La Strage di Via Faletti

Fuga

Quello sguardo innocente, di un verde intenso, non avrebbe mai dimenticato la mia immagine. Continuò a fissarmi con immortale sorpresa, anche quando si smarrì nell’oblio della morte. Il bambino, Sandro Plinskin, si era fidato ciecamente di me. Eppure, un attimo prima della sua atroce morte, fui tutto ciò che vide; e, per mia sfortuna, anche quanto avrebbe ricordato per l’eternità: la prova ultima della mia colpevolezza.

Rimasi a contemplarlo per quasi un’ora senza muovere un muscolo. L’idea di chiamare i soccorsi non mi passò neanche per la mente; per il piccolo non ci sarebbe stato niente da fare, neanche con l’avanzata chirurgia laser: la testa gli era stata mozzata di netto nel momento in cui pigiai l’interruttore della luce. La lama calò come una ghigliottina. Il resto del corpo, nudo, marchiato da indelebili ematomi che avrebbero confermato il mio coinvolgimento, si afflosciò sul pavimento versando litri di sangue, lo stesso che avevo promesso di proteggere e al quale offrire giustizia di fronte alle telecamere dell’intera Unione Europea. Sotto le unghie del bambino avrebbero trovato tracce del mio DNA. Quello che non mi sarei certo aspettato, però, era che potesse averne anche in bocca.

Se fossi stato subito a conoscenza di quest’ultimo dettaglio, probabilmente avrei estratto la pistola e mi sarei piantato una pallottola in testa. Il mio nome era stato macchiato per sempre.

Non avrei potuto immaginare il caos che sarebbe venuto dopo, quando inforcai l’Harley Davidson elettrica e tentai di abbandonare la città. Il fato volle che sul vialetto di casa incrociassi Lavinia, appena scesa dalla nuova Tesla in dotazione ai Federali dell’Unione Europea: sarebbe stato complicato seminarla, oltre che dannatamente pericoloso.

Provai una profonda fitta allo stomaco, quando le puntai contro la pistola. Fu terrorizzata.

“Che cosa hai fatto, Sirio?” mi chiese, seguendo con i begli occhi castani la scia di sangue in direzione del garage. L’orrore le deformò il morbido viso francese quando notò il bambino: avevamo condiviso quella casa negli ultimi due mesi, alternandoci nella sorveglianza dell’unico sopravvissuto all’inquietante Strage di Via Faletti.

E dire che avevo insistito per occuparmi del caso, benché lei mi avesse implorato di starne fuori. I buoni consigli tendo a evitarli peggio dei crostacei; inoltre, non avrei potuto guardarmi più allo specchio se non fossi riuscito a risolvere quel caso: Serena Plinskin era stata mia moglie, prima di risposarsi con il Procuratore Italiano Alfonso Plinskin, di origine polacca.

“Ascoltami bene, Lavinia. Non sono stato io. Troverò una soluzione: mi occorre solo del tempo.”

“Sono certa che ci sia una spiegazione. Possiamo risolvere tutto, Sirio. Metti giù la pistola, per favore?”

Sparai.

Abbandonai Lavinia in ginocchio, con un possibile timpano perforato e una ruota della Tesla a terra: avrebbe impiegato poco a ripararsi da sola.

Imboccai la prima uscita dalla città, dirigendomi verso la periferia: la moto aveva autonomia per soli trentacinque chilometri. Presto avrei avuto l’intera città alle calcagna.

*

Lungo il tragitto, però, mi resi conto che nel 2043 sarebbe stato impensabile far perdere le mie tracce: l’intera Federazione Europea era munita di un sistema d’individuazione per telefoni, inoltre le mia moto aveva un sistema di rilevamento in caso di furto. Lavinia mi avrebbe trovato in un battito di ciglia.

Abbandonai la moto in un parcheggio e presi un autobus per una sola fermata, premurandomi di abbandonare il telefono sotto uno dei sedili. Poi, salii su un taxi e indicai all’automobilista una strada il più lontano possibile dalla mia ultima posizione. Tirai un sospiro di sollievo quando, accampando come scusa la perdita del telefono, questa mi venne incontro, accettando il mio Smart Watch come pagamento per la tratta: il contante era stato abolito dieci anni prima, e mai come in quel momento ne sentii la mancanza.

Avevo poco tempo per tirarmi fuori da quella situazione e provare la mia assurda innocenza. Per farlo, in un mondo andato avanti troppo velocemente, non mi restò che affidarmi al passato e a certe persone con le quali avrei preferito non avere più niente a che fare. Li chiamavano Topi, perché vivevano in tendopoli al limite della società: erano civili che si erano opposti all’avanzamento tecnologico, e per questo abbandonati a loro stessi nella periferia della città. Una sorta di borgo sotterraneo, dove il baratto faceva da padrone, quasi di paro passo ai crimini; per chi ci viveva, però, quella libertà era più preziosa del costante pericolo.

Dopo aver abbandonato la Polizia Federale, era proprio lì che avevo ottenuto il mio primo caso come detective privato. Accettai pro bono, allora, ma giunse il momento di ottenere qualcosa in cambio. Un favore che avrebbe potuto salvarmi la vita e, cosa più importante, darmi la possibilità di continuare a lavorare sul caso della Strage di Via Faletti: frattanto che i federali mi a davamo la caccia, il vero assassino era a piede libero.

Quindi... Giallo? Vediamo come va. Aiutiamo il nostro Detective, oppure mettiamogli i bastoni fra le ruote. Cosa vogliamo vedere?

  • Facciamo un passo indietro sulle ultime ore di Silvio. E se fosse davvero lui l'assassino? (13%)
    13
  • Andiamo avanti con la richiesta del Favore. (25%)
    25
  • Esploriamo i fatti di Cronaca riguardo La Strage e il caso di Via Faletti. (63%)
    63
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45 Commenti

  • Ciao, essere drogati è sempre una bella scappatoia, il problema è chi diavolo è stato!!! Tu sembri già suggerire un colpevole, ma di solito non si tratta mai del primo sospettato, quindi aspetto un altro po’ prima di esprimermi!!!
    Ho votato per il diversivo, anche se avrei preferito l’ostaggio, non volevo metterti in difficoltà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Devi mettermi in difficoltà: questo è proprio il bello. 😀
      Però devi anche ricordare che risultato vuoi ottenere dalla scelta, se una via per risolvere il caso, oppure per concludere la narrazione in modo particolare. La risposta si saprà solo alla fine, e mai fidarsi di chi scrive, o del tutto… potrei tentare solo di manipolarvi. O no?

      Aspettiamo di capirci qualcosa in più, più avanti!
      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG.
    Si dilegua tra la folla usando il diversivo dello sparo.
    Qui si fa cruda la cosa, molto cruda. Non ho idea di chi possa essere l’assassino, non è semplice da intuire, siamo ancora a meno della metà. Mi riservo di tentare un’ipotesi verso la fine.
    Per ora mi accontento di farmi raccontare una storia, e di farmela raccontare bene.
    Bravo, GG.
    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Sono sempre curiosissimo di conoscere i vostri ragionamenti, utilissimi anche per imbastire una trama più accattivante, magari facendo leva più su certi dettagli che su altri, proprio per stimolare la curiosità e il dilemma. Sto prendendo in considerazione se affidarvi il compito di formulare una vera e propria accusa sul finale. Ho un’idea tutta mia su come far svolgere certe cose, ma potrò decidere con più chiarezza solo conoscendo bene l’indirizzo che farete prendere ai prossimi eventi!
      Grazie le belle parole e per il solito supporto!

      Alla prossima!

  • Ho letto volentieri dall’inizio, e la storia è alquanto misteriosa: bravo. Tutti gli indizi portano a Sirio, ma chiaramente c’è qualcosa sotto: secondo me Vanno lo vuole incastrare per i delitti che lui stesso ha commesso😏 Quindi voto per il sequestro di Vanni: forse ci scappa la confessione? Pendo dalla tua penna e attendo il seguito!

    • Ehilà Massimo!

      Al momento è un po’ tutto brumoso, specialmente per il nostro detective privato. Potrebbe comunque esserci qualche altro guaio o rivelazione in agguato. Ogni pista è potenzialmente buona, ma solo una – anche con qualche deviazione – ci porterà alla risoluzione del caso.
      Si sta rivelando piuttosto interessante questa caccia alla verità guidata da voi lettori! 🙂

      Grazie per aver fatto un salto!

  • Sapevo che rivolgersi a qualcuno con “l’orologio” era una pessima scelta! Quindi spariamo in aria e cerchiamo di scappare!

    In realtà mi mancano delle informazioni per stabilire chi è l’assassino, informazioni che il nostro Lorenzo dovrebbe conoscere (a meno di amnesie). E nonostante quelle per ora sembrano essere tutti coinvolti per incastrarlo! Vediamo se il capitolo 5 è un punto di svolta per fare un po’ più di luce su chi potrebbe essere. L’unica cosa certa è che qualcuno (o tutti) dei suoi amici sono coinvolti!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Eh… in effetti non è stata una scelta brillante, ma non sapevate che amico avrebbe contattato, quindi un po’ mi sento in colpa per avervi giocato questo tiro mancino. Ho voluto rendermi le cose un po’ difficili in generale, rischiando addirittura di spingere la storia alla sua prematura conclusione, nel caso di una cattura. (Porterei comunque avanti la storia, ma in modo del tutto differente!)
      Vediamo che succede nel prossimo!
      Grazie per aver fatto un salto!

    • Ehilà!

      Con tutti i tagli che ho fatto, in realtà avevo il dubbio che non si capisse granché dove stessi cercando di andare a parare! Sono contento che riesca a risultare chiaro.

      Grazie per aver fatto un salto!
      Sono proprio curioso di scoprire in che situazione finirà Sirio. Vita, morte e risoluzione del caso sono nelle vostre mani. 😀
      Alla prossima!

  • Ciao, Giuseppe credevo di aver commentato, e invece no.
    Io penso che punterà su Lavinia, se non altro il suo problema più impellente, chissà che una donna, con l’intuito che hanno le donne, non sia disposta a credergli.
    Il giallo?, la fuga, il dover scappare da un vicolo cieco, il clima tetro, macabro addirittura,👀 quella cantina che ritorna e che getta un’ombra nera orrifica, tutto contribuisce alla creazione di una vera commedia delle angosce che non hanno bisogno di un genere per essere incasellate. I colori ci sono tutti, le etichette nessuna.
    Bravissimo GGP.🙋

    • Ciao Fenderman!

      Ti ringrazio per le belle parole, anche se ho qualche riserva sul concetto delle atmosfere, ma magari non sto riuscendo a mettermi dal tutto dalla parte del lettore. Sono contento che quella sensazione di disagio/oscurità sia comunque sempre presente, sperando di non annoiare alla lunga. Come sottolineava Kez, un momento di riflessione potrebbe tornare utile al ritmo della vicenda, per rilassare i muscoli, ma c’è da contare che ogni scelta condurrà a finali differenti, creati insieme.
      Grazie ancora per le belle parole e per aver fatto un salto! 🙂

  • Ciao, GG.
    Se ci fosse più spazio, voterei per il riposto, per rilassare un po’ il lettore, ma, purtroppo qui i caratteri la fanno da padrone e un capitolo di riflessione potrebbe sottrarre spazio alla storia. Perciò, voto per l’utilizzo dell’orologio olografico, anche se, temo, l’amico potrebbe non essere quel che si aspetta (mi viene in mente un film anni Novanta, di cui non spoilero nulla, che non si sa mai). In questo capitolo, trovo un po’ anche di Minority Report e la cosa non mi dispiace.
    Direi che siamo sulla buona strada per un thriller coi fiocchi, i dialoghi ci sono, i personaggi anche, stai andando bene e scrivere tanto giova al miglioramento nello stile e nei tempi. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Da bambino sono proprio impazzito per quel film, tanto da prendere anche il videogioco. Poi, più avanti, ho potuto scoprirne l’origine. Bei tempi!
      Non mi sono voluto spingere tanto oltre con la tecnologia, ma sono contento che la storia stia rievocando opere decisamente più complesse e “fantascientifiche” rispetto alla mia. Trovo che i tagli stiano togliendo un po’ di atmosfera, rischiando di dare un po’ quell’effetto smarrimento, specie con la comparsa di Lorenzo. Ma stiamo a vedere cosa salta fuori, e vediamo se i tuoi sospetti sono fondati o meno! 🙂

      Grazie per l’analisi e per aver fatto un salto!

      Alla prossima.

  • Ciao, vedere nel cristallino l’ultima immagine impressa prima di morire aiuterebbe in molti casi di omicidio!!! O forse anche no, visto come stanno andando le cose!!!
    Ah, se vuoi passare, Gippo ha scritto la puntata conclusiva del suo racconto!!!
    Ho votato per chiamare un amico/collega, è l’opzione più “movimentata”!!! Alla prossima e buona domenica.

    • Ciao Isabella!
      Splendida chiusura di storia. Il fatto che The Incipit tolga le storie dalle “Ultime storie pubblicate” è odiosa!
      Sono contento che l’idea risulti intrigante, e si spera anche un po’ chiara nell’impostazione. Ho dovuto fare qualche taglio, dove si affrontava anche l’efferatezza dei killer che sono a conoscenza di questo strumento.
      Vediamo cosa vince, e proseguiamo! 😀
      Grazie per aver fatto un salto!

  • Non lo so: tutte e tre le soluzioni mi sembrano pessime. Alla fine ho votato di rimanere in ospedale, ma praticamente a caso…

    Interessante il concetto dell’EIRE e tutto quello che c’è dietro. Anche se, da “scienziato pazzo” quale sono, la retina può contenere “illusioni ottiche” o, come ha sperimentato il nostro protagonista, essere tratto in inganno.
    Per ora idee non ne ho: vediamo come prosegue.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Il concetto, come dicevo, è più complesso di quanto detto nel capitolo. Nel tema “fantascientifico”, con una spiegazione tirata per i capelli: Lorenzo e il padre hanno scoperto un modo per convertire gli impulsi elettrici rimanenti nel nervo ottico in immagini. Senza stare a spiegare come funziona – soprattutto detto così – è un po’ un casino, lo capisco. Come sempre c’è una ricerca alla base di questi concetti, e non è da escludersi con possibili errori di “pensiero”.
      Credo anche di aver un po’ tratto ispirazione da un film italiano del 2008: Imago Mortis, che nel caso trovi su Paramount+, e non è da escludere anche un episodio di Black Mirror, che riguarda proprio la connessione degli occhi e del cervello a un dispositivo di “memoria”.
      L’idea è formulata in modo del tutto differente, sia per impiego che per storia di per sé, ma sono sempre felice di ammettere le contaminazioni e le spinte dovute a determinate influenze.
      Nel file privato ho voluto dare più spiegazioni su tutto il concetto, anche solo per i curiosi di capirne il mio malato funzionamento! 😀

      Grazie per aver fatto un salto!

  • Edit Capitolo 3 // Leggilo dopo il capitolo.

    Ho ritenuto necessario fare dei tagli a vantaggio del contenuto. Ho ritenuto non fondamentale la scena di transito dal precedente capitolo a questo, credo i personaggi riescano a spiegare grossomodo i fatti nei dialoghi. C’è giusto un accenno al caso risolto, anche avevo scritto un breve approfondimento, poiché ho ritenuto che grossomodo si riesca a intuire in che modo si è risolta la cosa. Ma vi chiedo sempre di farmi sapere se l’idea rende o meno.
    Non mi sono soffermato troppo sulla questione “tecnica” del progetto: prendeva troppo spazio e sarebbe comunque risultato “difficile” da far capire.
    Grazie del solito supporto!

  • Ciao GG!
    Mi piace il tuo futuro prossimo, con riferimenti agli oggetti retrò dei giorni nostri o poco prima; cerco di immaginarmi il momento finale della vita dei due coniugi, deve essere stato una cosa alla “Saw”. Sì, lo hanno incastrato ben bene. Voto perché rimanga nascosto, magari respiriamo di più questo cosmo parallelo. Poi mi devo prendere tempo per vedere la ChatGPT, sono curiosissimo!
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo!

      Grazie per aver trovato un momento per fare un salto sulla storia! Ci sono ancora tanti dettagli da scoprire, decisamente più scabrosi, e ho deciso di dividerli per non caricare troppo il lettore di un milione d’informazioni, anche se trovo che sarebbe stato corretto farlo sin dall’inizio. Lo spazio è quello che è, e quindi la componente potrebbe aggiungere qualcosa in più per quei lettori sempre a cacca d’indizi.
      Sono contento che l’idea ti abbia colpito.
      Alla prossima!

