Estinzione

Dove eravamo rimasti?

È tempo di evolvere. Vogliamo sviluppare un apparato in grado di metterci in contatto con le onde elettromagnetiche che percepiamo attorno a noi. (56%)

Non siamo così diversi

Quando Alberto lo estrae dalla valigetta, il meteorite si frantuma in piccoli pezzi, lasciandogli sul guanto una polvere rossastra.

– Cosa… – Andreij si avvicina.

– L’ho appena sfiorato, non capisco…

Mentre il responsabile del laboratorio osserva la valigetta, Alberto si toglie il guanto e nota sul palmo alcune macchie rosse, le strofina con le dita, ma non riesce a farle andare via. Quando Andreij lo guarda, Alberto si mette la mano in tasca.

– Proverei a prelevare uno dei frammenti più piccoli. Lo mettiamo sotto al microscopio e vediamo.

Andreij si china sull’oculare del microscopio. Intanto, Alberto si avvicina a uno dei lavandini e prova inutilmente a lavare via la macchia. Il gridolino del suo responsabile cattura la sua attenzione: solitamente Andreij ha un atteggiamento piuttosto marziale, come se fosse il sergente istruttore di un manipolo di reclute, più che il capo di un gruppo di ricercatori.

– Sembra… un corallo!

Una spugna di mare o un corallo. Erano state le parole di Michela. Ha sempre avuto un intuito sorprendente, ma questa volta si è superata.

– Un corallo?

– Sì, sono tanti piccoli gusci, saldati uno sull’altro dalla polvere rossastra.

Alberto si avvicina all’oculare e l’istante che serve per mettere a fuoco gli sembra non finire mai. Poi le vede. Valve allungate e chiuse su loro stesse, come quelle di un paguro e di una conchiglia di mare. Formano la roccia porosa del meteorite.

– Credi che possano essere… – Alberto non riesce a staccare l’occhio dal microscopio.

– Nulla potrebbe essere sopravvissuto all’impatto, ma dobbiamo farle vedere a Biologia. Un’analisi approfondita. E credo che un’analisi tocchi anche a noi due. Al più presto.

Alberto si allontana di scatto, si volta di spalle e si ritrova a fissare la macchia rossa sul palmo della mano.

– All’Osservatorio è rimasto un altro frammento. C’è Michela là.

– Devi avvertirla! – Andreij afferra Alberto per le spalle: è teso, ma sorride – Avete fatto una scoperta sensazionale, non capisci?

Alberto annuisce, ma non riesce a scacciare uno strano presentimento che gli scende come qualcosa di ruvido giù per la gola.

Andreij si toglie la mascherina, i guanti e il camice. Si guarda attorno e poi mette tutto dentro a un sacco di plastica.

– Potrebbe cambiare tutto – i suoi occhi scintillano verso Alberto – Ci servono dati sulla traiettoria. Sì, più precisi possibile. Le registrazioni dell’impatto. Tutto…

Alberto, senza farsi vedere, continua a strofinarsi il palmo della mano. È prurito quello che sente? O solo suggestione? Sta sudando e continua ad avere una sensazione spiacevole.

– Resta qui al campus – Andreij è sulla porta del laboratorio – È meglio se non vedi nessuno, finché a Biologia fanno le analisi.

Quando resta da solo, Andrea si precipita al computer. Deve chiamare Elisa e poi avvertire Michela. Mentre compone la videochiamata sullo schermo, continua guardarsi la mano. Ora la macchia gli sembra più grande.

***

La moltitudine delle nostre copie si raduna al centro della roccia. Forma un globo di materia biologica brulicante. Subito inizia la mutazione.

All’interno della capsula proteica che protegge il nostro RNA replicante sintetizziamo un organulo allungato, che inizia a produrre una sostanza acida. Tale sostanza rompe i legami molecolari di alcuni amminoacidi presenti nel nostro involucro, liberando energia termica. All’estremità dell’organulo cresce un filamento con alcune ramificazioni, percorse da lievi scariche elettriche.

Il processo si replica identico in tutti i nostri corpi e il globo di materia biologica che abbiamo formato inizia a emettere un campo magnetico. Ora dobbiamo assemblare un trasmettitore.

Muovendoci in perfetta sincronia, formiamo due file parallele di nostre copie, che muovendo l’artiglio disgregano la roccia del meteorite: troveremo un nuovo scopo per i gusci calcificati di tutti i nostri simili, che abbiamo assorbito e trasformato nella pietra che ci ha protetto attraverso lo spazio.

Quando abbiamo polverizzato abbastanza materiale, lo riassembliamo per formare una struttura verticale, in grado di amplificare le onde magnetiche prodotte dai nostri corpi.

Finalmente, emettiamo un segnale.

Tutto accade alla velocità della luce. La nostra coscienza viene proiettata attraverso una rete di onde radio che rimbalzano attorno al pianeta. Per un istante, osserviamo ogni cosa dall’alto. Vediamo immense distese di acqua, interrotte da ammassi di terra ricoperta di vegetazione e di luci elettriche.

Di nuovo, siamo proiettati nella rete di comunicazione terrestre. Veniamo investiti da informazioni e dati che si accumulano uno sull’altro. Iniziamo a imparare. Il passato. Imperi e guerre, esplorazioni e conquiste. Il presente. Gli esseri umani. La loro tecnologia. La loro biologia. Ora sappiamo tutto. Hanno proliferato sul pianeta, soggiogando tutte le altre forme di vita. Nutrendosi di loro. Consumando risorse e fonti di energia.

In fondo, non siamo così diversi. Per questo è l’umanità che dobbiamo colpire.

Siamo rimasti nascosti abbastanza a lungo: è arrivato il momento di colpire.

  • Vogliamo sfruttare la rete informatica e di comunicazione degli esseri umani e attaccare rimanendo nascosti. (36%)
    36
  • Vogliamo entrare nel ciclo dell’acqua e diffonderci su tutto il pianeta. (27%)
    27
  • Vogliamo infettare l’essere umano che abbiamo percepito non lontano da noi. (36%)
    36
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60 Commenti

  • Storia che strizza un occhio anche due a grandi classici del genere. Buona la scrittura e la gestione dei pov. Benissimo anche la scelta di ricorrere a un linguaggio tecnico-scientifico e quella di indugiare nella descrizione di certi processi; in una storia come questa è fondamentale conferire credibilità al narrato e questo tipo di approccio favorisce la sospensione e dispone positivamente il lettore. Fin qui le note positive. Il decorso m’è parso però fin troppo lineare e finanche scontato. Mi rendo conto che una critica di questo genere potrebbe sembrarti ingiusta per un format come The Incipit, ma il punto è che storie così ne sono state scritte tantissime e l’interesse del lettore in questi casi è costantemente in bilico. Le scelte dei lettori vanno rispettare e siamo d’accordo ma allo stesso tempo nel testo dovrebbe trovarci qualcosina che non si aspettano.

  • Capitolo 4)

    Ciao Ivan!

    Altro capitolo scritto bene, ben curato. Complimenti.
    Trovo che tu ci abbia trascinato bene all’interno del processo evolutivo di questa nuova forma di vita.
    L’unica cosa su cui posso riflettere, e non vederla come una critica, è la componente dell’estinzione legata alla forma di vita e all’opinione degli alieni riguardo la nostra razza. Forse dovresti giocare più su questo risvolto, provando ad analizzarlo da un punto di vista che riesca a prendere la propria strada tra una moltitudine di altre storie simili. Non so se sono riuscito a spigarmi in modo efficace.
    Sono curioso di scoprire come proseguirà. Mi piace l’idea del rimanere nascosti e capire che succede. Colleghiamoci alla rete!

    Continua così, vai forte! Alla prossima .;)

  • Ciao, Ivan.
    Mi ero ripromessa di recuperare la tua storia per renderti la cortesia, non sono riuscita a farlo prima, mi spiace ma, come si dice: meglio tardi che mai!
    Storia interessante, ben scritta, non nuova, ma innovativa l’idea di raccontare gli avvenimenti anche dal pov dell’infettante. Non ho trovato buchi, forse un refuso, ma non mi ricordo dove, e posso dire che il racconto mi piace e sono lieta di averlo recuperato. Aspetto, dunque, di leggere il quinto (con i miei tempi, che non sono semplici in questo periodo). Bravo.

    Alla prossima!

    p.s. voto la rete informatica, anche se sono in minoranza. ?

  • La parte informatica mi gasa ma credo che sia meglio espanderci su tutto il pianeta.

    Alberto si è messo nei guai ma per me è ancora presto perché tiri le cuoia 🙂
    Questa volta ho trovato molto più interessante la parte di Andreij ed Alberto: le cose iniziano a muoversi da entrambi i lati e questo porterà a…

    Ciao 🙂

  • Penso che il povero Alberto abbia appena firmato la sua condanna a morte, senza saperlo: voto per l’infezione.
    A parte la scivolata sul nome – Andrea per via di Andreij, immagino? – il capitolo è davvero ben scritto e suscita curiosità, specialmente verso la fine: abbiamo un obiettivo ben preciso qui. ? 
    Vediamo cosa ne verrà fuori. Alla prossima, Ivan. 🙂

  • Cioa Ivan 🙂
    come sempre capitolo molto bello 🙂 complimenti non ho nulla da farti notare a parte alla fine della prima parte quando dici “Andrea si precipita al computer” intendevi forse Alberto? Hai confuso i nomi?
    Resto sempre piu’ incantato da come ci presenti il punto di vista dell’alieno, adesso che ha le conoscenze universali del pianeta e dei suoi abitanti e’ davvero pericoloso 🙂
    l’ultima frase “e’ l’umanita’ che dobbiamo colpire” mi ha messo i brividi, qua si scopre la sua vera natura 🙂
    Mi aspetto grandi cose da te 🙂 mi raccomando non la classica storia d’alieni alla Indipendence day 🙂
    aspetto con ansia il proseguo 🙂
    a presto 🙂

  • Capitolo 3)

    Ciao Ivan!

    La spiegazione scientifica della nostra evoluzione trovo che sia un buon punto di partenza per comprendere cosa succederà, ma ho il pensiero che possa prenderci diverso tempo, e che forse le i nostri protagonisti dovranno cambiare a un certo punto. Certo che il processo evolutivo del nostro “essere” è decisamente più rapido, quindi vediamo un po’ che t’inventi.
    Aspetto il prossimo! 😉
    Continua così!

  • Stai costruendo una trama decisamente interessante, con i capitoli che riprendono sia il pensiero dei protagonisti umani che non! A me ‘sta creatura intelligente fa un po’ paura, eh! Mi sto guardando attorno e mo’ho il dubbio che la mia piantina di basilico possa risultare interessante a qualche mostro spaziale caduto dal cielo XD Bravo, ci hai mostrato uno scorcio privato della vita di Michela e ora mi sta decisamente più simpatica XD scrivi presto il seguito, mi raccomando!

  • Ciao Ivan!
    Direi di sviluppare queste ciglia e fare un “salto di specie” attacando la forma di vita vegetale, suppongo la pianta di avocado.
    La seconda parte si fa più scorrevole della prima, ma adesso abbiamo un’idea più chiara su Michela e sul suo comportamento con Alberto.
    Nel frattempo, la strada dell’evoluzione continua.
    Alla prossima!

  • Ciao Ivan, il capitolo mi è piaciuto soprattutto nella seconda parte dove vediamo il punto di vista del “visitatore”. Nella prima parte ci sono delle imprecisioni, (soprattutto verbali nel primo periodo,) che non agevolano la lettura.
    Comunque la storia promette una evoluzione decisamente interessante. Voterei le onde E.M. tanto per far un dispetto a Darwin, e sperando che aiuti te nella trama…
    Ciaooo?

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