolare.
      La trama nasce di giorno in giorno, mentre passeggio o fantastico nel far niente di una pensionata.
      Ormai devo decidere chi è l’assassino e ancora sono indecisa.
      A presto Nina, ciao ciao.

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