BIANCO

Lacrime ghiacciate

«Dai, metti in moto.»

Guardo la mia mano che stringe la chiave già inserita nel blocchetto d’accensione, sta tremando.
Ho freddo, l’abitacolo dell’automobile è gelato, c’è della neve sul vetro del lunotto anteriore. C’è della neve sui miei scarponi, e ora anche sul tappetino dell’auto. Anche sui pedali.
Forse dovrei scendere e togliere la neve dal vetro.

Giro la testa per guardare Clo, ha le labbra viola e il fiato corto. Le nuvolette formate dal suo respiro mi stregano per qualche istante.

«Dai, Vin, metti in moto», piagnucola Clo.

Distolgo lo sguardo dal suo, ma faccio in tempo a vedere le grosse lacrime che le rigano le guance paffute. Lacrime che fumano, letteralmente.
Giro la chiave, il motore tossisce un paio di volte prima di partire.
Giro la manopola della ventola, e un un flusso d’aria gelata ci investe. Oriento le bocchette e aziono il tergicristalli.

«Merda…»

«Che succede?», chiede Clo.

«I tergi non ce la fanno, devo scendere per tirare via la neve dal vetro…»

«No. Tu non vai da nessuna parte. Parti così!»

«Non posso partire così, Clo, non ci vedo un cazzo!»

«Parti così, puttana troia! Mi ha morso!»

Prendo un respiro, stacco la mano dalla chiave d’accensione e la porto sulla gamba di Clo. Le mie dita stringono leggermente proprio sotto il segno del morso. Penso che non sta fuoriuscendo molto sangue, penso che forse andrà tutto bene.

«Non posso partire così, Clo.»

Clo non ribatte, e le plastiche dell’abitacolo ronzano per le vibrazioni causate dal motore che si sta scaldando. Le plastiche dell’abitacolo, rigide e secche, tremano dal freddo: sono denti che sbattono.

«Fai retromarcia, un metro basta e avanza. Giri il volante verso sinistra, in modo da non tamponare l’auto che abbiamo davanti. E ti immetti nella strada.»

«Scendo», dico. E appoggio la mia mano sulla levetta che apre lo sportello.

Clo mi afferra l’avambraccio e mi prega di non farlo. Deglutisco, mi libero della sua stretta e apro lo sportello.

Il vento gelido mi aggredisce frustandomi la faccia, richiudo lo sportello. Il vento gelido sta spargendo bianco dappertutto, creando una sorta di foschia. Cerco di grattare la spessa patina di ghiaccio, e mi ritrovo con la mano sporca di sangue. Devo trovare qualcosa per grattare, qualcosa di duro.

Guardo per terra, sposto lo sguardo qua e là, ma ciò che vedo è solo ghiaccio. Solo bianco.
Prendo un respiro e mi dirigo verso il bagagliaio.

«Resta qui, Vin!», urla Clo dall’interno dell’automobile. «Non andare, cazzo!»

Sta picchiando con forza sul cruscotto, sui vetri. Il tetto dell’auto si agita, e qualche millimetro di neve ghiacciata si sposta, per essere subito rimpiazzato da altri millimetri di neve ghiacciata portata dal vento.

«Mi dispiace, Clo», sussurro con la bocca ben nascosta dal colletto della giacca a vento che ho tirato su fino al naso.

Mi muovo con cautela, strisciando il corpo sulla lamiera dell’auto, con lo sguardo basso e il battito cardiaco accelerato. Il bagagliaio ha un pulsante, lo premo, ma il bagagliaio non si apre. Espiro condensa, ispiro col naso. e l’aria bianca mi riempie i polmoni di ghiaccio.

Faccio un passo indietro, saltello sul posto e poi mollo un calcio al pulsante del bagagliaio.
Il tacco dell’anfibio provoca un rumore sordo, e il bagagliaio si apre. Ok.

