Estinzione

Dallo spazio profondo

Lo sciame di meteoriti impatta con l’atmosfera terrestre poco dopo la mezzanotte, come era stato previsto. Alberto segue la traiettoria sul portatile, seduto sul sedile passeggero della jeep.

– Quanto ancora?

– Qualche minuto.

Accanto a lui c’è Michela, l’altra ricercatrice all’Osservatorio astronomico dell’altopiano. Con gli occhi puntati al cielo, Alberto sente la sinfonia di rumori che la sua collega produce continuamente: sgranocchia delle patatine da un sacchetto, si muove sul sedile, sospira, tamburella con la punta del piede sui pedali sotto al volante. Sette mesi con lei all’Osservatorio: se Alberto ci pensa, gli sembrano essere durati tutta la sua vita. Il suo assegno di ricerca copre altri tre mesi, compresi vitto, alloggio e viaggio in elicottero per lasciare quell’altopiano sperduto. In fondo, non può lamentarsi. Forse, pensa Alberto, se questa sera siamo fortunati, il centro di ricerca mi richiama nel mondo civilizzato per qualche settimana, per esaminare i campioni in laboratorio. Si immagina già di lasciare Michela sull’altopiano e di liberarsene per un po’. Qualcuno, dopotutto, deve rimanere all’Osservatorio.

All’improvviso, le vede. Strisce rossastre rigano il cielo, si accendono e si spengono nel breve istante di un respiro. Alberto allunga una mano fuori dal finestrino: sul treppiede, la fotocamera sta registrando. Controlla poi sul portatile che tutti gli strumenti dell’Osservatorio siano pronti. Dopo i primi meteoriti che si consumano contro gli strati dell’atmosfera, inizia la pioggia. Il cielo si illumina di rosso: è un tramonto disegnato da tratti fittissimi, che si alternano rapidamente, in una pulsazione rapida e quasi coordinata. È la cosa più bella che Alberto abbia mai visto. Aveva studiato il fenomeno sui libri, si era preparato per mesi, ma lo spettacolo visto a occhio nudo è impagabile. Alberto sa che meteore e meteoriti intercettano continuamente la Terra, ma uno sciame di quelle dimensioni rappresenta un fenomeno che si verifica solo un paio di volte nel corso di migliaia di anni. È qualcosa che proviene dallo spazio profondo, frammenti di materia da pianeti lontani.

Un lampo luminoso più forte degli altri costringe i due ricercatori a chiudere gli occhi. Poi un boato li investe. Quando Alberto riapre gli occhi, si trova rannicchiato con la testa tra le ginocchia. Una meteorite piuttosto grosso deve aver raggiunto il suolo, proprio sull’altopiano.

– Cazzo! – Michela solleva la testa e si sporge oltre il volante.

– Non dovevano essercene di così grossi, i radar…

Continuano a guardare i lampi nel cielo, mentre la nube di polvere attorno a loro si dirada. Poco dopo, tutto è finito.

***

Ti raggiunge un calore improvviso. Vibrazioni sempre più forti. La tua coscienza emerge dall’oscurità di un sonno lungo secoli. Le tue percezioni sono limitate, ma esatte. Sulla membrana del tuo corpo, miliardi di minuscoli filamenti trasparenti vibrano nel buio. Sì, deve essere un impatto con strati gassosi. L’atmosfera di un pianeta. Un impatto ad alta velocità è sempre rischioso.

La pietra che ti ospita ha vagato per lo spazio profondo e la gelida oscurità tra le stelle ti ha costretto in una condizione dormiente. Hai rinunciato al tuo corpo: non ti serviva. In quelle condizioni, attanagliato dal freddo e dal vuoto, ti sei ridotto all’essenziale. Minuscoli organuli che fluttuano attorno a un nucleo. Non ti serve altro per sprofondare nel sonno. E sopravvivere.

Il calore cresce d’intensità. Gli strati esterni della roccia si stanno consumando, ma tu fremi di piacere, il calore ti nutre e ti risveglia. La tua reazione è puro istinto di sopravvivenza: ripiegamenti sempre più spessi ricoprono la tua membrana, rendendola dura e resistente al calore; poi, i filamenti trasparenti che punteggiano il tuo corpo si ritirano all’interno della cellula. Ti prepari all’impatto con il suolo.

È quello che sai fare, evolvere e adattarti.

