Weird Christmas

Dove eravamo rimasti?

Conosciamo un nuovo personaggio Un bambino che odia gli animali (67%)

Boris e il gatto

 Il capostazione depositò il ragazzino sulla banchina tenendolo per il colletto del giaccone. “Va’ a prendere un po’ d’aria, teppista” gli gridò dietro prima di chiudere la porta del convoglio.

L’altro gli mostrò il dito indice: “Vaffanculo, palla di lardo!”.

Si guardò intorno, era finito lontano da casa, in un quartiere che non conosceva, sulla sopraelevata le raffiche di vento erano talmente forti che sembrava volessero tagliargli la faccia.

Controllò gli orari del treno, il prossimo sarebbe passato dopo almeno un’ora, quindi, tirò su il cappuccio e si incamminò verso l’uscita.

Sorrise ripensando a quello che era successo a bordo. Quella mattina si era divertito parecchio, era seduto vicino a una ragazza che si teneva stretto un trasportino con un gatto spelacchiato che pareva morto.

Boris aveva atteso il momento giusto e poi gli aveva piantato un taglierino nella carne. Quello si era risvegliato di botto dal torpore ed era saltato fuori dalla gabbia come un indemoniato. Ne era seguito un parapiglia generale che aveva trasformato il vagone in un girone dell’inferno: gente in terra, altri che si accapigliavano per sfuggire al gatto furioso, qualcuno tentava invano di tirare il freno di emergenza, fino a che il controllore non era riuscito a catturare il felino e a ristabilire l’ordine. E Boris era stato scaricato senza tanti complimenti, tra gli insulti dei passeggeri.

Non era la prima volta che infieriva su un animale, anzi, tormentare le bestiole era il suo passatempo preferito. Godeva nel vederle mentre si contorcevano dagli spasmi durante le torture che puntualmente gli infliggeva e la morte era di solito il coronamento di crudeli manovre.

Si era lasciato alle spalle la stazione e aveva imboccato una strada deserta che un tempo doveva essere stata un’area industriale. Edifici alti con le mura annerite e cassonetti di ferro mangiati dall’umidità e un tremendo puzzo di fogna che impregnava l’aria.

A un tratto vide un gatto che camminava rasente ai muri, con la coda alzata che sventolava come un piumino. Mentre camminava, il campanello che portava al collo, lanciava trilli festosi.

“Vieni qui bel gattino” disse Boris cercando di sembrare convincente, ma quello non lo degnò di uno sguardo e continuò il suo peregrinare.

“Brutto gattaccio malefico, se ti prendo giuro che ti infilo nel girarrosto!” gli disse tra i denti e intanto gli andava dietro e si infilava in ogni vicolo appresso al gatto, fino a che non lo vide scomparire all’interno di un negozio.

Non c’erano insegne e dentro era pieno di alberi di Natale, pacchi regalo, ghirlande e palline colorate. Un posto per poppanti, si disse, ma era deciso a braccare il micio, così entrò.

Mentre si guardava intorno sperando di non essere importunato da qualche solerte bottegaio, si trovò davanti un vecchio con la faccia rugosa, le sopracciglia cispose e le labbra violacee.

Sei brutto come l’inferno, pensò Boris, ma gli fece buon viso perché voleva ritrovare il gatto.

“Sono il signor Crow” disse quello. “Benvenuto a…”

Il ragazzino lo interruppe con un gesto brusco della mano. “Non sono qui per fare compere. Devo castigare un gatto.”

“Un gatto?” ripeté il vecchio con un espressione divertita.

“Sì, un gatto nero che si è infilato in questo negozio” rispose Boris spazientito mentre controllava tra gli scaffali per capire dove si fosse cacciato.

Il signor Crow fece un sorriso che gli tirò la faccia da un lato, in una strana smorfia. “Quando ti ho visto entrare ho pensato che tu fossi un gatto” gli disse puntandogli contro il dito ossuto.

Boris lo guardò interdetto. “Cosa avrei io in comune con quelle bestiacce?”

“Tante cose, per esempio la coda” rispose il vecchio e subito dopo dai pantaloni del ragazzino spuntò un codazzo duro con il pelo irto come setole. Boris si sporse all’indietro e nel vedere quella specie di coda di cavallo cacciò un urlo.

“E i baffi naturalmente” continuò il signor Crow e quelli spuntarono bucando la carne tenera del naso. Il ragazzino si portò le mani alla faccia e si punse con quegli spuntoni acuminati. “E le zampe, le orecchie e tutto quello che hanno i gatti” concluse il signor Crow.

E mentre le ossa si accorciavano e si incurvavano in avanti, Boris provò a gridare, ma gli uscì solo un “miao” strozzato. Sentì qualcosa che gli stringeva il collo: era un collarino con il sonaglio.

L’ultimo pensiero da essere umano fu che aveva già sentito quel suono poco prima in strada e che gli dava proprio sui nervi, da diventarci matto.

Chi sarà il prossimo cliente?

  • Proponi tu (13%)
    13
  • Un bambino goloso (38%)
    38
  • Una bambina viziata (50%)
    50
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75 Commenti

  • Capitolo 7)

    Ciao Angela!

    L’intento del capitolo riesce, anche se ho trovato il tutto molto ristretto e un po’ spento rispetto al solito. Non è brutto capitolo, anzi, ma è come se mancasse qualcosa.
    Trovo ci fosse lo spazio per approfondire l’agitazione di Crow, sottolineandone la distrazione o la scontentezza: magari anche solo illustrando una crudeltà solita verso i suoi “schiavi” non reiterata, oltre al nome pronunciato. Trovo avresti potuto sfruttare lo spazio disponibile anche per palesare con più intensità il senso di vuoto provato dall’elfo: che il trauma di un nome “quasi dimenticato” possa portarlo a dimenticare di eseguire alcuni degli ordini? Che si possa ritrovare a contemplare i compagni di sventura, affinché gli vadano a ricordare quella sensazione di essere intrappolato, di non avere una vita?
    Trovo che avresti potuto offrire al concetto un taglio più visivo che didascalico. La nostalgia della vita passata s’intuisce, però è come se la carezzassi piano e poi te ne sbarazzassi.
    Nella risposta a Fenderman hai sottolineato alcune delle domande che uno dei lettori potrebbe farsi, ma trovo che trascinare Carlo in quelle stesse riflessioni avrebbe offerto una carica più ansiogena e disturbante per lo stesso lettore.

    Come sempre, le mie non sono verità assolute, giusto delle riflessioni – discutibili, per altro!
    Mi piace però offrire sempre un punto di vista alternativo sulla storia, quando ne vedo uno, anche solo per consentire agli autori di confrontarsi con la loro stessa idea. 🙂

    Alla prossima!

    • PS: aggiungo: O Crow sta iniziando a manifestare sentimenti positivi oppure lo ha chiamato per nome proprio perché gli insulti non gli fanno più né caldo né freddo mentre il suo nome gli brucia perché gli fa ricordare chi era prima. Oppure c’è una terza ipotesi a cui io non ho pensato. In ogni caso è una ficata!

      • Ciao Red, mi fa sempre piacere leggere i tuoi commenti. Avevo già in programma tutti i prossimi capitoli, ma poi devo fare i conti con le vostre scelte, quindi, conviene attendere per capire come proseguire. Il finale invece è già pronto e anche la cover per la pubblicazione. Ci sto ancora lavorando, ma intanto ti mostro il progetto in miniatura: https://i.postimg.cc/44KhqtZt/iconaweird.jpg
        Sto seguendo un corso di grafica, questi sono tutti esperimenti in realtà. Allora, a quando la nuova storia?

        • La storia l’ho già pubblicata (dopo una fatica improba). Corri a leggerla! ^_^
          (Cerca in Fantasy: un Gioco Molto Reale. Non posso mettere il link perché il commento andrebbe in moderazione).

          Un piccolo consiglio per la copertina: l’elfo, da come è descritto nel racconto, dovrebbe assomigliare di più ad un giocattolo. Per il resto, mi piace 🙂

  • Ciao Angela, bene, bello il racconto dell’elfo-umano, dei suoi sentimenti e dei suoi dolori, mi è piaciuto molto.
    Una sola cosa avrei voluto “sentire”: Crow che lo chiama per nome. Certo lo hai detto e spiegato, ma, almeno secondo me, non è la stessa cosa; peccato.
    Adesso voto la visita, vediamo chi è…👀
    Alla prossima dunque: complimenti a te!🙋🌻

    • Hai ragione, non sarebbe stato male sentire il ruvido Crow che lo chiamava per nome. Però avrei dovuto costruire prima una scena che sarebbe risultata piatta. Qui lascio l’interpretazione al lettore: “Cavolo, lo ha chiamato per nome, che sia pentito? Si sia affezzionato? Chissà cosa gli passa per la testa… Magari è per quello che hanno condiviso con l’orango, magari si è stufato di essere sempre solo e ha bisogno di un amico… magari ha un cuore”. Vedi quante cose si possono pensare? E chissà dove sta la verità. Magari ha solo capito che dietro i suoi “pupazzi”, batte un cuore umano e che per quanto lui possa brigare, non smetterà mai di essere tale. Grazie per il commento caro ♥

  • commento 2
    Trovo molto interessante la proposta che sia proprio il commissario a chiedere di dare uno sguardo nel sotterraneo e penso di utilizzarla per sistemare il capitolo, per cui ti ringrazio. Sull’ultima parte invece, con tanto di pistola, la trovo un po’ tirata per i capelli. Molto del capitolo è rimasto nel file word, credo di aver tagliato almeno 1500 caratteri (la scorsa volta è andata decisamente peggio, perché ne ho tagliati 2500). In ogni caso non è una scusa, l’autore deve essere capace di far rientrare tutto nei 5.000 previsti, o almeno le cose basilari.