C’è un sacco di roba, nel bagagliaio. C’è una coperta, che ci sarà senz’altro utile, una torcia funzionante. Una tanica colma di benzina, e una pala da campeggio. Sorrido e ne afferro il manico.
È una pala col manico corto. La soppeso, è robusta. Faccio per chiudere il bagagliaio, ma poi penso che forse è meglio lasciarlo aperto. Forse è meglio che prima tiro via la neve dal vetro, e poi prendo la tanica, la torcia e la coperta e li sistemo sui sedili posteriori. Poi potrò chiudere il bagagliaio.

Mi avvio verso il lunotto anteriore, lento. Il manico di metallo dell’attrezzo mi dà fiducia. Avanzo strisciando il giubbotto sulla lamiera dell’auto. Avanzo tenendo lo sguardo basso.
Inizio a grattare via il ghiaccio dal vetro.

Funziona, a ogni passata riesco a togliere un po’ di ghiaccio. Raschio con attenzione, per non rompere il vetro. Raschio fino a che vedo comparire il volante. Raschio e vedo il mio sedile. Raschio e vedo Clo. Vedo Clo e le mie braccia si arrestano.

Clo mi sta fissando. Non sono belli, gli occhi di Clo. Gli occhi di Clo sono due sfere bianche incastrate in una faccia bianca. Labbra bianche, lingua bianca. La lingua rotea e serpeggia, si allunga fino al naso. Fino al mento.

Lo sportello di Clo si apre, e sento le plastiche dell’abitacolo che tremano dal freddo.
Arretro, e Clo viene verso di me, e allora alzo la pala con entrambe le mani e mi dico che le devo spaccare la testa, e contemporaneamente mi dico che forse Clo mi lascerà stare, ché in fondo è la mia ragazza. Ché in fondo mi vuole bene.
E mentre penso a queste cose studio il cranio di Clo, valutando se mi conviene colpire sulla tempia o sul collo. Se colpire di piatto o di taglio.

Arretro nel bianco, e mi accorgo che le mie guance sono rigate da spesse lacrime ghiacciate.

Torniamo indietro nel tempo e costruiamo la storia insieme, ti va?

  • Voglio tornare indietro di un anno (50%)
    50
  • Voglio tornare indietro di una settimana (17%)
    17
  • Voglio tornare indietro di 24 ore (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

118 Commenti

  • Ciao, Martha.
    Eccoci giunti alla fine di questo tuo racconto, ci lasci con una sensazione di amara consapevolezza, perché forse non saranno gli zombie e chissà quale altro essere spaventoso, ma se andiamo avanti così, qualcosa arriverà di sicuro a terminarci e magari lo faremo da soli.
    Bel finale, c’è una “stratta” che forse era “stretta” che occhieggia da qualche parte, ma tutto fila, tutto è andato nella strada giusta e la cosa migliore è che tutto alla fine torna e il cerchio, come si suole dire, si chiude.
    Non posso che sperare di ritrovarti presto con un altro racconto, ma leggo che hai da lavorare e allora buona riapertura, ti auguro una stagione stellare e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao Martha!
    Eccoci qui, con un finale amaro.
    Ti ringrazio per aver calibrato la bastardaggine, risparmiando almeno Giulia: ora che so che è viva e cresciuta, dormirò sonni tranquilli – credo.
    Dopo tutta questa sofferenza, mi piace immaginare un piccolo margine di “calore” per i nostri protagonisti, nella mia mente hanno già trovato il mare dove ora si stanno scaldando.
    Ti mando un buona fortuna con l’attività e spero, un giorno, di leggere un tuo nuovo racconto.
    Alla prossima! 😀

  • Capitolo 9-10)

    Ciao Martha!

    Mi sono perso il penultimo capitolo, ma eccoci per il finale. Direi che hai amministrato bene lo spazio a tua disposizione. Sei riuscita a farci legare con i personaggi e a trascinarci nel dolore provato dagli stessi. Un dolore che lascia comunque spazio alla speranza di un futuro migliore, nonostante le lacrime.
    C’è stata una bella crescita lungo tutti i capitoli, quindi rinnovo i miei complimenti.
    Buona fortuna con la gelateria, e ti aspettiamo per delle prossime storie, quando sarà il momento.
    Sei forte! 😀

    Alla prossima!

  • Ciao Martha 🙂
    Bellissima storia con un finale un po’ da magone 🙂 mi e’ piaciuto il finale , non lieto e’ vero, ma almeno fratellino e sorellina sono rimasti insieme 🙂
    Quanto freddo c’e’ , non e’ che metaforicamente ci hai messo i tuoi gelati dentro 😀 scherzo 🙂
    Ti auguro un grande in bocca al lupo con l’attivita’ e sono sicuro che gli obbi non si abbandonano mai 🙂 quando avrai un po’ di tempo son sicuro che porterai nuovo materiale 🙂
    A presto 🙂

  • Carissimi, vi lascio l’ultimo capitolo e un “caldo” saluto! Questa settimana riapro la gelateria e quindi dovrò mettere in pausa l’hobby della scrittura.
    Vi ringrazio tanto per le belle parole e per la vostra compagnia!
    Alla prossima, e buona scrittura a tutti ??‍♀️❤️

    • Ciao Martha, in bocca al lupo per il tuo lavoro? Dove vivi? Magari vengo ad assaggiarlo il gelato…??
      Peccato che tu debba smettere, i tuoi racconti li ho goduti davvero, e anche questo non-lieto fine letto oggi ha il pregio di avvicinare la prosa a una poesia triste e riscopre il sentimento.
      Non è che ci ripensi e magari con comodo scriverai amcora??
      Ciao, buona settimana, e grazie!??

  • Ciao, Martha.
    Come nelle migliori serie tv ci riporti all’inizio dopo aver spiegato come ci si è arrivati. Molto brava.
    Intenso il capitolo e la sensazione di catastrofe imminente, la povera Clo ha avuto la peggio e chissà se finirà con la testa staccata dalla pala. Io voto la comunità, sperando che si possa trovare una soluzione per un lieto fine, anche se in questo genere il lieto fine non vince mai del tutto. Voto comunità anche per dare una chance a Vin e anche a me, perché un po’ di speranza ci vuole in questi tempi strani che portano sempre notizie poco rassicuranti.
    Buon fine settimana e alla prossima!

    • Apprezzo i tuo voto e come lo hai contestualizzato, ci starebbe. Ora non so quantificarti il grado di speranza del prossimo capitolo… ci devo riflettere, ma tutto dipenderà dal mood del giorno XD XD Grazie per esserci stata sempre, carissima, e buon weekend ??‍♀️❤️

  • Ciao Martha 🙂
    E rieccoci al punto di partenza , piu’ forti e piu’ saggi di quanto fossimo nel primo capitolo 🙂
    e’ stato un capitolo molto avvincente e pieno di suspance , non so perche’ ma molte scene all’interno della clinica veterinaria mi hanno fatto pensare al film “Io sono leggenda” 🙂
    C’e’ un netto distacco tra questo capitolo e il precedente e ragion per cui , mi faccio portavoce di tutti i tuoi lettori, chiediamo a gran voce una versione completa di “Bianco” , un bel romanzone di 500 pagine ci sta 😀 e non scherzo 🙂
    Ora ho scelto coppia, sappiamo che Clo diventa uno zombie e non sappiamo cosa succedera’ a Vin. Ma c’e’ ancora un altra coppia che abbiamo lasciato indietro a preparare la cena , Il padre di Clo e la piccola Giulia , e di loro? Che ne sara’ 🙂 Ovviamente sarai tu poi a decidere 🙂 io ti aspettero’ con ansia 🙂
    A presto 🙂

    • Assolutamente, caro Gattone ❤️ sarà un libro di 500 pagine, e come tutti gli altri che ho scritto sarà invisibile e lo potrai trovare in tutte le librerie invisibili! XD
      Sei troppo gentile, grazie infinite: nel prossimo capitolo tireremo le somme ❤️??‍♀️

  • Ciao Martha!
    Abbiamo iniziato in coppia e finiamo con “coppia”.
    Il cerchio si sta chiudendo, tutti i dettagli iniziali si sono ricongiunti qui – come il morso, la fuga in macchina e pure gli anfibi di Vin.
    Attendo il prossimo capitolo, vediamo come riuscirai a concluderlo.
    Alla prossima! 😀

    P.s. Vedo una grossa spada di Damocle sulla mia testa; non è un buon segno!

