La Strage di Via Faletti

Dove eravamo rimasti?

(Non tutte le scelte conducono alla risoluzione del caso) Abbiamo ulteriori accuse a carico del nostro protagonista, come proseguiamo: Questo è il momento di chiedere un favore: la sua posizione potrebbe essere compromessa! (56%)

Progetto ERIE

Dopo essersi cambiato e avermi servito una tazza di caffè – merce rara, benché dal gusto pessimo – Lorenzo prese posto davanti a me nella sala ristoro del suo ambulatorio-casa.

Sospirò.

“Giornata difficile?”

“Lo sono tutte. Sai com’è qui: sono l’unico medico rimasto, dopo che papà…” guardammo entrambi la foto che lo immortalava, felice, il giorno dell’apertura dell’ospedale, più o meno all’età che aveva Lorenzo; stesso naso aquilino, capelli rossi ricci e spettinati, lentiggini: due gocce d’acqua.

“Cerchi di seguirlo: vuoi arrivarci ai ventidue? Ti dissi cinque anni fa di sostituire quella porta.”

“Qui è diverso, Sirio! Se voglio una porta, devo scambiarla: i miei pazienti portano cibo, spesso neanche commestibile. I soldi di papà non bastano a coprire le spese. Ci sono gli sceriffi, come dicevi tu. Dopo l’omicidio stanno sempre qui. Ne ho uno in sala d’aspetto.”

“Fossi stato uno della ‘Ndrangheta, saresti bello che morto, Lorenzo.”

“Ce l’avevano con papà. E con te. Dimmi cosa vuoi: devo tornare a lavoro. Sai che ti cercano?”

“Ho bisogno che tu mi faccia le analisi del sangue.” dissi guardandolo dritto in quegli occhi castani traboccanti di paura.

Rise, imbarazzato.

“Sai quante possono fartene, in prigione?”

“Sono serio, ragazzo. Mi hanno drogato.” gli confidai, prima di concedermi un sorso di caffè. “Tre giorni fa ero al funerale di mio padre, giù in Campania. Da allora sono stanco, e ho i riflessi annebbiati. Questa mattina avrei dovuto sorvegliare Sandro Plinskin.”

Il viso di Lorenzo si rabbuiò. “Ti credo, Sirio. Anche se i federali hanno il video dell’omicidio estratto dagli occhi del bambino.” aggiunse, andando ad accendere la TV.

Nei principali canali ero diventato famoso: Il Ladro di occhi, il Killer di Via Faletti, Sirio Mattei.

La parte più macabra del delitto era infine saltata fuori: l’assassino aveva asportato i globi oculari dei coniugi Plinskin, affinché non si potesse risalirne all’aspetto. La giornalista mi ragguagliò sul motivo della rivelazione: erano stati trovati nella mia auto, dentro un vasetto.

Ridicolo!

“Sono qui proprio per questo.” Mi toccai l’occhio sinistro. “Abbiamo salvato tuo padre con lo stesso sistema. Non ho dubbi che entrambi, nonostante il brevetto sia ora di proprietà della Federazione Europea, abbiate continuato a lavorare al Progetto ERIE.”

“Vuoi che ti asporti l’occhio?” scosse il capo. “Impossibile, senza ucciderti! Anche se avessi la strumentazione – cosa che non ho – non potrei tenerti in vita: moriresti dissanguato. Inoltre, la procedura stessa non consente di tornare troppo indietro. Quante ore sono trascorse? Quattro? Cinque?”

Rovesciai il caffè. “Non sei qui per beneficenza: il tuo garage puzza di morte. Ho chiuso la bocca proprio perché sapevo che il fine giustificasse i mezzi. La vostra scoperta ha rivoluzionato la risoluzione dei casi di omicidio! I fondi di tuo padre non bastano per prendere altre cavie, giusto?”

“Cosa vuoi da me, Sirio? Che ti uccida? Perché è quello che accadrebbe. Le immagini residue nel cristallino e nei nervi ottici saranno ormai state cancellate. Non stiamo parlando di riavvolgere una registrazione, diavolo! Nell’iride rimangono impressi pochi secondi prima della morte, gli stessi che possono comporre un video come quello che ti ha incastrato. Per quanto abbia sperimentato, è impossibile andare oltre i trenta secondi. Per questo il progetto è definito Eye Remnant Image Extractor.”

“Perché continui, dunque? Crudeltà?” lo incalzai. “Ho bisogno del tuo aiuto, ragazzo.”

Lorenzo stritolò lo schienale della sedia, poi spense la televisione. “Io ti credo, Sirio. Ma rischio più di te, in questa faccenda. Hai ragione: ho continuato con le cavie, per capire se esistesse un modo per immagazzinare immagini, per creare una sorta di Backup estraibile. L’operazione è però ancora troppo invasiva, portando perlopiù alla cecità per un sovraccarico dei nervi ottici, con scarsa risposta di ricezione delle informazioni al cervello. Sono riuscito a ricevere e convertire i dati, ma sono spesso corrotti da falsi ricordi o pensieri sfuggenti.”

“Non sono sicuro di aver capito. Sembra che tu stia parlando di fantascienza.” mormorai.

“Posso farti quelle analisi. Ma più tardi.”

“Lavinia si precipiterà qui con tutta la squadra di Federali al seguito. Devi farlo ora.”

Lorenzo esitò. Poi, prese un paio siringhe da un armadietto. In quel momento udimmo passi veloci. Qualcuno bussò ai vetri opachi.

“Dottor Farnesi, tutto bene?” L’espressione di Lorenzo mi fece comprendere che si trattava dello sceriffo. Provò a entrare, ma la porta era chiusa. “Dottor Farnesi? Abbiamo un’emergenza!”

“Arrivo subito.” rispose, posando sul tavolo le siringhe, due contenitori per le urine e il suo Orologio Olografico. Lorenzo mi fece un cenno d’intesa, prese un malloppo di scartoffie, spense la luce, aprì la porta e seguì l’uomo.

Rimasi nell’oscurità per un po’, in silenzio. Avevo giocato la mia mano migliore, e si era rivelata perdente. Avrei dovuto trovare un’altra pista per risolvere il caso.

Ho cercato di essere sintetico, spero però si possa capire tutto. Al lettore è affidato parecchio sforzo, lo so. Ma è un giallo! Ora?

  • L'ospedale è abbastanza sicuro. Sirio ha bisogno di riposare, mangiare e riflettere sugli ultimi giorni, alla luce dei nuovi fatti! (17%)
    17
  • il Detective abbandonerà il borgo. Rimanere è troppo pericoloso. Proverà a far ragionare Lavinia, andando a casa sua. (33%)
    33
  • Sirio utilizzerà l'orologio Olografico per chiamare un'amico/collega di cui si fida ciecamente: chi sta provando a incastrarlo? (50%)
    50
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73 Commenti

  • Ciao ciao ciao Pintore!
    Come va? Passata una buona estate?
    Urgh! Il primo capitolo della storia è indigeribile (nel senso buono del termine ovviamente) Ottimo lavoro con quel DNA! M’ha fatto accapponare la pelle.
    Mi piace questo Sirio. In oltre porta il nome della stella più luminosa del cielo notturno, nonché della costellazione del Cane Maggiore. Insomma, praticamente nel suo nome c’è sia Luce che Fedeltà… io gli crederei ciecamente 😉
    In questo ultimo capitolo devo dire il cuore ha battuto piacevolmente, bello questo approccio con Vanni ed è per questo che ho votato che Vanni lo aiuterà. In fondo ogni eroe ha bisogno di un pizzico di fortuna e aiuto da parte di un amico…. ma forse me ne intendo così poco di Gialli che sto andando fuori strada.
    Cooooomunque, ottimo lavoro! 🙂

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