  • Capitolo 6)

    Ciao Angela! Finalmente sei riuscita a pubblicare! 😀

    Per quanto riguarda la stesura del capitolo ho poco ben poco da dire, funziona tutto bene e scorre rapido. Le mie osservazioni però si baseranno sull’interazione di certi personaggi e su alcune impressioni che ho avuto, ma ritienile solo una mia personale visione, perché sono certo che la maggior parte dei lettori non tende a farci caso. Le riflessioni, a prescindere dal fatto che vi sia poco spazio per raccontare, e che nel tuo file privato potrebbero essere state risolte, sono più che altro su alcune logiche.
    Il nostro Elfo è passato dall’essere traumatizzato a diventare complice, nel precedente capitolo. In questo, invece, pare a tratti collaborativo, ma esprimi il suo pensiero di essere aiutato. Trovo che alcuni lettori potrebbero rimanere parecchio confusi da questa scelta. Approfondire il personaggio, spiegando che magari ha già tentato inutilmente la fuga, o spiegando che sarebbe inutile fuggire, se si rimane un giocattolo, darebbe al nostro Elfo un motivo in più per guadagnarsi la pagnotta anche come spia-doppiogiochista. Almeno per me, l’interesse verso questo personaggio si è spento, basandomi sul testo presente su The Incipit.
    Per quanto riguarda Mr. Crow, lo scambio con il commissario è interessante, ma temo l’effetto del “guarda sto specchio” non mi ha convinto. Poi, avendo più spazio, ci sarebbe stata la possibilità di spiegare con più cura alcuni passaggi, ma trovo qui si finisca per perdere un po’ di tensione.
    Inoltre, il commissario pare troppo facile nell’accompagnare il nostro Venditore di orrori. Non sarebbe forse stato meglio che la proposta di “dare uno sguardo” venisse proprio dal commissario?
    La scena dello specchio può essere decisamente più orrorifica, specie se ti riesce di illudere il lettore del fatto che il commissario possa avere una possibilità. Per come è impostato, invece, il lettore capisce che l’uomo è già fregato.
    Ti faccio un esempio alternativo della scena, magari più simile al file privato:
    – Crow lo guida nello scantinato.
    – Il commissario sottolinea la sporcizia.
    – Perché non guarda qui? Chiede Crow.
    – Non m’interessano i gingilli, dice il Commissario. Nota un qualcosa che potrebbe essere appartenuto al bambino.
    – Crow lo raccoglie e se lo nasconde dietro, mentre gira intorno al Commissario, che intanto lo segue con gli occhi e tira fuori la pistola.
    – Mostrami cosa hai in mano! ordina.
    – “Cose che non dovrebbero essere qui! Ma certi luoghi sono specchio della nostra anima: basta sapersi dare uno sguardo.” Dice Crow, e si sposta di lato, rivelando l’oggetto davanti specchio alle sue spalle. Il commissario ci si perde come hai descritto.

    Penso tu possa sviluppare decisamente meglio questo passaggio. Mi è parso che non ci fosse spazio alla fine del capitolo, quindi magari questo suggerimento è stato inutile, ma dovresti approfondire la dinamica thriller di questo capitolo! 😉

    Come sempre, non siamo qui per insegnare niente a nessuno, ma per giocare a mescolarci le idee, e qualche volta potrebbe saltare fuori un suggerimento! Perdona il messaggio chilometrico!

    Aspetto il prossimo!

    • commento 1
      Ciao carissimo, finalmente di nuovo operativi e ho visto che anche tu hai pubblicato un nuovo capitolo. Dunque, come al solito i tuoi appunti mi fanno riflettere, per esempio mi sono accorta che l’elfo ha un ruolo marginale e spesso e volentieri subisce senza reagire. Potrebbe essere un tratto caratteriale, difatti, ci sono alcune persone che a un certo punto si adattano alle situazioni e le subiscono. Forse anche per questo ho messo tra le opzioni un approfondimento sull’elfo, ma non so quale sarà la scelta più votata, altrimenti avrei già iniziato a pianificare qualcosa.

  • “Hai confini della realtà” una ‘ serie degli anni sessanta, trenta minuti di storie che davvero somigliano a questa e a molte che ho scritto anche io negli episodi autoconclusivi. Sono un must, e di un’attrattiva unica.
    Certo trovarli oggi…😕
    Stavolta il tuo signor Crow se l’è cavata alla grande.
    Lo specchio è una delle mie fisse e quindi lo voto!
    Bravissima. A presto!🙋🌻

    • commento 1
      Ciao carissimo, hai iniziato con una svista, un’acca malvagia che è sfuggita al controllo dell’autore, ma ti perdono (naturalmente scherzo). Mi sono andata a cercare questo telefilm famoso negli anni sessanta, ho visto che alcune puntate sono disponibili su youtube e magari gli darò un’occhiata, ma è un’arma a doppio taglio perché, se già trovate delle similitudini con il mio racconto, temo che potrebbe influenzarmi e allora sì che sarebbero guai!

    • (come spiegavo a Pintore, sono costretta a spezzettare i commenti, perché altrimenti non riesco a postarli.
      Commento 2: Lo specchio è anche una mia fissazione, ho una passione per gli specchi d’epoca, in particolare gli specchi da toeletta. Altra fissazione sono i fari. Ma non credo riuscirò a inserirne uno in questa storia. Grazie per essere passato da me!

    • Sempre molto simile ai racconti di “Ai Confini della Realtà” (a proposito: più sotto è comparso il mio commento dove ne parlavo), affascinante e spaventoso allo stesso tempo.
      Mi chiedo dove vuoi andare a parare nel finale, ma siamo qui per scoprirlo 🙂

      Ciao 🙂
      PS: la nuova storia non riesco ancora a pubblicarla (mi si pianta).

        • Ciao Red, intanto ti ringrazio perché sei quasi sempre il primo a inserire un commento e sai che ci tengo. Non ho mai visto il film o telefilm di cui parli “ai confini della realtà”, dove lo trovo? Quanto al commissario, non gli conviene farlo sparire perché si ritroverebbe a dover dare spiegazioni a un intero dipartimento di polizia. E forse ciò che pensa non è poi così lontano dalla realtà, perché Saveri è un personaggio che in passato ha sofferto molto. Tornando al discorso pubblicazione, ora funziona tutto, quindi non hai scuse. Pronto per la nuova storia? A presto caro e grazie per lettura e commento.

          • Ai Confini della Realtà è un vecchio telefilm, praticamente introvabile, ma che ha formato un’epoca! Forse non l’hai mai visto ma in qualche modo ha influenzato anche te, visto che i vari episodi continuano a ricordarmelo 😀

            Ciao 🙂
            PS: la storia ce l’ho pronta da due settimane. Vediamo se ora ci riesco 🙂

  • Carissimi,
    ci ho messo un po’ a pubblicare il sesto capitolo perché ho avuto problemi di connessione e anche sulla piattaforma c’era bisogno di manutenzione. Comunque ora si torna operativi e penso di riuscire a rispettare la tabella di marcia che mi ero prefissata per arrivare a Natale con l’ultimo capitolo. Ho introdotto il commissario Saveri, nato dalla mia penna qualche anno fa, un personaggio che ha avuto molto a che fare con l’esoterismo e mi sembrava giusto regalargli un cameo. Ci aggiorniamo presto, aspetto i vostri lavori. 🙂

  • Io mi sono immaginato che l’elfo è potuto uscire perché stava seguendo Crow e così può anche tornare al negozio. Non gli è possibile invece andare dove gli pare. Difatti Crow si è subito accorto della sua presenza.
    Poi Angela ci dirà se la mia idea è valida o meno 🙂

    Ciao 🙂

    • Hai centrato il bersaglio. Naturalmente tutti gli oggetti animati e non presenti nel negozio dipendono dal signor Crow. Nella parte che ho tagliato, il vecchio si rivolge con la solita cattiveria verso l’elfo chiamandolo appunto “stupido elfo” e gli chiarisce che è lì perché lui lo vuole e che aveva giusto appunto voglia di raccontare una storia. Allora aspetto il tuo fantasy. Ciao!

  • Capitolo 5)

    Ciao Angela!

    Trovo che il capitolo sia ben scritto, tolto il passaggio sottolineato anche da Keziarica e il dialogo dell’elfo (meglio andarsene) staccato dalla sua azione. Trovo che crei un po’ di confusione, perché si ha l’impressione che così sia il signor Crow a parlare. Piccolezze, ovviamente, che nulla tolgono al capitolo.
    DI per sé ho provato una sensazione contrastante sin dall’inizio, anche per lo stile adottato, e forse anche a causa dei tagli che hai specificato nel commento alla storia.
    La domanda che fa Kez è pero la stessa che mi sono posto io: perché l’elfo e tutte le altre creature non fuggono, considerato che dovrebbero detestare il loro carceriere?
    Dalle precedenti storie, l’impressione che ha il lettore è proprio che questi giocattoli non possano abbandonare di loro spontanea volontà il locale, e in una condizione simile, per l’appunto, se cambi questa regola non detta, si viene a creare un conflitto anche con le altre storie già raccontate.
    Diversamente, se tu avessi giostrato il fatto che il Signor Crow, consapevole di essere stato seguito – come sottolinei – lo avesse fatto per far sì che la creatura martoriasse il povero elfo al suo posto… beh con questo risvolto avresti giustificato tutto! 🙂
    Poi non so, sono curioso di sapere cosa ne pensi!

    Per il resto mi pare che vada tutto bene 🙂

    Aspetto il prossimo!

    • (poiché non riesco a caricare il commento, lo divido in due parti).
      1° parte
      Ciao Giuseppe, attendo sempre il tuo commento per scovare le problematiche del racconto perché tu hai un occhio di lince. Però hai ragione quando dici che i tagli sono la causa diretta di alcune incongruenze. Per esempio manca tutta la parte iniziale che era davvero bella, perché l’elfo passa in rassegna anche gli ultimi arrivati cioè il gatto e la bambola, ci sono alcuni dettagli che li riguardano non di poco conto. E poi parla più espressamente degli omini che gestiscono gli scambi del trenino elettrico di cui ricorda la prima volta che sono entrati in negozio… Peccato.

    • 2 parte
      Oltre a quella parte ho dovuto tagliare alcuni dialoghi e mi sa che ho fatto male, perché la scure si è abbattuta proprio all’inizio quando Mr Crow si rivolge all’elfo chiamandolo “Stupido elfo” e gli comunica che non avrebbe mai potuto seguirlo se lui non glielo avesse permesso. Naturalmente, come avete immaginato, tutti gli oggetti che si trovano nel negozio sono sottoposti al suo volere. La variante finale è interessante, ma avevo piacere che il malvagio pagasse una volta tanto… Ho visto che hai appena pubblicato un nuovo capitolo, quindi ci vediamo da te 🙂 Thank you per essere passato.

  • Ciao, Angela.
    Mi sono persa il precedente, ma ho recuperato.
    La Bambola sembra un episodio tratto dalla serie “Ai confini della realtà”, interessante e ben raccontato. Una sorta di “il Principe e il Povero” in salsa weird, appunto.
    Quest’ultimo mi ha lasciato qualche perplessità: perché l’elfo non scappa, visto che il suo padrone lo lascia solo in negozio e, dato che lo segue, ha possibilità di uscirne. Un’altra cosa, quando ho letto la frase: “In lontananza, le grida dell’animale si erano fatte più frequenti e prendevano potenza,” non ho capito a quale animale ti riferissi, sono tornata indietro nel testo, ma non c’era traccia di animali… poi ho proseguito la lettura e ho capito. A questo proposito, forse, avresti dovuto sostituire “dell’animale” con ” di un animale”, visto che ancora non si sa a cosa ti stai riferendo. Sono piccolezze, il testo è ben scritto, però, non dovrebbe creare intralci, seppur piccoli, alla lettura (se il lettore deve tornare indietro a leggere per capire si rischia di infrangere la sospensione dell’incredulità) 😉.
    Voto il verde, siamo in un negozio Natalizio…

    Alla prossima!

  • Carissimi, questo racconto era di ben 7.500 caratteri, purtroppo ho dovuto tagliare parecchio, soprattutto la parte iniziale. Ho avuto qualche problema anche a postare commenti nei vostri lavori, alcuni ancora in moderazione, altri la procedura non è andata a buon fine. Vi leggo e vi voto, se non mi leggete è probabilmente la mia connessione ballerina. A presto.

    • Ciao Angela.
      Qui la notizia è il signor Crow ha un cuore, e un pentimento che non gli risparmia la puntuale punizione.
      È un notevole cambio scena, apprezzabile, molto romantico, ( in tutto i sensi), che prelude secondo me al bianco.
      Bravissima.🙋🌻 ciaooo

  • Ciao Angela, la punizione della bimba è esemplare, bene. Adesso il rischio è quello di risultare ripetitivi e quindi ci vuole una idea per ” uscire” dal negozio maledetto.
    Scrittura efficace e coinvolgente, alla prossima!🙋🌻

  • Capitolo 4)

    Ciao Angela!

