Il Silenzio Della Luna

Dove eravamo rimasti?

Hanno ufficialmente inizio le indagini ... White viene dimesso la sera stessa. Cosa farà ora? Una visita al caro Reverendo Doyler (73%)

Fede E Riti

Una volta fuori dalla clinica White, ancora mezzo stordito, si incamminò nell’aria gelida della sera, immerso in mille pensieri.
L’idea di mandare a casa i suoi tre colleghi non suonava male, in quanto il villaggio si stava rivelando un luogo davvero ostile. Ma che giustificazione avrebbe dato ai suoi superiori a Londra?
“Mi sono d’intralcio, sto dando la caccia ad una leggenda!”
Ma dall’altro lato cosa gli sarebbe rimasto?
“Fidarmi di Morrel? Cosa potrebbe accadere se mi dovessi trovare contro tutto il villaggio? Potrei veramente contare su di lui?”
Inoltre vi era il misteriso diario rosso e lo strano comportamento di Morrel.
“Qualcosa nel suo modo di fare non mi convince per nulla”

Mentre queste domande risuonavano nella sua testa, senza accorgersene aveva imboccato la strada che scendeva verso il porto. Aveva smesso di nevicare da quasi un giorno ormai, ma la coltre di neve che ricopriva ancora le strade rendeva il suo andamento difficoltoso.
Passo dopo passo giunse davanti ad un vecchio edificio in mattoni dal tetto verde spiovente. Due ampie finestre, in stile vittoriano, illuminavano un piccolo spiazzo davanti a lui. Tra di esse vi era un pesante portone nero socchiuso. Era la chiesa del Reverendo Doyler. Si guardò intorno ma non vide nessuno. A passi pesanti si avvicinò al portone semi aperto, da esso usciva una tenue luce.
Sono da solo” pensò White “Potrebbe succedermi qualsiasi cosa…
Ma, come controllata da una forza invisibile, la sua mano bussò tre volte al portone. Il rumore risuonò fortissimo nella sera silenziosa, e White si girò a vedere se qualcuno lo stesse osservando.
La strada era vuota. Eppure aveva la sensazione di essere spiato. Era come se il villaggio stesso, da dietro ogni porta o finestra lo stesse guardando. Dalla chiesa, invece, non venne alcuna risposta e White fece la cosa che, almeno in quel momento, gli venne più naturale. Aprì il pesante portone ed entrò.
La chiesa era molto più piccola di come gli era apparsa da fuori. Era composta da due file parallele di banchi con al centro un altarino. Davanti ad esso si trovava una figura inginocchiata con le mani giunte.
“Reverendo Doyler?” cominciò White tirando fuori il distintivo
Doyler si girò a guardare White. Sorrise e si alzò “In persona, e lei invece è…?”
“Robert White, Scotland Yard, siamo venuti ad investigare sull’ omicidio di Bill Sullivan. Speravamo che lei potesse rispondere a qualche domanda in merito” concluse White, accorgendosi solo allora di aver parlato al plurale.
“Buonasera signor White” rispose Doyler sempre sorridente “E per quale motivo pensate che io possa essere la persona giusta a cui rivolgere le vostre domande?”
“Sappiamo che Bill Sullivan frequentava la sua chiesa” disse White secco.
“Prima o poi, tutti abbiamo bisogno di Dio nella nostra vita” cominciò Doyler “Anche in un piccolo villaggio di peccatori come questo, c’è bisogno di tanta fede, per liberarci dal male che ci circonda”
“A proposito di male” cominciò White “Vorrei discutere con lei la questione di un’ombra che compare al villaggio ogni qual volta vi sia una morte alla cava” cominciò a sudare freddo, forse non si era ancora ripreso del tutto dal giorno precedente.
“L’oscuro signore si mostra a noi in mille forme, e noi, da piccoli peccatori non possiamo che pregare per poter fare in modo che il nostro Dio ci liberi da esso” concluse Doyler.
“Sotto offerta?” chiese White. Aveva la nausea e la testa bruciava. Forse per il forte odore di cera bruciata e incenso che impregnava il posto.
“Il Signore non ha bisogno di sporchi soldi” rispose il reverendo perdendo la pazienza “Noi diamo a lui un po’ di sangue per placare la sete della belva”
“Fate sacrifici umani?” White voleva vomitare.
“Ma cosa avete capito” Doyler ora era veramente seccato “Nel rito, ad una giovane vergine viene fatta una piccola incisione sul braccio e il sangue viene sparso sulla neve, durante la luna piena. E ciò placa la belva” il sorriso comparve nuovamente sulle labbra del reverendo “Il rito avverrà tra un paio di giorni, se vuole potrà assistere pure lei. Così potrà penstirsi innanzi a Dio per la sua incredulità”.
White avrebbe voluto continuare l’interrogatorio, ma il dolore alla testa si fece insopportabile e sentì quasi di svenire. Doveva prendere del paracetamolo alla svelta.
“Si sente bene White? Ha bisogno di un pò d’acqua” chiese Doyler.
White annuí cercando il pacchetto delle medicine nella tasca. Lo trovò toccando con il dito la scritta in braille per i non vedenti. Inghiottì due pastiglie con l’acqua offertagli e si sentì meglio.
“Sembra abbia preso una brutta botta in testa” disse Doyler “dovrebbe riposare”.
Ma White non stava più ascoltando .
Colui che vede è cieco, colui che è cieco vede …
braille

Con uno scatto prese il diario rosso e scorse con il dito lungo la pagina al di sotto della frase.
“Figlio di … !” esclamò White.
“Scusi?” Chiese Doyler.
“Non sono nel posto giusto” concluse White con un mezzo sorriso. 

Dove si dirigerà ora White? Quale pensiate sia il posto giusto?

  • Aspetterà due giorni e si recherà al rito del reverendo Doyler (36%)
    36
  • Ad interrogare la signora Sullivan riguardo il figlio (36%)
    36
  • A scambiare due parole con Morrel riguardo il diario (27%)
    27
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184 Commenti

  • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
    Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
    Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
    Grazie mille e a presto 🙂

  • Ciao Black!
    Eccomi qui. Prima della manutenzione del sito, mi ero promessa di leggere la tua storia anche se non è nei miei schemi. Io del mondo Horror so poco e niente, ma sarà per me un nuovo punto di inizio, una nuova avventura! La storia mi integra già e purtroppo non posso più fare scelta, maa, sarà per me un piacere leggere e lasciarti un commento! 🙂

    • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
      Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
      Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
      Grazie mille e a presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    E così si chiude anche questa avventura. Temo possa risultare un po’ frettolosa, ma lo spazio è quello che è, e sono certo che nel file privato avrai fornito più spazio per le battute finali. C’è qualche ripetizione da sistemare, tra “proiettili” e colpi/colpo, ma l’esigenza di tenersi strette induce a un margine di ripetizione del tutto comprensibile! 😉
    Ti tenevo a farti i complimenti: conclusa questa avventura, può di certo iniziarne una nuova. E di certo mi avrai come lettore! 😉
    Alla prossima!
    Sei forte. 😉

  • Nero e …….THE END!
    I miei più sinceri complimenti! Bravissimo davvero . Hai gestito tutto ( trama , personaggi e …opzioni ) in modo perfetto …l’ho letto come se fosse una serie tv !!
    Bellissimo davvero !!!
    Ora non gongolare troppo perchè aspetto il prossimo racconto !!

  • Ciao BlackCat!
    Eccoci alla chiusa della tua avventura, per giunta in periodo festivo: hah, è come ricevere un regalo!
    Mi piace davvero molto come l’hai organizzata. Avresti potuto limitarti a raccontarci la vicenda dal punto lasciato. Invece sei andato oltre: flashback ed epilogo finale. Ben fatto!
    Dawson è a piede libero, e questo mi fa sperare in un possibile seguito – chissà.
    Ti faccio i miei complimenti per la storia e i suoi personaggi. Mi mancheranno White e Morrel, specialmente il loro rapporto di complicità o “fair-play” – che mi piacerebbe vedere più approfondito in un questo ipotetico seguito, ma forse sto esagerando adesso ahah!
    Ci vediamo presto nella categoria horror! 😀

      • Ehi BlackCat,
        qualche giorno fa ti avevo inviato un commento sotto la nuova storia, ma è andato in moderazione e così è rimasto. Ieri ci ho riprovato, e anche quello ha avuto la stessa sorte. Prima avevo commentato sotto un’altra storia, senza riscontrare questo problema… non ne capisco il motivo. Non so quanto ci vorrà ancora.
        Stamane mi è venuta questa idea: scrivo qui, intanto, anche se non è il posto ideale; ma ci tengo a farti sapere la mia opinione, almeno sul primo capitolo!
        Avevo votato per Alice, ché ai bimbi bisogna fare attenzione negli horror e, oltre la porta, più di tutto mi ha incuriosito il titolo del capitolo, ossia “Dal diario…” – mi fa pensare che qualcuno ne sia entrato in possesso (oppure noi stessi?); hah, un’ipotesi un po’ azzardata e fantasiosa, mi rendo conto. La narrazione in prima persona è un bel cambio di prospettiva, in terzo avrebbe perso l’impatto che invece ti dà leggere direttamente i pensieri ossessivi del protagonista.
        Ti aspetto al prossimo capitolo, sperando che questa situazione venga risolta in qualche modo – quantomeno ora sai il motivo per cui non ci saranno commenti, se dovesse ricapitare.
        A presto. 🙂

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