Diario di un’amante

Amare un Vescovo

Io sono fiera di essere un’Amante, anche se questo comporterà che alcuni dei miei curiosi spioni, e spione, mi troveranno viscida, scostumata… o una puttana!

No. Essere amanti è una missione divina. Dovrebbero provarlo tutti almeno una volta nella vita.

*

Compresi di voler essere un’amante dopo aver realizzato che l’amore è un concetto artefatto. Quanti, sino a quel momento, mi avevano giurato amore eterno? Troppi. Quanti avevano saputo governarmi, e non possedermi? Nessuno. Anzi, forse uno c’è stato. Ma è ancora presto per parlarne.

Il momento di realizzazione avvenne circa tre giorni dopo aver compiuto trentatré anni. Mi piace parlare di quel momento. L’illuminazione arrivò proprio mentre ero in compagnia di un Prete. Vescovo, a dire il vero.

Ero stata con molti uomini prima di allora, ma nessuno aveva saputo trasmettermi quelle sensazioni, quella vibrante brama che sgorgava a fiumi dai suoi occhi, e non solo. Insieme a lui realizzai finalmente il perché di certi miei desideri, e li appagai, imparando una grande verità su me stessa.

Lo conobbi in circostanze assai comuni, in casa sua, in preparazione di una cresima nella quale svolsi il ruolo di madrina. Non credo nelle religioni, sia chiaro, anche se ho parlato di dono divino, ma per la famiglia si accetta tutto, o quasi.

«Parla, figliola. Quali sono i tuoi peccati? Il signore ti offre il suo perdono.» disse attraverso la grata semitrasparente che ne rivelava solo una sagoma, e mi sorpresi di come la sua voce, seppur poco più di un sussurro, fosse calda e avvolgente.

«Non ho peccato, Eccellenza Reverendissima» risposi, e ammetto che fui lasciva nel tono. «Non per i peccati che ritenete al giudizio del Signore. Ho amato ogni tipo di uomo… e donna, al di fuori del matrimonio, e dentro. Ho condiviso l’amore e ne sono stata portatrice.»

«Il peccato è nella nostra natura, figlia di Dio. Non aver timore della parola del Padre. Confessa i tuoi peccati, e sarai perdonata.» ripeté lui, e percepii una nota di curiosità nel suo tono.

«Il mio peccato, dunque, è di aver amato il prossimo».

«Come amasti il tuo prossimo?»

«In ogni modo, Eccellenza.» risposi facendo schioccare le labbra. Lo trovai divertente. Udii il suo respiro farsi più intenso. E lo avvertii trattenere il fiato quando, dopo aver iniziato il mio racconto, mi ritrovai a scendere nei dettagli dei miei incontri. Più approfondivo, più il mio corpo veniva scosso da brividi intensi, e lasciavo che le mie mani percorressero il mio corpo al ritmo dei ricordi, dei baci, dei sussurri, delle carezze e dei gemiti.

Immaginai che lui, nel silenzio, potesse vedermi bene attraverso la grata. L’idea rese il mio racconto più intenso e vorace. Nella penombra del confessionale, le mie mani divennero le sue, quelle di un osservatore invisibile. Le sentii risalire lungo i fianchi, ruvide, sino a liberare i seni dal giogo dei vestiti. Un vezzo derisorio, poiché non indugiarono e non violarono la mia eccitazione, proseguendo sino alla base del collo, dove si fecero più salde, carezzando le orecchie e raccogliendo i miei capelli. Mi ritrovai a premere le labbra contro la grata e un gemito abbandonò la mia bocca quando confessai cosa quelle mani mi invitassero a fare, e come la mia lingua frugasse ogni centimetro del mio partner, insaziabile.

Il vescovo tacque per tutto il tempo del mio racconto, finché i miei gemiti si affievolirono ed esausta non mi lasciai ricadere sul sedile, le mani umide dei miei stessi peccati.

«Padre?» mi ritrovai a gemere, e provai profonda vergogna per l’accaduto. «Perdonatemi, non volevo.»

«Indecoroso. Immorale. Quale demonio vi ha posseduta?»

Lo udii uscire dal confessionale. Indugiò per un istante, e nel frattempo mi riscoprii a morsicarmi le labbra; poi, sentii i suoi passi allontanarsi lesti.

Non so cosa mi prese, ma senza ricompormi uscii dal confessionale e lo seguii attraverso la chiesa semi deserta sin dentro alla sacrestia. Mi richiusi la porta alle spalle. Era un bell’uomo, giovane per il ruolo che ricopriva, appena più grande di me. Tentò invano di nascondere la sua brama sotto la tonaca, mentre i suoi occhi lacrimavano, denunciando il peso di un desiderio soppresso troppo a lungo in virtù della fede.

«Perdonatemi…» mormorai raccogliendo le sue mani; me le portai alle labbra carnose. Le assaggiai, sino in fondo alla gola: sapevano di bacche e olio.

«Non posso.» disse lui, distogliendo lo sguardo dai miei seni con colpevolezza, quando le mie mani indagarono sotto la tonaca madida. Rispettai la sua volontà, imbarazzata, e feci per andarmene. «Ma non mi è vietato guardarti, neanche dal Signore.»

Sorrisi.

Non mi sfiorò neanche con un dito quel giorno, eppure ci amammo come mai prima di allora. Furono le sue parole a guidarmi, i suoi pensieri a toccarmi, la sua passione a farmi sciogliere di piacere. Non commise peccato e non tradì i suoi principi, anche se la sacrestia odorava del suo sesso e del mio, quando la lasciai.

C’incontrammo quella sola volta.

Poi, ognuno riprese in mano la propria missione divina.

Ci restano ancora 9 episodi, caro diario. Cosa vuoi sapere?

  • Autoerotismo (13%)
    13
  • Omosessualità. (25%)
    25
  • Poliamore. (63%)
    63
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93 Commenti

  • Eccoci alla fine di questa bella storia.
    Alla fine, la nostra protagonista ha conosciuto la vera se stessa, immagino che le servisse una come Nadia per arrivarci.
    Buon risultato, non scontato e mai volgare. Avrei usato “mordere” anziché “morsicare” anche per guadagnare caratteri, ma non ho nulla da aggiungere sul resto. Hai fatto centro, GG, ora ti aspetto con una nuova storia. Magari, con un nuovo genere, quale ti manca?
    Scusa ancora per i tempi. Buona domenica e alla prossima!

  • Ah, questo amore! Si nasconde dentro la testa e più lo spingi via, più ti prende. Nadia è esattamente l’allegoria del sentimento. Ti attira e ti repinge, lotta con te, ti graffia e ti fa male ma non te ne liberi.
    Ottima conclusione di una prova che io non oso affrontare. L’erotico è il K2 del racconto. Complimenti, non aggiungo altro… Bravo amico mio!?

  • Ciao, GG.
    Letto il nono. Devo mettermi in pari. Sono in super ritardo. Intrigante e coinvolgente. Ti è riuscito l’azzardo con un genere ostico. Mi riservo di commentare meglio dopo la lettura dell’ultimo.
    Bravo, finora è andata liscia. E la velocità di realizzazione mi fa intendere che ti è piaciuto scrivere questa storia.

    Alla prossima!

  • La storia si chiude. Alla fine ha vinto Nadia, anche se le varie proposte erano intriganti.
    Le ho sviluppate lo stesso, sul file privato.
    Come dissi all’inizio della storia, sapevo che questo progetto non avrebbe riscosso particolare interesse, anche per via della scelta di pubblicarlo con una certa fretta. Altri progetti richiedono la mia attenzione per dicembre. Inoltre, si è aggiunto il fattore narrativo: quando una storia vuole raccontare qualcosa, per quanto tu voglia accorciarla, non c’è modo di resisterle. L’intera vicenda mi ha parlato – non sono pazzo, sapete cosa intendo! – e mi ha chiesto di raccontarla in modo più autentico. Ho deciso di farlo, e presto la renderò disponibile nel formato completo.
    La sola parte di Nadia è uscita lunga quanto una storia intera di The Incipit, quindi potete immaginare quanto materiale in più sarà disponibile!
    L’idea principale ha un respiro decisamente più ampio, tuttavia ho cercato di preservare il possibile, per quanto questo abbia finito per alterare alcuni aspetti dei personaggi e delle interazioni fra essi.
    Non mi resta che ringraziarvi per avermi comunque seguito in questo esperimento, nonché scoperta di questa storia, e di aver giocato con me sino alla fine. Apprezzatissimi i consigli e le critiche, sempre utili per trovare la forma giusta per raccontare una storia.
    Ci aggiorniamo presto!

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Ciao Giuseppe, sei stato velocissimo a pubblicare e penso di aver saltato un capitolo. Sono giorni caotici questi, non riesco neppure ad accendere il pc la sera che crollo. Dunque, nella prima parte c’è una frase poco scorrevole “la postura le aveva richiesto di…”, per il resto invece è tutto ok. Non ho mai giocato al gioco di “non ho mai”, ma penso avrei vinto io, perché ci sono miliardi di cose che non ho fatto e che probabilmente non farò mai. Quanto alle scelte, vediamo come finisce con Nadia. E poi naturalmente aspetto una nuova storia, però stavolta prenditi tutto il tempo. A presto.

    • Ciao Angela!

      Eh, lo so. Lo avevo detto che questa volta sarei andato spedito sino alla fine, completando il racconto in 21 giorni. Un po’ troppo di fretta, hai perfettamente ragione. Ma era un esperimento che volevo fare, anche per cercare di rimettere in moto la scrittura in rapidità, cercando di raggiungere un minimo giornaliero che sia soddisfacente. Oggi dovrei pubblicare il finale, tecnicamente, ma sto aspettando qualche altro lettore per vedere come finirà.
      Immagino anche i prossimi racconti seguiranno un ritmo più incalzante rispetto alle mie solite storie, perché ho tante idee che mi frullano per la testa, e sto cercando di svilupparle il prima possibile. 😀
      So bene che questo impedirà a qualche lettore di seguirmi, soprattutto in questo periodo dell’anno. Grazie per essere passata!

  • Ciao GG, sono stata occupata in questi giorni e ho recuperato solo ora gli ultimi tre capitoli.
    Complimenti, non sono un’amante del genere ma devo dire che il racconto sin qui è davvero ben fatto. Di solito i racconti erotici diventano presto noiosi, ma tu sei riuscito ad inserire l’erotismo in una situazione reale oltre che molto originale.
    Ho votato per concludere la storia su Nadia: ormai voglio assolutamente scoprire il finale!!
    ?

    • Ciao Nina!

      Condivido pienamente il pensiero sul genere, neanche io amo scrivere questo tipo di racconti, ma è sempre bene mettersi alla prova! A dire la verità, ho provato con bassissime aspettative, e l’intento era quello di buttarla giù in caciara e fare qualcosa di leggero, scontato e spensierato. Ma nell’intento ho fallito miseramente!
      Il personaggio non ha voluto lo raccontassi in quel modo, e ha deciso di guidarmi verso una narrazione più simile alle mie solite, con qualche piccola differenza. Dovrò ritentarci, immagino, perché non è esattamente il genere di racconto che avrei voluto scrivere all’inizio.
      Sarò più sfortunato con la prossima!
      Sono contento sia stato un bel viaggio. Vediamo come scegliete di farlo finire!
      Grazie per essere passata!

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