    Il capitolo ha una buona costruzione, anche se non mi ha convinto del tutto. Lo hai scritto bene, anche se ti sei persa una S in “fregandosi”, a meno che non fosse annessa una parte poi cancellata. Ho trovato il termine “merda” poco affine allo stile narrativo adottato, per il fatto che rappresenta un termine e un’espressione che non accompagna la narrazione, e per impostazione non è neanche giustificata dal narratore. Sei stata elegante per tutto il resto del capitolo, quindi un po’ mi ha fatto storcere il naso.
    Ora veniamo al perché della mia affermazione:
    Nei precedenti episodi ci hai abituato a un’impostazione narrativa ben precisa: intro, spiegazione, visita e maledizione. Se per qualche episodio può funzionare, trovo sia necessario mescolare un po’ le carte, anche per aggiungere qualcosa in più alla storia. Perché? Perché la ripetitività non premia quasi mai, e tende a far perdere carica al racconto. Se sappiamo che tanto andrà a finire così, si perde anche il gusto della scoperta del come. Con questo intendo dire che sia un brutto capitolo o una brutta storia? No, non fraintendermi. Dico solo che il risultato potrebbe essere ottimizzato. Trovo in questo caso ci fossero due opportunità, tutte secondo la mia personalissima opinione, e con questo non intendo che sia migliori, ma che avrebbero valorizzato maggiormente il racconto:
    1)
    La bambina entra nel locale, ma l’autista la segue. Piazza davvero un casino fastidiosissimo e il commerciante le promette di regalarle la “costosissima” bambola, a patto che lei si faccia trasportare con essa all’interno della scatola. Lei, viziata, accetta la sfida pur di non pagare. L’entrata ad effetto, però, rivela al lettore che la bambola si è sostituita a lei nel viaggio. L’autista riconosce la differenza, ma sorridendo sta in silenzio.
    2) Raccontare questa storia partendo dalla fine. Ovvero da una bambina che ha trovato una bambola sporca di fango. E la bambola parla, raccontando la sua storia. Ma la bambina la riporta dal proprietario dicendo che è rotta e farfuglia.

    Prendi i miei sempre come consigli. Magari ad alcuni lettori queste idee neanche piacerebbero. Ripeto, trovo – nella mia super personalissima opinione – che avresti potuto giocare di più con questa storia 🙂 Ma la storia è la tua, non la mia!

    Aspetto di scoprire chi sarà il prossimo sfortunato!
    Spero di essere tornato utile e non averi buttato giù di morale con le mie parole. L’idea rimane molto bella.

    Per quanto riguarda la scrittura a mano, trovo che sia per il fatto che sia un esercizio che necessita di maggior tempo. Mentre scrivi, il cervello lavora già sulle prossime parole, elaborandole più velocemente, ma paradossalmente con più calma. Nella scrittura al pc si fa invece velocissimo a gettare giù i pensieri… e una volta scritti, è difficile ritrattarli. Perché riteniamo quasi sempre che la prima sia sempre abbastanza buona. Almeno, questa è la mia esperienza personale.
    Se provassi a scrivere a mano come riesco al pc, non capirei davvero niente di quel che sto scrivendo!

    A presto!

    • Ciao,
      come al solito i tuoi commenti sono dettagliati e questo mi piace, perché la critica quando è motivata è sempre utile all’autore. Andiamo per gradi. Il termine forte di cui parli, mi sembrava giustificato dal momento che avevo già usato un linguaggio scurrile, ma è avvenuto nei dialoghi. Invece qui è il narratore a utilizzarlo. Devo dire che, pur non essendo giovanissima, seguo molto i social e ho notato che è diventato un termine di uso comune, forse è questo che mi ha tratto in inganno. Se tu hai notato la stonatura, è probabilmente fuori luogo, quindi provvederò a fare i dovuti aggiornamenti in fase di revisione.
      Passiamo al secondo punto: la ripetitività. Come avevo già detto a Red, nel commento sotto al tuo, fino ad oggi ho presentato personaggi antipatici (escludendo l’elfo), quindi sarà bene rompere questa consuetudine. Già nel prossimo vorrei introdurre elementi nuovi, anche per conoscere meglio il Signor Crow.
      Per quanto riguarda la variante della storia, non mi convince molto il fatto che lei accetti di entrare nella scatola, mi sembra un’eventualità un po’ artificiosa. Di certo è una storia originale che potresti utilizzare in uno dei tuoi racconti, la leggerei volentieri 🙂
      Tornando al discorso calligrafico, dubito che la tua scrittura sia peggiore della mia, io alle superiori ho studiato stenografia, quindi è un mix indecifrabile. Però, ho notato che lo stile è completamente diverso se scrivo al pc, per cui resisto con la mia Stabilo.
      Se ho fatto bene i calcoli, dovrei terminare la storia qualche giorno prima di Natale. Tempismo perfetto ♥

  • Stavolta voto una predizione!

    La bambola che prende il posto della bambina mi ha sorpreso! Solo mi chiedo cosa succederà alla festa quando vedranno arrivare la bambola… o cosa combinerà essa!

    Capitolo da manuale, allegro e spaventoso al punto giusto. Mi ricorda alcuni episodi di Ai Confini della Realtà! La lacrima che diventa brillantino è la goccia che ultima il tutto 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao carissimo, sei sempre il primo a leggere e commentare e di questo ti ringrazio molto, perché quando si posta un capitolo, non sappiamo mai se funzionerà e il parere di chi legge è fondamentale. Fino ad ora ho presentato solo personaggi antipatici, dovrò pensare a qualcos’altro. Vediamo le scelte dove mi porteranno, per il momento ho solo un’idea molto nebulosa. Mia madre è sempre la prima a leggere i capitoli e mi dice sempre che si è divertita. “Come divertita, mamma è un horror!”. Lei ride, dice che non è possibile. Devo trovare il modo di sopprimere la mia ironia o non sarò credibile ahahaha. A presto carissimo 😛

  • Capitolo 3)

    Ciao Angela!

    Questa volta Boris non è un pesce… ma un gatto!
    Ho trovato il capitolo particolare ed efficace. Avrei giusto aggiunto qualche riferimento al momento dell’anno, per contestualizzare maggiormente il momento. Gli mostrò il dito “indice” mi ha fatto ridere. Comunque la storia è intrigante, e mi piace molto il passaggio finale. Un bel tormento!
    Non mi sento di avere niente da segnalarti a questo giro, ma forse avrei trovato più efficace la trasformazione in ratto. Più “cattiva” forse! 😀
    Ma di certo il perenne tormento non dovrebbe essere da meno.

    Aspetto il prossimo!

    Continua così 😉

    • Ciao carissimo, mi fa piacere che questo capitolo ti sia piaciuto. Ho già iniziato a scrivere il prossimo, visto che la bambina viziata è la scelta che va per la maggiore. Io scrivo a penna, mi ci vuole un sacco di tempo non solo per scrivere, ma anche per capire poi la mia calligrafia e fare zig zag tra le correzioni. Ho notato che quando scrivo al pc, nonostante io sia velocissima, mi rovina la resa. Sembra quasi che siano due persone diverse a scrivere e di sicuro quella che scrive a penna è migliore dell’altra. Forse perché quando sono nata e anche nei successivi vent’anni, i pc non esistevano ancora. Ho bisogno di rimanere ancorata alle mie origini per ritrovarmi. Dopo questa filippica, ti ringrazio per lettura e commento e ci leggiamo presto da me o da te. Ciao!

  • Carissimi,
    vi ho abituato con capitoli brevi, ma questo i caratteri li ha sfruttati quasi tutti. Spero vi piaccia, certo è difficile essere all’altezza della cover, che mi piace da matti. ♥ Poi vi racconterò come mi è venuta l’idea di questo racconto che prende spunto da una fiaba di circa cinquanta anni fa… Buona lettura!

      • Quando ero piccola, mio padre aveva poco lavoro e soldi ne giravano davvero pochi, così mia madre comprava solo l’indispensabile. Per le fiabe faceva un’eccezione, ma molto piccola, tanto è vero che comprava i libriccini che stavano nel palmo di una mano. Mi ricordo ancora questi volumetti di poche pagine di forma quadrata, ma le fiabe e le immagini non erano certo economiche, anzi, per quel che riesco a ricordare erano davvero stupende. Il volume che preferivo si intitolava “Follettino” e narrava la storia di un curioso negozio pieno di giocattoli che la notte si animavano. Non riesco a ricordare altro, visto che sono passati troppi anni, mi è rimasta dentro la magia di doni che prendono vita, pinocchi che si mettono a saltellare nel negozio, bambole che volteggiano, insomma una fiaba curiosa. Questo racconto è nato dalla mia passione per “follettino” 🙂

  • Ciao, Angela.
    Devo dirtelo: sono andata a curiosare tra le tue pubblicazioni e mi sono scaricata (con Unlimited) Salimara. Sto leggendo, poi commenterò.
    I capitoli sono brevi e scorrevoli, intrigante la storia del bullo bullizzato e intrappolato nel mondo orridamente fantastico del negozio di Natale. Ti faccio un paio di osservazioni che vogliono risultare critiche costruttive, lo faccio sempre, sono pedante e spesso non ci acchiappo quindi, prendile come vuoi. 🙂
    Nel primo episodio, l’assaggio, come lo chiama Fenderman, ho trovato la frase: “che non si accorgono neppure delle lacrime che talvolta mi escono, più che altro dalla rabbia” ho trovato superfluo aggiungere “che talvolta mi escono” e più che “dalla rabbia” avrei scritto “per la rabbia” ma questo è un gusto mio che poco conta, dato che la storia è tua. 🙂
    Nel secondo capitolo ho, invece, trovato un piccolo problema di punto di vista: a quanto pare il punto di vista dovrebbe essere quello dell’elfo che si sveglia nel negozio, ma se si sveglia per ultimo, come sa cosa accade prima? Ma anche qui, forse il POV è esterno ( ma nel primo episodio racconti il dolore del poveretto) allora potrebbe essere onnisciente, il che spiegherebbe tutto.
    Scusa la lungaggine, mi succede quando una storia mi interessa, spero non ti dispiaccia.
    Voto il bambino che odia gli animali, brutto sintomo di quel che diventerà crescendo e ottima qualità per diventare un possibile aiutante del signor Crow.

    Alla prossima!

    • Ciao carissima, intanto ti ringrazio per aver sbirciato nella mia pagina e per aver acquistato un libro. Salimara oltre tutto è l’ultimo che ho pubblicato, quindi mi fa molto piacere il tuo giudizio. Concordo sugli appunti fatti al capitolo, qui il materiale è grezzo perché scrivo e in un secondo tempo correggo. Dovrei prendermi dei tempi più lunghi, ma in questo periodo ho pochissimo tempo per collegarmi e mi piacerebbe arrivare a Natale con la storia pronta. A proposito, ho visto che la tua di storia è conclusa, a quando la prossima? A rileggerci e ancora grazie 🙂

  • Capitolo 2)

    Temo di non riuscire a recuperare questo capitolo in video prima del prossimo, considerata la celerità (corretta) con cui stai portando avanti il progetto. Quindi questo secondo lo recupero in silenzio! 😀

    Come detto da Fenderman, forse avresti potuto prenderti un pizzico di spazio in più in questo secondo episodio. Nonostante ciò, la tensione si percepisce, quindi trovo che stia funzionando anche in una forma così ristretta. In certi casi, le circostanze della situazione – come insegna il buon King – possono offrire chiavi di letture più inquietanti alle vicende. Il mio consiglio, se tieni i capitoli così brevi, è arricchirli con delle vicende laterali di alcuni personaggi casuali (tipo dei passanti o abitati del quartiere) ai quali la visione delle cose all’interno del negozio portano sfortuna, oppure generano ulteriori superstizioni o altro. Ovviamente, il mio è solo un consiglio, non una verità assoluta. Trovo darebbe più colore scuro alla vicenda 🙂

    Niente da segnalare. Continua così!
    Voto per la bambina viziata…

    Ciao!

  • Ciao Rossella, capitolo molto carino che però come al solito sa di “assaggio” perché troppo breve.
    Ti propongo un cane che ha perso la coda e la cerca invano dappertutto. Chissà se in questo negozio…
    Ciaooo🙋🌻

    • Ciao, è vero, non accade molto in questo capitolo, mi sono preparata la strada per i prossimi. Spero sempre che le scelte cadano sulle proposte, così sono io poi a scegliere quella più originale, ma nessuno si sbilancia, a parte te. PS = Hai sbagliato nome, Rossella è un’altra autrice 😀

  • Un bambino che odia gli animali; visto che a me piacciono mi sembra un buon soggetto per un “horror natalizio”.

    Questo mi sembra un capitolo di passaggio; ci fai assaggiare una parte del mondo di weird christmas ma senza farcelo vedere del tutto.

    Vediamo come prosegue.

    Ciao 🙂

    • Ciao carissimo, nel primo capitolo la scelta che ha avuto maggiori voti è stata quella della continuazione e non delle storie autoconclusive, quindi dovevo per forza spiegare qualcosa in più di questo negozio infernale. Il bambino che odia gli animali? Ho già in mente la storia, quindi mi faciliti le cose. A presto 🙂

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Io voto di continuare con l’elfo: che sia lui a raccontarci le storie degli altri e la sua 🙂

    Ciao! Di solito non seguo gli Horror, ma qui c’è qualcosa che può accendere il mio interesse: perché il Weird Christmas (anche se di solito in salsa fantasy) mi ha sempre affascinato.
    Vediamo quindi come vuoi sviluppare la storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao carissimo, che piacere risentirti! Ti confesso che neppure io sono una patita dell’horror, però, sto leggendo “Fairy tales” di Stephen King, che è il libro più fantasy tra i suoi horror e mi ha fatto venire questa ideuzza. Per il momento è solo una lucina, devo capire come svilupparla. Presto passo da te, sono giorni caotici e ho la schiena che grida vendetta. 😀

  • Ciao, bentornata.
    La storia per come inizia vorrebbe un seguito… Però mi piacerebbe se anche tu, come faccio con soddisfazione io da tempo, ti cimentassi qui con gli episodi autoconclusivi… Voterò per quelli, però fai come ti pare. ( magari dando un secondo capitolo a Crow per poi passare ad altro.)
    Non mi soffermo sulla scrittura se non per complimentarmi, è tutto molto chiaro e scorrevole. (Forse un poco breve?)
    Ti aspetto alla prossima. Ciao. 🌻🙋

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