Una Gioco molto Reale: Tornare a casa

Dove eravamo rimasti?

Già, cosa vuoi fare? La priorità e riacquistare il braccio: cerchiamo la fonte ed al diavolo la "caccia"! (50%)

Woff!

«Devo evitare la “caccia” per poter trovare la fonte – dichiari dopo un po’ di riflessione – Feya, come hai fatto a nascondere il mio odore?»

«Sei tra quattro pareti: un po’ di profumini qua e là ed il tuo odore non passa»

«Forse potremo fare qualcosa di simile: Mia, la tua magia è in grado di creare un qualche tipo di barriera come le pareti di questa casa ma in versione più piccola e portatile?»

«Portatile no: sarebbe inamovibile – risponde lei – Dovrei generare un campo di forza intorno a te ma sarebbe ancorato al pavimento. Il massimo che potrei provare a fare, ammesso e non concesso che ci riesca, è una versione minore ma molto meno efficace»

«Allora dobbiamo spargere il mio odore ovunque, in modo tale da confonderli e poi muovermi parzialmente coperto»

«Lo dici come fosse una cosa facile – ribatte Feya – ma non appena il tuo odore esce, loro saranno in caccia e ti raggiungeranno prima che tu possa finire di attuare il piano»

«Ti dimostrerò che noi umani sappiamo gestire gli odori in modo fantasioso – sorridi mentre il piano si forma nella tua testa – Ma per prima cosa ho bisogno di avere dell’odore da spargere: oggetti intrisi del mio odore, profumi ed essenze che uso di solito da spargere. Possiamo preparare qualcosa di simile in modo da completare le operazioni per stasera?»

«Forse – risponde Feya – Ma non capisco…»

«Te lo spiegherò dopo, cerca di procurarteli e chiamami Woff: devo spiegargli cosa dovrebbe fare»

Non sai per quale motivo, ma quando parli di Woff, Feya sorride e le sue orecchie diventano drittissime!

***

Circa mezz’ora dopo sei seduto su un tappeto in una piccola stanzetta. Woff viene introdotto: il Worg della Notte è una specie di lupo bianco e nero, grosso quasi quanto un cavallo, piccoli artigli che sembrano fatti di argento e zanne che sembrano fatte di acciaio; il pelo è molto folto, in genere spigoloso ma a Woff sembra che la coniglietta abbia fatto uno shampo perché ti sembra sofficione! Gli occhi azzurri di Woff sono profondamente diversi da quelli rossi dei Worg della Notte. Il “lupo” si piazza davanti a te e si siede: praticamente ti guarda dall’alto in basso.

«Ascolta Woff – esordisci – so che tu non sei davvero un Worg della Notte ma in realtà sei un Dono di Akaza – lo vedi scondinzolare – Non so cosa ti abbia reso così e non so cosa pensi di me. So che io ho bisogno del tuo aiuto»

Woff non fa una piega: non dà cenni di farti comprendere se sta capendo o meno quello che gli dici.

«Ho bisogno che tu porti oggetti intrisi del mio odore ovunque, in modo tale da confondere chi mi dà la caccia. Non è una cosa facile: è possibile che ti diano la caccia perché tu porterai il mio odore…»

Woff si scuote: non comprendi se sta negando o semplicemente non ha capito niente.

«Come faccio a spiegarti dove portali? Sei in grado di capirmi o sto solo perdendo tempo?»

Woff inclina la testa. Sospiri.

«Sto solo perdendo tempo» dichiari.

Woff ulula! L’ululato è tanto potente che sei costretto a tapparti le orecchie: purtroppo il braccio di pietra ti impedisce di farlo e rimani stordito. Woff ti atterra.

«Dici di sapere di me e poi ti comporti come fossi un animale stupido!» ti rimprovera il Worg!

La voce non arriva alle tue orecchie ma direttamente nel cervello: potente e micidiale ti provoca una terribile fitta che scende fino al cuore.

«Non sottovalutare mai un Worg! Non sottovalutare mai un Dono di Akaza! Possiamo fare molto di più di qualsiasi cosa ti passa per la testa, ma entrambi vogliamo rispetto, un rispetto che tu non riesci nemmeno a concepire a quanto vedo!»

«No, scusa, io…»

«TACI! Io ti aiuterò non appena avrai dimostrato il giusto rispetto. E sappi che anche allora ti chiederò il pegno. E spero per te che vorrai saldarlo o la caccia ti sembrerà una barzelletta!»

È doloroso sentir parlare il Worg: il cuore è stretto in una terribile morsa e sembra venir schiacciato mentre la testa è presa a martellate! Woff si allontana da te ed in breve tutto cessa. Ti rialzi stordito. Woff è di nuovo seduto davanti a te, come niente fosse successo. Pronunci qualcosa di initellegibile mentre ti massaggi la testa e senti se il tuo cuore batte ancora. Ti chiedi cosa Woff intenda per dimostrare rispetto. In quel momento entra Feya.

«Ho quasi tutto preparato – dichiara – dovrai solo tenere accanto a te gli oggetti per qualche ora e… – vi guarda – Woff, forse dovresti fare la prima mossa»

Woff la guarda.

«Gli ho salvato la vita» dice Feya.

Evidentemente stanno parlando.

«Sì, anche tu ma lui non ti ha visto – continua Feya – E che c’entra: era una situazione di emergenza… va bene d’accordo, facciamo così: tu mettiti giù, no più giù, giù! Oh! Spada di Adamantio, dovresti passare la tua mano su tutto il suo corpo. Muso, orecchie, testa, torso, zampe… di più, sì anche la coda; Woff girati; petto, pancia… datti una mossa! Di nuovo muso… L’ho lavato: non ti puoi pungere! Accarezza! Di più! Vi faccio dormire insieme, se non lo accarezzi bene! Ancora!»

Pensi che se quello è il modo in cui Woff vuole portato rispetto, è veramente strano!

Come dici che andrà?

  • E che ne so io? Mi aspettavano al varco! (27%)
    27
  • Insomma! I miei piani fanno acqua da tutte le parti! (45%)
    45
  • Benissimo! I miei piani sono sempre perfetti! (27%)
    27
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153 Commenti

  • Ciao, mi piace quando nei finali i personaggi “immaginari” prendono le sembianze di quelli reali, è come se la storia non avesse una vera e propria fine!!! E da come l’hai messa tu, credo che la storia non avrà mai una vera e propria fine!!!
    Complimenti e per la prossima storia sto perdendo le prime puntate per mancanza tragica di tempo, sperò però di poter recuperare al più presto. Intanto buon proseguimento di settimana

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