LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... voglio leggere il POV di Sara (56%)

Sara guarda il ponte coperto

SARA

La casa è buia e silenziosa. Adesso è il mio momento.
Mi alzo dalla poltrona rossa e mi dirigo verso la finestra. Mi ci vuole un’eternità, ma la raggiungo. Combatto contro il mio corpo stanco, contro la mia mente che va al rallentatore, ma la raggiungo.
Appoggio la fronte sul vetro e lascio andare lo sguardo.
Tutto è immobile.
Il ponte coperto è sempre lì, in piedi nonostante tutto, una costruzione ostinata che se ne frega del passare degli anni e delle intemperie.

Io e il ponte coperto ci assomigliamo. Non ne so spiegare il motivo, ma c’è qualcosa dentro di noi che ci spinge a resistere: come se aspettassimo il Grande Giorno. Io e il ponte coperto abbiamo una cosa in comune, e a volte mi chiedo se anche il ponte coperto mi guarda, a quest’ora, quando il tramonto dipinge di rosso tutta la campagna.

Fisso la stradina in attesa del polverone che mi preannuncia l’arrivo di Billy Bo, e fino a quando non vedrò il polverone avrò la possibilità di stare alla finestra. A guardare, a sperare.
Possibile che non passi più nessuno, da queste parti?

È incredibile. È incredibile come la vita possa cambiare in pochi minuti…
Mi sembra ieri che sono passata a prendere Billy Bo, e se chiudo un attimo gli occhi me lo rivedo al di là della portiera spalancata della mia vecchia auto.
Sto cantando Love is noise dei Verve, e lui mi guarda con quel suo modo strano di guardare. Ultimamente mi inquieta stare con lui, ricordo di aver pensato, ma lo conosco da una vita e mi sforzo di non darlo a vedere.
Chiaramente gli è successo qualcosa, ma si rifiuta di dirmi cosa.
Ride sempre, è sempre gentile, e mi ascolta volentieri quando gli parlo di Derek.
Gli ho parlato di Derek anche quella sera, nel tragitto verso il Luna Park.

«Perché sei così felice?», mi aveva chiesto Billy Bo.

Io gli ho risposto che era colpa di Derek. Sì, gli ho detto proprio così. E lui mi ha guardato ancora in quel modo strano: un misto di incredulità e felicità, quasi gli avessi appena confessato il mio amore.

A volte, quando penso a quella sera, ho la sensazione che la rotella guasta che da sempre ti gira nel cervello si sia fermata una volta per tutte.
Ridevi troppo quella sera, Billy Bo E la tua mano era sempre a sfiorarmi la guancia, e il tuo braccio era sempre a cingermi le spalle.
Ero a disagio, quella sera, e neanche il gelato era servito a tirarmi su. Nemmeno l’aranciata.
Poi mi hai costretto ad entrare nella Casa degli Specchi, cosa che ho sempre odiato.
Ti sei messo a insistere, e mi guardavi in un modo così duro che ho preferito assecondarti.
Poi è successo.
Eravamo dentro la Casa degli Specchi, e tu sei corso via dicendo così è più divertente!, e mi hai lasciato sola, a guardare la mia immagine deformata dagli specchi.
Giuro che ho pensato di uscire da quella casa. Giuro che ho pensato di uscire dall’entrata, di montare sulla mia vecchia auto e di lasciarti al Luna Park.
E se ci penso mi pento con tutto il cuore di non averlo fatto.
Dopo di un po’ mi sono mossa, e ho cercato l’uscita. Non ci riuscivo, andavo a sbattere dappertutto.

«Ti serve un aiuto per uscire?» Mi sono girata, e mi sono trovata a due dita da Derek.

«Questa Casa degli Specchi ha un che di snervante», ha detto porgendomi la mano.

Ho stretto quella mano, e gli ho chiesto di portarmi fuori.
Giunti all’uscita Derek mi ha scostato i capelli dalla fronte.

«Vorrei tanto uscire con te, una di queste sere», mi ha detto Derek.

E lì non c’ho capito più niente. Il Luna Park è evaporato via, e non c’erano né case degli specchi né urletti di adolescenti che sfidano la morte sulle montagne russe. Non c’era più l’odore dello zucchero filato, né quello dei pop corn.
C’eravamo solo io e Derek.

Poi ho visto Billy Bo, fuori dalla Casa degli Specchi, con le mani ficcate nelle tasche dei jeans e quello sguardo strano, ancora più strano del solito.
Derek mi ha chiesto se andasse tutto bene. E io gli ho mentito.
E io gli ho detto che non si doveva preoccupare, ché andava tutto bene.
Io che l’avrei dovuto baciare, lì, sulle scale di metallo dell’uscita dalla Casa degli Specchi. E io che invece gli ho mormorato un ciao. Forse. Non mi ricordo.

Ricordo che Billy Bo mi ha detto andiamo a casa che sono stanco.
Ricordo del tragitto del ritorno e il buio, con Billy Bo che se ne stava in silenzio: muso lungo e pugni stretti. Ricordo che ha urlato, e quella voce mi è entrata dalle orecchie e si è conficcata nel mio cervello con una violenza inaudita. Ricordo che insieme alla sua voce mi è arrivato anche il colpo col taglio della mano, dritto sulla mia gola, e che ho sentito qualcosa rompersi in me. Ricordo che ho chiuso gli occhi.
Ricordo che quando li ho riaperti mi sono accorta di essere uscita di strada.
E che ho provato ad urlare, ma la voce non era uscita.

La macchina intanto continuava ad andare e ad andare, illuminando alberi, rocce, cespugli, arbusti, buche e dossi.
Mentre le mie mani non riuscivano a trovare il volante, la mia vecchia automobile aveva continuato ad andare.
E ad andare.
E ad andare.

Poi, di quella sera, non ricordo più niente.

Cosa succede nel prossimo capitolo?

  • Ci sarà un altro POV di Billy Bo (14%)
    14
  • Si continuerà con il POV di Sara (0%)
    0
  • Verrà introdotto un nuovo personaggio (86%)
    86
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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