IL PONTE DEL DIAVOLO

Dove eravamo rimasti?

E adesso che Fabian è morto, cosa succederà ad Evelina? Berto la allontanerà e la rinchiuderà in un convento (67%)

LA FUGA DALL’OSPEDALE

La povera e innocente Evelina era ormai rinchiusa in quel maledetto convento.
Era diventato la sua prigione.
La fanciulla si sentiva sola e persa nel suo incolmabile dolore che non riusciva ad alleviare con nessuna preghiera.

Le suore erano cattive,  severe e molto intransigenti. Spesso e volentieri la picchiavano o la frustravano se non eseguiva gli ordini, o non svolgeva i suoi compiti, o perché saltava i pasti. Aveva il viso e le braccia pieni di lividi violacei e le ginocchia sbucciate, perché spesso la costringevano a pregare, ore e ore, per terra nel cortile sassoso del convento. 

Fu costretta così a diventare suora e si arrese alla vita: voleva solo morire. Ormai aveva perso ogni speranza. 

Evelina, la mattina seguente, si ritrovò distesa su un letto d’ospedale. 
Aveva il polso fasciato da delle bende bianche.

Aveva tentato il suicidio, ma purtroppo non era riuscita a togliersi la vita come aveva sperato.
Si sentì di nuovo afflitta e dentro di lei ritornò presto una profonda sofferenza. Lei voleva solo morire, la sua vita senza Fabian e senza la sua famiglia era diventata vuota e insignificante. Non aveva più nessuno da amare e nessuno l’avrebbe mai più amata.
Questo la stava uccidendo dentro.

Aprì gli occhi e si accorse che era in una stanza enorme con molti posti letto, disposti in due file parallele. Le finestre erano piccole e quadrate, ma facevano entrare molta luce nella camera. Il pavimento, come anche le pareti e il soffitto erano costruite in assi di legno. Evelina si ritrovò in una specie di soffitta tutta sola.

Ad un certo punto, dalla porta in fondo alla sala, la fanciulla udì alcuni passi svelti e decisi.
Poco dopo entrò un’infermiera dai capelli rossi ramati raccolti sotto un cappellino bianco.
Le si avvicinò e la guardò con felice sollievo. «Finalmente ti stai riprendendo.» Le rivolse un sorriso e si sedette in fondo al suo letto.

Evelina ebbe il coraggio di parlare.

«Da quanto tempo sono qui? E dove mi trovo?» Domandò a bassa voce.

«Sei in ospedale. Sei qui da tre giorni. Dimmi cara, come ti senti?» Si sporse verso di lei sempre sorridendo. 

«Male…» Rispose appena la giovane.

L’infermiera  sospirò. «Perché ti sei fatta questo tesoro?»

All’improvviso irruppe nella stanza una coppia di suore e un prete vestito di nero che teneva abbracciato al petto un piccolo libro rosso.

L’infermiera sobbalzò presa alla sprovvista dall’inaspettata visita.

Le suore, seguite dal prete, vennero verso il letto della fanciulla.
Le tre figure si sistemarono tutte ai piedi della branda e presero a fissare la povera Evelina con sguardi cupi e glaciali.

«Sei sveglia, grazia a Dio! Il Signore ti ha risparmiata dalla morte certa», ruppe il silenzio una delle suore.

«Sì purtroppo è così…» Ribatté la fanciulla.

La suora sgranò gli occhi, si protrasse verso di lei e le urlò contro. «Ma ti rendi conto di quello che hai fatto? Hai tentato di ucciderti! Dio in Paradiso non accetta i violenti contro se stessi! Vuoi andare all’Inferno?!»

«Accetto tutto pur di scomparire per sempre da questo posto», confessò Evelina con tono amaro.

«Ma noi, mia cara, questo non te lo permetteremo più! Vedrai che al ritorno al convento, riceverai la giusta penitenza perché hai osato andare contro la volontà di Dio! Non permetteremo che la tua anima finisca a patire insieme a quella degli altri dannati!»

Evelina era lì ferma che fissava la suora in cagnesco. Dentro di sé era pervasa dalla collera: era furiosa, ma non proliferò altre parole.

La suora non ebbe altro da aggiungere.
Seguita dai suoi accompagnatori guardò un’ultima volta la giovane e poi si incamminò verso l’uscita, voltandole le spalle e infine scomparì. 

Rimase lì da sola per il resto della giornata fino a che non giunse la sera.

Nella sua mente aveva progettato la sua fuga dall’ospedale. Aveva intenzione di scappare. Era l’unica soluzione possibile, perché nessuno sarebbe venuto a trovarla prima dell’alba e nessuno l’avrebbe scovata uscire da qualche finestra nel cuore della notte.
Era stanca, arrabbiata e frustrata. La vita le aveva distrutto l’anima e il cuore. Se non trovava un modo per fuggire, sarebbe sicuramente impazzita e avrebbe di certo ritentato di uccidersi un’altra volta.

Aspettò il tramonto e quando vide i raggi del sole tingere le pareti della stanza di arancione, si avviò all’azione.

Provò a rialzarsi dal letto.
Emise un gemito di dolore quando scoprì che aveva i muscoli indolenziti. Le faceva male tutto il corpo, ma non aveva tempo per badare alla sua stanchezza, doveva sbrigarsi e scappare da lì con tutte le forze che le erano rimaste.

Si alzò e si mise a sedere sul letto, poi con calma si destò completamente e si sgranchì le gambe.

Andò alla una finestra e provò con più e più forza, finché riuscì ad aprirla, quando successe, dalla forza che ci mise, si ruppe pure il vetro.

Infine si arrampicò e saltò  fuori dalla finestra, cadendo in ginocchio sul tetto rosso. 

Si rialzò subito e respirò a fondo l’aria fredda di Venezia. 

Era finalmente libera. 

Dove scapperà adesso Evelina?

  • Incontrerà una strega con la quale stringere un patto con il Diavolo per riportare indietro Fabian dalla morte. (100%)
    100
  • Tornerà a casa dalla sua famiglia. (0%)
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  • Scapperà, ma la ritroveranno e la riporteranno in convento (0%)
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31 Commenti

  • Però! Pensavo che ci fosse la fregatura finale, visti i voti; invece per i due giovani spasimanti sono riusciti a salvarsi. Peccato per la famiglia Diavoli, maledetti dalla strega, di cui mi sa che il futuro è segnato…

    Mi è venuta però una domanda: ma la famiglia “Diavoli” esiste davvero?

    Ciao 🙂
    PS: Naturalmente alla prossima storia 🙂

  • Ciao, una bella descrizione del “rapimento” magico, non c’è che dire!!! Sai, ai tempi del liceo il latino è stato sempre il mio tallone d’Achille!!!
    Ho votato per la tragedia, perché se una persona è disposta a sacrificare sette anime innocenti senza tanti problemi, non può che andare a finire così, con il Diavolo non la passi mai liscia!!! Ci vediamo al gran finale.

  • Ciao Lauraruetta 🙂
    Innanzitutto mi spiace averti trovato solo ora e poter intervenire solamente dall’ottavo capitolo in poi 🙂
    complimenti scrivi benissimo , c’e ‘ solo qualche errore di battitura qua e la ma quello capita sempre
    per una svista durante la rilettura in fase di pubblicazione.
    La trama e’ sviluppata molto bene , in una citta’ magica di suo come venezia
    Ho notato in te influenza letterarie come Shakespeare nei primi capitoli (Romeo and Juliet)
    Manzoni nel capitolo al convento (La monaca di Monza)
    e un po’ di Dante nel patto con Lucifero (Il limbo situato all’Inferno)
    comunque ti seguo e ancora mille complimenti 🙂
    ho scelto che terranno fede al patto con Lucifero ma qualcosa andra’ storto 🙂
    Buon Proseguimento 🙂
    a presto 🙂

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