Gente, ed altre cose.

Fighero Toscano

A volte capitava che Fighero Toscano, barbiere e scienziato di tutte le scienze, il lunedì non avesse nulla da fare.
Una intera giornata senza una testa da rapare e accostare alla fonte della conoscenza, era, cavolo, uno spreco, e una noia.
Una di quelle, tuttavia, ebbe un’idea che lo spedì diretto all’ufficio provinciale di coordinamento iniziative di bonifica territoriale e promozione sviluppo consortile… una muffa di posto dove lavorava suo cugino Ostinato, (Toscano come lui), nome indecente, e uomo fortunato: l’unico di casa che, grazie al fatto di non saper fare niente, al contrario degli innumerevoli fratelli-zii-cugini che erano artigiani, contadini, bottegai eccetera, aveva rimediato un impiego stabile. Faceva l’usciere, con divisa e vanto.
Anche Fighero, l’onnisciente di niente, avrebbe potuto a suo tempo ambire a una “divisa”, se non fosse stato per quella frenesia che aveva di liberare ognuno ed ogni cosa dal pelo superfluo.
— Ciao — disse arrivando.
— Ah, ciao- Fi’, come mai? Ah, è vero-ta, oggi è lunedì — disse il cuginetto.
Ostinato, Tatà per gli amici, aveva quel difettuccio, quel “ta” che metteva ogni tanto in mezzo al discorso, specie quando la parola specchiava un seppur minimo coinvolgimento emotivo, e non era solo chiacchiera, brodo di sassi.
Con un gesto invitò Fighero ad avvicinarsi superando una serie di utenti in attesa di udienza. Erano vecchi, vecchi bacucchi; giovani, giovinastri; donne, donnette; c’era persino un prete, un don Abbondio; e un cacciatore armato dei suoi denti, un vero animale con un berretto e un fregio, (“I LOVE” c’era scritto). Le loro facce erano spente, grige, esattamente come i muri che avevano intorno.
Fighero accostò alla scrivania di suo cugino, nera, appostata nell’ombra in fondo a un corridoio; approdò incerto, colto da un disagio tanto ingiustificato quanto reale, come sempre gli succedeva quando andava lì.
— Oggi mi capiti a proposito — disse Ostinato — grazie alla Madonnina che ti manda-ta. Devi sapere che ieri sera-ta ho mangiato i peperoni e i carciofi…
— Ah!
— …con le fave-ta.
— Ah!
— …e il guanciale-ta-tà! Insomma, mi sto cacando sotto. Zio bono!, hai capito? Ogni tanto mi serve il cambio. Adesso per esempio… Oh-o vieni-ta, vieni mettiti qua…
— Si, va be’, ma loro? — chiese Fighero indicando con il naso i “naufraghi” in attesa di sbarco.
— Non ti curar di loro, li vedi come sono pazienti? Siedi, io vengo subito-ta, oh-o!
L’uomo scappò via verso il bagno e l’“assunto” rimase solo. Neanche dieci secondi e già il disagio s’era dissolto; cominciava a guardare con occhi da dominante il mondo che stava al di là della vecchia scrivania. Era quella, adesso, un pulpito; no, meglio: un’altana fortificata che gli procurava l’immediata proiezione in pieno status di “electus civitatis”; alto, solenne, lontano dalla condizione miserevole degli utenti-pazienti che aveva davanti, quelli che nuotavano nel brodo torbido dell’ignoranza, della diffidenza e del sospetto.
Prese ad osservarli, severo. Tra i tanti che ambivano al colloquio con un chissà-chi del piano ammezzato, stanza “zero-nove”, c’era anche un ragazzino. Era ben tondo, imbronciato, spettinato; aveva un bernoccolo viola, e stava appeso alla mano grassa di una matrona grassa vestita come lui di una cosa stinta, unta-bisunta, e guardava in su. Seguì la traccia del suo sguardo, e approdò a una plafoniera sporca da dove scappava, debole, una luce prigioniera. Nella sua pancia, bruna e calda, si contorceva una stupida falena, poco disposta ad accettare la realtà che già la vedeva stecchita e abbrustolita, come tutte quelle che l’avevano preceduta. Il bimbo, furbo, se ne accorse e portò lo sguardo, gravido di una domanda, su Fighero. Lui lo intercettò, e la risposta fu: — Che vuoi?
Improvvisamente dall’antro “zero-nove”, venne un segnale:
“Entri il primo!”
La folla si agitò come un bruco toccato sul groppone da uno spillo; il primo della fila tentò un passo ma…
— Altolà! Fermo!, fermi tutti! — sparò Fighero colto di sorpresa. — Siete a fort Alamo; conoscete Fort Alamo? Si esce uno alla volta. Chi sarebbe, secondo voi, il primo?
— Secondo lui sarebbe lui — disse uno, il miserello secondo della fila — invece secondo me sono io, e lui è il secondo, e io sono il primo.
— Ah, bene. Ora che tutto è più chiaro… vediamo… a chi tocca?
— A me!
— Eh, no! Tocca a me!
— C’ero prima io!
— C’era prima il signore!
— Quale signore, il signore quello? Quel signore?
La fortuna volle che Ostinato, espletata la pratica addominale, ricomparisse.
— Eccomi, ahia-ta — disse — tutto bene?
— No — disse Fighero — mi hanno fatto dannare, ma io gli ho spiegato Fort Alamo.
— Bravo, hai fatto bene. Dunque: chi è il primo-ta? E che sarebbe ‘sto fort Alamo?
— Ah, be’, Fort Alamo è come Fort River, solo più piccolo, e più sfortunato.
— Capito, capito-ta. E perché sfortunato?
— Beh, vedi, devi sapere… sai com’è, con tutti quegli Apaches!
— Ah, certo-ta. “A pasce” nel senso di pascolare?
“Allora, Tatà, ti decidi o no?” dall’antro zero-nove, l’oracolo, abbaiò.

La domanda è la solita: come proseguire?

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134 Commenti

  • La cascata di stelle mi ispira come titolo 🙂

    Capisco cosa possa aver pensato la madre ed in effetti il rischio poteva divenir reale col passare del tempo, visto che questo, da quanto ho inteso, la vedeva sia come figlia che come moglie. Tuttavia il rapporto tra Ester ed Anita… non lo so: c’è qualcosa che mi sfugge.

    Ciao 🙂

  • Se ho capito bene, la storia di Andromeda dovrebbe riguardare la madre “gemella” … per cui voto per questa opzione sperando che la verità si avvicini ??‍♀️ anche se il tipo col cappotto mi incuriosisce un bel po’ ? è lui, il padre di lei????????????????????????????????????

  • Ciao. Uuuh, tra i due c’è una tensione che si taglia con il coltello, non possono andare avanti così!!! il tempo per le rivelazioni ormai non si può più rimandare, pena il disastro più totale!!!
    Ho votato per lo sbaglio del padre, Andromeda è bene conservarla per dopo, altrimenti questa volta sì che Fighero scappa a gambe levate!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Oh, Maria! E chi è adesso questo col cappotto? Mi genera inquietudine!
    Ciao, Fenderman.
    Come riesci a dipingere gli animi tu, non ci riesce nessuno. Non sono ancora riuscita a inquadrare questa ragazza, ma sono abbastanza sicura che porterà guai e, ahimè, ne è anche consapevole. Spero di sbagliarmi.
    Grazie per questo nuovo capitolo intenso, sei riuscito a creare tensione e turbamento, oltre che curiosità, ovviamente.

    Alla prossima!

    voto: Storia di Andromeda.

    • Ciao Keziarica, ha vinto il cappotto, ma tanto la verità è una sola e prima o poi sarà svelata.
      Grazie, cercare di leggere negli occhi e nel cuore della gente è appassionante, se poi si arriva all’animo e si riesce anche modestamente a raccontarlo direi che è bellissimo!?? grazie ciao.

  • Andromeda suppongo sia la madre, quindi voto la storia di Andromeda.

    Un misto di storia d’amore, mistero ed un leggero humor ogni volta che entriamo nella testa di Fighero che cerca di capirci qualcosa, capendoci sempre meno 🙂
    La svolta è positiva e vediamo come la porti avanti 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 6)

    Ciao Fenderman!

    Dagli sbagli dei padri si possono capire tante cose.
    Vado per questa opzione. Mi piace leggerti su altri toni. Abbiamo lasciato da parte il taglio ironico per atmosfere più cupe, quasi in inquietanti in certi passaggi. Mi piace!
    Ci avviamo alla seconda parte della storia, e sono curioso di scoprire come si concluderà.
    Mi pare che sia tutto in ordine. ?

    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman!
    L’amore è troppo presto, aspettiamo ma aspettiamocelo!
    Brava persona Fighero, fanfarone ma persona di cuore, perché ce ne vuole per innamorarsi di questa tipa strana anziché no. In due contro il mondo, prescindendo da esso; un bel quadretto. Scelgo la madre e ti auguro buona serata.
    Ciao!

  • Ciao, Fendeman.
    Accidenti, questa ragazza è davvero complicata… mi sembra di rivivere un po’ (non c’entra nulla, ma cmi ci fa pensare) VIta di Pi… qualcosa si nasconde dietro questa situazione assurda e io voto la ricerca della verità per venirne a capo.
    Come sempre, ottimo lavoro; i dialoghi un po’ ingarbugliati, come da vita vera. 😉

    Alla prossima!

  • Capitolo 5)

    Ciao Fenderman!

    Mi hai troppo incuriosito con la storia della madre, quindi voglio vederci chiaro (o quasi) su quella faccenda.
    Capisco perfettamente il discorso dei generi, è una riflessione che condivido pienamente. Le etichette possono tornare utile ai lettori, per individuare più o meno un qualcosa di specifico da leggere, ma nella scrittura c’è troppo per essere costretto all’interno di un solo e unico genere. Viva le sfumature!
    Come sempre i tuoi dialoghi intriganti, nonché le forme che metti in uso.
    Non mi pare di aver trovato niente fuori posto. Bene così!

    Aspetto il prossimo!

  • Ciao, sai una cosa? Da una così io scapperei a gambe levate, ma siamo in un racconto e quindi tutto è possibile!!! La domanda che comunque mi faccio è: ma lei, ci è o ci fa? In ogni caso un po’ matta lo è!!!
    Ho votato per alla ricerca della verità, ho troppe domande nella testa a cui rispondere!!! Alla prossima.

  • Alla ricerca della verità! Volevo votare un’altra cosa ma quel titolo mi attira troppo 🙂

    Questo capitolo è un… casino: il povero Fighero non riesce a capire con chi ha a che fare e nemmeno Anita. Ed a quanto pare ce ne un terzo incomodo che incomoda ancora di più le carte. E la pillola del giorno dopo per me è una gran fesseria.

    Ora sono più curioso di sapere dove ci porti.

    Ciao 🙂

  • Ciao, mi è piaciuto il “bagno di CO2”!!! ora, però, sono curiosa di sapere se è stata un’allucinazione (compreso il gemello), se lei è una sciroccata o se esistono gli alieni/fantasmi!!! Sai un’altra cosa? La scena sarebbe stata degna di un opera di Dante o di Omero…
    Ho votato per cercano una risposta insieme, diamogli una possibilità a sti due!!! Alla prossima.

    • Ciao sabella, sei una di quelle che mi legge nel pensiero. Scrivendo pensavo proprio alle tragedie greche, e alle messe in scena degli anni ’70… Va beh, imsomma: sei forte, lo sai!
      Adesso andiamo a vedere che si fa quando ci si confronta con amore e mistero.
      Ciao??

  • Ciao Fenderman!
    Bellissime descrizioni e atmosfere! La nebbia è alleata del mistero, gli “alieni” sono una trovata divertente, così come il proposito di dar loro un figlio.
    Complimenti per come hai descritto il loro avvicinamento al luogo, la natura e persino i colori, laddove ci si immagina solo un grigiore totale. Scelgo l’amore di Fighero, che crede sia matta. Mentre lui è lucido.
    Buona giornata ciao!

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