  • Sirio aspetterà nascosto, chissà che non riesca salti fuori qualcos’altro. 😉
    Ciao, GG.
    Questa volta, il tuo racconto mi ha fatto tornare alla memoria un libro: “La città e la città” di China Miéville. Non so se lo hai mai letto. Lì si parla di città diverse e diverse condizioni, ma c’è qualcosa nel modo di raccontare, che me lo ricorda.
    Ora capisco il punto di vista, sta raccontando il passato a chi, evidentemente, non lo conosce, quindi, ci può stare la rivelazione di cose che al protagonista risultano ovvie, perché all’ascoltatore (o al lettore in questo caso) non lo sono.
    Ti segnalo una “o” al posto di una “a” nella frase: “m’indicò una postazione, l’unicO disponibile”
    Tutto fila liscio.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Non ho mai avuto il piacere di leggerlo, ma proverò a recuperarlo, se lo trovo da qualche parte. Mi hai incuriosito!
      Gli errori mi stanno facendo impazzire, più per una questione dei tagli. In revisione mi sono accorto di aver scritto “monitor” invece di postazione, creando un conflitto con il concetto di computer portatile, dunque ho riformulato la frase, lasciando l’errore😅 Grazie per la segnalazione!
      Comunque non sonse Siri riesca a fare la voce cupa e misteriosa, ma ormai io non riesco a leggere la storia in altro modo. Sembro un pazzo! 🤣

      Grazie per aver fatto un salto.
      Alla prossima!

  • Ciao, le cose sono ancora troppo nebuloso per azzardare un’ipotesi, ed è giusto così!!! Però mi chiedo due cose. 1. Anche se non ne conosce l’identità, Sirio conosce l’assassino? 2. L’assassino vuole incastrare Sirio solo perché sta indagando sul cso, o perché è una sorta di vendetta?
    Ho votato per il favore, sono proprio curiosa di vedere a chi lo chiederà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Per quanto ho scritto ora, Sirio sta cominciando a prendere in considerazione diversi elementi, ma è esattamente come noi: brancola un po’ nel buio, e ha solo questi indizi che dovranno aiutarlo a sbrogliare un po’ la situazione.
      Un Detective privato, ex agente federale, ha di sicuro parecchi nemici finiti dietro le sbarre, e chissà che nel tempo qualcuno non sia uscito, ma non avendo accesso a determinati terminali, sarebbe impossibile per lui fare precisa mente locale. Di sicuro si tratta di qualcuno (o magari un gruppo?) che pare conoscerlo molto bene, o magari si vuole solo dare l’impressione di conoscerlo? Vendetta o semplice depistaggio?

      Mi piace leggere i vostri dubbi e le vostre teorie! 🙂
      Grazie per la condivisione del flusso di pensieri!

      Alla prossima!

  • Non cedere alla tentazione di scrivere tutta la storia, sai bene che le idee migliori vengono quando vogliono loro e non si deve essere precipitosi.
    Oltretutto si ha modo di curare certi particolari nella forma, che magari non incidono sulla trama ma rendono la lettura molto più piacevole. L’intreccio per il momento è, sembra, inestricabile ma del resto il nostro eroe il lieto fine se ci sarà se lo deve pur guadagnare!🙋
    Bravissimo GGP. A presto!

    • Ciao Fenderman!

      Hai ragione, ma per quello esiste tutto il periodo di rovente revisione e sistemazione. Alcune idee le scrivo e poi rimangono a riposare davvero per tanto tempo, e poi quando ci ritorno mi viene proprio voglia di cambiare tutto, oppure ho finalmente la mente libera, al punto da poter notare alcuni passaggi incerti! 😀
      C’è anche da dire che la voglia di scrivere non bisogna controllarla troppo, quando viene! 😀
      Grazie per il supporto, e per ora proverò ad ascoltare il consiglio di rallentare, anche se le idee corrono!
      Credevo di aver imparato a gestire la volontà di scrivere storie breve, e forse sto effettivamente perdendo di vista il senso del raccontare delle storie più corte, preservandone il senso. Rifletterò un po’ sulla questione!

      Alla prossima!

    • Ciao Red!

