La Strage di Via Faletti

Dove eravamo rimasti?

Quindi... Giallo? Vediamo come va. Aiutiamo il nostro Detective, oppure mettiamogli i bastoni fra le ruote. Cosa vogliamo vedere? Esploriamo i fatti di Cronaca riguardo La Strage e il caso di Via Faletti. (63%)

L’indizio.

In quel borgo sembrava di tornare indietro nel tempo; ci si spostava con cavalli e carrozze, anche se intravidi qualche bicicletta.

Erano passati degli anni dall’ultima visita, ma niente era cambiato: la miseria regnava sovrana, eppure sui volti delle persone lessi una felicità che si smarriva nei miei ricordi più lontani, quando ero solo un bambino, ai primi del 2000. Quel pensiero mi riportò alla mente lo sguardo vuoto di Sandro. Avvertii gli occhi bruciare di un dolore profondo che attirò l’attenzione dei passanti.

Entrai nella prima bottega e barattai un completo meno appariscente, con una parrucca per nascondere la mia calvizie e un vecchio cappello nero a tesa stretta, giusto per confermare il cliché del detective privato. Ottenni in cambio una serie di attrezzi e oggetti provenienti dal mondo esterno: ottima moneta di scambio. Poi, il gestore m’indicò con riluttanza un luogo dove avrei trovato una connessione internet e una televisione, l’unico modo per ottenere informazioni sul mondo esterno. Avrei potuto sfruttare la mia notorietà, certo: in quel posto ero diventato una leggenda, già troppo vecchia per essere ricordata vividamente, ma sarebbe stata un’arma a doppio taglio.

Raggiunsi una vecchia cabina elettrica, convertita in energia pulita da pale eoliche di nuova generazione. Era attrezzata per alimentare la sola struttura, e ne faceva pagare a caro prezzo l’impiego. La proprietaria non fece domande: accettò la mia radio portatile e m’indicò una postazione, l’unico disponibile. L’omicidio di Sandro aveva già fatto il giro dei notiziari, e notai la donna assorta nell’argomento. La gogna pubblica aveva avuto inizio, e c’era chi si diceva favorevole alla pena di morte.

“Avrebbe del the?” chiesi, frattanto che cercavo di ricordami come funzionava un vecchio Acer Nitro 5, un po’ più lento di quello che avevo durante il periodo di specializzazione, vent’anni prima. Internet era una lumaca.

“Il bastardo ha sparato una cagna dell’EFIA, dopo aver ammazzato il bambino. È stato lui: la Strage di Via Faletti. Lo hanno inchiodato! Un delitto passionale, dicono? Ecco come funziona là fuori: fidati della Polizia Federale, e ti consegnano nelle mani dell’assassino! E dire che è stato da queste parti qualche anno fa.” disse versandomi una tazza di the. Sapeva di acqua sporca.

“I notiziari dicono tante cose.”

Convenne con la mia affermazione, e attesi che si allontanasse prima di tornare alla ricerca. Attivai la navigazione in incognito e impiegai un po’ a scaricare la mia VPN, onde evitare di essere tracciato subito. Riuscii ad accedere al mio Cloud e a recuperare buona parte delle informazioni sul caso.

Ripassai alla svelta i dettagli sull’omicidio.

I Plinskin erano stati massacrati in modo analogo al piccolo Sandro: un macchinario artigianale simile a una ghigliottina. La scorta del Procuratore era stata freddata con una Beretta Fulgor con proiettili da 6,35 millimetri, un’arma dal forte impatto d’arresto, ma poco letale. Adatta a un Detective privato, il cui obiettivo è all’occorrenza fermare i criminali, non ucciderli; infatti, la mia riposava nella fondina, separata dal caricatore da dodici colpi. L’arma era stata trovata sul Procuratore, con sopra le sue impronte, ma era chiaro che non poteva trattarsi di un omicidio-suicidio. Non avrebbe avuto alcun senso.

La cronaca aveva abbandonato il reato di mafia dopo aver scoperto che, nel condurre le indagini, avevo replicato nel garage lo strumento impiegato per l’omicidio dei Plinskin, per comprenderne le tempistiche di composizione e il corretto impiego, lo stesso che aveva posto fine alla vita di Sandro. Tuttavia, al mio progetto mancava qualcosa. Avevo saputo fin dall’inizio che doveva esserci un dettaglio che mi sfuggiva, una piccolezza che avrebbe potuto condurmi sulle tracce del vero assassino, anche se non potevo escludere si trattasse di più individui. Lo strumento di morte era azionato da un innesco a opera di scarica elettrica – come l’attivazione di un interruttore della luce. Marito e moglie, difatti, disposti su muri opposti, erano stati costretti a uccidersi a vicenda, illusi che almeno uno potesse salvarsi. Così non era stato. Un’invenzione crudele, che non avrei compreso senza vederla in azione con i miei occhi.

Il pezzo mancante era una miccia a presa rapida, sufficiente a far saltare il fermo della lama. Era impiegata in passato per esplosivi e petardi; se abbastanza sottile, una volta accesa, si scomponeva senza lasciare alcuna traccia. Era fuori commercio da oltre dieci anni, da quando le fabbriche di fuochi d’artificio erano state chiuse. Avevo ottenuto dei prototipi di quel filamento due giorni prima della morte di Sandro, in Campania, nella vecchia fabbrica di fuochi d’artificio di mio padre, il giorno del suo funerale.

Nel rapporto sulla strage, però, non era stato rinvenuto alcun innesco, cosa che invece avrebbero trovato all’interno del garage.

Fui costretto ad ammetterlo: ero stato incastrato per bene.

(Non tutte le scelte conducono alla risoluzione del caso) Abbiamo ulteriori accuse a carico del nostro protagonista, come proseguiamo:

  • Sirio aspetterà nascosto per far calmare un po' la situazione. Potrebbero esserci nuovi sviluppi, dovuti alla sua fuga. (33%)
    33
  • Fuggire non ha senso, prima o poi lo troveranno. Ci sono abbastanza elementi per formulare un difesa con un buon avvocato. (11%)
    11
  • Questo è il momento di chiedere un favore: la sua posizione potrebbe essere compromessa! (56%)
    56
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

49 Commenti

  • Ciao GG!
    Ho votato perché si consegni, per vedere come virerebbe una storia che è una fuga in una battaglia volta a scardinare le prove di chi ha incastrato Sirio. Scena molto bella e cinematografica, dove l’amara presa di coscienza di Sirio fa da contraltare il realismo di Vanni. Poi bisogna vedere il Chianti…
    Bene, l’attesa è confezionata da par tuo, bravo! Vediamo dove va la quinta, intanto ti saluto.
    Ciao buona settimana!

    • Ciao Minollo!

      Sono contento che si evinca un certo conflitto fra questi personaggi, e mi fido parecchio della tua opinione! 😀
      Anche a me sarebbe piaciuto poter esplorare ogni singola opzione messa a disposizione dei lettori, perché trovo che offra comunque una chiave di lettura differente all’idea, nonché alla sorte stessa dei personaggi in gioco. Ora arriva la parte più difficile: il giro di boa che deve ancora incuriosire ma anche cominciare a far saltare fuori qualche punto in merito alla risoluzione.

      Grazie per aver fatto un salto!

      Alla prossima!

  • Ciao, essere drogati è sempre una bella scappatoia, il problema è chi diavolo è stato!!! Tu sembri già suggerire un colpevole, ma di solito non si tratta mai del primo sospettato, quindi aspetto un altro po’ prima di esprimermi!!!
    Ho votato per il diversivo, anche se avrei preferito l’ostaggio, non volevo metterti in difficoltà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Devi mettermi in difficoltà: questo è proprio il bello. 😀
      Però devi anche ricordare che risultato vuoi ottenere dalla scelta, se una via per risolvere il caso, oppure per concludere la narrazione in modo particolare. La risposta si saprà solo alla fine, e mai fidarsi di chi scrive, o del tutto… potrei tentare solo di manipolarvi. O no?

      Aspettiamo di capirci qualcosa in più, più avanti!
      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG.
    Si dilegua tra la folla usando il diversivo dello sparo.
    Qui si fa cruda la cosa, molto cruda. Non ho idea di chi possa essere l’assassino, non è semplice da intuire, siamo ancora a meno della metà. Mi riservo di tentare un’ipotesi verso la fine.
    Per ora mi accontento di farmi raccontare una storia, e di farmela raccontare bene.
    Bravo, GG.
    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Sono sempre curiosissimo di conoscere i vostri ragionamenti, utilissimi anche per imbastire una trama più accattivante, magari facendo leva più su certi dettagli che su altri, proprio per stimolare la curiosità e il dilemma. Sto prendendo in considerazione se affidarvi il compito di formulare una vera e propria accusa sul finale. Ho un’idea tutta mia su come far svolgere certe cose, ma potrò decidere con più chiarezza solo conoscendo bene l’indirizzo che farete prendere ai prossimi eventi!
      Grazie le belle parole e per il solito supporto!

      Alla prossima!

  • Ho letto volentieri dall’inizio, e la storia è alquanto misteriosa: bravo. Tutti gli indizi portano a Sirio, ma chiaramente c’è qualcosa sotto: secondo me Vanno lo vuole incastrare per i delitti che lui stesso ha commesso😏 Quindi voto per il sequestro di Vanni: forse ci scappa la confessione? Pendo dalla tua penna e attendo il seguito!

    • Ehilà Massimo!

      Al momento è un po’ tutto brumoso, specialmente per il nostro detective privato. Potrebbe comunque esserci qualche altro guaio o rivelazione in agguato. Ogni pista è potenzialmente buona, ma solo una – anche con qualche deviazione – ci porterà alla risoluzione del caso.
      Si sta rivelando piuttosto interessante questa caccia alla verità guidata da voi lettori! 🙂

      Grazie per aver fatto un salto!

  • Sapevo che rivolgersi a qualcuno con “l’orologio” era una pessima scelta! Quindi spariamo in aria e cerchiamo di scappare!

    In realtà mi mancano delle informazioni per stabilire chi è l’assassino, informazioni che il nostro Lorenzo dovrebbe conoscere (a meno di amnesie). E nonostante quelle per ora sembrano essere tutti coinvolti per incastrarlo! Vediamo se il capitolo 5 è un punto di svolta per fare un po’ più di luce su chi potrebbe essere. L’unica cosa certa è che qualcuno (o tutti) dei suoi amici sono coinvolti!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Eh… in effetti non è stata una scelta brillante, ma non sapevate che amico avrebbe contattato, quindi un po’ mi sento in colpa per avervi giocato questo tiro mancino. Ho voluto rendermi le cose un po’ difficili in generale, rischiando addirittura di spingere la storia alla sua prematura conclusione, nel caso di una cattura. (Porterei comunque avanti la storia, ma in modo del tutto differente!)
      Vediamo che succede nel prossimo!
      Grazie per aver fatto un salto!

    • Ehilà!

      Con tutti i tagli che ho fatto, in realtà avevo il dubbio che non si capisse granché dove stessi cercando di andare a parare! Sono contento che riesca a risultare chiaro.

      Grazie per aver fatto un salto!
      Sono proprio curioso di scoprire in che situazione finirà Sirio. Vita, morte e risoluzione del caso sono nelle vostre mani. 😀
      Alla prossima!

  • Ciao, Giuseppe credevo di aver commentato, e invece no.
    Io penso che punterà su Lavinia, se non altro il suo problema più impellente, chissà che una donna, con l’intuito che hanno le donne, non sia disposta a credergli.
    Il giallo?, la fuga, il dover scappare da un vicolo cieco, il clima tetro, macabro addirittura,👀 quella cantina che ritorna e che getta un’ombra nera orrifica, tutto contribuisce alla creazione di una vera commedia delle angosce che non hanno bisogno di un genere per essere incasellate. I colori ci sono tutti, le etichette nessuna.
    Bravissimo GGP.🙋

    • Ciao Fenderman!

      Ti ringrazio per le belle parole, anche se ho qualche riserva sul concetto delle atmosfere, ma magari non sto riuscendo a mettermi dal tutto dalla parte del lettore. Sono contento che quella sensazione di disagio/oscurità sia comunque sempre presente, sperando di non annoiare alla lunga. Come sottolineava Kez, un momento di riflessione potrebbe tornare utile al ritmo della vicenda, per rilassare i muscoli, ma c’è da contare che ogni scelta condurrà a finali differenti, creati insieme.
      Grazie ancora per le belle parole e per aver fatto un salto! 🙂

  • Ciao, GG.
    Se ci fosse più spazio, voterei per il riposto, per rilassare un po’ il lettore, ma, purtroppo qui i caratteri la fanno da padrone e un capitolo di riflessione potrebbe sottrarre spazio alla storia. Perciò, voto per l’utilizzo dell’orologio olografico, anche se, temo, l’amico potrebbe non essere quel che si aspetta (mi viene in mente un film anni Novanta, di cui non spoilero nulla, che non si sa mai). In questo capitolo, trovo un po’ anche di Minority Report e la cosa non mi dispiace.
    Direi che siamo sulla buona strada per un thriller coi fiocchi, i dialoghi ci sono, i personaggi anche, stai andando bene e scrivere tanto giova al miglioramento nello stile e nei tempi. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Da bambino sono proprio impazzito per quel film, tanto da prendere anche il videogioco. Poi, più avanti, ho potuto scoprirne l’origine. Bei tempi!
      Non mi sono voluto spingere tanto oltre con la tecnologia, ma sono contento che la storia stia rievocando opere decisamente più complesse e “fantascientifiche” rispetto alla mia. Trovo che i tagli stiano togliendo un po’ di atmosfera, rischiando di dare un po’ quell’effetto smarrimento, specie con la comparsa di Lorenzo. Ma stiamo a vedere cosa salta fuori, e vediamo se i tuoi sospetti sono fondati o meno! 🙂

      Grazie per l’analisi e per aver fatto un salto!

      Alla prossima.

  • Ciao, vedere nel cristallino l’ultima immagine impressa prima di morire aiuterebbe in molti casi di omicidio!!! O forse anche no, visto come stanno andando le cose!!!
    Ah, se vuoi passare, Gippo ha scritto la puntata conclusiva del suo racconto!!!
    Ho votato per chiamare un amico/collega, è l’opzione più “movimentata”!!! Alla prossima e buona domenica.

    • Ciao Isabella!
      Splendida chiusura di storia. Il fatto che The Incipit tolga le storie dalle “Ultime storie pubblicate” è odiosa!
      Sono contento che l’idea risulti intrigante, e si spera anche un po’ chiara nell’impostazione. Ho dovuto fare qualche taglio, dove si affrontava anche l’efferatezza dei killer che sono a conoscenza di questo strumento.
      Vediamo cosa vince, e proseguiamo! 😀
      Grazie per aver fatto un salto!

  • Non lo so: tutte e tre le soluzioni mi sembrano pessime. Alla fine ho votato di rimanere in ospedale, ma praticamente a caso…

    Interessante il concetto dell’EIRE e tutto quello che c’è dietro. Anche se, da “scienziato pazzo” quale sono, la retina può contenere “illusioni ottiche” o, come ha sperimentato il nostro protagonista, essere tratto in inganno.
    Per ora idee non ne ho: vediamo come prosegue.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Il concetto, come dicevo, è più complesso di quanto detto nel capitolo. Nel tema “fantascientifico”, con una spiegazione tirata per i capelli: Lorenzo e il padre hanno scoperto un modo per convertire gli impulsi elettrici rimanenti nel nervo ottico in immagini. Senza stare a spiegare come funziona – soprattutto detto così – è un po’ un casino, lo capisco. Come sempre c’è una ricerca alla base di questi concetti, e non è da escludersi con possibili errori di “pensiero”.
      Credo anche di aver un po’ tratto ispirazione da un film italiano del 2008: Imago Mortis, che nel caso trovi su Paramount+, e non è da escludere anche un episodio di Black Mirror, che riguarda proprio la connessione degli occhi e del cervello a un dispositivo di “memoria”.
      L’idea è formulata in modo del tutto differente, sia per impiego che per storia di per sé, ma sono sempre felice di ammettere le contaminazioni e le spinte dovute a determinate influenze.
      Nel file privato ho voluto dare più spiegazioni su tutto il concetto, anche solo per i curiosi di capirne il mio malato funzionamento! 😀

      Grazie per aver fatto un salto!

  • Edit Capitolo 3 // Leggilo dopo il capitolo.

    Ho ritenuto necessario fare dei tagli a vantaggio del contenuto. Ho ritenuto non fondamentale la scena di transito dal precedente capitolo a questo, credo i personaggi riescano a spiegare grossomodo i fatti nei dialoghi. C’è giusto un accenno al caso risolto, anche avevo scritto un breve approfondimento, poiché ho ritenuto che grossomodo si riesca a intuire in che modo si è risolta la cosa. Ma vi chiedo sempre di farmi sapere se l’idea rende o meno.
    Non mi sono soffermato troppo sulla questione “tecnica” del progetto: prendeva troppo spazio e sarebbe comunque risultato “difficile” da far capire.
    Grazie del solito supporto!

  • Ciao GG!
    Mi piace il tuo futuro prossimo, con riferimenti agli oggetti retrò dei giorni nostri o poco prima; cerco di immaginarmi il momento finale della vita dei due coniugi, deve essere stato una cosa alla “Saw”. Sì, lo hanno incastrato ben bene. Voto perché rimanga nascosto, magari respiriamo di più questo cosmo parallelo. Poi mi devo prendere tempo per vedere la ChatGPT, sono curiosissimo!
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo!

      Grazie per aver trovato un momento per fare un salto sulla storia! Ci sono ancora tanti dettagli da scoprire, decisamente più scabrosi, e ho deciso di dividerli per non caricare troppo il lettore di un milione d’informazioni, anche se trovo che sarebbe stato corretto farlo sin dall’inizio. Lo spazio è quello che è, e quindi la componente potrebbe aggiungere qualcosa in più per quei lettori sempre a cacca d’indizi.
      Sono contento che l’idea ti abbia colpito.
      Alla prossima!

  • Sirio aspetterà nascosto, chissà che non riesca salti fuori qualcos’altro. 😉
    Ciao, GG.
    Questa volta, il tuo racconto mi ha fatto tornare alla memoria un libro: “La città e la città” di China Miéville. Non so se lo hai mai letto. Lì si parla di città diverse e diverse condizioni, ma c’è qualcosa nel modo di raccontare, che me lo ricorda.
    Ora capisco il punto di vista, sta raccontando il passato a chi, evidentemente, non lo conosce, quindi, ci può stare la rivelazione di cose che al protagonista risultano ovvie, perché all’ascoltatore (o al lettore in questo caso) non lo sono.
    Ti segnalo una “o” al posto di una “a” nella frase: “m’indicò una postazione, l’unicO disponibile”
    Tutto fila liscio.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Non ho mai avuto il piacere di leggerlo, ma proverò a recuperarlo, se lo trovo da qualche parte. Mi hai incuriosito!
      Gli errori mi stanno facendo impazzire, più per una questione dei tagli. In revisione mi sono accorto di aver scritto “monitor” invece di postazione, creando un conflitto con il concetto di computer portatile, dunque ho riformulato la frase, lasciando l’errore😅 Grazie per la segnalazione!
      Comunque non sonse Siri riesca a fare la voce cupa e misteriosa, ma ormai io non riesco a leggere la storia in altro modo. Sembro un pazzo! 🤣

      Grazie per aver fatto un salto.
      Alla prossima!

  • Ciao, le cose sono ancora troppo nebuloso per azzardare un’ipotesi, ed è giusto così!!! Però mi chiedo due cose. 1. Anche se non ne conosce l’identità, Sirio conosce l’assassino? 2. L’assassino vuole incastrare Sirio solo perché sta indagando sul cso, o perché è una sorta di vendetta?
    Ho votato per il favore, sono proprio curiosa di vedere a chi lo chiederà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Per quanto ho scritto ora, Sirio sta cominciando a prendere in considerazione diversi elementi, ma è esattamente come noi: brancola un po’ nel buio, e ha solo questi indizi che dovranno aiutarlo a sbrogliare un po’ la situazione.
      Un Detective privato, ex agente federale, ha di sicuro parecchi nemici finiti dietro le sbarre, e chissà che nel tempo qualcuno non sia uscito, ma non avendo accesso a determinati terminali, sarebbe impossibile per lui fare precisa mente locale. Di sicuro si tratta di qualcuno (o magari un gruppo?) che pare conoscerlo molto bene, o magari si vuole solo dare l’impressione di conoscerlo? Vendetta o semplice depistaggio?

      Mi piace leggere i vostri dubbi e le vostre teorie! 🙂
      Grazie per la condivisione del flusso di pensieri!

      Alla prossima!

  • Non cedere alla tentazione di scrivere tutta la storia, sai bene che le idee migliori vengono quando vogliono loro e non si deve essere precipitosi.
    Oltretutto si ha modo di curare certi particolari nella forma, che magari non incidono sulla trama ma rendono la lettura molto più piacevole. L’intreccio per il momento è, sembra, inestricabile ma del resto il nostro eroe il lieto fine se ci sarà se lo deve pur guadagnare!🙋
    Bravissimo GGP. A presto!

    • Ciao Fenderman!

      Hai ragione, ma per quello esiste tutto il periodo di rovente revisione e sistemazione. Alcune idee le scrivo e poi rimangono a riposare davvero per tanto tempo, e poi quando ci ritorno mi viene proprio voglia di cambiare tutto, oppure ho finalmente la mente libera, al punto da poter notare alcuni passaggi incerti! 😀
      C’è anche da dire che la voglia di scrivere non bisogna controllarla troppo, quando viene! 😀
      Grazie per il supporto, e per ora proverò ad ascoltare il consiglio di rallentare, anche se le idee corrono!
      Credevo di aver imparato a gestire la volontà di scrivere storie breve, e forse sto effettivamente perdendo di vista il senso del raccontare delle storie più corte, preservandone il senso. Rifletterò un po’ sulla questione!

      Alla prossima!

    • Ciao Red!

      Ottima domanda, non credere che il nostro protagonista non stia impazzendo proprio per capire questa e altre cose! Nel capitolo ha infatti affrontato quell’argomento, proprio per capire il tempo necessario e tutto, oltre che per valutare un elemento in più sulla Strage. Nel caso di Sandro, però, la trappola mortale l’aveva già montata Sirio per i suoi esperimenti!
      Ah! Non c’è spazio per fare tutte le riflessioni del caso, e il giallo vuole che alcune cose rimangano all’oscuro del lettore per un certo tot di tempo, non per privarlo delle informazioni, ma proprio perché i personaggi non divulgano certi passaggi. Inoltre, non dimentichiamoci che stiamo lavorando insieme al caso, e potrebbe non finire con la risoluzione dello stesso, a seconda delle scelte. Qualsiasi scelta porterà comunque a un finale particolare!
      Ora che ho iniziato, vorrei scriverla tutta in una volta questa storia, ma cercherò di fare il bravo, e non commettere lo stesso errore fatto con Il Cimitero.

      Grazie per essere passato!
      Alla prossima.

  • Ciao Fenderman!

    Concordo su tutto: questo primo capitolo è un po’ un disastro sotto vari aspetti. Le forme che hai suggerito le trovo decisamente più corrette. Avrei dovuto lasciare a riposare il capitolo un giorno in più, invece ho voluto subito pubblicare. Pessima mossa!
    Sono contento che l’idea risulti intrigante, e non voglio strafare a livello di fantasia, per non rischiare di creare quell’effetto “disorientamento” nel lettore. Con soli 20 anni di differenza, non ho immaginato un futuro troppo futuristico, quindi mi muoverò in ambientazioni sufficientemente attuali. Qualche innovazione tecnologica ci sarà di certo, ma ho deciso di basarmi perlopiù su alcune “certezze” nell’ambito della tecnologia!. 😀

    Grazie ancora per i suggerimenti preziosi e per l’attenzione!

    Alla prossima!

  • Ciao, ottima idea l’ambientazione futurista, sono proprio curiosa di vedere cos’hanno combinato la modernità e la tecnologia!!! Anche il mistero è bello tosto, vediamo dove ci porterà!!!
    Ah, una cosa. Il protagonista si chiama Sirio o Silvio? O forse è Sirio detto Silvio…
    Ho votato per i fatti di cronaca, c’è bisogno di capire in che ambiente si sono svolti i fatti!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Mi hai fatto venire il terrore di aver sbagliato il nome da qualche parte! No, il protagonista si chiama proprio Sirio. 😀
      Sono contento che il contesto pseudo-futuristico sia riuscito a coinvolgerti, e presto sapremo qualcosa in più proprio sulle innovazioni tecnologiche che offriranno un chiarimento anche a tutta la parte iniziale del primo capitolo. Letta così, mi rendo conto che possa sembrare una cosa poco chiara. Lo spazio però è quello che è, quindi occorre agire con strategia!
      Credo proprio a questo punto che si andrà per la cronaca!

      Grazie per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Esploriamo i fatti di cronaca…
    Ciao, GG
    di ritorno con una nuova storia, come ti invidio. Io in mente ho tante cose, ma nessuna delle idee che mi frullano riesce a prevalere e a trovare la strada per finire in un racconto 🤷‍♀️
    Qui abbiamo molte cose interessanti: intanto, è ambientata in Italia, la tua storia. I nomi e le ambientazioni mi fanno pensare a film come: Demolition Man e 1999 Fuga da New York, sarà per quel Plinskin, il nome non è proprio uguale ma ricorda molto 😉
    I consigli te li ha già dati Fenderman io aggiungo solo che mi sarebbe piaciuto arrivare al fatto che i soldi sono spariti senza che lo raccontasse il protagonista, ma con qualche escamotage narrativo. Questione di POV lui che ne è il portatore non ha bisogno di rammentare a se stesso che i soldi sono scomparsi da dieci anni. 😉
    Detto ciò, direi che comincia un’avventura tutta nuova e ha le carte in regola per diventare una tra le mie preferite.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Come hai intuito, la citazione al celebre Snake (Da noi noto come Jena) è del tutto voluta!
      Il mio consiglio per stimolare il racconto, è sempre uno: scrivilo. Butta giù l’idea a prescindere, anche se sei convinta che sia brutta, anche se non pensi possa funzionare. Non devi pubblicarla per forza! 😀 Poi, lo sai, puoi sempre chiederci di leggerla in privato per un parere prima della pubblicazione. Una storia iniziata è meglio di una mai avviata!

      Riguardo il consiglio che mi hai offerto, dipende. La riflessione è di un personaggio che sta raccontando qualcosa, anche se non ci è dato sapere a chi o perché. Il suo punto di vista, anche come semplice riflessione, è basato su una cosa che noi esseri umani facciamo spesso: la nostalgia. Ci ricordiamo a più riprese di come fosse meglio prima, sia nei pensieri che nei dialoghi! 🙂
      Capisco cosa intendi dire, e ti ringrazio per la segnalazione. Tuttavia, in un contesto simile, la questione dell’assenza del denaro è relativa al concetto di “baratto” trattato poco più avanti, nonché a ciò che fa il protagonista. Il messaggio nascosto dovrebbe riguardare le transazioni tracciabili, ed è proprio quell’idea a far tornare in mente l’assenza del contante, perlomeno al nostro protagonista che, come noi, ha vissuto la transizione di una moneta. Forse avrei dovuto specificare e rendere visibile il fatto il protagonista finga di non avere carte di alcuna sorta con sé, e che sia la normalità avere tutto all’interno del telefono. In fase di riscrittura penso proprio di aggiungere anche questo dettaglio, avendo più spazio, sperando di rendere il tutto più naturale.
      Poi, se hai qualche suggerimento per rendere meno invasivo l’inserimento di questo dettaglio, sono pronto ad abbracciare un miglioramento del contenuto! 🙂
      Grazie come sempre per la scrupolosa attenzione, e per segnalare tutto quello che ritieni fuori posto. Lo apprezzo tantissimo!
      Ti assicuro che questa cosa del denaro continuerò a rivalutarla per parecchio tempo, e magari farò qualche prova!

      Grazie ancora per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Ciao Giuseppe, mi parti alla grande con un bell’enigma in un contesto temporale che ti darà modo di sfrenare la fantasia. Sono molto contento, e già faccio il tifo per il tuo eroe molto moderno. Sei un autore attento e speciale e perciò, senza tema di suscitare malumore, ti segnalo tre passi che meritano attenzione. Io li avrei scritti così, dimmi se sei d’accordo.
    …la testa gli era stata mozzata di netto nel momento in cui pigiai (avevo pigiato) l’interruttore della luce. La lama calò (era calata) come una ghigliottina.
    …dove il baratto (la) faceva da padrone, quasi di paro (pari) passo ai crimini;
    …federali mi a davamo la caccia…
    (Una “a” di troppo e un refusino su davamo/davano).
    I miei complimenti e un augurio di buon viaggio!🙋ciaooo

    • Ciao Fenderman!

      Concordo su tutto: questo primo capitolo è un po’ un disastro sotto vari aspetti. Le forme che hai suggerito le trovo decisamente più corrette. Avrei dovuto lasciare a riposare il capitolo un giorno in più, invece ho voluto subito pubblicare. Pessima mossa!
      Sono contento che l’idea risulti intrigante, e non voglio strafare a livello di fantasia, per non rischiare di creare quell’effetto “disorientamento” nel lettore. Con soli 20 anni di differenza, non ho immaginato un futuro troppo futuristico, quindi mi muoverò in ambientazioni sufficientemente attuali. Qualche innovazione tecnologica ci sarà di certo, ma ho deciso di basarmi perlopiù su alcune “certezze” nell’ambito della tecnologia!. 😀

      Grazie ancora per i suggerimenti preziosi e per l’attenzione!

      Alla prossima!

  • Primo! Esploriamo i fatti di Cronaca riguardo La Strage e il caso di Via Faletti. In questo modo ho il quadro completo prima di passare a tutto il resto.

    Bentrovato con un Giallo! Un inizio decisamente fuori dall’ordinario.
    A parte il finale in cui non si è capito quanto tempo sia passato, direi che va tutto come un orologio. Vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Come sempre in prima linea!
      Eh, sì, questo capitolo ha diversi errori, e sul finale non ho ben capito che caspita sia successo: ho dovuto tagliare e modificare una parte, ma a questo punto forse non ho aggiornato la modifica… un bel guaio!
      Sulla questione delle tempistiche, per ora avviene tutto dal momento in cui è stata abbandonata la casa. Non ci sono salti temporali, solo riflessioni del personaggio in merito a determinati passaggi circa il luogo che sta raggiungendo. Spero così possa essere più chiaro!

      Grazie per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi