LA CAREZZA DEL SIGNORE

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede nel prossimo capitolo? Verrà introdotto un nuovo personaggio (86%)

La carezza del Signore

JONES

Erano anni che non tornavo da queste parti, e mi sono bastati pochi minuti per ricordarne il motivo. Mi è bastato incrociare gli sguardi dei passanti, quegli occhi lucidi pregni di compassione e di amore fraterno che brillano sotto ai cappelli da cowboy o a quelli più femminili, di paglia intrecciata abbelliti dai fiori rossi che qui crescono ovunque.
C’è viavai: gruppetti di persone che scambiano due chiacchiere sotto il portico di legno della ferramenta, coppie che si gustano l’ennesima tazza di caffè ai tavoli esterni della caffetteria, persone che camminano. Quel loro modo di camminare non è frenetico come quello degli abitanti di una città: qui fanno tutto con calma, anche quando camminano, anche quando si bevono un caffè. Una calma irreale, artificiosa. E la cosa mi irrita. Ora come allora. Mi ha sempre irritato.

Le automobili parcheggiate nel viale principale potrebbero essere le stesse che vedevo durante la mia adolescenza, probabilmente sono le stesse. Anzi, molto probabilmente non si sono mai mosse da lì. Ché tanto l’auto ti serve solo per una cosa, in paesini come questo: per scappare, fuggire via dall’ipocrisia di questi campagnoli del cazzo: per lasciarti per sempre alle spalle il disgustoso perbenismo e i loro denti bianchi. Denti perfetti, che ho odiato e che odio ancora.
È sempre andato tutto bene, da queste parti, e non è mai successo che qualcuno ti confidasse i propri problemi. I problemi, da queste parti, si portano nella tomba: nessuno ha mai impensierito il prossimo con le sue preoccupazioni, i dubbi; nessuno ha mai confidato a nessuno, di attraversare un momento di difficoltà. I pensieri, le angosce, le inquietudini, si affidano al Signore. Solo al Signore.
È una tradizione che si perde nel tempo, qualcosa presente nel DNA di tutti: inutile chiedere spiegazioni, qui si fa così. Si è sempre fatto così.
Ma la cosa che mi infastidisce di più, quella che mi dà letteralmente il voltastomaco, è rivedere quel sorriso amichevole che si apre in automatico sulle loro facce non appena alzano il braccio per salutare chiunque. Che sia una persona che cazzeggia guardando le vetrine dei pochi negozi o l’autista che trasporta i latticini o un forestiero con lo sguardo folle alla Charles Manson, loro tirano su il braccio e agitano la mano. E quel cazzo di sorriso che si dipinge sulle loro facce rugose, cotte dal sole dei campi che coltivano, è davvero inquietante.

Il sorriso è la carezza del Signore, c’è scritto sotto all’enorme cartello che ti dà il benvenuto in paese. Beh, quel cartello te lo becchi in faccia dopo aver percorso una moderna strada asfaltata. La strada asfaltata, su cui crescono a destra e a sinistra grandi alberi verdi e forti, all’improvviso svolta. E tu ti ritrovi davanti a un paesaggio desolante, piatto e sabbioso, che sembra uscito da una puntata di Ai Confini Della Realtà.
Se ne sta lì da sempre, quel cartello: si crogiola sotto il sole, si prende tutta la pioggia che cade dal cielo, si lascia sbatacchiare come una puttana. E intanto osserva tutto. Mi ha sempre dato quell’idea.
L’ho incrociato poco fa: le scritte avrebbero bisogno di una bella ripassata.

Anche le costruzioni, avrebbero bisogno di una rinfrescata, anche i negozi: negozi gestiti dagli stessi proprietari di un tempo, ci scommetterei il mio pick up.
Dei miei coetanei non c’è traccia, probabilmente hanno fatto come me, e un po’ alla volta si sono tolti dal cazzo. E hanno fatto bene: tre hurrà per loro.

Quando il direttore del giornale per il quale lavoro mi ha chiesto un reportage sui ponti coperti mi sono subito venute in mente due cose: i Ponti di Madison County e il paesino in cui sono nato e cresciuto.

«Capo, ma sei sicuro che ‘sta roba tiri ancora?», gli ho chiesto quando mi ha fatto la proposta.

«Assolutamente», mi ha risposto lui.

«Il capo sei tu, ma su ‘sta roba ci hanno scritto un romanzo di successo e ci hanno girato un filmone da Oscar: mi chiedo se…»

«Tu non capisci un cazzo, Jones. Tutto è ciclico, e tutto è in grado di far fruttare un po’ di quattrini. Pensa al servizio sui veterani del Vietnam dell’anno scorso», mi ha detto.

Era vero. Sebbene i veterani del Vietnam siano un argomento trito e ritrito, quel servizio aveva fatto registrare un bel picco di vendite.

«Metti la tua Nikon in una borsa, aggiungici qualche obiettivo dedicato e tornate al paesello per qualche giorno», mi ha detto. «E ricordati dei tramonti: se c’è una cosa che fa bagnare le mutande alle nostre lettrici sono le foto dei ponti coperti al tramonto.»

Il mio capo aveva ragione: i ponti coperti al tramonto hanno un fascino micidiale.
Sono bastati pochi chilometri per trasformare tutto in un panorama idilliaco. E il ponte coperto, sebbene mal messo, ha quel che di decadente che ti arriva al cuore.
C’è malinconia, qui attorno. Malinconia rossa.
Il sole sta per sparire, e solo adesso mi accorgo della casa dei Thompson.
Era lì che abitava Sara, quella ragazza che è quasi morta schiantandosi con l’auto sulla provinciale.

Chissà che fine ha fatto, Sara.

Cosa vorresti leggere, nel prossimo capitolo?

  • Un punto di vista di Jones (70%)
    70
  • Un punto di vista di Billy Bo (20%)
    20
  • Un punto di vista di Sara (10%)
    10
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122 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Tutte le storie giungono a una conclusione, anche se questa potrebbe non essere chiusa del tutto. Ho questa sensazione.
    Trovo che la scelta di non far finire bene le cose, avendoci quasi illuso del contrario, ci stia perfettamente. Non sempre il “bene” prevale, ma potrebbe offrire spazio ad altre storie e altri risvolti. L’intero processo mi ha coinvolto, e trovo che hai dato il meglio verso il centro della storia. Ti ripeto ancora una volta che questa potrebbe essere una di quelle storie da ampliare, con la volontà di farlo, ed è sempre bello far parte del processo evolutivo. Grazie per averci coinvolto!
    E niente, aspetto di leggerti la prossima volta! 🙂

  • Accidenti, ci hai proprio accompagnati in una discesa verso gli Inferi!

    Avremmo potuto salvare Jones? Chissà. Almeno adesso è insieme a Sara, seppur in un contesto… spettrale. Fa rabbia che la malvagità perversa abbia prevalso, ma questa è una storia cruda e raccapricciante, ed è giusto che sia così. Anzi, il fatto stesso che lasci l’amaro in bocca è un bene, significa che hai fatto un ottimo lavoro, complimenti. 😀

    Devo dire che lascia anche delle curiosità, sarebbe davvero interessante leggerne un seguito. Nel frattempo, possiamo far lavorare la nostra fantasia: sto ancora pensando alla “vera storia” dietro l’origine de La Carezza del Signore, ahah!

    Comunque, sono felice di aver seguito il racconto dall’inizio alla fine e spero, in futuro, di leggere ancora qualcosa da parte tua su TheIncipit.
    A presto, Massimo! 😀

  • Complimenti Massimo bellissima storia 🙂
    Sebbene non nel modo in cui ci aspettavamo alla fine Jones e Sara si sono rincontrati 🙂
    Spero che il titolo che hai scelto per il tuo finale sia un modo per dirci che ritornerai a breve con un nuovo inizio (incipit) 🙂
    E noi ti aspetteremo con ansia 🙂
    A presto 🙂

  • Capitolo 9)

    Ciao Massimo!

    Ed è proprio un ritorno al nero. Sapevamo di star ficcano il povero disgraziato in una trappola bella e buona, ma avevo immaginato potessi portare la cosa a un livello più alto di crudeltà! Ma c’è ancora un capitolo…
    La situazione mi ha caricato di sensazioni alla “Non aprite quella porta”: gente che non vorresti mai incontrare al buio, o da solo,
    Aspetto di scoprire come si chiuderà. Continua così!
    Alla prossima!

  • Nonostante io sappia perfettamente che negli horror il lieto fine non esiste, non quello definitivo almeno, voto per Jones e Sara, sperando che non sia l’imparruccato a farne le veci…
    Ciao, Massimo.
    Sai che quel Derek mi ha convinto poco fin dal principio, non so, qualcosa mi puzzava in quel tizio… sarà che sei stato bravo a seminare? Probabile.
    Non ci resta che aspettare il finale, dove so succederà qualcosa di imprevisto. Avanti allora, ti aspetto.

    Alla prossima!

  • Ma che bella “psyco” sorpresa povero Jones.
    Così impara a fidarsi.
    A ‘sto punto non so piu cosa pensare; la suspance resta immutata, anzi è amplificata dagli ultimi accadimenti.
    Esprimo un voto che è un augurio: Sara-Jones. Perché il bene ? trionfi, anche se ho i miei dubbi.
    Bravo Massimo, che dire: ottimo lavoro!?

  • Mi sa che hai vinto la tua scommessa con Martha perché scommetto, a mia volta, che siamo stati fregati tutti, non solo io e BlackCat.
    Ho visto spegnersi di colpo una piccola luce in questo tunnel malsano, e ora non ho più speranze per Sara e Jones, di cui vorrei leggere molto i POV.
    Vediamo quanto ci farai inorridire nel finale.
    Alla prossima Massimo! 😀

    P.s. ho notato che ultimamente il sito sta avendo dei problemi non indifferenti, specie di caricamento.

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