I Naufraghi

Dove eravamo rimasti?

E ora? C. T. S. L. S. C. I. S. (63%)

C.T.S.L.S.C.I.S

Maman e Vincent-Nando erano scappati, e Ivan era a terra, supino, sembrava morto. Luana, gasata, quasi isterica, prese a schiaffeggiarlo finché quello, per difendersi non le bloccò i polsi.
— Ah, oh! E basta! porca miseria, con chi stai, con me o con loro?

Poco dopo…

Mentre Luana riordinava e borbottava: “Mi licenziano, mi cacciano via”, Ivan, al Pc, ancora dolorante, la teneva d’occhio; così che quando gli arrivò vicino, e buttando un occhio allo schermo gli chiese se stesse guardando un porno, rispose pronto:
— Questo? No, è roba d’autore.
— Non farmi ridere — disse lei — hai un piede nel loculo e guardi un film d’autore? Dai, fa vedere.
— Eh, no, e invece spengo.
— Ah… allora è un porno!
— Uffa, che vuoi guardare, ti sei scordata che hai una figlia?
— E beh? E poi io… non ho nessuna figlia.
— Come? Ma se mi hai detto…
— Era per tenerti a bada. Una mamma non è attraente, fa pensare, e i pensieri ammosciano.
— Ammosciano?
— Esatto — confermò lei basculando la testa.
— Ah, ecco, mi pareva. Le hai cambiato nome tre volte a quella povera figlia! E invece?
— E invece la povera figlia non esiste. Vivo da sola, dormo da sola e… me la cavo da sola.
— Però giri di notte. Stai attenta a chi incontri. C’è gente che…
— Gente che sta per morire e guarda i porno?
— Anche. Che palle!, perché no? E poi questo non è un porno!
— Ok, ok. Però non ti capisco. Insomma, cavolo, ci sono io, sto qui e sono carina. Perché non guardi me?
Ivan rise: — Sei fantastica, un vero esempio di coerenza! “Ti tengo a bada”, “guardami”. E, a proposito: anche la storia della pelata è un’invenzione?
— No, quella è vera, fatti i fatti tuoi, fifone.
— Ehi, fifone a chi? Sono svenuto, eh be’? Il mio è stato un calo di pressione.
— Ah, ecco dunque perché il porno… Per rialzare la pressione.
— E qualcos’altro. Ma perché anche tu non ti fai gli affari tuoi?
Luana si allontanò. Scopa in mano, mentre ramazzava pensava: “Maiale. Intanto io scopo e tu no.”
“Guarda Come Ti Svolto La Serata Con Il Sesso” pensava invece lui, tutto in maiuscolo, come in una commedia titillante, tutta da godere.
*
— Mi hai fatto la bua — piagnucolava Vincent-Nando. Pigolava mesto, mentre la madre lo lisciava con la lingua serpentina leccamiele, leccamosche. — Ohi-ohi, maman; e maintenant, che famo?
— Scusami luce mia, sono grassa. T’ho asfartato! Ci serve un piano. Una strategia. Devo pensa’.
Effettivamente per battere gli intrusi serviva qualcos’altro. Peccato che in strategia i due non erano molto ferrati. Per elaborare un piano ci voleva una testa, e maman una testa non sapeva proprio dove trovarla.
*
— Allora? Ti sto guardando; però quel camice!… — disse Ivan allusivo.
Questo camice cosa? Lasciami stare, guarda qua, devo risistemare tutto.
— Certo, come no, devi ripulire qui dove tra un po’ sarà un lago di sangue.
Luana solo a sentir menzionare il sangue si sentì mancare.
— Hai ragione, basta lavorare, che scopo a fare, qui è comunque un casino — disse. Gettò la scopa, si tolse il camice, e cadde, demoralizzata, su una sedia.
— Rimettilo — disse Ivan.
— Cosa?
— Rimetti il camice, così è ancora peggio.
— Ehi, uffa, ti ho detto di lasciarmi stare; non vorrai mica che mi spoglio.
— Io non voglio nulla, anche se non credo che sarebbe una cattiva idea. Sei tu che hai detto guarda me e non il porno.
— E cosa c’è che non va, sentiamo: è la mia tuta?
— Uhm, vuoi che te lo spiego? — disse lui recitando l’uomo vissuto che non era — Vieni qua, avvicinati.
Luana a quel punto considerò che fosse tutto un gioco, e così accettò di giocare, e si avvicinò fintamente riottosa.
Lui, seduto, le prese le mani e la invitò a girarsi, una volta, due, tre…
— Eh, non piace la merce? — disse lei un poco innervosita.
— È vero, è la tuta. È carina, certo, ma vuoi mettere il porno?!
— Stronzo — disse “la merce” scanzandosi — ma che vuoi?
— Io? Nulla. Torna alla tua scopa va, che ho da fare, io!
Luana tornò alla scopa. Era delusa, non c’era nulla che funzionava quella notte.
*
Intanto Vincent-Nando…
— Ecoute moi — disse — ma se je mannamo i mosquitos? Sss…
— No — disse maman — le mosche no, e se ce le rubano? Dobbiamo invece dividerli. Uno dei due ci aiuterà a succhiare l’altro.
*
— Credi che torneranno? — chiese Luana.
— Sicuro — disse Ivan.
— Hai paura? Io no. Ho l’arma segreta.
— Cosa?
— Sai come ho messo in fuga la balena e il pelosetto, prima?
— No, io…
— Già, tu eri svenuto. Con uno starnuto, caro mio.
— Davvero? Uno starnuto? Non ci posso credere.
— Hai visto? Senza di me…
— Ma sei favolosa! Fammi vedere.
— Fammi vedere cosa?
— Dai, come cosa?! Il tuo naso, l’arma segreta. Aspetta, voglio vederlo da vicino.
Ivan si avvicinò a Luana. Era una scusa, chi non l’aveva capito? Eppure lei non fece niente. Lui si accostò, le carezzò il viso. La sua pelle era morbida; (anche la tuta lo era, ma lei di più). Una carezza tira l’altra, e il piano di maman rischiava di saltare. Quei due sembravano già inseparabili, le loro bocche, le loro mani, i loro corpi destinati al sacrificio adesso erano vicini, vicini… Troppo vicini?

