I petali rossi

Dove eravamo rimasti?

Come continua la ricerca della soddisfazione? "O quasi..." passa la notte a ricordare le esperienze soddisfacenti (50%)

Un piccolo ricordo lontano

Marco era il suo nome. Un bel ragazzo di 19 anni, moro con occhi grigi. Lo conobbi a scuola. Io ero al secondo anno e avevo appena cambiato istituto, mentre lui era all’ultimo anno, pronto alla maturità e molto maturo per altre cose, forse troppo.

Avevamo occupato la scuola e io ero rimasta per la notte. All’epoca ancora mi vergognavo dei miei capelli rossi e li tingevo; mi truccavo anche oltre ogni necessità. Studiavo con piacere e già frequentavo i circoli letterari, le poltrone politiche giovanili e non avevo molta paura a dire ciò che pensavo. Ero sfrontata a tal punto da risultare maleducata ma sotto il profilo affettivo ero totalmente incapace: avevo avuto due ragazzi e la mia verginità l’avevo perduta l’anno precedente, eppure, nessuno mi aveva mai dato particolari emozioni, erano compagni di un viaggio che non avrei voluto fare con loro.

Quando conobbi Marco, fu il suo silenzio a colpirmi: parlava poco, sorrideva a stento ma molti lo definivano come una persona molto divertente, anche se non capivo il perché. Quella notte dovetti fare il servizio d’ordine fino alle 3. Fu abbastanza noioso e non accadde un granché, forse perché era la prima notte e tutti aspettavano le ultime per darsi alla pazza gioia.

Quando tornai nella classe nella quale avevo deciso di dormire, vi trovai altre persone che discutevano amabilmente di politica. Lo trovai interessante ma a quell’ora tutto volevo fuorché parlare o ascoltare. Da dietro di me una voce pronunciò il mio nome.

<<Ancora sveglia?>>. Mi girai e vidi Marco.

<<Si, ho finito adesso il servizio d’ordine e devo trovare un posto dove dormire, a quanto pare>> dissi scocciata.

<<Io anche ho finito adesso>> mi guardò silenzioso.

<<Mi fa piacere>> dissi, e, senza attendere una risposta, richiusi la porta e me ne andai.

Lui mi seguì e, afferrandomi il braccio per fermarmi, mi disse: <<non troverai ciò che cerchi se continui a fare la stronza>>.

Mi girai di scatto. <<La stronza?>> dissi con gli occhi infiammati.

<<Bene, adesso ho la tua attenzione>> disse sorridendo. <<Se una cosa non ti piace non puoi scappare via come una codarda>>.

La mia mano destra partì da sola verso la sua faccia. Ricordo ancora il rumore che fece quando si incontrarono. In quel preciso istante provai un misto di piacere e dispiacere, di eccitazione e vergogna, non avevo mai colpito nessuno prima di quel momento.

Di tutta risposta, lui si girò e mi baciò, senza preavviso, senza che io avessi difesa alcuna. Lo avevo appena colpito e lui non aveva battuto ciglio; il mio cervello era troppo occupato a riflettere sulle mie emozioni per avere il tempo di reagire a quel momento. Credo non ci fosse nessuno nei corridoi, lui probabilmente lo sapeva e mi sollevò da terra per sbattermi contro il muro con tanta foga da togliermi il fiato per qualche istante. Non ci mettemmo molto per entrare in un’aula vuota, richiusi la porta dietro di me senza nemmeno accendere le luci, la luna sarebbe bastata.

Iniziò a sbottonarmi la camicia mentre io gli levavo i pantaloni; faceva un freddo terribile, io ero confusa, non vedevo dove stessi e non avevo ancora capito come potessi essere finita qui o dove fosse finita la mia rabbia. Mentre le sue labbra mordevano le mie, gli aprii la camicia, mettendo a nudo il suo petto villoso. Iniziai a toccarlo in ogni centimetro, non potevo vedere il suo corpo ma potevo fare in modo di ricordarlo attraverso il tatto. Sentii la sua pelle ruvida inumidirsi ad ogni minuto, il suo respiro farsi sempre più caldo sul mio collo mentre mi spogliava, sentii il suo bacino, sempre più pressante sul mio. Mentre i baci si facevano più umidi e profondi le sue mani scendevano tra le mie gambe e, con gentilezza e decisione, entrarono dentro di me facendomi gemere.

I baci si fermarono per qualche secondo, mentre lui toccava quella che era oramai la parte più bagnata di me, e credo mi stesse fissando, probabilmente compiaciuto. La poca luce lunare era su di me quindi io non potevo vedere il suo volto e questo rese le cose più divertenti; cosa si celava oltre quel velo d’ombra?

Luci, ombre o distrazioni?

  • Il ricordo viene interrotto da un inaspettato elemento di disturbo nel presente (50%)
    50
  • La narrazione continua nell'incertezza del buio (50%)
    50
  • Uno dei due accende la luce per la curiosità di vedersi nudi (0%)
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7 Commenti

  • Capitolo 2)

    La storia prosegue, anche se questa volta il narrato ha un taglio diverso, forse anche per la presenza dei dialoghi. A proposito di questi, magari è stata un dimenticanza, ti consiglio di utilizzare le classiche ” « ” per rendere il testo più pulito. Queste: ” << " sono davvero brutte da vedere. 😀
    Per quanto riguarda il contenuto, in questo caso hai scelto di prenderti un po' più di tempo per raccontare questo passaggio, e la pausa potrebbe aiutare a costruire un po' più di erotismo nella situazione. 🙂
    Aspetto di scoprire come andrai avanti.

    Alla prossima!

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali. Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.

    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Capitolo 1)

    Ciao The Lone Dreamer!
    Ti leggo per la prima volta sul sito, quindi mi sento di darti il benvenuto!
    Il testo è scorrevole è parecchio “irruento” nella sua forma, ma trovo sia adatto al carattere che traspare del personaggio in questione. Siamo solo agli inizi, ma ho l’impressione che questa non sia solo una storia eros, ma che voglia nascondere qualcosa di più introspettivo. Sono curioso di conoscere i risvolti futuri.
    Sulla questione dell’erotismo, credo in questo capitolo non si sia respirato al massimo, forse proprio per la crudezza dei termini e dell’espressività del personaggio. Ma siamo solo all’inizio: ogni storia ha bisogno di tempo per esprimersi del tutto, quindi non vederla come una critica. Trovo sia utile per catturare l’attenzione del lettore 🙂

    Spero di essere tornato utile in qualche modo. Alla prossima!

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