Gente, ed altre cose.

Dove eravamo rimasti?

Che impatto avrà la "visione" sulla vicenda? Cercano una risposta insieme, una qualsiasi risposta sensata (71%)

Prove d’amore

Dopo la “fumata” la realtà.

Erano le due, suonavano alla porta.
— Ehi!? — disse Fighero. — Alla porta c’era Anita, pallida, ferita, adorabile. — Vieni, entra. Come stai?
Spense l’acqua della pasta; temeva qualcosa. Lei seduta al tavolo di cucina tormentava le nocche delle dita.
— Hai mangiato? Vuoi un caffè?
— No, non ho dormito un minuto.
— Ah, allora siamo in due. E pensare che non ti ho chiamata per non svegliarti.
— Che bravo, quanto scrupolo.
— Andiamo…, ho letto il tuo messaggio. Senti…
— …quando sei tornato sembravi un altro, e avevi le mani fredde… — Anita era spietatamente andata al dunque come se ne avesse bisogno per respirare. Ed ora singhiozzava . — Un momento prima io lo volevo, e tu sei scappato via. Poi invece…, nemmeno mi guardavi in faccia. Ma… eri uscito per drogarti?
— Eh no, cosa? Tu eri ancora sotto shock. Cazzo, Anita, parlavi con le ombre!… E poi secondo te, avevo bisogno di drogarmi per portarmi a letto una che avevo appena respinta?
— No, io non parlavo con le ombre. E non è stata la CO2, io ero in grado di capire tutto.
— Sì, va beh, come no!
— Tutto, tutto! Tutto tranne te.
— Io invece credo a quelli del pronto soccorso, e credo anche che quelle ombre, e il figlio da “donare”, siano stati solo un’allucinazione. Oppure… In che giochino stai cercando di incastrarmi, ?
— Incastrare chi, cosa? Ma chi ti credi di essere?
— No? Beh, io so chi sono, il mistero vero sei tu! Senti: io ieri notte sono scappato da casa tua semplicemente perché una ragazza a cui tengo mi stava trascinando in una cosa che non volevo e non capivo. Vedi, io non so perché dormi su un letto di spine; sei una fachira? Bene, non ti chiedo niente; aspetto che sia tu, quando vorrai, a parlarmene. Fino ad allora ok, fatti tuoi, ma non venirmi ad accusare di cose che…
— Per me era la prima volta! Gridò lei, e lo ripeté, gelida, smettendo di piangere.
— La prima volta di che? Non c’è stato nulla, Anita!
Cocò si avvicinò curioso, il ragazzo sinceramente provò invidia per lui.
— …eppure mia madre mi ha insegnato a difendermi — disse lei piano, parlando a cantilena, come un pessimo attore che recita un noioso copione.
— Come, con le spine?
— …da piccola, quando avevo paura, se c’era mio padre o un altro uomo per casa, mi disegnava dei grandi baffi col nerofumo, “Sarai scambiata per un uomo mentre sei a letto” diceva.
— E le rose?
— Le rose, le spine, le ho volute io, dopo la sua scomparsa…
— Tua madre è morta?
— No, ma non so dove sia. Lei mi telefona, mi chiede come sto e riattacca.
—…e riattacca?
Seguì un lungo minuto di imbarazzo in cui i due seguirono, affascinato lui, indifferente lei, le mosse complicate e apparentemente inutili di Cocò. Poi Fighero disse:
— E tuo padre?
— Un padre ce l’avevo. Ogni tanto veniva, solo per litigare, e, insomma…
— Capisco. Senti, torniamo a noi, ora ti farò una domanda. Non ti arrabbiare ok? Un… ginecologo ce l’hai?
— Perché?
— C’era sangue nel tuo letto stamattina?
— Certo che c’era, nel mio letto il sangue è di casa. Lo immaginavo: vuoi che mi faccia visitare, ti serve una prova.
— Io non voglio niente, ma se fossi in te lo farei. Hai bisogno di sapere…
— Continui a negare… Che sono venuta a fare, me ne vado.
— No, aspetta. Dove vai? Ricominciamo da capo; io sono sicuro di quel che dico. Piuttosto, tu sei sicura che il tizio lì, ammesso che esista, mi somigliasse tanto? Rifletti: se fossi stato io, non dovrei essermi ferito con le tue spine?
— Non dire scemenze. Non ti sei neanche spogliato! Eri tu!
— …e neanche sporcato del tuo sangue? Vuoi vedere i miei vestiti? Ma perché mi fai questo? Cavolo, era tutto così bello, ordinato e… normale! Perché mi chiedo?!
— Normale dici? Normale è tagliare i capelli alla gente, normale è lavorare in un bar dove ti guardano il culo; questo è “normale”. Non è normale invece innamorarsi. Innamorarsi è…, è pericoloso.
— Ah, sì? Certo come no, pericolosissimo.
— Tu non capisci. Mi farò visitare, come vuoi tu, oggi stesso. Almeno non potrai più negare.
— Ecco, brava, fallo subito. E fatti fare un prelievo di dna. “Liquido seminale”, sai cos’è? Te l’ha spiegato mamma?
Quest’ultima battuta, amara, sporcata di cinismo, offese Anita che non parlò più e andò via. L’amore era umiliato e messo all’angolo.

La sera stessa al Gabbiano.
— Mi hanno proposto la pillola del giorno dopo. L’ho presa. Problema superato. E, tranquillo, non ti ho denunciato.
— Non è quello che ti avevo chiesto. E poi tu non volevi un figlio? Adesso come ci vai su Marte?
— Stronzo, forse mi daranno un’altra possibilità.
— Che intendi dire?
— Che forse un figlio riuscirò a farlo in tempo, con un altro, con uno che mi ami e che mi accetti come sono.
— Fammi vedere ‘sto referto. Basta con le cazzate. Non c’è un altro, e non ci sarà. Io mi sto innamorando di te, lo capisci o no? Non farmi questo. Aiutami ad amarti un po’.
— Ma perché non credi a una parola di quel che dico!? Pensi che sia pazza?
— Va bene, pace. Adesso andiamo a casa, e raccontami di te. Ricominciamo da dove vuoi tu.
— …da noi?

Nel prossimo capitolo

  • La madre (38%)
    38
  • Alla ricerca della verità (63%)
    63
  • L'amore finalmente (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

134 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Fedenderman!

    Direi proprio che m’è piasciuto lo spettacolo-ta!
    Una chiusura efficace, con una bella riflessione finale. Complimenti! 🙂
    Non potevamo che aspettarci qualcosa di simile, da uno scrittore come te. Capacità che non solo l’unico a invidiarti. Continua così, sei sempre fortissimo!
    C’è un refusino, ma nulla di grave. Non toglie niente alla carica del capitolo.

    Alla prossima!

  • Eccolo: il finale perfetto!
    Ciao, Ottaviano.
    Ci lasci con un po’ di nostalgia e questo sai che vuol dire? Che i personaggi, la storia, l’ambientazione sono riusciti a creare un legame. La battuta finale, lasciata sapientemente a Cocò, mi ha strappato un sorriso con un po’ di commozione. Sei molto bravo, caro mio, io continuo a dirtelo.
    Ci rivediamo con una nuova storia, so che non ci farai aspettare.
    Ancora tantissimi complimenti, ti auguro un bellissimo fine settimana.
    Alla prossima!

  • Sì, confermo: lo spattacolo ci è piaciuto, ok! XD Una storia strana e incredibile, una vera e propria avventura farcita di personaggi macchietta, tormentoni e mistero: l’ho letta proprio volentieri, bravo. Un finale con una piacevole e sottile vena malinconica che mi fa attendere con curiosità la tua prossima storia ??‍♀️

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi