La quinta dimensione

Dove eravamo rimasti?

Un lungo viaggio... In auto, molto rapidamente. (71%)

La turbolenza

“A piedi o in macchina?” – domandò Boundary, mentre si sistemava il nodo alla cravatta.

Posai lo sguardo sulla vettura.

“Questa Chevrolet andrà bene.” – risposi sfiorando con la mano il cofano rosso, e non aggiunsi altro.

“Prego, allora, salga su Lombardi.” 

Mi sistemai sul sedile anteriore di similpelle grigio: rigido e freddo e così appariva tutto quanto nel complesso. Nel frattempo il signor Boundary, ancora fuori, seguitava a fumare, mettendo a dura prova la pazienza di qualunque santo. 

Dopo un’eternità, infine, gettò a terra l’ultima cicca e mi raggiunse in auto. 

Come se non avesse fatto altro fino a quel momento, si accese un’altra sigaretta e si appoggiò allo schienale del sedile. 

“La smetta di tamburellare sul bracciolo – sussurrò, quasi soffiandomi anelli di fumo – ora partiamo.”

E allungò le dita sottili sulla chiave: la girò, e mise in moto la vecchia carretta. Il rombo del motore riscosse la tensione malcelata.

“Cavolo, finalmente Boundary! Non ne potevo più!”

“Se c’è una virtù che le manca, quella è proprio la pazienza.”

Provai a replicare a quell’offesa, ma l’unica cosa che uscì fu un borbottio di parole confuse.

Girai la manopola accanto, abbassando un po’ il finestrino. La leggera brezza placò momentaneamente i bollenti spiriti. Con gran rapidità superammo il cartello stradale sul quale era dipinto “ROUTE 59” a caratteri cubitali.

“Cos’è questa Route 59, dove ci porterà?”

“Lo vedrà.” – rispose con quel suo modo conciso di stroncare una conversazione sul nascere.

Ritornai a guardare fuori. Mentre osservavo il panorama, mi accorsi di come quel rossore steppico e arido contrastasse col pallore asettico del cielo, che filava sempre uguale a se stesso. 

“Le piace? Sono sicuro che avrebbe già scattato delle foto se avesse qui la sua fotocamera.”

“Non fotografo paesaggi, – dissi, seccato da quell’uscita inopportuna – fotografo persone. Almeno questo dovrebbe saperlo, se mi conosce.”

“Oh… touché.” – rispose, alzando le sopracciglia.

Nonostante l’apparenza distratta e rilassata, avvertii qualcosa di insolito nel tono della voce: era come se quello sbaglio lo avesse turbato profondamente.

“Boundary! – incalzai – Mi parli chiaro… si può sapere che diavolo sta succedendo!?”

Non rispose. Al contrario, fumò ancora più intensamente quella sigaretta sempreverde. Il volto accigliato e lo sguardo immobile suggerivano che avevo affondato la stoccata. Me ne compiacqui. La sua lentezza, però, infliggeva anch’essa delle stoccate notevoli.

Alla fine, con fare di chi ha preso una decisione importante, iniziò a parlare:

“Lei è un acuto osservatore, Lombardi. Avrà capito che non sopporto commettere errori.”

Sorrise ironicamente.

“Non sopporto neanche correre alle conclusioni. Quindi, lasci che le riveli un po’ alla volta ciò che vuole. Anzitutto, il motivo per il quale si trova qui è molto semplice… la turbolenza.”

Sgranai gli occhi: ricordavo ancora bene quel tremendo scossone che mi fece perdere i sensi.

“In quel preciso istante l’aereo varcò una nuova dimensione, Lombardi, e non tornò più indietro.”

“Come – esitai – com’è stato possibile?”

“Mi ascolti bene.” – assunse un tono ancora più serio – “L’unico modo per raggiungere questa dimensione è viaggiando alla velocità della luce.”

Non capii subito la gravità di ciò che mi disse.

“La velocità della luce, Lombardi! Sa cosa significa?”

Boundary, forse leggendomi la costernazione nel volto, riprese la spiegazione:

“Significa che il suo aereo, poco prima della turbolenza, ha toccato la velocità della luce. E una volta giunto nella quinta dimensione, ha mantenuto quella velocità. Come ha potuto vedere, non c’erano danni visibili all’interno. Tuttavia, a differenza sua, mi sono chiuso nella cabina e ho controllato il pannello dei comandi: l’asticella dell’anemometro segnava il massimo. Anzi, sembrava volesse schizzare via.”

Quelle parole furono sconcertanti. Avrei riso parecchio se fosse stata laa barzelletta ingegnosa di un ubriaco. Invece, era la terribile storia dietro la mia nuova condizione. 

Boundary non parlò più. Riprese a fumare, lasciandomi in balia del turbamento.

Nonostante l’importante rivelazione, sentivo che c’erano ancora molti dubbi insoluti: Le persone sparite. Perché sono evaporate, e io no? Boundary… come faceva ad essere sull’aereo? Come fa a conoscermi? È stato lui a far sparire tutti? E la velocità della luce… che sia opera sua anche questa? Cos’è davvero questa dimensione in fondo, perché esiste? 

Una domanda mi martellava nella testa più di altre, come se volesse distruggermi cellula per cellula:

“Boundary, perché proprio io tra tutti quanti? Perché? Dimmelo, ti prego!”

Abbassò la sigaretta, rallentò alla guida…

Mostrò un sorriso, e mi diede una pacca sulla spalla.

Boundary...

  • Nessuna delle precedenti, successe dell’altro. (33%)
    33
  • Cambiò argomento. (33%)
    33
  • Mi rispose. (33%)
    33
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98 Commenti

  • Ciao, Carmin.
    Alla fine, tutto è andato al suo posto, ogni pezzo del puzzle si è mosso a bordo di aerei e auto per giungere fino allo scopo: lo spettacolo.
    Mi piacevano moltissimo gli episodi de “Ai Confini della Realtà”; per un periodo, li hanno trasmessi in tv partendo dagli anni ’60. Qui hai messo in scena una storia davvero particolare, com’era nello stile della serie. Mi aspetto, ovviamente, un nuovo racconto e, per ora, ti saluto.
    Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!
      Da un aereo, all’auto, per poi finire in uno studio televisivo: un’esperienza per poche persone.
      Io purtroppo non c’ero ancora quando hanno trasmessi gli episodi in televisione, li ho recuperati tutti tempo dopo in dvd. Rimarrà la mia serie antologica preferita di tutti i tempi.
      Ho sperimentato con questa storia, sulla falsariga dello spirito della serie originale – benché, come riferito a BlackCat, la trama originaria fosse molto diversa.
      Ci sarà un nuovo racconto, ma tra molto tempo. Intanto seguirò i vostri.
      Alla prossima! 😀

      P.s. quel “Bravo” è una sola parola, ma che rende davvero felici. 🙂

  • Ciao Carmin 🙂
    Complimenti non posso dirti altro 🙂 ad ognuno ovviamente la propria interpetazione del finale ma per me ci stai dando uno squarcio di cio’ che c’e’ tra noi e la televisione 🙂 insomma e come quando guardi un bel film e ti immedesimi , sapendo dentro di te che in realta’ la maggior parte delle scene sono girate in uno studio televisivo e gli attori devono recitare delle battute predefinite 🙂
    Si vede che ti ha dato da fare 🙂 pero’ secondo me sei uscito vincitore 🙂 adoro soprattutto il finale che si collega all’inizio , cosi’ da renderci ancora piu’ partecipi della storia , in quanto il pubblico che assiste al programma di Boundary siamo proprio noi 😀 inoltre ho letto la parte in corsivo con la voce del presentatore dei confini della realta’ 😀 😀 invece la musica me la sarei immagginata piu’ goffa per l’inetto di turno 😀
    Ancora vivissimi complimenti 🙂 non farti aspettare troppo con una nuova storia 😀

    • Ciao BlackCat!
      Continua a piacermi la tua interpretazione, è davvero profonda.
      Si vede che mi ha dato da fare? Hah, in effetti è da Gennaio che lo portavo avanti!
      Il collegamento con l’inizio è stata un’idea fulminea che non potevo scartare, sono contento di sapere che abbia sortito l’effetto sperato: voi, ed io, come spettatori di una storia fuori dalla realtà.
      Inoltre, non appena scoperta la possibilità di allegare dei link esterni, ho approfittato per mettervi la voce del presentatore e la Funeral March of a Marionette – anche se avevo in mente anche la versione adattata per la serie antologica di Hitchcock, magari quella è più “buffonesca”.
      Temo che vi farò aspettare altri mesi prima di un altro racconto, ma continuerò a bazzicare da queste parti e, soprattutto, a leggervi.
      Ci vediamo al tuo finale, ti ringrazio per avermi seguito e per gli apprezzamenti.
      A presto! 😀

  • Finale perfetto! Incredibilmente ben scritto, inquietante al punto giusto, un gran ritmo e un finale che chiude il cerchio con un colpo di genio! Mi è piaciuto tantissimo!

    (Anche se non sono sicura di averci capito qualcosa eh ? )

    • Accidenti, quante belle parole! Non so se mi merito tutti questi complimenti, ma son felice che ti sia piaciuto. 😀
      Dev’essere stata una gran maratona, quindi ti capisco perfettamente se non sei sicura di aver colto granché – ma alla fine è un racconto così assurdo.
      Ti ringrazio per la pazienza che hai avuto nel leggere la mia crescita progressiva, ci vediamo nel prossimo capitolo della tua storia!

  • Ok, un finale un po’ così me lo aspettavo dopo la premessa. Ho sperato in un qualche colpo di scena finale ma non c’è stato ed è anche giusto che non ci sia. Mi dispiace per Lombardi e tutt’ora mi chiedo: perché lui. Lo scopo di tutto questo alla fine qual’era? Prendere una persona a caso e farle recitare la parte dell’Inetto? A che pro?
    Insomma mi lascia più interrogativi che risposte. D’altronde erano così anche alcune puntate de Ai Confini della Realtà 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Alla prossima storia 🙂

    • Ciao Red! 🙂
      Mi rendo conto di non aver risposto ad alcuni interrogativi che ho sollevato, e che tu giustamente hai riportato.
      Potevo – per una volta, hah – svelare i motivi per bocca di Boundary, ma poi ho deciso di non farlo, preferendo lasciarvi il mistero: una mossa azzardata.
      Quando vedevo le puntante di Twilight Zone, mi affascinava terribilmente rimanere sospeso nel dubbio, e ciò avrà condizionato la mia scelta.
      Ti ringrazio per avermi seguito fin dall’inizio e per la riflessione finale, ne farò tesoro per un prossimo racconto – passerà del tempo.
      Alla prossima! 😀

  • Ciao, Carmin.
    Visto come si è comportato Lombardi fin qui, direi che tenta la fuga dopo essersi liberato dalle manette… anche se ho il sospetto che non vi riuscirà e che, alla fine, sarà costretto ad ascoltare Boundary e ad accettare il suo ruolo nella storia.
    Mi piace molto questo capitolo, che mi ricorda un po’ “The Truman Show” e anche i personaggi di Philip Dick.
    Che posso aggiungere? Che sono curiosa di sapere come va a finire, per esempio ?
    E poi magari scopriamo che siamo tutti personaggi di una storia che qualcuno ha il garbo di portare avanti.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!
      Mentre scrivevo il capitolo, mi sono tornati in mente i ricordi di quando guardai The Truman Show un po’ di anni fa con un gruppo di amici, e a quanto pare si avvertono un pochino.
      Mi auguro di dare di una degna conclusione a questa storia; poi che se ne apra un’altra, chi lo sa!
      Quale sarà la sorte di Lombardi lo scoprirete – e pure io, un po’ – prossimamente.
      Alla prossima, e come sempre mando i miei saluti al dottorino ché ne ha bisogno! 😀

  • Ciao Carmin 🙂
    Innanzi tutto davvero complimenti 🙂 capitolo perfetto 🙂
    Hai dato delle risposte e allo stesso tempo hai creato infinite altre domande 😀 Penso che tenerci sulle spine sia il tuo stile 🙂 lo adoro 🙂
    Sembra davvero di essere dentro un film dove tutti hanno la loro parte e il loro copione 🙂 i direi che rispecchia molto la vita presente dove siamo un po’ tutti “un po’ troppo” in questa quinta dimensione 🙂 ormai e’ tutto finto 🙂 tutto programmato 🙂 non voglio dsembrare una vecchia ciabatta ma basta guardare un po’ di televisione o anche semplici video su You tube o Facebook per capire che ormai e’ tutto programmato 🙂 tutti seguono un copione 🙂
    Davvero un’ idea brillante 🙂 ti dico la verita’ , so che stai per arrivare alla fine della tua prima storia e quindi “sverginarti” su The Incipit 🙂 per cui vorrei pure sapere che si prova 🙂 e soprattutto sperare che stai gia’ lavorando ad un altra storia 😀 non vorrai lasciarci a secco spero 🙂
    Comunque parlando delle scelte tutte e tre hanno un senso logico e mi piacevano percio’ ho dovuto tirare a caso e la sorte a deciso sul cercsre di scappare 🙂 qualsiasi cosa verra’ scelta dai lettori comunque so gia’ che sara’ una buona scelta 🙂
    Percio’ non posso far altro che rinnovare i miei complimenti e aspettare con ansia il gran finale 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao BlackCat!
      Hah, mi riempi di orgoglio con tutti questi complimenti!
      Sai, è una chiave di lettura – quella che mi descrivi – a cui non avevo pensato durante la stesura dei primi capitoli. Dopo un po’, è stato come se i personaggi e la storia si stessero scrivendo da soli e io dovessi solo riportarli sul file.
      In origine avevo in mente un viaggio turistico, in un’altra dimensione sì, ma più tranquillo… beh, diciamo che la parte del tour è rimasta, mentre il resto ha preso una piega assai meno tranquilla, ahah! Non so se hai provato anche tu qualcosa di simile.
      Anche per rispondere alla domanda, è andata così. Però, a ben vedere, credo di aver fatto qualche miglioramento – questo grazie soprattutto ai vostri pareri e consigli!
      Quando avevo iniziato, pensavo che la scrittura sarebbe stata un interesse passeggero. Invece ora è diventata praticamente un hobby, che mi sta arricchendo di volta in volta.
      Ammetto che non sto lavorando ad un’altra storia, non credo lo farò subito ma, intanto, sul taccuino sto raccogliendo le idee che mi arrivano.
      Comunque, vediamo quale scelta prevarrà.
      Ti ringrazio ancora per i complimenti!
      Alla prossima, manda i miei saluti a White e Morrel. 😀

    • Ciao fenderman!
      Devo confessare che all’inizio avevo in mente una trama piuttosto semplice e lineare, pure molto diversa. Poi ad un certo punto i personaggi hanno preso il sopravvento, e ora eccoci qui.
      Sono felice di sapere che tutto sia al suo posto, in equilibrio.
      Vediamo se Lombardi si limiterà davvero ad ascoltare, oppure meno.
      Alla prossima. 😀

  • Visto che ci avviamo verso la fine, e considerando il fatto che non vorrei venirti a cercare per avere le risposte ai punti di domanda che mi si continuano ad accedere sui miei broccoli freschi di parrucchiere voto per lo spifferamento completo! XD Dai , Carmin, sono contro la violenza, ma sento che mi potrò trasformare in una bestia se non mi racconti tutto XD XD ❤️??‍♀️

  • Ciao, Carmin.
    Mi è piaciuto molto questo episodio, l’hai mostrato con efficacia; i personaggi che curiosi fanno cerchio intorno al nuovo venuto (mi ricordano i robot di Asimov) e poi tornano ai propri posti creano la giusta atmosfera. Comincio a capire cosa può essere successo a Lombardi, ma aspetto di leggerlo da te. Ben fatto.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!
      Sono davvero felice che ti sia piaciuta la scena e che sia venuta bene, era proprio quella che avevo riscritto più volte!
      Adesso che c’è qualche elemento in più, vi formerete idee o teorie che mi faranno morire dalla curiosità!
      Spero di riuscire a pubblicare il prossimo capitolo quanto prima.
      Ti ringrazio per essere passata!
      Alla prossima, e salutami il dottorino. 😀

  • Ciao Carmin 🙂
    Ce l’hai fatto sudare questo capitolo 🙂
    Perfetto il capitolo fila ed e’ bellissima l’idea che tutti siano incastrati in questo mondo fantastico e che tutti abbiano un ruolo ben preciso 🙂
    Ho dei dubbi su cosa sia veramente questa dimensione e potrei stare qua a farti delle domande perche’ ho due mezze idee su dove Lombardi sia finito 🙂 ma voglio che me le spieghi l’autostoppista 🙂 e percio’ voglio aspettare il prossimo capitolo 😀
    Per quanto riguarda la scrittura del capitolo l’unica cosa che ti farei notare e’ un cambiuo verbale dal passato al presente nella frase ” me la offrì con la noncuranza cui era solito e, stranamente, mi risolve un sorriso fugace.” ma magari e’ voluta nel contesto 🙂 fammi sapere 🙂
    naturalmente ho votato che l’Autostoppista ci da spiegazioni ma succede qualcosa (ovviamente non potevo fare altrimenti mi consoci 🙂 doro quando succede “qualcosa” 😉 )
    Ci stiamo avvicinando al gran finale 🙂 voglio vedere cosa ci tiri fuori 🙂
    Aspetto con ansia il prossimo capitolo 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao BlackCat!
      Hah, vi ho fatto sudare e ho sudato pure io, ma alla fine ci siamo.
      TI ringrazio per essere passato, come sempre!
      Quali idee ti ho fatto venire? Rimarrò con questa curiosità, ma è un segno della giusta direzione che sto seguendo. 🙂
      Per quanto riguarda quel “me la offrì con la noncuranza cui era solito e, stranamente, mi risolve un sorriso fugace”, c’è un refuso che ho notato solo dopo la pubblicazione: al posto di “rivolse” ho scritto “risolve”; si rilegge tante di quelle volte, eppure sfugge sempre qualcosa: è proprio una maledizione ahah!
      Prendo atto del voto, e aspetterò come si evolverà la situazione.
      Intanto mi fiondo sul tuo capitolo, a tra poco! 😀

      P.s. Heh, accidenti, quel “con ansia” fa venire l’ansia a me.

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