      Ottima domanda, non credere che il nostro protagonista non stia impazzendo proprio per capire questa e altre cose! Nel capitolo ha infatti affrontato quell’argomento, proprio per capire il tempo necessario e tutto, oltre che per valutare un elemento in più sulla Strage. Nel caso di Sandro, però, la trappola mortale l’aveva già montata Sirio per i suoi esperimenti!
      Ah! Non c’è spazio per fare tutte le riflessioni del caso, e il giallo vuole che alcune cose rimangano all’oscuro del lettore per un certo tot di tempo, non per privarlo delle informazioni, ma proprio perché i personaggi non divulgano certi passaggi. Inoltre, non dimentichiamoci che stiamo lavorando insieme al caso, e potrebbe non finire con la risoluzione dello stesso, a seconda delle scelte. Qualsiasi scelta porterà comunque a un finale particolare!
      Ora che ho iniziato, vorrei scriverla tutta in una volta questa storia, ma cercherò di fare il bravo, e non commettere lo stesso errore fatto con Il Cimitero.

      Grazie per essere passato!
      Alla prossima.

  • Ciao Fenderman!

    Concordo su tutto: questo primo capitolo è un po’ un disastro sotto vari aspetti. Le forme che hai suggerito le trovo decisamente più corrette. Avrei dovuto lasciare a riposare il capitolo un giorno in più, invece ho voluto subito pubblicare. Pessima mossa!
    Sono contento che l’idea risulti intrigante, e non voglio strafare a livello di fantasia, per non rischiare di creare quell’effetto “disorientamento” nel lettore. Con soli 20 anni di differenza, non ho immaginato un futuro troppo futuristico, quindi mi muoverò in ambientazioni sufficientemente attuali. Qualche innovazione tecnologica ci sarà di certo, ma ho deciso di basarmi perlopiù su alcune “certezze” nell’ambito della tecnologia!. 😀

    Grazie ancora per i suggerimenti preziosi e per l’attenzione!

    Alla prossima!

  • Ciao, ottima idea l’ambientazione futurista, sono proprio curiosa di vedere cos’hanno combinato la modernità e la tecnologia!!! Anche il mistero è bello tosto, vediamo dove ci porterà!!!
    Ah, una cosa. Il protagonista si chiama Sirio o Silvio? O forse è Sirio detto Silvio…
    Ho votato per i fatti di cronaca, c’è bisogno di capire in che ambiente si sono svolti i fatti!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Mi hai fatto venire il terrore di aver sbagliato il nome da qualche parte! No, il protagonista si chiama proprio Sirio. 😀
      Sono contento che il contesto pseudo-futuristico sia riuscito a coinvolgerti, e presto sapremo qualcosa in più proprio sulle innovazioni tecnologiche che offriranno un chiarimento anche a tutta la parte iniziale del primo capitolo. Letta così, mi rendo conto che possa sembrare una cosa poco chiara. Lo spazio però è quello che è, quindi occorre agire con strategia!
      Credo proprio a questo punto che si andrà per la cronaca!

      Grazie per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Esploriamo i fatti di cronaca…
    Ciao, GG
    di ritorno con una nuova storia, come ti invidio. Io in mente ho tante cose, ma nessuna delle idee che mi frullano riesce a prevalere e a trovare la strada per finire in un racconto 🤷‍♀️
    Qui abbiamo molte cose interessanti: intanto, è ambientata in Italia, la tua storia. I nomi e le ambientazioni mi fanno pensare a film come: Demolition Man e 1999 Fuga da New York, sarà per quel Plinskin, il nome non è proprio uguale ma ricorda molto 😉
    I consigli te li ha già dati Fenderman io aggiungo solo che mi sarebbe piaciuto arrivare al fatto che i soldi sono spariti senza che lo raccontasse il protagonista, ma con qualche escamotage narrativo. Questione di POV lui che ne è il portatore non ha bisogno di rammentare a se stesso che i soldi sono scomparsi da dieci anni. 😉
    Detto ciò, direi che comincia un’avventura tutta nuova e ha le carte in regola per diventare una tra le mie preferite.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Come hai intuito, la citazione al celebre Snake (Da noi noto come Jena) è del tutto voluta!
      Il mio consiglio per stimolare il racconto, è sempre uno: scrivilo. Butta giù l’idea a prescindere, anche se sei convinta che sia brutta, anche se non pensi possa funzionare. Non devi pubblicarla per forza! 😀 Poi, lo sai, puoi sempre chiederci di leggerla in privato per un parere prima della pubblicazione. Una storia iniziata è meglio di una mai avviata!

      Riguardo il consiglio che mi hai offerto, dipende. La riflessione è di un personaggio che sta raccontando qualcosa, anche se non ci è dato sapere a chi o perché. Il suo punto di vista, anche come semplice riflessione, è basato su una cosa che noi esseri umani facciamo spesso: la nostalgia. Ci ricordiamo a più riprese di come fosse meglio prima, sia nei pensieri che nei dialoghi! 🙂
      Capisco cosa intendi dire, e ti ringrazio per la segnalazione. Tuttavia, in un contesto simile, la questione dell’assenza del denaro è relativa al concetto di “baratto” trattato poco più avanti, nonché a ciò che fa il protagonista. Il messaggio nascosto dovrebbe riguardare le transazioni tracciabili, ed è proprio quell’idea a far tornare in mente l’assenza del contante, perlomeno al nostro protagonista che, come noi, ha vissuto la transizione di una moneta. Forse avrei dovuto specificare e rendere visibile il fatto il protagonista finga di non avere carte di alcuna sorta con sé, e che sia la normalità avere tutto all’interno del telefono. In fase di riscrittura penso proprio di aggiungere anche questo dettaglio, avendo più spazio, sperando di rendere il tutto più naturale.
      Poi, se hai qualche suggerimento per rendere meno invasivo l’inserimento di questo dettaglio, sono pronto ad abbracciare un miglioramento del contenuto! 🙂
      Grazie come sempre per la scrupolosa attenzione, e per segnalare tutto quello che ritieni fuori posto. Lo apprezzo tantissimo!
      Ti assicuro che questa cosa del denaro continuerò a rivalutarla per parecchio tempo, e magari farò qualche prova!

      Grazie ancora per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Ciao Giuseppe, mi parti alla grande con un bell’enigma in un contesto temporale che ti darà modo di sfrenare la fantasia. Sono molto contento, e già faccio il tifo per il tuo eroe molto moderno. Sei un autore attento e speciale e perciò, senza tema di suscitare malumore, ti segnalo tre passi che meritano attenzione. Io li avrei scritti così, dimmi se sei d’accordo.
    …la testa gli era stata mozzata di netto nel momento in cui pigiai (avevo pigiato) l’interruttore della luce. La lama calò (era calata) come una ghigliottina.
    …dove il baratto (la) faceva da padrone, quasi di paro (pari) passo ai crimini;
    …federali mi a davamo la caccia…
    (Una “a” di troppo e un refusino su davamo/davano).
    I miei complimenti e un augurio di buon viaggio!🙋ciaooo

    • Ciao Fenderman!

      Concordo su tutto: questo primo capitolo è un po’ un disastro sotto vari aspetti. Le forme che hai suggerito le trovo decisamente più corrette. Avrei dovuto lasciare a riposare il capitolo un giorno in più, invece ho voluto subito pubblicare. Pessima mossa!
      Sono contento che l’idea risulti intrigante, e non voglio strafare a livello di fantasia, per non rischiare di creare quell’effetto “disorientamento” nel lettore. Con soli 20 anni di differenza, non ho immaginato un futuro troppo futuristico, quindi mi muoverò in ambientazioni sufficientemente attuali. Qualche innovazione tecnologica ci sarà di certo, ma ho deciso di basarmi perlopiù su alcune “certezze” nell’ambito della tecnologia!. 😀

      Grazie ancora per i suggerimenti preziosi e per l’attenzione!

      Alla prossima!

  • Primo! Esploriamo i fatti di Cronaca riguardo La Strage e il caso di Via Faletti. In questo modo ho il quadro completo prima di passare a tutto il resto.

    Bentrovato con un Giallo! Un inizio decisamente fuori dall’ordinario.
    A parte il finale in cui non si è capito quanto tempo sia passato, direi che va tutto come un orologio. Vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Come sempre in prima linea!
      Eh, sì, questo capitolo ha diversi errori, e sul finale non ho ben capito che caspita sia successo: ho dovuto tagliare e modificare una parte, ma a questo punto forse non ho aggiornato la modifica… un bel guaio!
      Sulla questione delle tempistiche, per ora avviene tutto dal momento in cui è stata abbandonata la casa. Non ci sono salti temporali, solo riflessioni del personaggio in merito a determinati passaggi circa il luogo che sta raggiungendo. Spero così possa essere più chiaro!

      Grazie per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

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