  • Ciao Martha, ho votato branco, le altre opzioni mi sembrano difficili da raccontare…
    Questo ruvido freddo viaggio si va a concludere, anche quel po’ di calore che scaldava Vin con Cloe si perde. Non vedo un grande futuro, tuttavia spero di sbagliarmi, confido in te che sei bravissima!??
    Ciaoo

  • Questa struttura mi ricorda un libro che ho letto anni fa !! Mi piacciono le storie che riescono ad essere raccontate fuori dagli schemi tradizionali !! Brava Martha !!!
    Ps ho scelto coppia perché dici che sei romantica ?

  • Questa struttura mi ricorda un libro che ho letto anni fa !! Mi piacciono le storie che riescono ad essere raccontate fuori dagli schemi tradizionali !! Brava Martha !!!
    Ps ho scelto coppia perché dici che sei romantica ?

  • Ciao Martha!
    Anzitutto, apprezzo come hai deciso di impaginare il capitolo, raccontandoci le vicende “a singhiozzi”. È come se stessimo leggendo il diario di Vin – ora avrò questa immagine fino alla chiusura della storia.
    È tutto estremamente realistico, nonostante si tratti pur sempre di un’epidemia di zombie: ma è la paura dell’ignoto a velare la tua storia, questa colpisce un po’ tutti, e tu riesci a trasmetterla molto bene.
    Grazie al cielo Giulia è viva, anche se rimarrà traumatizzata per sempre – se vivrà, purtroppo il pensiero ritorna sempre sull’incipit! E a tal proposito, non faccio a meno di pensare al declivio che ha preso il rapporto tra Vin e Clo, che qui vediamo svilupparsi con tale innocenza.
    Ho votato per l’inevitabile. Ormai siamo verso la fine, e mi aspetto che accada qualcosa che ci ricolleghi all’inizio della storia.
    Alla prossima! 😀

    • Carissimo Carmin ❤️ apprezzo molto il tuo commento e sono contenta di ciò che hai scritto: la paura dell’ignoto è una delle mie grandissime paure, e come dicono gli esperti “si deve scrivere di ciò che si sa”!
      Ma non mi ammorbidirai, con questi fantastici complimenti (❤️): c’è una taglia sopra la tua testa, ricordatelo! Tienilo a mente soprattutto mentre scriverai il prossimo capitolo XD XD Scherzo dai. O forse no…
      ??‍♀️❤️

  • Ciao Martha…come promesso sono riuscito a finire di leggere la tua storia …te lo dico subito “mutande calde” non so perchè ma mi ha fatto sorridere molto 🙂 ahahahah mi sono immaginato mutandoni di lana ahahah.. comunque.. torno serio scusa.
    La tua storia mi ha ricordato una sorta di videogioco , bella avvincente e “facile”…concedimi facile inteso come cosa positiva e meritevole ( sono da sempre convinto che sia più difficile scrivere in modo facile che arrivi a tutti , e sono un grande amante di tutti quegli scrittori che dell’immediatezza ne hanno fatto una cifra stilistica ).. le tue immagini sono ben scritte ed arrivano dirette!! Davvero mille complimenti !!
    Ho scelto la parola “inevitabile” …perchè….beh perchè è la più bella fra le tre ed anche la più difficile da “portare” sulle spalle… aspetto il prossimo capitolo e nel frattempo ancora grazie dell’accoglienza !!!

  • Capitolo 8)

    Ciao Martha!

    Con la frase finale, hai descritto pienamente una sensazione che temo afferrerebbe chiunque, in circostanze simili. Sappiamo già come andrà a finire la storia, per sei riuscita a farci dimenticare da dove siamo partiti, illudendoci che possa esserci un esito finale diverso. Stai gestendo bene la storia. Continua così! 🙂
    Alla prossima!

  • Una sola parola: antibiotici!
    Ciao, Martha.
    In pieno stile horror, i personaggi fanno sempre il contrario di ciò che andrebbe fatto. Scappano in su, anziché in giù, per esempio; e tu sei lì a gridare: “no, non sulle scale!” oppure “non con l’acqua corrente sull’infezione!” Magari poi l’hanno bollita, spero.
    Bel capitolo, disturbante e ansiogeno al punto giusto.
    Si va verso il finale è io voto “invisibile” mandandoti, ahimè, le opzioni in parità. Scusa.

    Alla prossima!

  • Ciao Martha 🙂
    Come al solito sempre sul pezzo che ti posso dire 🙂
    Il magone e’ venuto a me leggendo quello che e ‘ capitato alla piccolina e questo non e’ da tutti te lo dico , sono pochi gli autori che mi fanno commuovere descrivendo qualcosa 🙂 sara’ che sotto sotto ci stiamo affezzionando ai personaggi. Sara’ che sotto sotto sappiamo che la storia sta per finire e ci dispiace ancora di piu’ … chi lo sa 🙂
    Ti giuro che stupidamente ho pensato : “si sono arrivati all’ospedale meno male” all’inizio del racconto, poi ki sono ricordato che siamo in uno scenario post appocalittico dove sono quasi tutti morti e ho capito dentro di me che le cure a Giulia sarebbero state fatte da mani non proffessioniste e che le avremo vissute al pieno 🙂
    Ho votato invisibile , non so se sara’ la scelta piu’ popolare ma e’ quella che ho trovato piu’ poetica delle tre 🙂
    Volevo solo chiederti che autore (a parte Massimo XD) ti sta ispirando per la scritta di questa storia 🙂 mi incuriosisce lo stile che stai utilizzando 🙂
    complimenti ancora 🙂
    A presto 🙂

    • Caro Gattone, ti ringrazio tantissimo per le tue belle parole: mi hanno ringalluzzito più di una giornata alla spa XD XD sono contenta che questo piccolo racconto ti smuova i magoni, e ti ringrazio per avermelo detto: è una grande soddisfazione ❤️ In questo periodo sto leggendo romanzetti gialli/thriller di quelli che trovi in offerta al supermercato, quindi non credo di essere stata ispirata da quelli (o almeno spero! XD XD) Però ti posso dire che anni fa sono rimasta molto impressionata, folgorata, dalla lettura di due libri fantastici, che mi sono rimasti nel cuore, e che parlando di magoni non posso non menzionare: La Strada di Cormac McCarthy e Furore di John Stainbeck ❤️
      Grazie di tutto ??‍♀️

  • Inevitabile che succeda.
    Povera Giulia (ma almeno è viva).
    Capitolo della sofferenza. Si deve ricostruire e l’unica cosa possibile sembra sia la fuga.
    L’hai scritto bello carico, senza nascondere nulla?
    Strano che dai morti viventi non arrivi anche solo un filo di goffaggine… Permetterebbe di respirare, ma evidentemente questi tuoi sono zombie davvero cattivi!?
    Brava Martha, a presto!??

  • Ciao, Martha.
    Scusa il ritardo, ma pare che TI non mi permetta di lasciare troppi commenti. Ho commentato, infatti, altri racconti prima del tuo e poi non mi faceva più rientrare con nessun user… ?
    Vabbè, ti commento ora: ho percepito questo come un capitolo di passaggio, con una sterzata verso l’azione nel finale, buon gancio per la ripresa nell’ottavo.
    Voto lo stupore, spero che sia positivo.

    Alla prossima!

    • Grazie mille, cara??‍♀️ Sabato stavo giusto valutando i possibili risvolti di questa storia mentre attendevo il mio turno, ma i gossip hanno avuto la meglio XD XD Sì, purtroppo il sito sta sfiancando anche me … È un peccato, perché si perde l’entusiasmo! Speriamo ritorni presto alla normalità ??‍♀️

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi