APOCALYPSE ZOMBIE RESTAURANT

Dove eravamo rimasti?

Quale di queste scene aprirà il prossimo capitolo? Il mattino seguente (50%)

Buongiorno, Chef!

Bruno Barbieri stava scappando, inseguito da decine e decine di zombie affamati. I corridoi del Miao Miao gli ricordavano il dedalo inestricabile del labirinto visto nel film Shining. Sudava copiosamente, mentre correva. Una rampa di scale, poi un altra. Decine e decine di porte: tutte chiuse. Si aspettava, da un momento all’altro, di incontrare le due spaventose bambine gemelle del famoso film. All’improvviso, dopo una svolta a U, si era imbattuto in un piccolo triciclo.

«Ciao, Chef. Vieni a giocare con noi?»

Si era voltato: le due fantomatiche gemelline erano lì, in fondo al corridoio. Le loro voci sinuose, violini tzigani, rimbalzavano sulla carta da parati démodé.

«Vieni a giocare con noi, Chef? Per sempre… per sempre… per sempre… »

Aveva inforcato il triciclo e, urlando in falsetto, aveva cominciato a pedalare come un ossesso. Le sue gambe muscolose facevano saettare il piccolo triciclo, le piccole ruote di plastica dura rimbombavano tra un tappeto e l’altro: il dedalo di corridoi sembrava infinito. Le porte chiuse gli saettavano a destra e a sinistra. Di tanto in tanto una delle porte si apriva, lasciando intravedere volti decrepiti di morti viventi mezzi squartati e pieni di pùs, che si alternavano a quelli delle persone che amava: Carlo Cracco, la zia Euredice – quella che gli aveva insegnato a chiudere i tortellini a suon di scappellotti -, Spyros, Joe Bastianich. Ernst Knam.

«Ernst Knam?», aveva mormorato Barbieri continuando a pedalare furiosamente. «Ma che c’azzecca, Ernst Knam? Io lo odio, Ernst Knam!»

«Mancia ein porzione di rotolònen, Pruno!», aveva detto Ernst Knam. Era seduto sul manubrio del triciclo, e di tanto in tanto gli assestava piccoli schiaffetti sulle guance. «Tài, mancia rotolònen!»

Bruno Barbieri aveva aperto gli occhi, davanti a lui c’era una distesa offuscata irriconoscibile. Sentiva la testa pulsare, gli dolevano le guance, i polsi e le caviglie. E non ci stava capendo un cazzo: dov’erano finiti i corridoi del Miao Miao? Dov’erano le due spaventose gemelline?

Un altro schiaffo, poi un altro. Poi una risata seguita da una zaffata di polenta istantanea.

«Ma buongiorno, Maestro.» E giù con un altro schiaffone. «Dormito bene?»

Aveva cercato di mettere a fuoco strizzando gli occhi, e avrebbe voluto tanto aggiustarsi gli occhiali da vista. Ma poi si era reso conto che non stava indossando gli occhiali da vista, e che aveva le mani legate dietro la schiena. Era seduto su una sedia freddissima che gli aveva gelato le chiappe. Si era reso conto di essere nudo, legato e senza occhiali.

«Oh, ma cos’è ‘sta storia?», aveva blaterato isterico il grandissimo chef.

«Vedo con piacere che la botta in testa di ieri sera non ti ha compromesso le funzioni cognitive… »

«Sei Tassandra?», aveva detto. «Liberami, ti prego, Tassandra: qualcuno mi ha legato nel sonno!»

Tassandra si era messa a ridere, e il tanfo di polenta istantanea aveva aggredito Barbieri con la stessa ferocia di un rottweiler incazzoso.

«Certo che sono io, Chef», aveva detto Tassandra. «Pensavi che ero Ernst Knam? È mezz’ora che non fai altro che evocarlo, ah ah ah!»

Barbieri aveva sentito due mani che gli sfioravano le tempie, poi le sfocature erano sparite. Si era guardato intorno e aveva sperato che gli cavassero gli occhi.

Davanti a lui – leggermente sulla destra – c’era Tassandra, fasciata nella solita, orribile, tuta di triacetato gialla: dalle mani le penzolava una robusta catena di ferro arrugginito che terminava in un collare con le borchie. Dentro il collare con le borchie c’era il collo di uno zombie senza braccia, la cui bocca mostruosa arrivava a due dita dal naso del grande chef. La bocca spalancata, tenuta aperta da una lattina di ceci di bassa qualità, non ne voleva sapere di restare spalancata. Voleva chiudersi, quella bocca, preferibilmente su un essere umano. Preferibilmente su Bruno Barbieri.

Il grande Chef aveva cercato di allontanarsi il più possibile, ché quella lattina di ceci non avrebbe durato chissà quanto, ma era legato. Era inerme. Era spacciato.

«Ti lascio in compagnia del signor Piero, Chef», aveva detto Tassandra assicurando l’estremità della catena a un vecchio termosifone in ghisa. «Vado a vedere come sta il tuo amichetto e poi torno… »

Bruno Barbieri aveva realizzato.

«Fracca! Cos’hai fatto a Fracca? Guarda che se gli torci un solo capello divento una iena, eh!»

«Oh, lui sta bene. Lo sto marinando con un rub a base di ginepro, teste d’aglio, paprika e cumino… »

«Ma tu sei pazza!», aveva berciato il grande Chef. «Ci vuole l’aglio in polvere, ché sennò l’umidità ti rovina la marinat… Aspetta: hai detto che stai marinando Fracca

Tassandra aveva annuito, si era passata la lingua sulle labbra carnose ed era uscita dalla stanza, lasciandolo in compagnia del signor Piero in versione morto vivente.

«Signor Piero, non schiacci troppo forte quella lattina», aveva detto Barbieri.

Il signor Piero, in tutta risposta, aveva stretto la mascella facendo incrinare la confezione di metallo.

«Porco Zuda», aveva mormorato Bruno Barbieri.

A questo punto del racconto, cosa ti interessa di più?

  • La Condizione Fracca (60%)
    60
  • L' Affare Polenta Istantanea (30%)
    30
  • La Situazione Barbieri (10%)
    10
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

117 Commenti

  • Ciao, Martha.
    Hai capito il caro Barbieri? Lui sì che non si fa infinocchiare, porco Zuda.
    Bel racconto, sempre scorrevole e ricco di spunti divertenti. Un mix o meglio una fusion di idee, generi e personaggi; se a Masterchef si valutasse la scrittura (forse si chiamerebbe Masterwriter), ti manderebbero subito in balconata.
    Brava, Martha…
    Ci rileggiamo, anzi, il tuo nuovo racconto l’ho già sbirciato e ora vado a commentare.

    Alla prossima!

    • Grazie cara ❤️ e grazie per avermi fatto compagnia durante questa stramba storia! I tuoi complimenti mi fanno sempre piacere, e mi raccomando: scrivi presto, porco Zuda XD XD ??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️

    • Grazie cara ❤️ Grazie veramente per essere stata con me ??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️ la nuova storia è ovviamente già disponibile, ché sono troppo gasata per prendermi una pausa XD Genere diverso, ma gli zombie non li mollo ??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️

  • Però! Un finale molto particolare. Ero rimasto un po’ così quando Barbieri ha sparato, ma la voce alla Tex Willer ripaga tutto 😀

    Beh, che dire? Racconto che mi ha fatto sorridere e schifare allo stesso tempo 😛 Il che significa che hai colpito nel segno.

    Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie caro ❤️ e grazie per avermi fatto compagnia durante questa stramba storia ! Beh, se ti ho fatto sorridere allora sono veramente soddisfatta: lo schifio era compreso nel prezzo, per cui… XD Grazie mille davvero, e scrivi presto ??‍♀️??‍♀️??‍♀️??‍♀️

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi