I Naufraghi

Dove eravamo rimasti?

Qualcuno... Finge di non esistere, ma è in mezzo a un casino vero (50%)

Bella. https://www.youtube.com/watch?v=dukYU-wpaoc

“Bella, la parola bella è nata insieme a lei…

La musica cominciò a sortire, energica e avvolgente, dalle casse del PC.
Luana chiese di alzare il volume e andò ad aprire la porta affinché si diffondesse nei corridoi.
— Così quel fetentone  non potrà dire di non aver sss-sentito — disse.
— Sei sicura che sia una buona idea? — chiese Ivan — Che farai se e quando verrà qui, a reclamare la sua scodella di sangue?
— Semplice: niente. L’uomo di casa, cioè tu, lo sistemerà con un destro.
— Cosa? — replicò lui mentre il suo indice sinistro metteva fine allo strazio di Quasimodo, Frollo e Febo, fermando la musica.
— Sai cosa ha detto una volta un vampiro? — riprese lei tutta impostata.
— No, e non mi interessa. E smettila di parlare di vampiri. Se no me ne vado e ti lascio sola.
— E dove vai, quello appena esci da qui ti agguanta.
— Vaff… scusa, scusa, sono un cretino; e tu hai ragione: il problema c’è, inutile negare.
— Zitto, zitto… Ho sentito qualcosa.
— Io no.
— Sh!, eccolo, senti?
“Vrr-sss…”
Vincent-Nando se ne stava nascosto, voleva che pensassero a una illusione, che lui non esistesse veramente. Poi, però, ammaliato da Cocciante si chiese: “Ma come hanno fatto a sapere che mi piace, e perché l’hanno tolta?”
Mosse così verso l’ufficio. Certo era dura: quei due erano tipi tosti, e le scope che brandivano erano pericolose. Era solo, la mascella di mamma Ercoline non poteva proteggerlo, e doveva cavarsela da solo.
“Meglio fare un po’ di casino, chi mena per primo mena due volte, chissà che non si spaventino e non scappino via una volta per tutte.”
Arrivato alla porta tirò il fiato e si buttò in volo, tanto per fare più impressione.
Peccato che sbagliò l’ingresso e centrò la povera Luana.
— Cazzo, Luana, ma che… — Ivan, inorridito, aveva subito notato (che occhio!) che la donna aveva perso tutti i capelli per lo spavento, e isterica puntava ora la scopa sul pelosetto messo all’angolo. Quello, intimorito dalla sua rabbia, o dalla pelata chissà, stava bloccato, compreso tra le mosche, e miagolava il suo “sss” scomposto.
— Sss ne touche moi, fetecchia! Ma mere va arriver; levate, rimetti la musique! Volete morì succhiati?
Ivan con un vero colpo di genio ri-mosse l’indice sinistro, e Quasimodo poté riprendere il lamentoso canto…
Il coso subito si tranquillizzò, e cominciò a strisciare verso l’uscita.
Luana lo seguiva minacciosa con la scopa in mano.
— Manda tua madre, manda chi vuoi, ‘fetecchia’ a tua sorella!
— Stupid, ma mere mange toi; con un mozzico te taja ‘n due.
Nel dire il francesino di Testaccio se ne uscì in corridoio senza azzardare il volo; mentre la musica accompagnava la sua uscita, come in teatro. Mancò l’applauso, ma solo perché la minaccia di far arrivare la parentela aveva messo di malumore gli spettatori.
Luana guardava Ivan. Ivan fissava Luana. Lei era la forza, lui il genio. Cavolo, che coppia!
— Ma… — azzardò lui — hai perso qualcosa?
— Cosa? — chiese lei; e subito si toccò la pelata con la mano. Si voltò, vide e recuperò la parrucca della Carrà. 
— Questa?
— Uhm, una parrucca. Carina. Come mai, sì insomma… Come mai?
— Per caso vuoi sapere come mai? Hai uno specchio? Vorrei rimetterla. Vuoi aiutarmi?
— Io? — chiese lui imbarazzato.
— Se non hai uno specchio. Io al bagno con quel deficiente in giro non ci vado.
L’uomo finalmente lasciò la sua sedia, e si avvicinò.
— Ecco — disse.
— Allora, dimmi se è dritta — cinguettò lei  graziosa. — Cosi? Ok. Grazie.
Dopodiché starnutì e si spettinò.
Passò un minuto: imbarazzo, curiosità. Fu lei a rompere il silenzio.
— Vuoi sapere perché questa splendida donna che hai davanti è calva? Non osi chiederlo, vero?
— No, io, sì per carità, capisco, però…
— Non ti dannare, te lo dico io, tanto siamo soli. Guarda qua!
Luana tirò fuori da una tasca un borsellino di quelli colorati, etnici, preso da qualche nero al mercatino solidale. Dentro c’era un telefono. Cercò un po’ e infine disse: 
— Ecco. Bella vero?
Nella foto che Ivan poté vedere c’era lei con due bambine e tutte e tre erano calve.
— Queste — spiegò — sono Barbara, Barbarella nostra, e Guendalina. Belle vero? Guendalina è mia figlia, io sono una mamma single, e lei ha sei anni. L’altra è una compagna di scuola, fanno la prima, e la foto è di una settimana fa; eravamo al Bambin Gesù. Barbara ha una leucemia, e mia figlia ha voluto tagliarsi i capelli come lei, perché era triste. Lo ha fatto per lei. Io allora per solidarietà tra donne ho fatto lo stesso. Siamo belle no? E poi tagliare i capelli li rinforza.
Ivan ingoiò saliva, non fu facile con quello stupido nodo alla gola.
— Tu hai fatto questo per loro?
— Certo! Non l’ho inventato io, e non costa niente. Io sono fortunata. Ho Concettina, una casa e un lavoro, e adesso a quanto pare anche uno con cui parlare…
— Uno con cui andare a caccia di vampiri vorrai dire.
— Già è vero; con te non si può parlare, sei troppo, troppo…
— Troppo cosa?
Dal PC intanto qualcuno si sgolava:
“Ho visto sotto la sua gonna da gitana
Con quale cuore prego ancora Notre Dame”.

E poi?

  • La musica suggerisce cose insolite (33%)
    33
  • Si fa conoscenza, siamo tutti invitati (22%)
    22
  • La tensione con la notte profonda aumenta (44%)
    44
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151 Commenti

  • Ciao, uff, allora Maman e Vincent-Nando non esistono… peccato, mi erano in qualche modo simpatici!!! Alla fine, però, tutto è bene quel che finisce bene, se serviva una spintarella l’hanno avuta e bella grossa!!!
    Ora andrò a leggermi la prossima storia, spero di riuscire a commentare in un tempo decente.

    • Grazie Massimo.
      La tua osservazione sui personaggi mi gratifica molto, amo sempre moltissimo la creature a cui cerco di dare una seppur timida forma, e pensare che qualcuno si ricorderà di loro mi fa un enorme piacere.
      Grazie dunque se sarai uno di quelli, e sempre viva i pipistrellidi cattivi e un poco scemi!?

  • Ciao, Ottaviano.
    Fino alla fine ho pensato che ci avresti mostrato i pipistrelli (fantastici personaggi) che banchettavano le blatte… immagine raccapricciante? e lo scontro finale oppure, più probabile, la risoluzione della storia con l’arrivo del giorno e il ritorno alla normalità. Eppure, ti conosco, so che non scrivi tanto per fare, avrei dovuto capirlo che in mente avevi altro…
    Ho anche pensato, quasi alla fine, che Luana non fosse altro che la coscienza di Ivan, che tutta la storia fosse servita a metterlo davanti alle sue paure per fronteggiarle, con una spalla, un po’ pelata, ad aiutarlo. Hai fatto anche questo, ma Luana è vera e l’amore ha trionfato, chissà se Maman e Vincent-Nando le hanno mangiate le blatte alla fine.
    Bravo, sempre.

    Alla prossima!

    p.s. so che non passerà molto ?

    • Ciao Keziarica, in effetti avevo ipotizzato diversi finali ma siccome ero partito con l’idea di raccontare la “cronaca, ” di un innamoramento prima che i vostri voti mi portassero altrove, sono tornato ai due veri, vivi, e ovviamente innamorati!?? Grazie, a presto

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