Il caffè

Dove eravamo rimasti?

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Il mistero del conte

Camilla, in cucina, versava dalla cuccuma il caffè caldo, profumato del mattino, quando una scampanellata alla porta la investì facendola trasalire, e la sua camiciola candida si arricchì di una bella carta geografica color castagna.
Fuori nel vialetto, che si sbracciava, c’era il postino, che era anche suo figlio; era trafelato, incazzato, e aveva i pantaloni strappati.
— Lillo! Ma che ci fai qua? — chiese meravigliata.
— Non ridere, lo so che i cani del cavolo e i postini… ma io e Ruggero siamo sempre stati amici, e invece oggi guarda qua!

Superata l’emergenza a carezze e cappuccino, finalmente si poté sapere cos’era successo.
L’uomo, dovendo consegnare una lettera al conte Biro, s’era presentato in villa, a casa sua, e il suo amico Ruggero, il molosso, s’era incazzato in maniera insolita e aveva deciso di mangiare lui per colazione.
— Esagerato! — disse Camilla — ma quello, il cane, non era dentro, dietro il cancello?
Lillo, colto di sorpresa dalla osservazione, disse: — Già! Come mai era fuori? — e propose di tornare insieme a vedere.
La giornata era tanto fredda quanto luminosa; veniva voglia di fare, e Camilla che non vedeva l’ora di impicciarsi un po’, prese il cappotto e via!

Dieci anni dopo...

Enzo Padellaccia, macellaio prima, e ora anche illuminato imprenditore allevatore di suini, nell’intento di allargare la cantina, visto che il Brunello e l’Amarone stavano stretti, aveva trovato appecoronata dietro un pertugio una mummia con una scatola di latta vuota stretta nella manina secca-secca, e un parrucchino nero sul cranio spolpato dalle tarme.
Le indagini che erano seguite avevano riconosciuto in quel fagottino di ossa l’ex titolare della casa e della tenuta, il conte Biro, che, però risultava essere stato regolarmente sepolto dieci anni prima.
In seguito a quei fatti un giorno si presentò ai C.C. La signora Camilla B. che sembrava avere notizie in proposito.
— Il cancello non era chiuso a chiave, — raccontò — e la porta della villa era addirittura aperta. Ruggero, un mastino napoletano di ottanta chili, lo ammansimmo a trippa avanzata dal sabato e pane secco, e lì, però cominciarono le preoccupazioni. Era rimasto fuori e senza mangiare… come mai? Il motivo era che il conte, poveraccio, stava steso sul letto rigido come un morto, e anzi, a dire il vero, vivo non sembrava proprio, giacché aveva un coltello piantato in mezzo al petto, e un biglietto: “Muoio per mano mia. Perdono!”

Fin lì era cosa nota; ma poi la donna raccontò anche com’era proseguita la vicenda.
— Mamma hai visto? — Aveva detto il ragazzo. E lei: — Eh, come no! Una bella messa in scena.
— Dici mamma? E da cosa lo arguisci, se è lecito?
— Io non arguisco, io semmai deduco.
— Ok. E allora?
— Il conte qua non è il vero conte.
— Mamma, è lui!
— No, è un sosia. Non mi credi? Gli hai osservato il naso?
— Il naso? Quale naso?
— Il suo naso. I peli. Ha i peli del naso lunghi. Non è lui, non può essere.
— Come sarebbe?
— Sarebbe che il vero conte non ha i peli lunghi nel naso.
— E tu che ne sai?
— Non pensare che misurare la lunghezza di certo pelo sia la mia occupazione, ma invece chiediti chi sia la mia migliore amica.
— La Luisa, l’estetista.
— Yes! Capito? L’ultima volta che è stata qui è stato due giorni fa, e quindi?!
— Tu dici che il morto non è lui?
— Io dico.
— Cacchio ma’. E adesso?
— Facciamo la prova del nove. Porta qua Ruggero, vai, vai!
Ruggero portato al capezzale del morto non aveva fatto una piega, si era grattato qualcosa sul collo e borbottando si era disteso a tappetino in un angolo.
— Hai visto? — Aveva concluso Camilla.

— Andò davvero così? E adesso? — chiese il maresciallo.
— Eh!, adesso tocca voi.
— Ah, certo ma perché non avvisaste i colleghi allora?
— Allora-allora…, al quel tempo? Marescia’ ma voi pensate che il vostro collega si sarebbe messo a contare i peli del naso del conte morto? O avrebbe magari interrogato il prezioso testimone, il cane? Quelli erano particolari che potevano colpire una casalinga come me, una che legge i gialli, non certo la polizia, quella vera!
— E certo, capisco. Tuttavia un’idea di quello che è successo ve la siete fatta?
— Sì, è facile. Agatha ci andava nozze con queste cose.
— Agata?…
— Christie, Agatha Christie. Una morte inscenata, tanto per sparire e salvarsi da qualche impiccio. Tutti gli averi convertiti in gioielli e diamanti, messi una scatola e nascosti, per recuperarli in seguito. Solo che poi, scommetto, quella scatola il nostro caro conte la ritrovò vuota e ci rimase secco.
— Voi dite? Interessante. E secondo voi chi potrebbe aver recuperato la refurtiva?
— Maresciallo, che refurtiva, non era refurtiva, erano i gioielli di famiglia.
— Giusto, esatto, certo, come no. E allora?
— E allora adesso tocca a voi io, sa, devo ripartire. Mio figlio a Puerto Cabezas mi aspetta. Ha fatto fortuna là, con le noci di cocco e con le banane; sapesse che banane hanno laggiù!
— Ma vostro figlio non faceva il postino?
— Il postino? Sì certo, prima.
— Prima di che?
— Prima. Allora. Poi sa, la vita riserva sempre delle sorprese!

Prossima storia un giallo, e dopo?

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127 Commenti

  • Ah ah ah, magari averne di vicini così, almeno sono simpatici e il casino lo fanno solo a colazione 😅😅😅
    Divertente, Fenderman, come tu sai essere con queste storielle incredibili.
    Ma la moglie lo sa che potrebbe (non) essere incinta di Scialasetta? Sei tremendo, anche i trichechi alieni ti sei inventato!! Bravo, Fenderman, avrei voluto vendetta, ma ho preferito ridere.
    Ottima conclusione.

    Alla prossima!

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    Questo capitolo conclusivo è stato davvero divertente! 😀
    I giochi di parole, d’immagini e di sensazioni è super efficace, oltre che particolarmente simpatico.
    Ottima dimostrazione di come giocare con il lettore, la narrazione e creare un contenuto differente sotto ogni aspetto!
    Non mi pare di aver letto niente di storto!
    Aspetto di sicuro la nuova storia!
    Continua così.

    Alla prossima avventura!

  • Ciao, Fenderman.
    Avendotelo proposto, non posso che votare per il vicino esasperato (che poi sarei io! 😅) spero in una vendetta quantomeno letteraria. 😉
    Accipicchia, come diceva la suora alle superiori, qui ce n’è di ogni. Queste suorine sono terribili! Si dice che la genialità del diavolo stia nel fare credere al mondo di non esistere… e guarda un po’ che ti combina…
    Sai sempre mettere tutto al posto giusto, ogni parola ha il suo compito e tutto fila. Non ti dico altro, sarebbero solo complimenti e poi divento ripetitiva 😉.
    Alla prossima, confido in te!

  • Che carino questo capitolo! Mi ha fatto sorridere dall’inizio alla fine, complici le imprecazioni, gli scivoloni, le allusioni. L’unica cosa che ti segnalo è l’incipit, avrei iniziato con il passato remoto “… la voce severa della badessa ruppe il silenzio… etc etc “. Per il resto nulla da eccepire, talmente carino che lo vedrei come copione per una commedia satirica sulla vita ecclesiastica, che Dio mi perdoni 😀
    A presto caro. PS = ho scelto il vicino esasperato, perché in fatto di vicini ho un serraglio che non ti immagini…

    • Ciao Angela, sarai perdonata ( e poi ti chiami Angela!)
      La storie di convento vanno di moda e ce ne sarebbero da raccontare. Al di là di certe stupidaggini televisive le storie orientate al mistico e alla dissacrazione del mistico sono davvero accattivanti. Chissà che non capiti di tornare sul tema.
      Poi se ti va mi dirai dove stai perché se la connessione è quella che dici, mi sa che è un posto bellissimo!🙋🌻

  • Capitolo 9)

    Ciao Federman!

    Che capitolo!
    Ci hai messo dentro di tutto, e ha funzionato alla grande. La scelta dei termini e dell’ambiguità li trovo geniali. La tua è un forte ispirazione, e sono contento abbia deciso di condividerne un po’ dei frutti con noi! 😉
    Come sempre, fai venir voglia di sapere di più su certe vicende. Anche se il bello è proprio sapere che non si potrà mai avere certezza di niente, perché sono episodi sospesi. Complimenti!
    Non mi pare ci sia niente da segnalare.
    Aspetto l’ultimo capitolo!

    Voto anche io per l’alieno e il tricheco. 😉

    • Ciao Giuseppe, ti confesso che il meccanismo del “non tutto detto” non so come altrimenti chiamarlo, mi sembra il meccanismo giusto per un format autoconclusivo così breve. Dare un finale sarebbe diminuire la forza della storia. È giusto che il lettore legga e immagini, e magari inventi un seguito, o una trama non svelata, a suo esclusivo uso e consumo, come complemento e/o completamento della vicenda. Si parla spesso qui da quando ho iniziato questo esperimento della storia ad atto unico, de “ Ai confini della realtà”: è proprio così, è quel meccanismo magico che sorprende e non spiega… Hanno inventato tutto loro, noi ne approfittiamo per raccontare le ‘nostre’ storie dopo aver visto le loro. Grazie ancora… Ciaooo🙋

  • Ciao, mi hai ricordato il racconto di una certa pescaia toscana… dove sembra che il diavolo urli di notte!!! Meglio non passare per quei luoghi con il buio, ma non ti dirò dove sia (a meno che tu non lo sappia già), perché qualche piccolo segreto rende la vita più misteriosa e curiosa!!!
    Ho votato per l’alieno e il tricheco, mi sembrava d’obbligo!!! Buona domenica e alla prossima. Piove ancora a Roma? Ho visto come sempre le strade allagate (negli anni mi ci sono inzuppata anch’io più di una volta)… le paperelle come stanno?

    • Ciao Isabella, di luoghi indiavolati non manchiamo, anzi!
      In quanto alla pioggia c’è una pausa ma riprenderà e gli allagamenti vista la quantità incredibile di acqua caduta sono davvero niente se ricordiamo un passato anche recente.
      Grazie del commento, vediamo se il tuo tricheco la spunta e dunque, appuntamento al finale, ciaooo🙋🌻

  • Io voto l’alieno tricheco 😀

    Ciao! Questo racconto è molto vicino allo stile de “Ai Confini della Realtà” anche se con uno stile un po’ particolare: molto frammentario in alcuni punti, forse dovuto ai caratteri, non so.

    Ogni tanto hai delle uscite spettacolari che vien voglia di continuare a leggerle 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, davvero bel giallo, ma vorresti far intendere che il ladro di gioelli è stato il postino? E che magari sua madre sta per raggiungerlo in “latitanza”? E che magari i carabinieri non hanno prove per arrestare almeno lei? Peccato!!!
    Ho votato per fai tu, perché ti devo confessare una cosa. Appena ho letto “suggerisci un personaggio”, il mio cervello ha urlato: il tricheco clandestino!!! Non chiedermi perché, non lo so nemmeno io, però non ho voluto essere cattiva. Almeno questo lo so!!! Alla prossima.

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Siamo quasi alla fine. Io mi unisco al suggerimento di Kez, l’idea mi piace.
    Capitolo spensierato e divertente, nonostante si abbia a che fare con un bel guaio.
    Niente da aggiungere o segnalare: il capitolo è filato liscio sino alla fine.
    Il termine appecoronato mi ha fatto molto ridere!
    Alla prossima!

  • Se la prossima storia è un Giallo, per il finale fai tu 🙂

    Ok, non si sa chi ha rubato i gioielli anche se ora i carabinieri hanno un sospettato 😛
    Come il più classico dei classici, la nostra Camilla/Marple ha indovinato la cosa ma non può riferirla perché nessuno le avrebbe creduto.

    Devo dire che il modo di narrare mi è risultato molto piacevole, nonostante i salti temporali senza spazi (perché probabilmente il sito se li è mangiati). Complimenti! 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi, Fenderman.
    Certo che il cocco e le banane rendono eccome! Però che fine ha fatto la nostra casalinga investigatrice? L’hanno lasciata raggiungere il pargolo o è finita, come dire, a pane e cocco in gattabuia?
    Per il prossimo episodio, visto che da un anno ormai, e spero per poco ancora, sono afflitta da vicini maleducati, ti propongo un personaggio: l’inquilino esasperato.
    Vedi che riesci a fare per lui 😉
    Episodio divertente, sempre godibile. Che vuol dire “appecoronata”? Non l’ho mai sentito.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Appecoronato è chi sta nella classica posizione prostata di un musulmano in adorazione, che ricorda quella di una umile pecorella. Espressione spesso utilizzata per indicare in maniera fortemente critica certa stampa troppo indulgente con i potenti di riferimento.
      Evidentemente il conte Biro aveva nascosto il suo tesoro in modo che per recuperarlo si doveva “appecoronare”.
      L’espressione voleva anche essere indicativa di come i umiliarsi davanti al vile denaro non paga! Grazie, carina l’idea dei vicini!😉 ciao 🌻🙋

  • Ciao, ho letto solo ora…
    Mi è piaciuta l’atmosfera trasteverina nella quale mi hai fatto immergere! Gli eventi collettivi sono sempre uno spettacolo di umanità molto interessante.
    Non so se sono in tempo, ma io proporrei una storia con protagonista proprio Fiorella che hai reso così viva in questo capitolo.
    Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Hai sempre la grande capacità di sorprendere il lettore, e i finali sono davvero il tuo forte!
    In poche parole sei riuscito a raccontarci questi personaggi e lo loro disavventure, e intrigante è proprio il risvolto dovuto a una buona azione, pur se per curiosità.
    A questo punto voglio proporti un personaggio differente dal solito: un “Hikikomori.” Nome preso in prestito dall’omonima figura giapponese, ovvero un individuo che si è rifugiato nei videogiochi, nei fumetti o in quanto sia principalmente legato online, smettendo di uscire letteralmente di casa. Sono persone che smettono di avere legami addirittura con la propria famiglia.
    Sono certo che sapresti tirare fuori cose incredibili!
    Alla prossima!

    • Ciao GGP,
      A quei tipi là Ikikomori, un po’ marginalmente mi sono interessato descrivendo il personaggio di Diego figlio di Umberto Ruggero Salvi in “La Formula”. Gli crolla il mondo intorno e lui neanche esce dalla cameretta.
      Certo che poi lui è stato “rispolverato” da Lucetta, tutto sommato era recuperabile!😉
      Spunto interessante che in ogni caso dovrò conciliare se l’opzione prevarrà, con gli altri che verranno: vedrai che bel minestrone!
      Grazie ancora…. Ciao🙋

  • Ciao, quando ho letto l’inizio della storia ho sorriso per la coincidenza. Oggi, a Venezia (e anche in altre città del Veneto) è la festa della Madonna della Salute con tanto di ponte votivo sul Canal Grande e bancherelle con ogni ben di Dio, borseggiatori compresi!!! Bella trovata il merlo indiano, quand’ero piccola nel mio quartiere ce n’era uno che fischiava (e commentava pesantemente) a tutte le donne!!!
    Ho votato per proponi un tema: alieni (che naturalmente puoi declinare come vuoi tu)!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie.
      Bella coincidenza davvero! Ho assistito varie volte alla regata storica, quella settembrina, ma questa me la sono persa. Bello però: tutto il mondo è paese. La Madonna fiumarola segna l’inizio delle vacanze per Roma e i Trasteverini e ora che la città in quel periodo pullula di turisti è diventata un gran casino mistico/commerciale. Spesso si va perché si “deve” andare.
      Grazie, saluti da Bla-bla che anche dal mondo dei giusti continua a insultare la sua vittima assassina (magari in sogno!) 🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Ma ce la fai sempre, mi freghi ogni volta e ogni volta mi lasci col sorriso!
    Che bello questo episodio, bravo davvero. Hai costruito tutto in modo che si pensasse che la donna, che esce solo con le amiche e che si diverte pure, si portasse dietro la voglia di restare vedova e invece… guarda un po’ è un’assassina di poveri merli spernacchioni 😂😂😂 fantastico.
    Per il prossimo, vediamo, propongo: “non è tutto oro quello che luccica”.
    Ho visto che hai cominciato una nuova storia, vado a curiosare…
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, i capitoli erano pronti da due tre giorni ma il blocco del sito ha affollato le storie al casello!😁
      Grazie, come sempre sei gentilissima, ho voluto raccontare uno spaccato seppur brevissimo di una Trastevere insolita, quella che si ritrova intorno alla sua vecchia festa di fine Luglio, preludio alle vacanze.
      In quanto al Merlo lo adoro anche se, immagino, la convivenza con dei personaggi così scomodi dev’essere difficile davvero!
      Grazie, buonissima giornata!🙋🌻

  • Finalmente un nuovo capitolo! Lo aspettavo, sai? Sapevo già che ci avresti portato a Trastevere, la festa de noantri, piazza Mastai… Caratterizzazione perfetta della ragazzina, con quella frangetta che liscia con le dita, pareva di vederla. Il finale è stupendo, io già pensavo a un omicidio, ma in effetti un morticino c’è stato, povera stellina 🙂 Meglio trapunta o trapuntata di stelle? La prima mi fa pensare alla coperta che si mette sul letto, ma penso sia valida in entrambi i modi. Quisquiglie a parte, è sempre una lettura piacevole. Piacevolissima. A presto.

  • Ciao! Mi è piaciuto: la sintesi in cui hai raccolto una vicenda articolata aumenta l’intensità della storia e lascia spazio all’immaginazione di chi legge. In ogni episodio c’è una nuova idea: ma che fantasia hai?! La invidio molto!
    Voto “Il viaggio” perchè è un tema che amo.
    Alla prossima

  • Ciao, mi hai fregata!!! Pensavo che a uccidere il poveretto fosse stato l’Americano e non viceversa!!! Anche se dai pensieri di lei sembrava essere una vittima innocente… fino alla “pietrata” finale. Ah, attento agli apostrofi malandrini!!!
    Ho votato per il mistero del conte, un po’ di nobiltà ogni tanto non fa male. Sempre che non si tratti del soprannome di qualche borgataro!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao, fendrman.
    Questa volta ho riconosciuto il mio suggerimento, i cristalli… li amo anch’io, anche se non ne conosco granché le proprietà, mi piace guardarli, tenerli in mano e pensare che, chissà in che modo, possano trasmettere tranquillità.
    Sei sempre insuperabile, non c’è storia che non potresti raccontare. Questa volta voto il mistero del conte, di suggerimenti ne avrei a iosa, ma è giusto lasciar spazio anche alle tue di idee 😉
    Hai capito la scienziata? Le donne sono strane davvero, vedono sotterfugi e misteri ovunque, spesso ci azzeccano però. La cosa buffa è che, leggendo dei suoi benefici, la Rosa del Deserto servirebbe a livello fisico per rafforzare le ossa (più che rafforzarle, in questo caso, le ha demolite) e a livello mentale sarebbe utile nel frenare reazioni incontrollate… oltre ad altre cosucce amorose. Direi che hai scelto il minerale giusto 😅
    Bravo, lo sei sempre e io te lo ripeto.

    Alla prossima!

  • Concordo in tutto e per tutto con il commento di Giuseppe. Persino la scelta è identica. Sei molto bravo, anzi, secondo me sei la penna migliore qui su “The Incipit”. Toglimi una curiosità, hai pubblicato con qualche CE di peso? Perché secondo me dovresti e se ancora non lo hai fatto, invia qualcosa in visione. Devo fare commenti brevi, altrimenti non vengono accettati. Sigh.

    • Ciao Angela, troppo buona.
      Pubblicare? Ho pubblicato su Amazon, come tanti, ma la strada maestra mi pare davvero difficile da intraprendere. Tuttavia è, credo il desiderio di tutti e quindi come escluderlo?
      Per intanto incasso il gradimento, e ti saluto con grande simpatia. Ciaooo🙋🌻

  • Capitolo 6)

    Ciao Fenderman!

    Con il mistero del conte ci gasi, però!

    Mamma mia, ma come ci riesci? Raccontare una storia del genere, con tanti di quegli elementi, riuscendo a concentrarla in 5000 caratteri, e forse anche qualcuno in meno. Davvero i miei complimenti. Nessun passaggio risulta forzato, tutto è veicolato a trasmettere il preciso messaggio. Hai dei tempi ottimi e una struttura che riesce comunque a far evincere una certa caratterizzazione dei personaggi.
    Davvero, non so proprio più come dirtelo: ogni volta riesci a sorprendermi! 🙂

    Consigli? No, dico, per noi! 😀

    Aspetto la prossima!
    Ciao!

  • Il mistero del Conte!

    Se devo essere sincero, questi finali improvvisi e truculenti mi colpiscono ma non mi lasciano niente poi dietro (a parte una sensazione di disagio). Non mi piacciono per niente!
    Ciò detto, Jim o era davvero stupido o fuori scena questa si ritrova in galera…

    Ciao 🙂

  • Andiamo in soffitta, ci si trovano sempre cose interessanti…
    Ciao, Fenderman.
    Alla fine, i nostri personaggi del cuore trovano modo di fare capolino. Non sono sicura che sia un lieto fine, il povero bassotto, se ritenuto colpevole, potrebbe subire una dura condanna. 😉
    Non c’è nulla da fare, tu con la penna fai ciò che vuoi e riesci sempre a intrattenere, ecco: questo è quello di cui parlavo sul gruppo: saper fare e saper piacere. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie, anche a nome del bassotto, che chiameremo Can. Lui ha comunque un buon avvocato e saprà difendersi.
      In quanto alla penna… mi è tornato a mente un pensiero di ieri mattina quando firmavo il contratto di assicurazione della mia cinquecento del 1970… “Ormai la penna serve solo per firmare e neanche sempre!”
      La mia amata 500 una cosa così non la capirebbe…😏
      Grazie ancora per l’apprezzamento, e appuntamento a presto!🙋🌻

  • Capitolo 5)

    Ciao Fenderman!

    Oggi non avevo intenzione di leggere niente, ma come ho notato il titolo del nuovo capitolo, mi hai trascinato subito all’interno della storia. Non ho saputo resistere 🙂
    Altre volte ti ho detto che creare una vera e propria collana di queste avventure sarebbe una bella trovata, anche a solo uso personale e di conoscenti. Hai imbastito una trama da poterci gestire una vera e propria Sitcom, di quelle realizzate bene. Divertente, seria quando deve, sarcastica quanto serve e tremendamente accattivante!
    Ho potuto notare che anche i nuovi lettori, grazie ai dovuti accorgimenti, sono riusciti a entrare subito all’interno della storia, proprio come quando scoprivi una nuova serie in tv, iniziata chissà da quanto, e allora ti veniva voglia di recuperarla tutta sin dall’inizio. Fortuna che si possono recuperare le storie qui su The Incipit! 🙂
    Bravo come sempre. Altri ti hanno già segnalato dei punti incerti, io ho avuto qualche difficoltà (ma magari è la stanchezza di oggi) con questo passaggio:
    ” Venendo a casa mi stavo giusto chiedendo come sarebbe successo che anche stavolta sarei stato io il responsabile…” il senso, dopo averlo riletto, è chiaro, però mi pare una frase un po’ complicata.
    Per il resto, i miei complimenti! 🙂

    Aspetto il prossimo, e dico di andare in soffitta! 😀

    • Ciao GGP
      Grazie, grazie, grazie.
      Andando subito al punto, la frase di Paride… è volutamente confusa (e infatti subito Agata ci mette il dito) perché l’uomo è, al solito, in difficoltà con lei che lo accusa di tutto e del contrario di tutto.
      Ho immaginato il poveretto in macchina che si sentiva già accusato di chissà che, solo perché la piccola aveva preso una cantonata…
      Va be’, grazie ancora, adoro questa famigliola, ormai vivono con me e avrei voglia di raccontare tante cose di loro. Mi frena solo il timore di annoiare qualcuno. Boh, vedremo, certo se avrò qualche buona idea non vi risparmierò!
      Ciaooo🙋

  • Ciao, è sempre bello ritrovare Carlotta & co., ma povero Kruger!!! Si saprà mai il nome del vero colpevole? Aaaahhhh, non ci dormirò la notte!!! Ho anche un altro dubbio che mi assilla. Quel “troviano” è un vero refuso o lo hai voluto mettere lì malandrinamente per sfottere mammà che ha corretto papà sul tempo verbale?
    Un’altra cosa… perché il punteggio si è ridotto a 9? Chi ha rosicchiato Kruger ha rosicchiato anche il tuo punteggio?
    Ho votato per Trastevere forever!!! Alla prossima.

  • Ciao, ho voluto stavolta fare una “rimpatriata” coi i miei cari, carissimi personaggi di tante storie scritte anche come Ottaviano. Per me con loro è tornare a casa, (e ogni tanto è d’obbligo!)
    Quando, tempo fa li avevo lasciati, Kruger era stato appena ritrovato in quello stato, dopo un incubo terribile in cui il leone Kant inseguiva Carlotta. Tu capisci dunque quale fosse il dramma!😁
    È stato molto bello e adesso se vorrete andremo in Trastevere!🙋🌻

  • Hai imbastito proprio un bel caso. A partire dal titolo, che uno si immagina chissà chi sia questo Kruger e poi viene fuori che è un peluche. Spassosi i dialoghi tra coniugi e in generale il piglio ironico del racconto che scorre via e alla fine si resta sempre che se ne vorrebbe leggere un altro po’. La scelta è caduta su Trastevere, quartiere dove è cresciuto mio padre e al quale devo il mio forte accento romanesco. Per il momento è la scelta che va per la maggiore, ma temo sia perché sono la prima a commentare. Vedremo come andrà. Bravo come sempre.

  • Ciao, Fenderman.
    Scusa il ritardo, ultimamente (e questo “ultimamente” si protrae) non riesco a stare al passo.
    Devo essere sincera: non sono certissima di aver capito tutte le dinamiche, il prete ha fatto le corna ed è stato ucciso, ma da chi? Da Corda o da Pietra? Perdonami, ma mi manca la giusta concentrazione.
    Come al solito, ho trovato grandiose le descrizioni e per il prossimo, vediamo, voto un tema: qualcosa che coinvolga un collezionista di cristalli e una scienziata in là con gli anni, vediamo (se l’opzione vince) che t’inventi. So che tireresti fuori qualcosa di geniale. 😉

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, non ti preoccupare in fondo “scripta manent”, puoi leggere se vuoi anche fra un anno.
      In quanto al delitto è opera di Pietra infatti Corda, il marito, arrivando in canonica trova “… cadaveri e sangue…” ad attenderlo, giusto per potersi autoaccusare del delitto.
      Il tuo suggerimento, è complicatino e quindi stimolante… Vedremo.
      Per ora ancora grazie e a presto!🙋🌻

  • Ciao,
    allora inizio col dirti che la parte che mi è piaciuta di più è il flashback nel passato, belle le descrizioni dei paesaggio, anche se ti segnalo un po’ troppi aggettivi (era una notte serena, fredda, silenziosa, mesta, contrita). A parte questo dettaglio, è tutto molto suggestivo, compresa la scena finale ovvero la scoperta del delitto. Alcuni passi mi sono piaciuti moltissimo tipo “c’era nel suo incedere il sentore di una tragedia imminente”, l’ho trovata una pennellata perfetta che mostra la scena senza tante spiegazioni. Ho scelto il giallo, è un genere che amo, subito dopo il mistery. A rileggerti.

  • Capitoli 3-4)

    Mi sono perso un capitolo per via dei vari impegni!

    Ho trovato il terzo ben curato, specie per il monologo interiore del personaggio che, solo alla fine, risulterà ben chiaro. La struttura mi è piaciuta parecchio.
    Il quarto è decisamente più simpatico, nonostante il tema trattato. Trovo che ti riesca sempre bene gestire certi personaggi: hanno carattere, divertono e il lettore s’incuriosisce subito. Alla fine, per certe persone, meglio la galere che le corna, no? Brutta storia!

    Punto sul nero, anche se sta vincendo il giallo. Vediamo cosa riesci a tirare fuori. Nel dubbio, o nel pari, perché non giocare sui colori di una squadra? 😀

    Sei forte come sempre.
    Alla prossima!

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Un episodio con finale amaro. Amarissimo. Ben costruito e calibrato a dovere, nel finale che non ti aspetti c’è però una sorta di accelerazione e il gesto arriva non solo inatteso, ma anche per certi versi non giustificato. Ho idea che mi sia sfuggito qualcosa, forse il fratello non era malato ed era una sorta di mummia tipo nel film “Psycho”? Comunque sia, un bel racconto, di quelli che se ne vorrebbe leggere ancora. Bravo.

    • Ciao Angela, permettimi di lasciarti nel dubbio.
      Era vivo o già morto, magari da anni, e suo fratello lo impersonava davanti agli altri solo per riscuotere la pensione?
      Decidi tu, io dico che la realtà a volta supera la fantasia e se così fosse non sarebbe la prima volta che accade!
      Grazie del commento, e a presto!🙋
      Ciao 🙋🌻

  • Ciao Fenderman, mi ha fatto molto ridere il finale pulp! Il tono ironico e a tratti surreale delle tue storie rende leggero ciò che leggero non è: quando il torbido delle mura domestiche esce allo scoperto può avere esiti esplosivi…
    Dei tre racconti pubblicati quello su Santino e Mariuccio è quello che ho preferito e forse poteva occupare anche più episodi, approfondendo maggiormente i personaggi che sono molto interessanti.
    Ciao!

    • Grazie Nina, certo in 5000 caratteri si può solo presentare una storia, ma in fondo siamo in un mondo che si chiama the incipit. 😊
      In quanto ai due personaggi mi piace l’idea che rimangano sospesi nell’immaginario, che non si capisca bene fino in fondo chi siano davvero… Viene voglia di chiedersi se gente così esista davvero. Io credo di sì!😏
      Grazie del tuo commento e a presto!🙋🌻

  • Nero, siamo quasi ad Halloween!!
    Ciao, Fenderman.
    Mi hai scritto un capitolo davvero raccapricciante, mi stupisci sempre, perché non si sa mai dove andrai a parare; e dire che non sei nuovo a queste virate finali 😉😅.
    Mi è piaciuto molto, alla Psyco, doppia personalità? E poi ci metti sempre quelle frasi, piccole, che quasi tentano di nascondersi tra le parole: “fuggendosene, tirato via dalla fretta.” in una frase cortissima apri alle ipotesi su chi sia il ragazzino, io immagino il lavorante di una pasticceria, uno che lavora per un principale giusto, ma severo, che lo rimprovera e per il quale il tempo non si regala mai.

    Alla prossima!
    p.s. perdonami se ho scordato di averti proposto l’argomento, ho bisogno di ferie… ma lunghe però. 🙂

    • Ciao Keziarica, bella la tua riflessione sul garzone della pasticceria. In fondo quello scenario che tu hai ipotizzato è quello che sappiamo essere verissimo ogni volta che uno spedizioniere ci consegna un pacco… Ed è esattamente quello che intendevo. Questo ovviamente nel nostro caso serve anche ad alimentare la storia e a creare il malinteso sul reale destinatario… Grazie del tuo puntuale gradito commento e a presto!🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Alla ricerca del tempo perduto, forza Bibiano! Il nostro soffre di un complesso, e se ne libera mettendo d’accordo sinistra, destra e la porpora: Bennato cantava “L’isola che non c’è”….
    Leggerezza spettacolare, il crescendo va in crescendo; la tv è sempre in agguato dalle tue parti.
    Bravissimo, unico appunto la scelta finale, che rimane anestetizzata; comunque scelgo la ciambella singola. Gli zuccheri…
    Ciao e buonissima settimana!

  • Capitolo 2)

    Ciao Fenderman!
    Non mi riesce di recuperare il capitolo in video, che peccato!

    Alla fine mi sono fatto proprio una grassa risata, genuina, come si presenta il racconto. Il nome del protagonista poi, potrebbe ricordare al lettore altre vicende, e le sento già!
    Il tema che hai voluto trattare è particolare e potrebbe anche innescare qualche discussione in merito al personaggio e alle reazioni alla sua natura e al proprio modo di essere. Il tono è come sempre super spensierato, di gran classe.
    Niente da segnalarti, ci hanno già pensato gli altri autori. 😉
    Mi è piaciuto molto come capitolo, complimenti!

    Che altro dire? Aspetto il prossimo, sperando si tratti proprio delle due ciambelle. Quali? Non vedo l’ora di scoprirlo!
    Alla prossima!

    • Ciao GGP
      Ho scelto un personaggio discutibile eppure vero. Personaggi come lui esistono, erano molti di più in passato quando.l’ultimo di una cucciolata diventava come Bibiano un “oggetto” di devozione quasi, e per la madre il modo per rimanere attaccata alla sua femminilità compromessa dalla menopausa. (Quanto ci sarebbe da dire!).
      Ovviamente poi la vita ha i suoi percorsi e i tanti piccoli Bibiano, accolti come dono del santo del giorno in barba alle consuetudini parentali invece obbligatorie per i figli arrivati per primi, seguono a volte percorsi complicati.
      Il nostro eroe a mio avviso è stato bravo e coerente e non ha abboccato alle provocazioni ipocrite dei social, bravo a lui e auguri!🙋
      Ciao, grazie, grazie!🙋

  • Molto carino il tuo racconto. Non ricordo se te lo avevo già detto, ma il tuo stile mi ricorda quello di Andrea Vitali, autore che mi piace moltissimo e di cui penso di aver letto quasi tutto. Uno stile chiaro, semplice, efficace e velato di umorismo. Quando ho letto Bibiano, mi era venuto in mente un luogo salito a onor delle cronache tempo fa, ma le similitudini si esauriscono qui. Personaggio interessante rimasto ancorato al cordone ombelicale forever. Finale divertente e azzeccato. PS = Ho scelto due ciambelle perché sono golosa 😀

  • Voto la ciambella.
    Ciao, Fenderman.
    Mi aspettavo qualcosa di diverso, ed è una buona cosa perché riesci sempre a sorprendere 🙂
    Il poverino mi ha fatto venire in mente il nipotino di Jack, in Ti Presento i Miei, e alla tetta artificiale. Non c’entra nulla, ma mi è venuto in mente. Certo la figura materna può diventare invadente e soffocante, per fortuna è diventato produttore televisivo e non serial killer.
    Ciao, passa una buonissima giornata,

    Alla prossima!

  • Ciao, povero pupone, una vita di sogni infranti!!! E qui mi fermo, anche perché alla fine si è consolato con la oversize!!! Ah, con “riverandolo” volevi forse dire rivelandolo, o forse era una via di mezzo tra rivelare e riverire? A parte gli scherzi, sarebbe una nuova parola interessante…
    Ho votato per due ciambelle, perché come recita una famosa pubblicità… due is megl che uan!!! Alla prossima.

  • Capitolo 1)

    Ehilà Fenderman!

    Riprendi da 0, e segni subito un punto.
    Il tuffo nel caos è un bellissimo viaggio. Questo primo capitolo vuole forse farci intendere che sarà una serie di racconti più onirici? Stiamo a vedere.
    L’idea mi piace, e sono contento di vederti sempre in azione. Leggerti è sempre una bella avventura.
    Spero mi perdonerai per aver saltato Ottaviano a questo giro, ma ho preferito dare la precedenza a questo nuovo progetto! 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:

    https://youtu.be/CckN6rTb19A
    Alla prossima!

    • Ciao G.G.P.,
      …una storia un po’ diversa, nulla di definitivo.
      Vorrei lasciare libertà assoluta alla fantasia anche in questo giro, buttare là tre spunti e seguire quello che vorrete, senza scelta di genere o tematica.
      Spero di non annoiare e appuntamento a presto!
      🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Arieccomi. Un incipit con suggestioni visive notevoli; forte il contrasto con il contesto chiassoso e superficiale; nonostante il viola, il sogno della lumaca me lo immagino bianco, con arredamento essenziale, di design. mi evoca l’odissea nello spazio. Il niente e il dubbio di essre sul punto di morire, e poi la lumachina che cerca nutrimento.
    Affascinante, come del resto lo è un po’ anche il mistero di cadere senza farsi male. Attendo il seguito, per il quale suggerisco di raccontarci di te.
    Ciao un buon venerdì!

    • Ciao, bentornato.
      Odissea nello spazio… È vero che immagini un viaggio nell’intimo più intimo alla ricerca di un seme, in questo caso l’origine del pensiero, e ti ritrovi immancabilmente a nuotare nello spazio infinito tra il viola, il nero e anche le suggestioni bianche di certe ambientazioni nel cinema degli anni ottanta.
      Come già detto a qualcun altro volevo esprimere una mia idea e cioè che l’uomo e il pensiero si possono “realizzare” solo con umiltà, determinazione e fame.
      Grazie ancora, a presto.🙋

  • Ciao, Fenderman.
    Rieccoti alla riscossa, con un nuovo racconto (a te le 50000 parole del NaNoWriMo ti farebbero un baffo!)
    Devo dirti la verità, leggendo la parte finale dell’episodio, ho pensato al momento del concepimento, il che non ha molto senso, perché si tratta di un sogno fatto in spiaggia, con la musica intorno e il rumore del mare, ma chi può sapere cosa si sogna e perché… Voto il seno, proprio per dare continuità alla mia intuizione, ma non so quanto io ci abbia preso.
    Ti rinnovo i complimenti, che non sono mai scontati, ma con te un po’ sì 😉

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie dei complimenti😊
      L’ultimo mio “percorso” di racconti autoconclusivi si era chiuso con la Vostra richiesta di proseguire su quella strada, e così, dunque, sarà.
      Questa storia, una via di mezzo tra sogno e “colpo di sole” è solo un modo per dire che il pensiero, ciò che da all’uomo la sua unicità e identità, si può liberare solo a piccoli passi, con umiltà, con determinazione e con la fame.
      Appuntamento a presto, ciaooo🙋🌻

  • Ciao, è diverso dai tuoi soliti racconti, però bello e ansiogeno!!! Mi hai fatto fare mille ipotesi e formulare mille domande, ti devo fare i miei complimenti per l’incipit!!! Ah, ti segnalo un “implune” = “implume”.
    Ho votato per raccontaci te, sono rimasta un po’ spiazzata e non so ancora dove ci porterà la storia, bravo!!! Alla prossima.

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