Antropologismo patologico

Capitolo I - Le disquisizioni di Praga e Carducci

— …In Libertà, Verga accentua la crudeltà dei popolani piuttosto che quella dei repressori… Quindi prevale l’ideologia conservatrice sulla ricerca del vero — disse Giosuè Praga con certa soddisfazione.

Questa è la prima di tante perle di saggezza che sentirete pronunciare dai nostri protagonisti: Emilio Carducci e Giosuè Praga. 

Secondo le nostre cronache, Carducci aveva un naso aquilino e occhi incassati, i quali gli conferivano un’aria da acuto osservatore. A questi, il buon gusto nel vestire e la presenza immancabile di una pipa curva facevano pensare all’incarnazione del noto detective. Ma, in realtà, Carducci era solo un pigro borghesuccio che tirava avanti tra una pipata e l’altra. 

Praga, invece, era tutt’altro che distinto. Un signore alto, trasandato, con il puzzo addosso. Pure, dai lineamenti facciali si poteva intuire l’appartenenza ad un’estrazione sociale agiata. Era dedito alla nobile arte dell’ubriacaggio e aveva sempre qualcosa da dire.

Durante una serata – non ben definita nei resoconti – i due signori cenarono alla trattoria di un villaggio. A quanto ci risulta Carducci era astemio, per cui tutte le offerte di Praga a brindare venivano declinate. Dopo i pasti, tuttavia, il nobiluomo posò la sua pipa e cedette alle tentazioni dell’amico… di lì a poco fu completamente alticcio. Praga non poté che esserne felice e procedette con l’ubriacarsi a sua volta. Bevuto l’ennesimo calice, i due decisero di alzarsi e, barcollando, uscirono dalla trattoria. Imboccarono una strada sconosciuta, dando vita a discorsi deliranti degni di essere letti… per motivi insoliti. 

Possiamo tornare alla conversazione.

— Dunque… cos’è che appoggia Verga? — chiese l’esimio Carducci, probabilmente distratto dalla combinazione di tabacco e alcool.

— Le rivolte? No. Il progresso? Nemmeno.

— E cosa?

— L’ideale dell’ostrica? Assolutamente. — sentenziò Praga — Perché noi siamo ostriche. Chiaro, no?

Calò un silenzio meditabondo, che ben si sposava con l’atmosfera circostante, buia e campestre. La volta celeste illuminava quelle figure solitarie, sperdute. Qualcuno osò rompere quella quiete.

— Le ostriche sono spinte dal mare però non abbastanza da rimuoverle!  

Un lampo di genio aveva travolto drammaticamente Carducci il quale, estasiato, si dimenava come un pazzo. Praga lo prese per un braccio, riportandolo alla realtà – se così si può dire.

— Il mare è il progresso. Noi, le ostriche, restiamo ancorate alla roccia, ossia il ceto sociale.

— Oibò, come le caste in India! 

— Letteralmente. Sei povero? Cazzo tene di migliorare, restaci povero!

Una sgarbata conclusione, senza dubbio. Nondimeno, aveva scosso positivamente quella mente pigra e inesperta di Carducci.

— Ah, certo! — esordì, trionfante — Quindi se sei un barbone, muori come tale…! E se nasco senza un soldo, e voglio averne?

— Ma ti pare, sei pazzo? Il manicomio ti aspetta. Tu resti povero perché sai che, migliorando, la società resta sempre una merda. Quindi perché dovresti?

Tornò il silenzio. Nel frattempo proseguirono su quella strada interminabile, intervallata da una piccola boscaglia, senza una meta precisa. Praga sembrava assorto nei suoi pensieri. Si teneva il mento con una mano, mentre reggeva la bottiglia di vino con l’altra. Carducci fumava la pipa, con lo sguardo perso nel vuoto. Sospirò e si rivolse di nuovo all’amico, con tono grave.

— Dunque non serve a niente provarci… “Resta nella tua melma, perché ti impedisce di essere portato via dal mare di merda che è la vita”.

A quanto pare, il tabacco aveva rafforzato il suo naturale ottimismo.

— Esatto. Che sei povero o che sei ricco, sempre schifo fa la società.

— Sei povero, fai schifo. Sei ricco, fai schifo uguale… Allora sparati! — gridò il borghese, in preda ad una furia primordiale.

— Uè, Cardù! — Praga gli porse il vino per calmarlo, e quello lo scolò tutto. Carducci sperimentò nuovamente l’ubriacatura.

— Però vedi — riprese Praga — siamo tutti delle merde, ma non lui, il borghese, capì?

— Ma lui… accumula la roba. — rispose l’ebbro, delirando — E vuole tenersela tutta per sé!

— La scalata sociale l’ha fatta. Solo che la fiumana può travolgerlo in qualsiasi momento…

— A quel punto, dopo la scalata, cosa rimane? La roba!

— E poi quando muori, che fai? Porti la roba con te. È ovvio. La uccidi, la sperperi, la liquidi. Oppure osservi gente che la liquida al posto tuo mentre accetti la tua condizione.

— Già…

— Hai vinto per la scalata? Moralmente hai perso. Tiè! Per i nobili sei solo un pover’uomo arricchito, per i popolani ti sei arricchito troppo come un nobile. Vuoi i valori familiari ma li subordini alla roba. Che vòi, tu sei stato a volerlo. Mo’, stacce!

Non c’erano parole per commentare una tale argomentazione, questo Carducci l’aveva capito. Guardò la bottiglia che poco prima aveva tracannato, senza fiatare. Poi tirò fuori la sua pipa, fumando avidamente per scacciare qualche pensiero. Praga notò il turbamento nel suo compagno, ed evitò di rincarare la dose. Continuarono a camminare tacitamente, immersi nel chiarore della notte.

Quale sarà il prossimo tema che discuteranno i nostri signori?

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7 Commenti

  • Salve Ragazzi !
    Innanzitutto complimenti mi ha incuriosito la vostra storia , mi ricorda
    un libro di Achille Campanile che lessi tanto tempo fa intitolato vite degli uomini illustri.
    Questa storia ha un elevato livello di cultura e tocca dei vasti temi anche se in chiave
    pessimistica (ma sappiamo perche’ ? ) che sono addolciti dalla chiave comica, rendendoli
    piu’ semplici e leggeri per qualsiasi lettore gli si voglia avvicinare

    Vi seguo e opto per il Tempo … e’ un argomento che mi ha sempre affascinato
    Buon proseguimento e a presto ?

    • Salve!

      La ringraziamo per averci letto! Achille Campanile? Mhm, un autore da tenere in considerazione, specie per il senso dell’umorismo.
      Stiamo puntando molto sulla cultura di chi ci legge, e fa piacere sapere che possa venire apprezzata.
      Una discussione sul tempo potrebbe essere illuminante, chissà come si comporterebbero i nostri scrutatori del pensiero umano.

      Al prossimo capitolo!
      -Finn

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Capitolo 2)

    Ciao ragazzi!

    Ho notato che avete poche visite: vi consiglio di fare un salto sulle storie degli altri autori, per battere un colpo e segnalare la vostra presenza. In queste settimane c’è stato molto movimento sul sito, e di sicuro qualche storia è finita oscurata dalle altre.
    Le battute sui Francesi fanno sempre ridere, anche se non sono tutte vere… ? C’è bisogno di un po’ di conoscenza per stare dietro alle pungenti disquisizioni dei nostri protagonisti. Può essere sia un bene che un male, per certi lettori. Io lo trovo interessante, anche se urge fare emergere qualcosa in più sull’idea generale dietro.
    Non mi pare di aver niente segnalare. Aspetto il prossimo! ?
    Continuate così.

    • Salve!

      La ringraziamo ancora di aver letto la nostra storia. Cercheremo di farci pubblicità in qualche modo, giacché c’è concorrenza… ‘na vera sfida.
      Lavoreremo sul rendere il tutto più coeso, contestualizzato e un po’ folle al tempo stesso.

      La ringraziamo ancora! Ci si becca al prossimo capitolo!
      – Les

  • Capitolo 1)

    Ciao LeFin (ragazzi!)

    Episodio divertente, scritto bene, con un buon ritmo e buona caratterizzazione dei personaggi. Mi avete divertito, nonché incuriosito.
    Vi leggo per la prima volta sul sito, quindi ne approfitto per darvi il benvenuto.
    Vediamo un po’ dove ci porterete con questa curiosa vicenda.
    Punto sui Francesi, quelli vengono sempre tirati in mezzo nelle discussioni alcoliche.

    Aspetto il prossimo.
    Buona scrittura!

    • Salve, salve!

      La ringrazio per il commento e per il benvenuto, non ci aspettavamo una buona ricezione fin da subito!
      La strada è lunga, ma i nostri illustri pensatori sembrano troppo occupati per farci caso.
      Chissà cosa frulla in quelle menti elastiche…!

      Grazie ancora, alla prossima!
      -Finn

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