Il movimento s’arresta all’improvviso, producendo elevata energia meccanica: senti gli strati esterni della roccia sbriciolarsi, ma la parete appena cresciuta attorno alla tua cellula ti protegge dall’impatto. Hai raggiunto una destinazione. Non sai quale, ma non ti è mai importato. Subito percepisci scie chimiche e tracce organiche penetrare tra le minuscole crepe della pietra che ti ha protetto per un tempo che non riesci a quantificare. Non sei più nel vuoto dello spazio profondo. Il lavoro del tuo corpo si fa frenetico: reazioni si susseguono rapidissime nei tuoi organuli, mentre cerchi di analizzare l’atmosfera del pianeta e di raccogliere informazioni sulle forme di vita che lo abitano. Senti già, in questi primi istanti del tuo risveglio, la fame insaziabile che ti ha guidato attraverso le galassie.

Ora è tempo di assumere una nuova forma.

Quale forma vuoi assumere?

  • Nessuna delle precedenti. Vuoi rischiare: questo nuovo pianeta sembra ricco di forme di vita, perché non approfittarne? (42%)
    42
  • Vuoi evolvere in una creatura pluricellulare. Un organismo complesso può rispondere a tutti gli imprevisti. (33%)
    33
  • Vuoi evolvere restando una creatura unicellulare. Passare inosservato sarà la tua arma più efficace. (25%)
    25
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60 Commenti

  • Ciao Ivan 🙂
    Eccomi qua 🙂
    Innanzitutto complimenti un capitolo veramente scritto bene 🙂 molto interessante 🙂
    hai descritto piu’ a fondo il personaggio di Michela che e’ quello che piu’ mi ha incuriosito (ovviamente togliendo l’alieno che e’ comunque il personaggio attorno a cui ruota tutta la trama :))
    Il suo disordine “ordinato” mi appartiene parecchio ahahahah
    Inoltre adoro il modo in cui descrivi questo alieno , che e’ piu’ o meno cio’ che magari veramente si trova al di fuori del nostro sistema solare o galassia. Un organismo non troppo complesso ma capace di eveolversi per sopravvivere all’ambiente in cui si ritrova , piu’ tosto che i classici alieni super tecnologici rompi scatole degli anni 80/90 🙂 riportando cosi’ il concetto Darwiniano dell’evoluzione della specie 🙂
    Le tre opzioni sono un po’ complicate 🙂 e mi incuriosiscono tutte e tre 😉
    Personalmente ho votato di attaccare prima le forme di vita vegetali 🙂 ma ovviamente mi rimetto nelle mani di tutti i lettori 🙂 comunque vada il prossimo sara’ un capitolo interessante 🙂
    a presto 🙂

  • Coinvolgiamo Michela e creiamo un po’ di tensione, di paura e di panico XD Sono curiosa di leggere il seguito, bravo! Mi permetto una critica, un mio punto di vista: l’uso delle parole “ca##ona” e “ca##o” non ce lo vedo benissimo… mi stona un po’, in questo ambito scientifico. Scrivi presto il seguito!??‍♀️

  • Capitolo 2)

    CIao Ivan!

    Hai appena dato il via a una storia con tantissime possibilità. Potrebbe venire fuori una storia pandemica con un organismo distruttivo, o un qualcosa di folle in salsa Evolution, non so se hai visto il film del 2001, recuperalo per farti delle belle e sane risate! 😀
    Oppure, avendo tre frammenti, nulla esclude che in ognuno di essi si stia sviluppando un altro essere simile, o più! 😀
    Mi hai gasato, insomma. Sono super curioso di come porterai avanti la questione.
    Aspetto il prossimo!

  • Siamo nel frammento di Michela – magari spaventiamola un pochino, così non oserà più lanciarci in aria!
    Davvero un capitolo scorrevole, non lo avrei detto a colpo d’occhio. Abbiamo cominciato a conoscere le dinamiche interne (nostre) dell’alieno, e vediamo di fare lo stesso anche con la nostra Michela che, rispetto ad Alberto, conosciamo un po’ meno.
    Buon proseguimento, Ivan, alla prossima!

  • Buongiorno ti dirò che non amo particolarmente i racconti in seconda persona però come è accaduto con quello di Red Dragon sei riuscito a coinvolgermi per cui ti dico bravo continua a dosare le due narrazioni. Voto per fare compatta Michela con la speranza che la trama si colori di horror. Le storie horror sono la mia passione. Buon proseguimento di scrittura da Brau

  • Buongiorno pensavo di aver votato e invece no, ah ah. Quindi mi esprimo a favore della trasformazione unicellulare sperando in un capitolo pieno di azione. Ci saranno sempre Michela e Alberto oppure servivano solo per introdurre l’Alieno? Lo scopriremo nel secondo episodio, ah ah ti saluto e ti auguro un buon proseguimento di scrittura. Brau

  • Ciao Ivan 🙂
    Ho appena recuperato il tuo incipit.
    La trovata dei due punti di vista mi intriga e mi chiedo come riuscirai a gestirli.
    Voto per la trasformazione in una forma pluricellulare: mettendomi nei panni dell’alieno non rischierei subito, prima sarebbe meglio familiarizzare un po’ con l’ambiente terrestre.
    Buona scrittura, a presto!

  • Pluricellulare: un organismo complesso è adatto a qualsiasi cosa.

    Incipit interessante: abbiamo due punti di vista, quello degli scienziati e quelli del mostro; questo aumenta la mia soglia di attenzione e riveste il racconto in modo diverso da quello che mi aspettavo leggendo la descrizione!
    Curioso di sapere come va avanti, ti seguo 😀

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Ciao Ivan!

    Ti leggo per la prima volta su the incipit, quindi voglio approfittarne per darti il benvenuto! 🙂
    Il capitolo, come leggo anche sotto, è piaciuto. Trovo anche io che sia molto ben scritto, con tanta attenzione alla forma. Il cambio di punto di vista è interessante, e stai sfruttando il mezzo dell’interattività per renderci parte attiva dell’avventura. Voto per il rischio.
    Aspetto il prossimo capitolo!
    Vai forte. 😀
    A presto 🙂

    • Grazie per il benvenuto!
      Ho scoperto da poco The Incipit e mi sto già divertendo un mondo a leggere e giocare le vostre storie. Mi sembra una bella occasione per chi ama scrivere per mettersi alla prova.
      Ti ringrazio anche del tuo parere. Sono appassionato di storie interattive e vorrei sfruttare il più possibile il vostro aiuto!
      A presto.

  • Buondì Ivan, leggo con piacere questo pezzo che rievoca i freddi e tetri segreti dello spazio.
    Per come lo hai impostato e poi scritto risulta molto difficile stare dalla parte dei ricercatori, il pezzo della creatura scorre e funziona meglio e quindi W Albert l’alieno (per me avrà questo nome d’ora in poi) e che possa saziarsi fino a scoppiare.
    Per questo gli serviranno tutte le cellule di cui potrà munirsi!
    Resto in attesa del prossimo capitolo!

  • Ciao Ivan, grazie per aver letto la mia storia ( hai il nome del protagonista ?) e io scopro la tua nuova di zecca.
    Un incipit molto efficace, un inizio di stampo classico, tanto da evocare certi film americani in bianco nero del dopoguerra. Per questo voto “nessuna delle precedenti…”
    E mi aspetto qualcosa tipo ‘invasione degli ultracorpi’.
    Sulla scrittura niente da dire se non bravo, perché la lettura è facile, avvolgente, senza spigoli fastidiosi. Molto interessante, perfino credibile il punto di vista dell’alieno viaggiatore che mi ispira empatia.
    In quanto alla prima parte “raccontata” secondo me non è un errore, siamo alle prime pennellate di fondo, è giusto a parer mio spiegare il contesto.
    Alla prossima! Ciaooo?

  • Ciao Ivan
    Adoro lo spazio e i suoi misteri 😀 non posso.che seguirti
    In questa storia avvincente
    Anche io ho votato per il rischio 🙂
    Capitolo scritto molto bene con due punti di vista che si intrecciano a perfezione e non risultano altisonanti 🙂
    Chi sa quali saranno le intenzioni di questo alieno
    Anche se, dal titolo del racconto, non credo siano delle migliori 😀
    Buon proseguimento 🙂
    E a presto 🙂

  • Mi piace come hai diviso il capitolo in due parti. Uno sui ricercatori e l’altro sulla “creatura”.
    Per la seconda parte nessuna critica, ci sta come narri il pensiero dell’alieno.
    Per la prima farei parlare più i tuoi personaggi, è importante che certe notizie vengano dette da loro e non solo da te.
    Comunque ho votato la terza, ovvero “nessuna delle precedenti”. Mi fa pensare che potrebbe assumere più forme complesse e non solo cellulari. Tipo un mutaforma.

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