Una Gioco molto Reale: Tornare a casa

Dove eravamo rimasti?

Con sopresa il tuo braccio di pietra muta di nuovo: chi è stato? Non lo sai: lasciamo per ora il mistero! (67%)

L’ultimo scontro con Ircen

Ti alzi barcollante mentre il gigante si prepara a colpire; digrigni i denti ma senti il tuo braccio formicolare. Poi inaspettatamente, come un sole che nasce, una spada di luce si forma sul tuo braccio! Il gigante arretra ma tu non perdi tempo: alle stranezze penserai dopo! Ti lanci contro il bersaglio, lo colpisci facendolo cadere a terra e lo finisci in un colpo solo. Non perdi tempo a vedere cosa succede: ti lanci sul bozzolo di spine per liberare Feya e Mia, ormai completamente avvolte. La tua lama brucia le piante oscure come la luce squarcia le tenebre, liberandole. Col braccio buono aiuti Feya a sedersi mentre ti guardi intorno alla ricerca di pericoli. Tutto calmo e tranquillo. Non è un bene con Ircen in circolazione, ma per ora è meglio tirare il fiato.

«Come stai?» chiedi.

«Stavo meglio prima – si lamenta lei – metto anche questa in conto a quel Torturatore rinnegato»

Abbraccia Mia per non far vedere che sta piangendo.

Il suo corpo è pieno di graffi ma sembra non avere niente di più serio. Tuttavia, sai che la pericolosità di Ircen non sono le ferite, come dimostra il tuo braccio di pietra… è tornato di pietra! Non c’è più la lama di luce e nemmeno segno del fatto che il gigante te lo avesse frantumato. Lo tocchi per sincerartene. Poi la tua attenzione ritorna alle due.

«Dobbiamo medicare quelle ferite – dichiari – e portarvi velocemente alla fonte: ora ne avete più bisogno voi di me»

A quelle parole Feya drizza le orecchie e ti guarda come se avessi detto una cosa impossibile. Anche Mia volge lo sguardo verso di te ma la sua espressione da gatta non ti fa capire molto quello che pensa. La coniglietta umanoide estrae dalla tasca una boccetta e si getta il contenuto in testa, innaffiando lei e Mia. Poi si tira in piedi. Sposta le orecchie leggermente all’indietro prima di farti segno di proseguire. Non sai esattamente cosa significhi ma pensi sia una reazione positiva.

«A proposito – dici – grazie per avermi aiutato col braccio»

«Questa volta non sono stata io – dice Mia – Io cercavo di aiutare Feya»

«Ma allora chi…?» il tuo dubbio cade nel vuoto.

***

Infine raggiungete un grosso spiazzo. Ircen non si è fatto finora vivo, il che non è bello. Proprio lì c’è quella che sembra una fontana zampillante acqua. Un tonfo. Feya è crollata a terra. Ti abbassi per contrallarla: ha la febbre alta. Mia è saltata a terra anche lei, sembra stare bene.

«Questa è opera di Ircen. Devo portarla alla fonte. Mia, riesci ad aiutarmi? Mia?»

È immobile!

«La soluzione è semplice – dice Ircen mentre esce dall’ombra – porti le tue amiche verso la fonte ed io ti uccido. Oppure vieni ad affrontarmi e loro muoiono. La scelta è tua»

«Esiste una terza possibilità – rispondi – ti fai da parte e non ne parliamo più»

«Lo sai che non posso farlo»

«Puoi. È che non vuoi. Va bene»

Prendi Mia e te l’appoggi sul braccio di pietra. Prendi Feya e la sollevi poggiandola sulla spalla e tenendola per un braccio.

«Scusa i modi bruschi» dici trascinandola verso la fonte.

Ircen si scansa per farti passare. Sai che ti colpirà alle spalle. In verità ci speri.

Ad un passo dalla fonte Ircen colpisce il terreno e punte di pietra sbucano per ogni dove, trafiggendo tutti! Ircen sorride.

«Più facile del previsto» dichiara avvicinandosi lui alla fonte.

Una lama di luce fende l’aria! Spazza la testa di Ircen ma senza colpirlo. Il ragazzo fa un salto cercando chi possa averlo attaccato. Non c’è nessuno.

«Ehi, ciecato, perché non guardi dietro il tuo scherzo» dici.

In effetti proprio dietro lo sperone di pietra ti trovi, in piedi sopra la fontana. Feya e Mia sono in ammollo e si stanno gradualmente riprendendo.

«Come…?» dice Ircen stupefatto.

«Un vecchio trucco della micetta – dici – non eravamo esattamente dove ci vedevi. Che ne dici di una bella resa dei conti?»

Senza aspettar risposta balzi contro di lui, questa volta cercando il bersaglio. Ircen genera una lama d’ombra dal suo artiglio e para. Iniziate a scambiarvi colpi sempre più rapidi. Ma tu sei la Spada di Adamantio: nessuno ti batte in duello! In breve lo costringi verso la roccia. Ircen attinge alla sua magia generando una nuova linea di difesa ma, prima che possa completarla, qualcuno lo afferra e lo sbatte sott’acqua. È Feya! Le sue orecchie sono abbassate e la faccia è furiosa mentre tiene il Torturatore sott’acqua. Prima che affoghi lo tira fuori.

«Ho una gran voglia di ripagarti con la stessa medicina – gli ringhia contro – e sai che sono capace di farlo. Ringrazia solo che non voglio abbassarmi al tuo livello!» lo scaraventa a terra.

Ircen rotola e si alza.

«Hai fatto male a non farlo!» urla lui mentre il suo artiglio genera oscurità.

Ma questa volta sei tu più veloce; la tua lama saetta e trova il bersaglio: recidi l’artiglio di Ircen che urla di dolore.

«Mia!» urli.

Mia salta sull’artiglio e, anche se non capisci come, lo fa esplodere! Ircen urla mentre perde il controllo dell’oscurità.

«Addio Ircen. Mi dispiace che tu abbia scelto questo»

Lo finisci! Ircen scompare nel buio…

Ti siedi a bordo vasca, immergi il braccio.

Devi scegliere la tua prossima mossa

  • Devi trovare il modo ti togliere di mezzo la Caccia od appena esci saranno guai (0%)
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  • Lars: il tuo compito era riportarlo a casa; se non ci riesci, la missione non potrà mai essere compiuta (100%)
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  • Tocca a Mark: meglio non aspettare la sua iniziativa (0%)
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153 Commenti

  • Ciao, mi piace quando nei finali i personaggi “immaginari” prendono le sembianze di quelli reali, è come se la storia non avesse una vera e propria fine!!! E da come l’hai messa tu, credo che la storia non avrà mai una vera e propria fine!!!
    Complimenti e per la prossima storia sto perdendo le prime puntate per mancanza tragica di tempo, sperò però di poter recuperare al più presto. Intanto buon proseguimento di settimana

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