Antropologismo patologico

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà il prossimo tema che discuteranno i nostri signori? I francesi (100%)

Capitolo II - Lo spegnimento dei lumi

— Ecco perché Verga sta sul cazzo a tutti. Ti sputa la verità in faccia!

Praga, prima sprofondato nei suoi ragionamenti, ora sobbalzò a quell’uscita inattesa e audace che pure, però, non gli dispiacque.

— Ad ogni modo — proseguì Carducci, con tono più pacato — che ne pensi del Positivismo? Ci credi?

— Crederci? Ma che sei, francese?

— Francese? Buon Dio! I francesi sono terribili, emanano un fetore del diavolo!

— Bah! Loro e la fiducia nel progresso… Pensavano di cambiare il mondo standosene seduti in una poltrona de Le Procope a consumare la loro petit déjeuner! Guarda invece che fine hanno fatto: alcolizzati, puzzolenti e decadenti — concluse il nobile, scordandosi di rientrare nelle tre categorie.

— Decadenti come i poeti maledetti?

— Certo… ‘Sti bohémiens non li capisco proprio.

— Ho sentito dir loro che i fumi dell’oppio stimolano l’innata capacità di “leggere i misteri della natura”.

— Baggianate. E poi avrebbero il coraggio di parlare della mercificazione dell’arte! I loro pittori non sanno che farsene di un pennello zuppo d’olio. Te lo dico io: sono senz’arte né parte.

Come per rafforzare la sua tesi, Praga inscenò una dimostrazione pratica: iniziò a gesticolare, scimmiottando un artista in preda ad una crisi di follia. “Dipinse” dei puntini in aria, mentre il fedele compagno guardava attonito quello spettacolo pietoso.

—  Vedi? È così che dipingono: dei miseri punti nello spazio, senza alcuna logica! I colori? Sparsi a casaccio. Le figure? Pallide imitazioni della realtà. Mai capito ‘sto Seurat e la sua Domenica pomeriggio… pensa, voleva pure dare all’Impressionismo delle connotazioni scientifiche: una trovata ridicola e insensata.

Il signorotto, ancora stordito dall’assurdità della recita, apparve tremendamente confuso all’amico. Tentò di cambiare argomento, seppur goffamente.

— Sì ma… ti ricordi la battaglia di Waterloo? Mi’ nonno me la raccontava sempre…

— Ovviamente… — rispose il nobiluomo, con una punta di durezza nel tono — Se ci pensi, non vincono mai.

— Perché hanno già perso!

— Inoltre, non hanno digerito il fatto che l’inglese sia ormai considerata la lingua par excellence, e siccome non hanno ancora accettato la sconfitta, fanno finta di non comprenderlo…

— Hai proprio ragione! Forse sono caduti in depressione, oppure hanno inalato dell’oppio e ora hanno le allucinazioni, proprio come un maledetto.

— Pure se ti dai all’alcool vale lo stesso — aggiunse Praga, quale grande intenditore.

— In quel caso tendi a vedere il bicchiere mezzo pieno, quando in realtà è vuoto, dato che te lo sei scolato prima di ubriacarti per l’ennesima volta!

Sentendo quell’affermazione, Praga scoppiò in una fragorosa risata, riscuotendo la tranquillità della nottata. Carducci gongolò compiaciuto e l’altro, assumendo un tono quasi derisorio, continuò il discorso.

— Fai attenzione se lo dici ad un francese: è capace di sputarti in faccia!

— I francesi sono incivilizzati. Hanno inventato il bidet e non lo usano. Gli uomini sono effeminati e le donne non si radono!

— Eppure certi credono che la scienza sia la chiave per la lettura del mondo… Cosa potranno mai capire? Un beneamato nulla!

— I francesi sono allo stato di natura… allo stato brado! 

Parlare (male) dei francesi sembrerebbe un ottimo esercizio creativo. In effetti i due signori parevano dilettarsi nell’attribuire le caratteristiche più ingegnose ad un popolo così stimolante.

Fauves! Lo stato di natura! Perchè? “Non c’è corruzione”. Chiaro, ti corrompi essendo così imbecille! — tuonò Praga, scandendo la sua invettiva — La verità è che non vogliono accettare il loro totale fallimento intellettuale… E chi poteva riuscire in una tale disfatta? Solo i francesi.

— Un talento unico… — sogghignò l’amico.

— Ma stendiamo un velo pietoso, non sono in grado di difendersi. Hanno già alzato la bandiera bianca, issandola sulla baguette.

— Non conoscono i loro limiti.

— Credono di non averne. Bah, c’est la vie. La scienza che rompe ogni limite? Ma per favore, la scienza è sopravvalutata. Il progresso è la morte… E chi disse queste cose? Un italiano. Tiè! Beccate questo, a’ Francia!

Questo scacco matto sancì la fine della chiacchierata. Carducci riprese a fumare, pienamente fiero e soddisfatto della chiusura raggiunta dal compagno, il quale contemplava il cielo stellato. I due pensatori intraprendenti proseguirono la passeggiata, spegnendo definitivamente la lumière sul popolo francese.

Come andrà avanti la storia?

  • Si accorgono di aver perso la cognizione del tempo: parleranno di questo. (100%)
    100
  • Viene tirato in ballo un altro popolo, gli inglesi, ad esempio. (0%)
    0
  • Tra un tema e l’altro, finiscono in un’altra trattoria. (0%)
    0
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7 Commenti

  • Salve Ragazzi !
    Innanzitutto complimenti mi ha incuriosito la vostra storia , mi ricorda
    un libro di Achille Campanile che lessi tanto tempo fa intitolato vite degli uomini illustri.
    Questa storia ha un elevato livello di cultura e tocca dei vasti temi anche se in chiave
    pessimistica (ma sappiamo perche’ ? ) che sono addolciti dalla chiave comica, rendendoli
    piu’ semplici e leggeri per qualsiasi lettore gli si voglia avvicinare

    Vi seguo e opto per il Tempo … e’ un argomento che mi ha sempre affascinato
    Buon proseguimento e a presto ?

    • Salve!

      La ringraziamo per averci letto! Achille Campanile? Mhm, un autore da tenere in considerazione, specie per il senso dell’umorismo.
      Stiamo puntando molto sulla cultura di chi ci legge, e fa piacere sapere che possa venire apprezzata.
      Una discussione sul tempo potrebbe essere illuminante, chissà come si comporterebbero i nostri scrutatori del pensiero umano.

      Al prossimo capitolo!
      -Finn

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Capitolo 2)

    Ciao ragazzi!

    Ho notato che avete poche visite: vi consiglio di fare un salto sulle storie degli altri autori, per battere un colpo e segnalare la vostra presenza. In queste settimane c’è stato molto movimento sul sito, e di sicuro qualche storia è finita oscurata dalle altre.
    Le battute sui Francesi fanno sempre ridere, anche se non sono tutte vere… ? C’è bisogno di un po’ di conoscenza per stare dietro alle pungenti disquisizioni dei nostri protagonisti. Può essere sia un bene che un male, per certi lettori. Io lo trovo interessante, anche se urge fare emergere qualcosa in più sull’idea generale dietro.
    Non mi pare di aver niente segnalare. Aspetto il prossimo! ?
    Continuate così.

    • Salve!

      La ringraziamo ancora di aver letto la nostra storia. Cercheremo di farci pubblicità in qualche modo, giacché c’è concorrenza… ‘na vera sfida.
      Lavoreremo sul rendere il tutto più coeso, contestualizzato e un po’ folle al tempo stesso.

      La ringraziamo ancora! Ci si becca al prossimo capitolo!
      – Les

  • Capitolo 1)

    Ciao LeFin (ragazzi!)

    Episodio divertente, scritto bene, con un buon ritmo e buona caratterizzazione dei personaggi. Mi avete divertito, nonché incuriosito.
    Vi leggo per la prima volta sul sito, quindi ne approfitto per darvi il benvenuto.
    Vediamo un po’ dove ci porterete con questa curiosa vicenda.
    Punto sui Francesi, quelli vengono sempre tirati in mezzo nelle discussioni alcoliche.

    Aspetto il prossimo.
    Buona scrittura!

    • Salve, salve!

      La ringrazio per il commento e per il benvenuto, non ci aspettavamo una buona ricezione fin da subito!
      La strada è lunga, ma i nostri illustri pensatori sembrano troppo occupati per farci caso.
      Chissà cosa frulla in quelle menti elastiche…!

      Grazie ancora, alla prossima!
      -Finn

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