La Strage di Via Faletti

Fuga

Quello sguardo innocente, di un verde intenso, non avrebbe mai dimenticato la mia immagine. Continuò a fissarmi con immortale sorpresa, anche quando si smarrì nell’oblio della morte. Il bambino, Sandro Plinskin, si era fidato ciecamente di me. Eppure, un attimo prima della sua atroce morte, fui tutto ciò che vide; e, per mia sfortuna, anche quanto avrebbe ricordato per l’eternità: la prova ultima della mia colpevolezza.

Rimasi a contemplarlo per quasi un’ora senza muovere un muscolo. L’idea di chiamare i soccorsi non mi passò neanche per la mente; per il piccolo non ci sarebbe stato niente da fare, neanche con l’avanzata chirurgia laser: la testa gli era stata mozzata di netto nel momento in cui pigiai l’interruttore della luce. La lama calò come una ghigliottina. Il resto del corpo, nudo, marchiato da indelebili ematomi che avrebbero confermato il mio coinvolgimento, si afflosciò sul pavimento versando litri di sangue, lo stesso che avevo promesso di proteggere e al quale offrire giustizia di fronte alle telecamere dell’intera Unione Europea. Sotto le unghie del bambino avrebbero trovato tracce del mio DNA. Quello che non mi sarei certo aspettato, però, era che potesse averne anche in bocca.

Se fossi stato subito a conoscenza di quest’ultimo dettaglio, probabilmente avrei estratto la pistola e mi sarei piantato una pallottola in testa. Il mio nome era stato macchiato per sempre.

Non avrei potuto immaginare il caos che sarebbe venuto dopo, quando inforcai l’Harley Davidson elettrica e tentai di abbandonare la città. Il fato volle che sul vialetto di casa incrociassi Lavinia, appena scesa dalla nuova Tesla in dotazione ai Federali dell’Unione Europea: sarebbe stato complicato seminarla, oltre che dannatamente pericoloso.

Provai una profonda fitta allo stomaco, quando le puntai contro la pistola. Fu terrorizzata.

“Che cosa hai fatto, Sirio?” mi chiese, seguendo con i begli occhi castani la scia di sangue in direzione del garage. L’orrore le deformò il morbido viso francese quando notò il bambino: avevamo condiviso quella casa negli ultimi due mesi, alternandoci nella sorveglianza dell’unico sopravvissuto all’inquietante Strage di Via Faletti.

E dire che avevo insistito per occuparmi del caso, benché lei mi avesse implorato di starne fuori. I buoni consigli tendo a evitarli peggio dei crostacei; inoltre, non avrei potuto guardarmi più allo specchio se non fossi riuscito a risolvere quel caso: Serena Plinskin era stata mia moglie, prima di risposarsi con il Procuratore Italiano Alfonso Plinskin, di origine polacca.

“Ascoltami bene, Lavinia. Non sono stato io. Troverò una soluzione: mi occorre solo del tempo.”

“Sono certa che ci sia una spiegazione. Possiamo risolvere tutto, Sirio. Metti giù la pistola, per favore?”

Sparai.

Abbandonai Lavinia in ginocchio, con un possibile timpano perforato e una ruota della Tesla a terra: avrebbe impiegato poco a ripararsi da sola.

Imboccai la prima uscita dalla città, dirigendomi verso la periferia: la moto aveva autonomia per soli trentacinque chilometri. Presto avrei avuto l’intera città alle calcagna.

*

Lungo il tragitto, però, mi resi conto che nel 2043 sarebbe stato impensabile far perdere le mie tracce: l’intera Federazione Europea era munita di un sistema d’individuazione per telefoni, inoltre le mia moto aveva un sistema di rilevamento in caso di furto. Lavinia mi avrebbe trovato in un battito di ciglia.

Abbandonai la moto in un parcheggio e presi un autobus per una sola fermata, premurandomi di abbandonare il telefono sotto uno dei sedili. Poi, salii su un taxi e indicai all’automobilista una strada il più lontano possibile dalla mia ultima posizione. Tirai un sospiro di sollievo quando, accampando come scusa la perdita del telefono, questa mi venne incontro, accettando il mio Smart Watch come pagamento per la tratta: il contante era stato abolito dieci anni prima, e mai come in quel momento ne sentii la mancanza.

Avevo poco tempo per tirarmi fuori da quella situazione e provare la mia assurda innocenza. Per farlo, in un mondo andato avanti troppo velocemente, non mi restò che affidarmi al passato e a certe persone con le quali avrei preferito non avere più niente a che fare. Li chiamavano Topi, perché vivevano in tendopoli al limite della società: erano civili che si erano opposti all’avanzamento tecnologico, e per questo abbandonati a loro stessi nella periferia della città. Una sorta di borgo sotterraneo, dove il baratto faceva da padrone, quasi di paro passo ai crimini; per chi ci viveva, però, quella libertà era più preziosa del costante pericolo.

Dopo aver abbandonato la Polizia Federale, era proprio lì che avevo ottenuto il mio primo caso come detective privato. Accettai pro bono, allora, ma giunse il momento di ottenere qualcosa in cambio. Un favore che avrebbe potuto salvarmi la vita e, cosa più importante, darmi la possibilità di continuare a lavorare sul caso della Strage di Via Faletti: frattanto che i federali mi a davamo la caccia, il vero assassino era a piede libero.

Quindi... Giallo? Vediamo come va. Aiutiamo il nostro Detective, oppure mettiamogli i bastoni fra le ruote. Cosa vogliamo vedere?

  • Facciamo un passo indietro sulle ultime ore di Silvio. E se fosse davvero lui l'assassino? (13%)
    13
  • Andiamo avanti con la richiesta del Favore. (25%)
    25
  • Esploriamo i fatti di Cronaca riguardo La Strage e il caso di Via Faletti. (63%)
    63
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73 Commenti

  • Ciao G.G.
    Ho recuperato ora tutti e cinque i capitoli. Il racconto è ben scritto e risulta dunque molto scorrevole. Mi piace molto l’ambientazione e l’atmosfera che stai ricreando e quel mix tra Giallo e Horror che rientra completamente nei miei gusti.

    Voto per il confronto.

    Al prossimo capitolo!

  • Bravissimo Pintore.
    Ho letto più volte il tuo racconto e mi è davvero piaciuto molto. Sono stata un po’ assente e perciò l’ho scoperto da poco, già portato avanti con maestria, devo dire.
    Stavolta, come il cavaliere Rana ti sei superato.
    Alla prossima e buona domenica.

  • Ciao, ho scoperto la tua storia solo ora e l’ho letta tutta d’un fiato. Ambientazione e protagonista sono veramente efficaci! Mi è piaciuto come hai gestito le descrizioni, dando solo alcuni particolari per volta, ma riuscendo comunque a costruire un mondo alla Blade Runner in un prossimo futuro.
    Sono curioso di leggere i prossimi capitoli.

  • Ciao GG
    Ti ho trovato a storia gia’ inoltrata e ho passato una piacevole oretta di lettura per raggingere
    il punto in cui sei giunto ora con la narrazione ?
    unica pecca, avrei potuto trovarti prima cosi’ da poter aver avuto la possibilita’ di commentare
    e votare anche i precedenti capitoli ?
    Mi piace perche’ e’ scorrevole e scritto molto bene, mi piace perche’ e’ un giallo con una vena
    d’Horror che sono i miei generi preferiti
    inoltre ha un’ambientazione futuristica che ci da uno sguardo a come potrebbe essere il mondo
    tra una ventina d’anni ( mi ricorda il film Minority Report non so se ti sei ispirato un po’ ad esso , almeno per la parte dell’innocente incastrato e in perenne fuga nel corso del film… )
    La figura del Vanni e un po’ oscura direi e ambivalente … sono amici di vecchia data e hanno condiviso dei momenti tristi insieme (la morte di Serena) eppure cerca di consegnare Sirio ad una morte certa… qual’e’ il suo scopo in tutto cio’?
    Ho votato che Vanni aiuta Sirio… voglio contare sulla loro amicizia e spero che si scopra di piu’ sulla sua figura ?
    Buon proseguimento e a presto ?

  • Vanni aiuterà Sirio a trovare il contatto.
    Ciao, GG.
    Avevo letto il capitolo e pensato di aver commentato e invece… no. ?
    La vecchiaia avanza inesorabile e si porta via neuroni. Il problema, ed è capitato anche con il racconto di Fenderman, è che ci sono due storie dello stesso genere, con caratteristiche simili (nel senso che sono tutte e due indagini) e io mi confondo con facilità. Ci ho messo qualche istante a mettere a fuoco, la colpa è mia non tua, è che non ho più la freschezza mentale di una volta.
    Il capitolo, al di là di tutto, scorre e si legge con piacere, le scene d’azione (il ballo con l’amico per me lo è, oltre al diversivo che non ha funzionato) funzionano e ti invidio la capacità di renderle con tanta naturalezza, io con le scene d’azione faccio pena…
    Direi che sei sulla buona strada, Total Recall continua ad ammiccare tra le righe e la cosa non mi dispiace.

    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Spero tu ti riferisca a Total Recall – Atto di Forza, quello col caro Arnold, perché il remake con Colin Farrel era decisamente brutto, nonostante qualche idea bella sulla tecnologia! 😀
      Ho litigato parecchio con la scena d’azione, ed è abbastanza mutilata, ma sono contento di essere riuscito comunque a rendere l’idea della scena e dei contrasti interni. Essendo un giallo, però, mai fidarsi di qualcuno, almeno finché la storia non si è conclusa! E anche dopo, potrebbe non essere tutto in ordine. 😀
      Grazie per aver fatto un salto e per le belle parole!
      Alla prossima 😉

  • Congratulazioni!
    La tua storia è stata scelta per il primo piano di THe_iNCIPIT ed ha guadagnato una nuova copertina, creata in collaborazione con le intelligenze artificiali
    Questo significa più visibilità, più lettori e più spunti per rendere la scrittura e il gioco ancora più divertenti.
    Condividi il tuo racconto; hai un motivo in più per esserne fiero.

  • Ciao, bella scena davvero, movimentata ma nello stesso tempo calma!!! Spero davvero che in un futuro la gente non diventi così “estraniata al limite del rimbambimento”!!!
    Ho votato per riconoscere l’uomo, sono curiosa di sapere chi è e come è coinvolto nella faccenda. E soprattutto da che parte sta!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Apprezzo che la scena sia considerata riuscita, nonostante qualche mia riserva. Ai lettori spetta sempre l’ultimo giudizio! 🙂
      Lo spero anche io – per la gente – anche se ho notato la tendenza ad estraniarsi da tutto e da tutti, oltre a una certa noncuranza per l’autoconservazione. Speriamo bene!
      Credo proprio ci toccherà scoprire chi è il nostro inseguitore… amico… o nemico? 😀

      Alla prossima!

  • Mi è piaciuta l’azione che hai inserito, l’unica cosa forse un po’ stonata sono i colpi di pistola che si confondono con la musica troppo alta, ma non avevamo sparato, e non essendo frequentatore di locali, la mia rimane solo un’opinione ??? Mi piaciuto anche come hai descritto il rapporto tra i due, e anche se sembra molto plausibile che il tizio misterioso sia il vero colpevole, ho votato per Sirio deve essere fermato: l’assassino è Vanni, dai! Curiosissimo di scoprire il seguito, a presto!

    • Ciao Massimo!

      La tua opinione è la stessa del nostro protagonista, almeno per come la spaccia. Ricordiamoci che è anche il suo punto di vista, e non tutto potrebbe essere vero, giusto? 😀
      Prendendola per sensata, però: il passaggio è un po’ confuso, mi rendo conto, a livello di posizione. Nel precedente capitolo è stato spiegato che i nostri si sono spostati nella zona “galleria”, dove c’è meno gente e la musica consente più riservatezza e dialogo – se si sta attaccati.
      Nella parte degli spari, Sirio comincia ad avviarsi verso la sala da ballo, e spara per cercare di attirare l’attenzione, ma è il punto dove la musica è più alta. Non mi ricordo se ho tenuto la parte, ma il genere è pressoché un mix di “Industrial Metal” ritmato da violenti colpi di batteria + effetti particolari tipici del genere Quando accede alla zona limitrofa alla pista – tentando di confondersi alla gente – si accorge di essere stato colpito, ma neanche lui sente gli spari.
      Immaginavo qualcosa del genere, per rendere l’idea: https://www.youtube.com/watch?v=VoXVMCq4kKI

      Però, in linea di massima, anche io sono in dubbio sul potenziale effetto. 😉
      Grazie comunque della segnalazione!
      Ci sono delle teorie, quindi? Dici Vanni?
      Mancano 5 capitoli per scoprirlo!

  • Hai appena detto che non potrebbe vincerlo, quindi non mi sembra il caso di uno scontro a tu per tu; perciò voto che Vanni lo aiuta (per fifa? per pentimento? Perché è uno st. e ha altre idee?).

    Sono rimasto anch’io perplesso come il protagonista che nessuno facesse caso alla sparatoria! E ho l’impressione che a colpirlo non sia stato il poliziotto ma il tizio che lo sta seguendo.

    Vediamo che altro succede: io continuo a brancolare nel buio!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Potrebbe non farcela, ma sono i lettori a decidere da che parte andare! 🙂
      Sì, trovo che la perplessità ci stia sia nel lettore che per il protagonista, ma consideriamo anche il suo status attuale. Per gli altri… beh, chissà 😀
      Più su ho provato a spiegare meglio la situazione, con tanto di musica/simile di sottofondo, per tentare di capire se la cosa sia effettivamente plausibile o meno nel contesto.
      Vediamo un po’ che succede nel prossimo!
      Grazie per essere passato!

  • Ciao GG!
    Ho votato perché si consegni, per vedere come virerebbe una storia che è una fuga in una battaglia volta a scardinare le prove di chi ha incastrato Sirio. Scena molto bella e cinematografica, dove l’amara presa di coscienza di Sirio fa da contraltare il realismo di Vanni. Poi bisogna vedere il Chianti…
    Bene, l’attesa è confezionata da par tuo, bravo! Vediamo dove va la quinta, intanto ti saluto.
    Ciao buona settimana!

    • Ciao Minollo!

      Sono contento che si evinca un certo conflitto fra questi personaggi, e mi fido parecchio della tua opinione! 😀
      Anche a me sarebbe piaciuto poter esplorare ogni singola opzione messa a disposizione dei lettori, perché trovo che offra comunque una chiave di lettura differente all’idea, nonché alla sorte stessa dei personaggi in gioco. Ora arriva la parte più difficile: il giro di boa che deve ancora incuriosire ma anche cominciare a far saltare fuori qualche punto in merito alla risoluzione.

      Grazie per aver fatto un salto!

      Alla prossima!

  • Ciao, essere drogati è sempre una bella scappatoia, il problema è chi diavolo è stato!!! Tu sembri già suggerire un colpevole, ma di solito non si tratta mai del primo sospettato, quindi aspetto un altro po’ prima di esprimermi!!!
    Ho votato per il diversivo, anche se avrei preferito l’ostaggio, non volevo metterti in difficoltà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Devi mettermi in difficoltà: questo è proprio il bello. 😀
      Però devi anche ricordare che risultato vuoi ottenere dalla scelta, se una via per risolvere il caso, oppure per concludere la narrazione in modo particolare. La risposta si saprà solo alla fine, e mai fidarsi di chi scrive, o del tutto… potrei tentare solo di manipolarvi. O no?

      Aspettiamo di capirci qualcosa in più, più avanti!
      Grazie per essere passata.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG.
    Si dilegua tra la folla usando il diversivo dello sparo.
    Qui si fa cruda la cosa, molto cruda. Non ho idea di chi possa essere l’assassino, non è semplice da intuire, siamo ancora a meno della metà. Mi riservo di tentare un’ipotesi verso la fine.
    Per ora mi accontento di farmi raccontare una storia, e di farmela raccontare bene.
    Bravo, GG.
    Alla prossima!

    • Ciao Kez!

      Sono sempre curiosissimo di conoscere i vostri ragionamenti, utilissimi anche per imbastire una trama più accattivante, magari facendo leva più su certi dettagli che su altri, proprio per stimolare la curiosità e il dilemma. Sto prendendo in considerazione se affidarvi il compito di formulare una vera e propria accusa sul finale. Ho un’idea tutta mia su come far svolgere certe cose, ma potrò decidere con più chiarezza solo conoscendo bene l’indirizzo che farete prendere ai prossimi eventi!
      Grazie le belle parole e per il solito supporto!

      Alla prossima!

    • Ehilà Massimo!

      Al momento è un po’ tutto brumoso, specialmente per il nostro detective privato. Potrebbe comunque esserci qualche altro guaio o rivelazione in agguato. Ogni pista è potenzialmente buona, ma solo una – anche con qualche deviazione – ci porterà alla risoluzione del caso.
      Si sta rivelando piuttosto interessante questa caccia alla verità guidata da voi lettori! 🙂

      Grazie per aver fatto un salto!

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