E ora?

  • L'inseguimento (40%)
    40
  • Ci sono delle cose urgenti da fare (20%)
    20
  • Chissà che la voglia di Ivan... (40%)
    40
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151 Commenti

  • Ciao, uff, allora Maman e Vincent-Nando non esistono… peccato, mi erano in qualche modo simpatici!!! Alla fine, però, tutto è bene quel che finisce bene, se serviva una spintarella l’hanno avuta e bella grossa!!!
    Ora andrò a leggermi la prossima storia, spero di riuscire a commentare in un tempo decente.

    • Grazie Massimo.
      La tua osservazione sui personaggi mi gratifica molto, amo sempre moltissimo la creature a cui cerco di dare una seppur timida forma, e pensare che qualcuno si ricorderà di loro mi fa un enorme piacere.
      Grazie dunque se sarai uno di quelli, e sempre viva i pipistrellidi cattivi e un poco scemi!?

  • Ciao, Ottaviano.
    Fino alla fine ho pensato che ci avresti mostrato i pipistrelli (fantastici personaggi) che banchettavano le blatte… immagine raccapricciante? e lo scontro finale oppure, più probabile, la risoluzione della storia con l’arrivo del giorno e il ritorno alla normalità. Eppure, ti conosco, so che non scrivi tanto per fare, avrei dovuto capirlo che in mente avevi altro…
    Ho anche pensato, quasi alla fine, che Luana non fosse altro che la coscienza di Ivan, che tutta la storia fosse servita a metterlo davanti alle sue paure per fronteggiarle, con una spalla, un po’ pelata, ad aiutarlo. Hai fatto anche questo, ma Luana è vera e l’amore ha trionfato, chissà se Maman e Vincent-Nando le hanno mangiate le blatte alla fine.
    Bravo, sempre.

    Alla prossima!

    p.s. so che non passerà molto ?

    • Ciao Keziarica, in effetti avevo ipotizzato diversi finali ma siccome ero partito con l’idea di raccontare la “cronaca, ” di un innamoramento prima che i vostri voti mi portassero altrove, sono tornato ai due veri, vivi, e ovviamente innamorati!?? Grazie, a presto

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