Il Silenzio Della Luna

Dove eravamo rimasti?

Dove si dirigerà ora White? Quale pensiate sia il posto giusto? Ad interrogare la signora Sullivan riguardo il figlio (36%)

Il Silenzio Della Luna

White non aveva più tempo da perdere. Doveva agire.
“Quella frase! Quella maledetta frase!”
Queste parole rimbombavano nella sua mente, mentre a passi celeri , si dirigeva nuovamente verso casa Sullivan. Stringeva il diario rosso con forza nella mano destra.
La Luna splendeva nel cielo quella sera e lo seguiva illuminando i suoi passi nel silenzio. Quel silenzio di chi sa ma non può rivelare i suoi segreti.
Era proprio la quiete di quella notte che lo turbava. La consapevolezza di essere ancora una volta da solo. Il battito repentino del suo cuore agitato lo accompagnava nei suoi passi.
E così, rapido e silenzioso, sembrava , ironia del fato, proprio un’ombra mentre risaliva la strada che dal porto ritornava al centro del villaggio.

Giunto davanti alla casa, White si accorse subito che qualcosa non andasse. Le luci al piano terra erano accese e la porta principale era mezzo aperta, proprio come quella della chiesa di Doyler.
Con passo felpato si diresse verso la porta , evitando di passare davanti alle finestre. La sua mano sinistra stretta attorno al calcio della pistola.
Da dentro la casa giunsero delle voci. Una femminile che dedusse appartenere alla signora Sullivan e una maschile che non riconobbe.
“Sei stata tu a chiamare i poliziotti Haley?” disse la voce misteriosa.
“No, ve lo giuro!” rispose Haley Sullivan sull’orlo delle lacrime.
“Lo sai che non ci piacciono le bugie” il suono di uno schiaffo rieccheggiò nell’aria .
La signora Sullivan ora piangeva veramente. White tirò fuori la pistola dalla fondina, pronto all’azione.
“Ti abbiamo visto parlare con quel cane di Morrel” disse l’uomo.
“Faceva solo delle domande… riguardo Bill” Haley cercò di ricomporsi “Magari i poliziotti da Londra gli ha chiamati…” la sua frase fu troncata da un altro schiaffo.
“Quel bastardo sa benissimo che cosa gli costerebbe fare una cosa del genere” ridacchiò l’interlocutore “abbiamo in mano nostra qualcosa a lui veramente caro”.
Il sangue di White gli si gelò nelle vene, temeva che succedesse qualcosa alla signora Sullivan, ma doveva ancora ascoltare.
“Lasciatemi stare! Io non so niente!” urlò la donna.
“Il diario… dammelo!” ordinò l’uomo.
White, inconsciamente, strinse ancora di più il libricino rosso in suo possesso.
“Che diario?” disse Haley. Un terzo schiaffo la colpì.
“Basta ora” urlò l’uomo “Dov’è il diario di tuo figlio?”
“Ce l’ha Morrel” rantolò Haley .
“Ti avverto” gracchiò l’uomo minaccioso “se qualcuno viene in possesso di quel diario, sia tu sia quel cane di Morrel farete una brutta fine”.
La signora Sullivan ricominciò a piangere. White non poteva più aspettare. Tolse la sicura alla pistola ed entrò.

Attraversò un piccolo corridoio dirigendosi verso la luce accesa. Si ritrovò in un ampio soggiorno tappezzato di quadri. Ma la sua attenzione si focalizzò sulla scena davanti ai suoi occhi. La signora Sullivan piangeva accasciata sopra un vecchio divano in tinta rossa, mentre a pochi passi da lei vi era un uomo con il braccio ancora teso. Un lungo mantello nero lo ricopriva interamente fino ai piedi e il suo volto era quasi del tutto coperto da un cappuccio. White vide solamente i suoi denti digrignati per la rabbia e una lunga barba nera.
Davanti a lui non vi era l’ombra di un licantropo, questa volta, ma un uomo in carne ed ossa.
“Mani in alto” urlò puntando la pistola.
L’uomo si voltò di scatto e alzò le mani “Ma tu guarda” disse con un ghigno “Non siamo soli”.
La signora Sullivan con un gesto impulsivo si alzò dal divano buttandosi ai piedi di White.
“Aiutatemi per favore” piangeva aggrappandosi alla gamba di White.
“Cercate questo per caso?” chiese White mostrando il diario rosso, senza pensarci su più di tanto.
Gli occhi dell’uomo misterioso, che erano quasi interamente ricoperti dal cappuccio, si acceserò di uno strano bagliore. Il ghigno ancora sulle labbra.
“Vedo che hai fatto bene i compiti” concluse.
“Adesso, senza movimenti bruschi, facci vedere la tua faccia bellezza” disse White tenendolo sotto mira.
“Non ne ho alcuna intenzione” rispose l’incappucciato “Pensi di essere furbo? Sei circondato! Non uscirai vivo da qua” .
“E chi dice che non lo sia anche tu?” Rispose White cercando di mantenere la calma.
“Il tuo sguardo sbirro” ridacchiò “A Silverport non sei il benvenuto!”
Con un gesto repentino si voltò e corse verso la finestra. White colto alla sprovvista temporeggiò un secondo per poi premere il grilletto. Un sonoro colpo di pistola squarciò il silenzio della notte. Da quella distanza era impossibile sbagliare. L’incappucciato sbattè contro la finestra infrangendo il vetro e cadendo sul manto innevato. White non abbassò la pistola, aspettando risposta da qualche amico dell’uomo misterioso. Ma tutto tacque. L’uomo aveva mentito, era da solo.
Poi improvvisamente l’incappucciato si rialzò e tenendosi la spalla destra cominciò a correre nella strada innevata. White,sorpreso di aver fallito, scattò subito all’inseguimento ma la signora Sullivan gli strinse la gamba “La prego non mi lasci da sola!” 

Il misterioso incappucciato fugge nella notte. Cosa accadrà ora?

  • Qualcun altro farà il suo ingresso sulla scena! Alleato o nemico? Scrivetelo nei commenti (22%)
    22
  • White non puo' lasciare la signora Sullivan da sola. Chiama rinforzi ! (44%)
    44
  • White segue l'incappucciato da solo. Non puo' lasciarlo fuggire! (33%)
    33
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184 Commenti

  • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
    Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
    Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
    Grazie mille e a presto 🙂

  • Ciao Black!
    Eccomi qui. Prima della manutenzione del sito, mi ero promessa di leggere la tua storia anche se non è nei miei schemi. Io del mondo Horror so poco e niente, ma sarà per me un nuovo punto di inizio, una nuova avventura! La storia mi integra già e purtroppo non posso più fare scelta, maa, sarà per me un piacere leggere e lasciarti un commento! 🙂

    • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
      Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
      Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
      Grazie mille e a presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    E così si chiude anche questa avventura. Temo possa risultare un po’ frettolosa, ma lo spazio è quello che è, e sono certo che nel file privato avrai fornito più spazio per le battute finali. C’è qualche ripetizione da sistemare, tra “proiettili” e colpi/colpo, ma l’esigenza di tenersi strette induce a un margine di ripetizione del tutto comprensibile! 😉
    Ti tenevo a farti i complimenti: conclusa questa avventura, può di certo iniziarne una nuova. E di certo mi avrai come lettore! 😉
    Alla prossima!
    Sei forte. 😉

  • Nero e …….THE END!
    I miei più sinceri complimenti! Bravissimo davvero . Hai gestito tutto ( trama , personaggi e …opzioni ) in modo perfetto …l’ho letto come se fosse una serie tv !!
    Bellissimo davvero !!!
    Ora non gongolare troppo perchè aspetto il prossimo racconto !!

  • Ciao BlackCat!
    Eccoci alla chiusa della tua avventura, per giunta in periodo festivo: hah, è come ricevere un regalo!
    Mi piace davvero molto come l’hai organizzata. Avresti potuto limitarti a raccontarci la vicenda dal punto lasciato. Invece sei andato oltre: flashback ed epilogo finale. Ben fatto!
    Dawson è a piede libero, e questo mi fa sperare in un possibile seguito – chissà.
    Ti faccio i miei complimenti per la storia e i suoi personaggi. Mi mancheranno White e Morrel, specialmente il loro rapporto di complicità o “fair-play” – che mi piacerebbe vedere più approfondito in un questo ipotetico seguito, ma forse sto esagerando adesso ahah!
    Ci vediamo presto nella categoria horror! 😀

      • Ehi BlackCat,
        qualche giorno fa ti avevo inviato un commento sotto la nuova storia, ma è andato in moderazione e così è rimasto. Ieri ci ho riprovato, e anche quello ha avuto la stessa sorte. Prima avevo commentato sotto un’altra storia, senza riscontrare questo problema… non ne capisco il motivo. Non so quanto ci vorrà ancora.
        Stamane mi è venuta questa idea: scrivo qui, intanto, anche se non è il posto ideale; ma ci tengo a farti sapere la mia opinione, almeno sul primo capitolo!
        Avevo votato per Alice, ché ai bimbi bisogna fare attenzione negli horror e, oltre la porta, più di tutto mi ha incuriosito il titolo del capitolo, ossia “Dal diario…” – mi fa pensare che qualcuno ne sia entrato in possesso (oppure noi stessi?); hah, un’ipotesi un po’ azzardata e fantasiosa, mi rendo conto. La narrazione in prima persona è un bel cambio di prospettiva, in terzo avrebbe perso l’impatto che invece ti dà leggere direttamente i pensieri ossessivi del protagonista.
        Ti aspetto al prossimo capitolo, sperando che questa situazione venga risolta in qualche modo – quantomeno ora sai il motivo per cui non ci saranno commenti, se dovesse ricapitare.
        A presto. 🙂

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