Il Silenzio Della Luna

Dove eravamo rimasti?

Il misterioso incappucciato fugge nella notte. Cosa accadrà ora? White non puo' lasciare la signora Sullivan da sola. Chiama rinforzi ! (44%)

Caccia All’Uomo

Osservando l’incappucciato fuggire rapidamente nell’oscurità, White comprese che stavolta non avrebbe potuto contare solamente su di se. Il rumore dello sparo, che aveva squarciato il silenzio della notte, aveva sicuramente risvegliato tutto il villaggio. Prese il telefono, compose un numero e se lo mise subito all’orecchio.
“Necessito di intervento immediato. Mi trovo a casa dei Sullivan, passo e chiudo”.

I tre giovani poliziotti, appena sentito lo sparo, si misero in marcia verso lo fonte del rumore. Quando ricevettero la chiamata ci misero solo cinque minuti ad arrivare.

Nello stesso momento Alan Morrel, compreso che lo sparo provenisse dalla direzione della casa di Haley Sullivan, disse ai colleghi
“Nessuno muova un muscolo, aspettate direttive! Io vado a dare un’occhiata” per poi salire in macchina.

White e i suoi colleghi discussero per qualche minuto.
“Date questi a Morrel non appena arriverà e ditegli di portare più uomini che può. Contattate anche la centrale di Scotland Yard e aggiornateli della situazione. Ci occorrerà più aiuto possibile” disse White consegnando loro il diario rosso e un pezzo di carta che aveva scritto poc’anzi.
“Io seguirò le impronte del fuggiasco” proseguì avvicinandosi alla finestra. Quello che cercava era proprio li per terra, tra i frammenti di vetro. Era il bossolo del suo proiettile. Purtroppo i suoi dubbi erano fondati, avevano a che fare con dei professionisti.
“Comandante” disse uno dei poliziotti “vuole andare da solo?”
“Avrete altro di cui preoccuparvi. Lo sparo avrà risvegliato tutto il villaggio! Non lasciate la vostra posizione fino all’arrivo di Morrel” concluse poi tirando fuori un anello d’oro simile ad una fede dalla tasca del giubotto e infilandoselo al dito. I tre uomini non risposero, erano gli ordini del comandante.

Alle ore 20.30 precise White si inginocchiò sul punto in cui era caduto l’incappucciato per cercare tracce di sangue, ma non ve ne era alcuna. Non aveva sbagliato il colpo, l’uomo indossava un giubbotto antiproiettile.
Sapeva che la situazione a breve sarebbe diventata incandescente e che Morrel non si sarebbe tirato indietro, non dopo il messaggio che gli aveva lasciato.
Mancava solo un tassello per completare il puzzle e questo adesso dipendeva solo da lui. Seguì con gli occhi le orme sulla neve che si dirigevano ,ovviamente, verso la cava. Baciò il suo anello, come se fosse un portafortuna, e si mise in marcia.

In un lampo Morrel fermò la macchina davanti casa Sullivan e si fiondò dentro, quasi andando a sbattere contro i tre poliziotti di guardia.
“Dov’è White?” sbottò. Ma i ragazzi non fecero altro che passargli il diario rosso e il pezzo di carta. Morrel sgranò gli occhi e prese subito il telefono. “Attenzione! Richiedo rinforzi urgentemente! Voglio tutti gli uomini al numero 4 di Wilbor Street . Passo e chiudo”. Detto ciò ripose il telefono, prese la pistola di servizio e si diresse verso la porta.
“Comandante Morrel” disse Ben “Il comandante White…”
“Rimanete qua e aspettate il resto delle pattuglie” disse Morrel con tono perentorio “Una volta fatto rapporto, voglio che vi dirigiate tutti alla cava di granito! Qualcosa in contrario?”
I tre ragazzi non risposero. Non era stato White ad impartirli, ma erano pur sempre gli ordini di un superiore.

Erano le 20.45 quando White arrancando sulla neve risaliva la ripida strada che portava alla cava. Proprio mentre decine, se non centinaia di ombre, si avvicinavano alla casa dei Sullivan. Tutti avevano sentito lo sparo e volevano naturalmente sapere cosa fosse successo.

Alle 20.50 White giunse nello spiazzo davanti alla cava, dinanzi a lui vi erano tre individui incappuciati che tenevano in mano delle mitragliatrici semiautomatiche.
Quello al centro era l’uomo che White aveva seguito mentre gli altri due avevano il volto coperto da delle maschere di bronzo, che ricordavano vagamente quelle del carnevale veneziano.
“Direi che potremmo farla finita con questa farsa signor White” disse l’incappucciato al centro.
“Direi proprio di si…” cominciò White. Le parole gli si spensero in gola, perchè qualcuno soppraggiunto alle sue spalle gli aveva cinto il collo con un grosso fazzoletto, al centro del quale era stato fatto un robustissimo nodo. Questi andò a stringergli la giugulare con forza. Ritrovandosi senza respiro White cadde in ginocchio ma alzò la testa per vedere il suo aggressore . L’uomo, molto alto e robusto, torreggiava sopra di lui, e portava la maschera di un lupo.
Il Moister…” pensò White mentre gli si offuscava la vista.
E proprio mentre Morrel, imprecando ad alta voce contro la luna silenziosa, percorreva la ripida salita, negli occhi di White scese nuovamente il buio. Qualcuno gli aveva infilato un sacco nero sulla testa.
“Basta Henry.. lo voglio vivo!” gracchiò l’incappucciato senza maschera.
Nell’udire queste parole un mezzo sorriso comparve sulle labbra del poliziotto.
La presa si allentò e capì che, questa volta, si trovava nel posto giusto. 

White viene preso prigioniero dagli incappucciati che si muovono silenziosi nella notte. Dove si ritroverà?

  • Nei meandri della cava di granito (73%)
    73
  • In uno stanzino sul retro della pseudo-chiesa evangelista (27%)
    27
  • In un Laboratorio sotterraneo della clinica medica (0%)
    0
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184 Commenti

  • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
    Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
    Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
    Grazie mille e a presto 🙂

  • Ciao Black!
    Eccomi qui. Prima della manutenzione del sito, mi ero promessa di leggere la tua storia anche se non è nei miei schemi. Io del mondo Horror so poco e niente, ma sarà per me un nuovo punto di inizio, una nuova avventura! La storia mi integra già e purtroppo non posso più fare scelta, maa, sarà per me un piacere leggere e lasciarti un commento! 🙂

    • Ciao Gloria mi fa piacere che stia leggendo il silenzio della luna 🙂
      Diciamo che è una storia che ha cambiato molto il genere ed è cresciuta e migliorata in base alle scelte dei lettori e che alla fine si è trasformata in un poliziesco più che un horror 🙂
      Ora sono alle prese con un horror che mi sta dando da fare 🙂 ma come sempre è un modo di mettermi alla prova e di vedere cosa sono capace 🙂 magari tu la troverai comica invece che horror chi lo sa 🙂 se un giorno ti andrà di passare la storia si chiama Quella Porta… 🙂 Mi farà piacere avere opinioni e consigli da te con la tua esperienza e capacità di scrittura 🙂 sono quelli che aiutano sia l’autore che le storie a migliorare 🙂
      Grazie mille e a presto 🙂

  • Capitolo 10)

    Ciao Black!

    E così si chiude anche questa avventura. Temo possa risultare un po’ frettolosa, ma lo spazio è quello che è, e sono certo che nel file privato avrai fornito più spazio per le battute finali. C’è qualche ripetizione da sistemare, tra “proiettili” e colpi/colpo, ma l’esigenza di tenersi strette induce a un margine di ripetizione del tutto comprensibile! 😉
    Ti tenevo a farti i complimenti: conclusa questa avventura, può di certo iniziarne una nuova. E di certo mi avrai come lettore! 😉
    Alla prossima!
    Sei forte. 😉

  • Nero e …….THE END!
    I miei più sinceri complimenti! Bravissimo davvero . Hai gestito tutto ( trama , personaggi e …opzioni ) in modo perfetto …l’ho letto come se fosse una serie tv !!
    Bellissimo davvero !!!
    Ora non gongolare troppo perchè aspetto il prossimo racconto !!

  • Ciao BlackCat!
    Eccoci alla chiusa della tua avventura, per giunta in periodo festivo: hah, è come ricevere un regalo!
    Mi piace davvero molto come l’hai organizzata. Avresti potuto limitarti a raccontarci la vicenda dal punto lasciato. Invece sei andato oltre: flashback ed epilogo finale. Ben fatto!
    Dawson è a piede libero, e questo mi fa sperare in un possibile seguito – chissà.
    Ti faccio i miei complimenti per la storia e i suoi personaggi. Mi mancheranno White e Morrel, specialmente il loro rapporto di complicità o “fair-play” – che mi piacerebbe vedere più approfondito in un questo ipotetico seguito, ma forse sto esagerando adesso ahah!
    Ci vediamo presto nella categoria horror! 😀

      • Ehi BlackCat,
        qualche giorno fa ti avevo inviato un commento sotto la nuova storia, ma è andato in moderazione e così è rimasto. Ieri ci ho riprovato, e anche quello ha avuto la stessa sorte. Prima avevo commentato sotto un’altra storia, senza riscontrare questo problema… non ne capisco il motivo. Non so quanto ci vorrà ancora.
        Stamane mi è venuta questa idea: scrivo qui, intanto, anche se non è il posto ideale; ma ci tengo a farti sapere la mia opinione, almeno sul primo capitolo!
        Avevo votato per Alice, ché ai bimbi bisogna fare attenzione negli horror e, oltre la porta, più di tutto mi ha incuriosito il titolo del capitolo, ossia “Dal diario…” – mi fa pensare che qualcuno ne sia entrato in possesso (oppure noi stessi?); hah, un’ipotesi un po’ azzardata e fantasiosa, mi rendo conto. La narrazione in prima persona è un bel cambio di prospettiva, in terzo avrebbe perso l’impatto che invece ti dà leggere direttamente i pensieri ossessivi del protagonista.
        Ti aspetto al prossimo capitolo, sperando che questa situazione venga risolta in qualche modo – quantomeno ora sai il motivo per cui non ci saranno commenti, se dovesse ricapitare.
        A presto. 🙂

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