Gente, ed altre cose.

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Alla ricerca della verità (63%)

Domande

Era Lunedì, Fighero voleva dimenticare tutto, la presunta violenza, la pillola del giorno dopo, e le bugie. Voleva solo una mezza giornata con Anita. Una passeggiata nel sole, una cosa da fare insieme che somigliasse a un’idea di famiglia.
Uscito di casa, però, fu sopraffatto dalla necessità di sapere, capire. Aveva con sé una sporta di domande da fare, domande che probabilmente avrebbero sortito risposte liquide, da prendere col retino.
Fighero “So tutto” stavolta non sapeva niente; erano bastati due grandi occhi e le rose a confonderlo abbastanza da non riconoscersi allo specchio.
Alle dieci era davanti casa sua, una costruzione a due piani su una piccola spianata polverosa; un garage e un fioraio al piano terra, e una scala esterna che tagliava in diagonale la facciata per arrivare su, al suo appartamento.
Suonò il campanello in fondo alle scale, e si guardò intorno; pensò pure di comprare dei fiori, poi vide le rose e cambiò idea. Non era mai stato di giorno in quel posto. Era in una piccola frazione di case basse, strade dritte, tristi; officine, magazzini, un deposito di rottami da cui arrivava un rumore molesto. “Un luogo ideale per vivere” pensò, ed ebbe voglia di portarla via, lontano, in un villino al mare con una grande finestra per potersi ubriacare d’azzurro e di sale.
C’era un uomo sul ciglio della provinciale; indossava un cappotto nonostante la stagione, e guardava nella sua direzione. Anita aprì la porta; lui cominciò a salire le scale; vide che anche lei aveva notato, forse addirittura cercato con lo sguardo l’uomo del cappotto, e solo dopo aveva riservato a lui un timido sorriso. La cosa gli procurò una certa inquietudine. Si voltò ancora verso la strada e lo vide andar via con una vecchia auto sbucata dal nulla. Anita gli sembrò preoccupata anche se non meravigliata, e dunque la sua mattinata cominciava male.
— Ciao, chi era? — esordì.
— Buongiorno. Cominciamo con le domande? — disse lei scostandosi per invitarlo ad entrare.
Fighero era già assalito dal malumore, ma intendeva vincerlo, così non replicò.
— È qua sotto che compri le rose? — chiese sbagliando di nuovo.
Lei rispose acida, non si aspettava di dover affrontare di nuovo l’argomento.
— E dunque davvero ricominciamo con le domande. Se vuoi saperlo, sì: me le regalano. Quelle invendute e ormai invendibili. Soddisfatto?
Un sottile diaframma calò fra di loro.
Anita aveva subito compreso che a Fighero non bastavano parole, che cercava spiegazioni, e che avrebbe scavato nella sua vita. La domanda era: assecondarlo? Aprirsi, o era troppo presto? Da quando si erano incontrati la prima volta, al primo incrociarsi di sguardi, era l’amore degli ‘uomini’ che s’era acceso in lui, l’aveva visto: e non voleva spegnerlo. Doveva però essere cauta. Anche se era quello giusto, non era convinta che potesse reggere all’impatto della verità; e forse per averlo sarebbe stato necessario mentire ancora.
Uscirono poco dopo per andare in centro, Anita doveva fare delle compere. Appena fuori, di nuovo Fighero si sentì osservato, anche se non c’era nessun uomo in cappotto. In quei momenti preferì non fare domande, voleva solo stare con lei, c’era tempo, e poi non era affatto sicuro che si fidasse pienamente di lui.
Tornando a casa, lui che voleva indagare si sentì sotto esame. Non era piacevole, era a disagio, e gli toccò anche registrare sul viso della fioraia una strana espressione che non gli piacque. Quella lo aveva infatti guardato con una domanda negli occhi, e un misto di diffidenza e compassione, una cosa che può essere inquietante per chi è già convinto che quello che vede sia solo la facciata di una realtà non gli piacerebbe per niente.
“Oggi non sarà come avevo immaginato” si disse “ma ho fatto bene a venire. Qui c’è davvero qualcosa che non torna.”
Approfittò di una sua distrazione e rubò un fiore per Anita.
— Lo sai che è peccato anche solo pensare di rubare? — gli disse lei stringendoselo al petto…
— Quando si decide di peccare si deve andare fino in fondo — replicò lui convintamente.
Lei tacque, e sparì in camera da letto. C’era Mimì che muoveva gentilmente l’aria con la coda, e c’era una foto su un mobile basso, sembrava di qualche anno. Era una foto di lei al mare, con due uomini e un’altra donna molto giovane.
Quando Anita tornò nel salottino, in maglietta e shorts, aveva gli occhi lucidi; Fighero vide in lei un Cristo sceso dalla croce per il numero di ferite che portava sulle gambe.
Per una volta non furono parole; sul divano, abbracciati, scambiarono il primo bacio.
Fighero chiese della foto: — Sei bellissima lì. Chi sono gli altri?
— Non sono io, è mia madre. Mi ha avuta a quattordici anni, e oggi è identica a me… potrebbe sembrare la mia gemella.
— Davvero? Come fai a saperlo? E uno di quelli è tuo padre? Ti va di dirmi chi era quell’uomo di prima, quello col cappotto? 
— Chi? Non so chi fosse. Di lui non parlo.
Di lui non parlo vuol dire che lo conosci. Farai bene a dirmi chi è e che vuole, ho visto che lo guardavi.

Fighero l'investigatore e...

  • Lo sbaglio del padre (67%)
    67
  • La pelle (0%)
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  • Storia di Andromeda (33%)
    33
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134 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Fedenderman!

    Direi proprio che m’è piasciuto lo spettacolo-ta!
    Una chiusura efficace, con una bella riflessione finale. Complimenti! 🙂
    Non potevamo che aspettarci qualcosa di simile, da uno scrittore come te. Capacità che non solo l’unico a invidiarti. Continua così, sei sempre fortissimo!
    C’è un refusino, ma nulla di grave. Non toglie niente alla carica del capitolo.

    Alla prossima!

  • Eccolo: il finale perfetto!
    Ciao, Ottaviano.
    Ci lasci con un po’ di nostalgia e questo sai che vuol dire? Che i personaggi, la storia, l’ambientazione sono riusciti a creare un legame. La battuta finale, lasciata sapientemente a Cocò, mi ha strappato un sorriso con un po’ di commozione. Sei molto bravo, caro mio, io continuo a dirtelo.
    Ci rivediamo con una nuova storia, so che non ci farai aspettare.
    Ancora tantissimi complimenti, ti auguro un bellissimo fine settimana.
    Alla prossima!

  • Sì, confermo: lo spattacolo ci è piaciuto, ok! XD Una storia strana e incredibile, una vera e propria avventura farcita di personaggi macchietta, tormentoni e mistero: l’ho letta proprio volentieri, bravo. Un finale con una piacevole e sottile vena malinconica che mi fa attendere con curiosità la tua prossima storia ??‍♀️

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